Taiwan

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Taiwan o Formosa
Taiwan o Formosa – Bandiera Taiwan o Formosa - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Taiwan o Formosa - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Cina
Nome ufficiale 中華民國
Zhonghuá mínguó
Lingue ufficiali cinese mandarino[1]
Altre lingue cinese hakka
taiwanese
lingue formosane[2]
Capitale Taipei[n 1]  (2.600.543 ab. / 2000)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale
Capo di Stato Ma Ying-jeou
Capo di Governo Jiang Yi-huah
Indipendenza dall'impero Manciù
1º gennaio 1912
Superficie
Totale 35.980 km² (134º)
 % delle acque 10,34 %
Popolazione
Totale 23.216.236 ab. (2012) (51º)
Densità 646 ab./km²
Tasso di crescita 0,29% (2012)[3]
Nome degli abitanti Cinesi,
Formosani,
Taiwanesi
Geografia
Continente Asia
Confini Nessuno
Fuso orario UTC +8
Economia
Valuta Nuovo dollaro taiwanese
PIL (nominale) 474 149[4] milioni di $ (2012) (27º)
PIL pro capite (nominale) 20 336 $ (2012) (39º)
PIL (PPA) 894 315 milioni di $ (2012) (19º)
PIL pro capite (PPA) 38 357 $ (2012) (18º)
Varie
Codici ISO 3166 TW, TWN, 158
TLD .tw, .台灣, .台湾
Prefisso tel. +886
Sigla autom. RC
Inno nazionale Zhōnghuá Míngúo gúogē
Festa nazionale 10 ottobre
Taiwan o Formosa - Mappa
  1. ^ Capitale provvisoria; la capitale ufficiale della Repubblica di Cina è la città di Nanchino (Nanjing, 5.836.000 abitanti a fine 2004), sita nella Cina popolare
 

Coordinate: 24°N 121°E / 24°N 121°E24; 121

La Repubblica di Cina (RDC) (cinese tradizionale: 中華民國; cinese semplificato: 中华民国; Wade-Giles: Chung-hua Min-kuo: Tongyong Pinyin: ZhōngHuá MínGuó; Hanyu Pinyin: Zhōnghuá Mínguó; Gwoyeu Romatzyh: Jonghwa Mingwo), comunemente nota come Taiwan o Formosa, è uno Stato de facto costituito dal gruppo di isole di Formosa, Pescadores, Quemoy e Matsu ma che, nella sua costituzione, rivendica anche la Cina continentale e la Mongolia Esterna. La capitale ufficiale è Nanchino, che si trova però nel continente; la capitale provvisoria è quindi Taipei.

Non riconosciuto né dalla Cina (Repubblica Popolare Cinese, RPC) né dagli altri membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU[5] (USA, Russia, Regno Unito e Francia), nonché dal Canada e dagli altri Paesi dell'Unione europea, Taiwan intrattiene tuttavia con essi rapporti di collaborazione e di commercio (solitamente con un ufficio di rappresentanza facente funzioni di ambasciata); al gennaio 2012 è riconosciuta da 23 Paesi in tutto il mondo, tra cui il Vaticano.

Comunemente ci si riferisce a Taiwan come "Repubblica di Cina", laddove invece "Cina" da solo è usato per indicare la Repubblica Popolare Cinese che controlla la Cina continentale, Hong Kong e Macao. Nelle organizzazioni internazionali, come quelle sportive, di cui la RDC è parte ci si riferisce ad essa come Cina Taipei o semplicemente Taipei a causa dei problemi diplomatici con la RPC che vi si riferisce come "provincia separatista di Taiwan".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Taiwan.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Repubblica di Cina (1912-1949).

