Repubblica partigiana dell'Ossola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Libera Repubblica dell'Ossola
Libera Repubblica dell'Ossola – Bandiera
Dati amministrativi
Lingue ufficiali italiano
Lingue parlate dialetto Insubre
Capitale Domodossola
Dipendente da CLNAI
Politica
Forma di Stato repubblica partigiana
Forma di governo
Nascita 9 settembre 1944
Fine 23 ottobre 1944
Territorio e popolazione
Bacino geografico Italia settentrionale
Territorio originale Ossola
Economia
Valuta Lira italiana
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Evoluzione storica
Preceduto da Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Succeduto da Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
FIAV normal.pngFIAV historical.png
Bandiera della Repubblica (partigiana) dell'Ossola usata secondo Bocca
(8 settembre 1944 - 23 ottobre 1944)
FIAV normal.png FIAV historical.pngFIAV 111111.svg
Bandiera della Repubblica (partigiana) dell'Ossola usata dalle Brigate azzurre
(8 settembre 1944 - 23 ottobre 1944)

La Repubblica dell'Ossola fu una repubblica partigiana sorta nel Nord Italia nel 1944.

Indice

Storia [modifica]

Questa repubblica esistette dal 9 settembre al 22 ottobre 1944. I partigiani del CLN l'8 settembre 1944 attaccarono le truppe fasciste di stanza a Domodossola, sconfiggendole e, dopo averle scacciate, parlarono di "territorio liberato"; solo in seguito, sull'esempio di zone come la Repubblica del Corniolo, la prima repubblica partigiana nell'Italia del nord, si cominciò ad usare l'espressione "repubblica" dell'Ossola.

A differenza di altre Repubbliche partigiane la Repubblica dell'Ossola fu in grado, in poco più di un mese di vita, di affrontare non solo le contingenze imposte dallo stato di guerra, ma anche di darsi un'organizzazione articolata: vennero assunti funzionari (commissari) per l'amministrazione civile con il potere di assumere impiegati, venne vietata l'esportazione di valuta, venne rinnovata la toponomastica della valle.

Tutte le leggi e i corpi militari fascisti vennero sciolti in soli 2 giorni. Salò reagì tagliando i rifornimenti all'intera valle, ma, dopo alcune incertezze, la piccola repubblica ottenne l'appoggio della Svizzera.

Il 10 ottobre i fascisti attaccarono con 5000 uomini e, dopo aspri scontri, il 23 ottobre riconquistarono tutto il territorio. La gran parte della popolazione abbandonò la Val d'Ossola per rifugiarsi in Svizzera lasciando il territorio pressoché deserto impedendo di fatto le forti rappresaglie che furono minacciate dai fascisti e dal capo della provincia in particolare. A tal proposito proprio il capo della provincia Enrico Vezzalini scrisse il famoso comunicato a Mussolini che recitava: "Abbiamo riconquistato l'Ossola, dobbiamo riconquistare gli Ossolani".

La storia della Repubblica dell'Ossola è stata narrata nello sceneggiato di Leandro Castellani Quaranta giorni di libertà e dal libro di Giorgio Bocca Una repubblica partigiana (1964). Una narrazione molto particolareggiata si trova anche nel romanzo "Il cavallo rosso" di Eugenio Corti.

Bandiera della Repubblica dell'Ossola [modifica]

Secondo Bocca la bandiera della repubblica sarebbe stata un tricolore rosso, verde e blu, in omaggio a tutte le formazioni militari partigiane che avevano partecipato alla liberazione e alla difesa del territorio libero dell'Ossola. Ogni gruppo partigiano aveva poi le sue insegne. Verde quella di "giustizia e libertà", rossa quella delle formazioni garibaldine, azzurra quella dei monarchici (vedi accanto ricostruzione).

Personalità legate alla Repubblica dell'Ossola [modifica]

Partigiani dell'Ossola

Bibliografia [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]