Nascita della Repubblica di Cina, 1912-1927[modifica | modifica wikitesto]

History of China
Storia della Cina
MITOLOGICA
Tre Augusti e Cinque Imperatori
ANTICA
Dinastia Xia c. 2100 – c. 1600 a.C.
Dinastia Shang c. 1600 – c. 1046 a.C.
Dinastia Zhou c. 1045 – 256 a.C.
 Dinastia Zhou occidentale
 Dinastia Zhou orientale
   Periodo delle primavere e degli autunni
   Periodo dei regni combattenti
IMPERIALE
Dinastia Qin 221–206 a.C.
Dinastia Han 206 a.C. – 220 d.C.
  Dinastia Han occidentale
  Dinastia Xin
  Dinastia Han orientale
Tre Regni 220–280
  Wei, Shu e Wu
Dinastia Jìn 265–420
  Jin occidentale Sedici regni
304–439
  Jin orientale
Dinastie del Nord e del Sud
420–589
Dinastia Sui 581–618
Dinastia Tang 618–907
  (Wu Zetian 690–705)
5 dinastie
e 10 regni

907–960
Dinastia Liao
907–1125
Dinastia Song
960–1279
  Song del Nord W. Xia
  Song del Sud Dinastia Jīn
Dinastia Yuan 1271–1368
Dinastia Ming 1368–1644
Dinastia Qing 1644–1911
MODERNA
Repubblica di Cina 1912–1949
Repubblica popolare
cinese

1949–presente
Repubblica di Cina
(Taiwan)

1949–presente

Dopo oltre 2000 anni di dominio imperiale, nel 1912, la Repubblica di Cina subentrò al sistema dinastico della Dinastia Qing, giunta ormai al declino. La Cina aveva vissuto un secolo di instabilità dovuto sia alle ribellioni interne che alla dominazione straniera. Mentre gli intellettuali cercavano una nuova filosofia per sostituire l'antico ordine confuciano, i governatori militari del nord, i cosiddetti "signori della guerra", tentarono di impossessarsi del potere imperiale. Il Kuomintang (KMT, Partito Nazionalista) di Sun Yat-sen, con base nella Cina meridionale, iniziò ad addestrare un Esercito Nazionale Rivoluzionario con il quale intendeva sfidare i signori della guerra. Nel frattempo i colloqui tra i rappresentanti del Comintern sovietico e i bolscevichi cinesi determinarono nel 1921 la formazione del Partito Comunista Cinese.

La Cina nazionalista (1927-1949)[modifica | modifica wikitesto]

Le speranze che il Partito Comunista Cinese si allineasse con il KMT andarono in fumo con la morte di Sun Yat-sen e l'ascesa di Chiang Kai-shek, un membro del KMT che auspicava la nascita di uno Stato liberal-capitalista. Chiang Kai-shek mise violentemente fine tanto alla crescente influenza bolscevica quanto al potere dei signori della guerra del nord e nel 1928 formò a Nanchino un governo in cui egli deteneva il potere sia politico sia militare.

I bolscevichi cinesi si suddivisero in una fazione che si concentrò sulla rivolta urbana e una secondo la quale l'unico sistema per ottenere la vittoria era unificare le campagne. Radunate le proprie forze nei monti dello Jinggangshan, Mao Tse-tung adottò la strategia della guerriglia e nel 1930 le sue disordinate armate erano ormai diventate un esercito di 40.000 uomini. Chiang Kai-shek mise in atto quattro campagne contro i comunisti, ma ciascuna di esse si trasformò in una vittoria delle forze comuniste grazie alla loro strategia di sferrare attacchi brevi invece di combattere battaglie campali. Con la quinta campagna le sorti del conflitto rischiarono di capovolgersi perché i comunisti, mal consigliati, cambiarono strategia e si scontrarono in una battaglia frontale con il KMT. Vedendosi circondati, i comunisti nel 1934 decisero di ritirarsi dallo Jiangxi e di dirigersi a nord verso lo Shaanxi con quella che diventò nota come la Lunga Marcia. Dei 90.000 uomini che vi presero parte solo 20.000 riuscirono ad arrivare a destinazione, a un anno di distanza e dopo aver percorso 8.000 km. Lungo il cammino i comunisti armavano i contadini che incontravano e ridistribuivano le terre, volendo dimostrare la possibilità di combattere del popolo cinese, a patto che gli venissero forniti metodo, organizzazione, guida, speranza e armi. Durante la marcia Mao si affermò quale capo assoluto e incontrastato del partito comunista.

Nel frattempo, nel 1931, i giapponesi avevano approfittato del caos in Cina per invadere la Manciuria, dove avevano creato Manciukuò, uno Stato fantoccio a capo del quale avevano posto come sovrano simbolico l'ultimo imperatore cinese, Aisin Gioro Pu yi. Alla fine della Seconda guerra mondiale, con la resa del Giappone, anche l'isola di Taiwan era ritornata, dopo 50 anni di occupazione, alla Cina, ed il Kuomintang vi estese il regime di amministrazione militare. Questo fatto suscitò tensioni tra la popolazione locale e il governo centrale, che culminarono con il massacro del 28 febbraio 1947. La causa scatenante fu l'arresto di un venditore di sigarette, che fu l'occasione colta dalla popolazione di Taiwan per manifestare contro il governo ed accusarlo di oppressione e corruzione. Nonostante il governatore di Taiwan, Chen-Yi, negoziasse con i leader della comunità taiwanese, Chiang Kai-Shek inviò numerose truppe dalla Cina per reprimere il dissenso. Quando arrivarono iniziarono a giustiziare i capi della protesta, tra cui molti studenti, avvocati e medici. Le vittime di questo massacro furono stimate tra i 18.000 e i 28.000. Intanto la Cina era in preda alla guerra civile totale, e nel giro di pochi anni la drammatica lotta tra il Kuomintang e il partito comunista giunse violentemente al termine. Nel 1948 e nel 1949 furono combattute tre violente battaglie con le quali il KMT venne sconfitto.

Il primo ottobre 1949 Mao Tse-tung proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese e Chiang Kai-shek fuggì a Taiwan, portando con sé le riserve auree del paese e quel che restava dell'aviazione e della marina. Chiang Kai-shek ordinò inoltre che tutti i manufatti provenienti sia dalla Città proibita che dal palazzo imperiale di Nanchino, che si fosse riusciti a trasportare, venissero portati sull'isola di Taiwan. Questi oggetti formano oggi il cuore del "National Palace Museum" di Taipei. Il Kuomintang continuò il suo operato a Taiwan, considerandosi l'unico governo legittimo della Cina. Nel frattempo i comunisti della Repubblica Popolare Cinese si proclamarono i successori della Repubblica di Cina su tutto il paese, dichiarando illegittimo il governo nazionalista taiwanese.

La Repubblica di Cina su Formosa (1945-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1945 al 1949, Formosa ha partecipato alla guerra civile cinese, periodo durante il quale il governo locale si macchiò di gravi colpe, fra le quali l'incidente del 28 febbraio 1947.

Alla fine della guerra civile, conclusasi con la sconfitta del Kuomintang, il 7 dicembre 1949 Taipei divenne la nuova capitale dei nazionalisti cinesi.

Sia la Repubblica di Cina che la Repubblica Popolare Cinese hanno continuato a sostenere specularmente di essere l'unica autorità legittima dell'intera Cina. La comunità internazionale, con poche eccezioni, scelse gradualmente la Cina continentale come legittimo rappresentante dell'intera Cina. Si trattò però di un processo piuttosto lento. Solo nel 1971 il Kuomintang perse il proprio seggio di rappresentante della Cina alle Nazioni Unite e nel 1979 gli Stati Uniti, rinnegando la precedente linea di condotta, smisero di riconoscere Taiwan quale Stato legittimo.

Nel 1979 gli attivisti democratici tentarono di attirare l'attenzione dei media internazionali sulle condizioni dei cittadini taiwanesi sotto la linea politica dei nazionalisti. Il 10 dicembre di quell'anno, giorno dei diritti umani, gli attivisti democratici organizzarono grandi proteste nella città di Kaohsiung, pretendendo la fine della legge marziale e della linea politica del governo nazionalista. Queste proteste vennero velocemente represse dalla polizia.

Nel 2000 il presidente taiwanese Chen vinse le elezioni con la proposta di redigere una nuova costituzione in cui risaltasse il carattere sovrano e indipendente di Taiwan. Ha inoltre sciolto il Consiglio per l'Unificazione Nazionale, costituito nel 1990 per sovrintendere all'eventuale unificazione dell'isola con la Cina.

Il governo cinese ha reagito con una legge che stabilisce che qualunque tentativo di legittimare un autogoverno indipendente nell'isola mediante la modifica della Costituzione taiwanese potrebbe avere come conseguenza un'azione militare da parte della Cina. Una legge del Congresso obbliga tuttavia gli USA a difendere militarmente Taiwan da un eventuale attacco cinese.

Battaglie e armamenti[modifica | modifica wikitesto]

Durante la crisi dello stretto di Formosa, nel 1958, vi furono scontri violentissimi, e le isole Quemoy e Matsu vennero danneggiate a colpi di cannone dall'esercito cinese, e le loro guarnigioni assediate anche via mare. I cinesi comunisti non riuscirono a farle cadere in un mese di scontri durante i quali vennero ingaggiate dure battaglie aeree, finite con la vittoria di Taiwan, tra F-86 e MiG-15 e MiG-17 cinesi, grazie anche all'esordio dei missili AIM-9 Sidewinder. Mentre gli USA, appoggiando Taiwan, schierarono unità da combattimento equipaggiate tra l'altro con i nuovissimi F-104, gli unici bisonici in servizio all'epoca, velivoli nettamente superiori ai caccia di produzione sovietica dei cinesi comunisti.

Dopo di allora, Taiwan continuò ad essere utilizzata dagli americani come base avanzata contro la Cina: moltissime missioni di ricognizione vennero condotte sia da aerei che palloni sonda di costruzione americana. Gli RF-101 vennero consegnati ai Taiwanesi, ma è poco noto che il luogo in cui vi sono state le maggiori perdite di U-2 è stato proprio il territorio cinese, con i missili SA-2 Guideline ed i caccia J-6 che sono stati in grado di abbatterne almeno 5. Ciò non mancò di accendere proteste e crisi periodiche, come le forniture di armamenti americani ad un'entità politica che aspirava a ripristinare il controllo dei propri possedimenti continentali.

Taiwan ebbe quindi in dotazione: 160 F-104 Starfighter, oltre 300 Northrop F-5, oltre 30 cacciatorpediniere, circa 2 000 carri armati M-41/48 e una grande quantità di missili antiaerei HAWK e Nike Hercules, solo per citare alcune delle più importanti forniture.

In seguito la cosiddetta "Fortezza sullo Stretto", si è dotata di hangar corazzati contro i missili balistici cinesi, e un sistema di difesa aereo polivalente con capacità antimissili, basato su radar da avvistamento precoce, HAWK modificati, Patriot e Tien Kung (modello locale in gran parte derivato dal Patriot). Per i soli radar sono stati spesi ben oltre 13 miliardi di dollari. Programmi molto grandi per un'isola di 30.000 km², che ha effettuato anche ulteriori acquisti per 130 caccia leggeri AIDC F-CK-1 Ching-kuo, 60 Mirage 2000 e 150 F-16. Anche il numero di missili presenti, forse circa 10.000, è molto consistente e adatto ad una guerra di lunga durata.

I cinesi affermano che tali armamenti non sono funzionali alla sola difesa dell'isola, e va notato che effettivamente la sicurezza di Taiwan non risulta garantita, data l'elevata potenzialità degli economici missili balistici (circa 1 milione di dollari l'uno) che i cinesi costruiscono in grandi quantità: la Cina potrebbe lanciare contro Taiwan parecchie migliaia di missili balistici, ben più dei missili che si suppone potrebbero intercettarli (con circa 3-4 SAM per ciascun missile balistico). Inoltre, le mine cinesi potrebbero causare un grave blocco navale ai porti taiwanesi, essenziali per un paese che vive di commercio e non ha l'autosufficienza alimentare. In altri termini, Taiwan, 300 volte più piccola della Cina comunista, resta con un territorio molto più vulnerabile ad una campagna massiccia cinese di mine navali e missili, senza bisogno che i caccia degli opposti schieramenti si diano grandi battaglie o che le truppe da sbarco occupino Taipei.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il terreno taiwanese è diviso in due parti: le piatte pianure dell'ovest, dove risiede il 90% della popolazione, e le montagne quasi totalmente ricoperte di foresta tropicale che occupano i due terzi dei terreni orientali. Il massiccio più alto di Taiwan è lo Yushan, o Monte di Giada, alto circa 3.951,798 m all'anno 2003[6].

Le foreste delle montagne occidentali offrono un'ampia biodiversità, la cui flora è composta di diverse specie endemiche, quali il Cipresso di Formosa (Chamaecyparis formosensis) e l'Abete di Taiwan (Abies kawakamii), mentre l'Alloro di Canfora (Cinnamomum camphora) era un tempo molto diffuso a livelli più bassi (livelli che sono stati principalmente trasformati in campi coltivabili). Prima del grande sviluppo economico di Taiwan, le aree montane erano anche l'habitat di diverse specie e sottospecie animali endemiche, tra i quali ricordiamo il fagiano di Swinhoii (Lophura swinhoii), la gazza blu di Taiwan (Urocissa caerulea), l'Orso Nero di Formosa (Selanarctos thibetanus formosanus), il cervo sika di Formosa (Cervus nippon taiwanensis o Cervus nippon taiouanus) ed il salmone di Formosa (Oncorhynchus masou formosanus). Alcune di queste specie sono attualmente estinte, mentre molte altre sono già in via di estinzione.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

A Taiwan, la superficie insulare coperta da fiumi e laghi è molto ampia, del 10,34% della terra emersa. Ad ogni modo, i fiumi sono brevi e a carattere torrentizio, quindi non sono molto noti. I più famosi sono il Beishi (50 km), il Danshui (158,7 km), il Dongshan (24 km), il Fegping (37 km), il Fuyuan (28 km), il Keelung (96 km), il Lanyang (73 km), il Lekuleku (53 km), il Maolou (32 km), il Nanshi (45 km), il Shiuculuan (81 km), il Shuili (19 km) e il Xindian (82 km).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente il clima di Taiwan viene definito come oceanico, e varia ampiamente a seconda delle stagioni nella parte settentrionale dell'isola e nelle aree montane. La fascia meridionale, tuttavia, appartiene alla fascia climatica tropicale, calda e umida durante tutto l'anno. La stagione delle piogge va da maggio a giugno, con precipitazioni quasi quotidiane, mentre da luglio a ottobre è facile che vi siano uragani e tifoni. A nord dell'isola la nuvolosità è persistente ed estensiva durante quasi tutto il periodo dell'anno, tuttavia le precipitazioni sono frequenti anche al sud e nei giorni d'estate, durante i quali si ha il 90% delle precipitazioni annue. La piovosità annuale si aggira intorno ai 2.500 mm, sebbene in alcune regioni orientali essa arrivi quasi a 5.000 mm.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione della Repubblica di Cina è stata stimata, ad agosto del 2012, pari a 23.216.236 persone, distribuite in un'area di 35.980 km². Con una densità di 646 ab./km², Taiwan è il sedicesimo paese del mondo per densità di popolazione.[7] Il 98% del popolo taiwanese è composto di cinesi Han, mentre il restante 2% è composto di aborigeni taiwanesi. Il preponderante valore percentuale dei cinesi continentali rispetto agli aborigeni è dovuto alla velocissima immigrazione cinese sull'isola dai primi anni del Seicento (quando era una colonia olandese a sud e spagnola a nord, gli olandesi favorirono l'arrivo di manodopera cinese) e ancora di più dal tardo Seicento quando, dopo alterne vicende l'isola passò politicamente alla Cina (prima Ming, che proprio a Taiwan si ritirarono, poi alla dinastia mancese), sia, infine, al massiccio afflusso dalla Cina continentale in seguito alla disfatta nazionalista nel 1949. Il paese assiste ad un declino del tasso di natalità, con una crescita appena dello 0,61% nell'anno 2006.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Religiosità di Taiwan
religione percentuale
Buddhismo
  
35,1%
Taoismo
  
33%
Ateismo
  
14%
Cristianesimo
  
3,9%
I-Kuan Tao
  
3,5%

Secondo i dati del 2005, circa 18.718.600 degli abitanti di Taiwan (81,3% della popolazione) sono credenti, mentre il 14 – 18% è ateo. Delle 26 religioni riconosciute dalla Repubblica di Cina, le più praticate sono il buddhismo (8.086.000, 35,1%), il taoismo (7.600.000, 33%), l'I-Kuan Tao (810.000, 3,5%), il protestantesimo (605.000, 2,6%) ed il cattolicesimo (298.000, 1,3%). Tuttavia, secondo il CIA World Factbook ed altre recenti fonti dal Dipartimento di Stato Americano o dalla Sezione Affari Religiosi del MOI, dall'80 al 93% della popolazione taiwanese aderisce ad una religione tradizionale cinese che combina insieme buddhismo mahayana, confucianesimo (culto degli antenati) e taoismo[8][9][10].

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

La lingua nazionale è il cinese mandarino, la stessa lingua ufficiale della Cina Popolare, anche se la maggioranza parla anche il taiwanese (variante della parlata hokkien della provincia di Fujian) e molti parlano pure l'hakka.[11] Mentre nella Cina Popolare è stata introdotta anche una scrittura semplificata, a Taiwan (come a Hong Kong e Macao) è rimasta in vigore la scrittura cinese tradizionale. Gli aborigeni taiwanesi (ne esistono diversi gruppi, alcuni formalmente riconosciuti, altri no) praticano lingue antiche discendenti dalle lingue formosane, della famiglia delle lingue austronesiane.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Governo[modifica | modifica wikitesto]

Un alto e vasto edificio con una torre al centro. Vi conduce una grande strada circordata da alberi.
Il palazzo presidenziale a Taipei ospita l'Ufficio del presidente della Repubblica di Cina dal 1950

Il governo della Repubblica di Cina si fonda sulla Costituzione e sui suoi Tre principi del popolo, che afferma che "la RDC sarà una repubblica democratica del popolo, governata dal popolo e per il popolo."[12] Il governo è diviso in cinque rami amministrativi (Yuan, letteralmente "corte" o "tribunale"): lo Yuan di Controllo, lo Yuan d'Esame, lo Yuan Esecutivo, lo Yuan Giudiziario e lo Yuan Legislativo. La coalizione pan-azzurra e la coalizione pan-verde sono attualmente i blocchi politici dominanti nella Repubblica di Cina.

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Il capo di Stato è il presidente, che è eletto mediante voto popolare per un mandato di quattro anni nella stessa lista di candidati del vicepresidente. Il presidente esercita l'autorità sullo Yuan Esecutivo, di cui nomina i membri, compreso il primo ministro (Premier), che è anche il presidente dello Yuan esecutivo; i membri sono responsabili per la politica e l'amministrazione.[12]

Potere esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

Il potere esecutivo nella RDC è affidato allo Yuan Esecutivo, che corrisponde sostanzialmente al gabinetto di governo ed è formato come già detto dal Premier, che funge da presidente, dal vicepresidente (Vicepremier) e dai vari ministri (con e senza portafoglio) e presidenti di commissione. Il vicepresidente, i ministri e i presidenti di commissione sono nominati dal presidente della Repubblica su designazione del Premier. Nella realtà, molti poteri esecutivi sono esercitati dal presidente della Repubblica: il sistema politico della RDC infatti non si adatta ai modelli tradizionali e oscilla tra sistema presidenziale e sistema parlamentare. Il primo ministro è selezionato dal presidente senza bisogno di approvazione dall'Assemblea legislativa, ma questa può approvare leggi senza riguardo per il presidente, poiché né egli né il primo ministro hanno potere di veto.[12] Così, ci sono pochi incentivi per il presidente e l'Assemblea legislativa a negoziare sulla legislazione se appartengono a partiti opposti. Dopo l'elezione di Chen Shui-bian della coalizione pan-verde come presidente nel 2000, l'attività legislativa si è ripetutamente bloccata a causa dello stallo con lo Yuan legislativo, che era controllato da una maggioranza pan-azzurra.[13] Storicamente, la RDC è stata dominata dalla politica del partito unico dell'uomo forte. Questo retaggio ha avuto come risultato poteri esecutivi attualmente concentrati nell'ufficio del presidente piuttosto che del primo ministro, anche se la Costituzione non fissa esplicitamente l'ampiezza del potere esecutivo del presidente.[14]

Potere legislativo[modifica | modifica wikitesto]

Il principale organo legislativo è lo Yuan Legislativo monocamerale con 113 componenti. Settantré sono eletti mediante voto popolare da circoscrizioni uninominali; trentaquattro sono eletti in base alla proporzione dei voti su scala nazionale ricevuti dai partiti politici partecipanti in un ballottaggio separato tra le liste di partito; e sei sono eletti da due circoscrizioni aborigene trinominali. I componenti svolgono mandati triennali. Originalmente l'Assemblea Nazionale monocamerale, come assemblea costituente e collegio elettorale permanente, deteneva alcune funzioni parlamentari, ma l'Assemblea Nazionale fu abolita nel 2005 con l'entrata in vigore di emendamenti costituzionali sottoposti allo Yuan Legislativo e a tutti gli elettori della Repubblica mediante referendum.[12]

Potere giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

Lo Yuan Giudiziario è il più alto organo giudiziario della RDC. Esso interpreta la costituzione e altre leggi e decreti, giuridica le cause amministrative e punisce i funzionari pubblici. Il presidente e il vicepresidente dello Yuan Giudiziario e quindici Giudici formano il Consiglio dei Grandi Giudici. Essi sono designati e nominati dal presidente della Repubblica, con il consenso dello Yuan Legislativo. Il tribunale più elevato, la Corte Suprema, è costituita da numerose sezioni civili e penali, ciascuna delle quali è formata da un Giudice che presiede e da quattro Giudici Associati, tutti nominati a vita. Nel 1993, fu istituito un tribunale costituzionale separato per risolvere le dispute costituzionali, regolare l'attività dei partiti politici e accelerare il processo di democratizzazione. Non c'è un processo con giuria, ma il diritto a un giusto processo pubblico è garantito dalla legge e rispettato in pratica; molte cause sono presiedute da più giudici.[12]

Come la maggior parte delle democrazie asiatiche, la RDC ammette ancora la pena capitale. Sono stati fatti sforzi dal governo per ridurre il numero delle esecuzioni, anche se non sono stati in grado di abolire completamente la pena. Alla data del 2013, circa il 76% dei Taiwanesi volevano mantenere la pena di morte.[15]

Controllo[modifica | modifica wikitesto]

Lo Yuan di Controllo è un'agenzia di controllo che vigila (controlla) le attività dell'esecutivo. Può essere considerata una commissione permanente per le verifiche amministrative e può essere paragonata alla Corte dei Conti dell'Unione europea o al Government Accountability Office degli Stati Uniti.[12] Lo Yuan di Controllo è a volte paragonato anche a un ombudsman o a un'istituzione nazionale per i diritti umani.

Esame[modifica | modifica wikitesto]

Lo Yuan d'Esame ha il compito di convalidare la preparazione dei funzionari pubblici. Si basa sul vecchio sistema degli esami imperiali usato nella Cina premoderna. Può essere paragonato all'Ufficio per la selezione del personale dell'Unione europea o all'Office of Personnel Management degli Stati Uniti.[12]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa di Taiwan.

Per la costituzione del 1947, redatta prima del ritiro del governo della Repubblica di Cina a Taiwan, il più alto livello di divisioni amministrative è la provincia, che include regioni ad amministrazione speciale, regioni e municipalità a controllo diretto. Tuttavia, nel 1998, fu snellito anche l'unico governo provinciale ad essere rimasto funzionale sotto la Repubblica di Cina, la Provincia di Taiwan (in precedenza era esistita, assieme ad essa, anche la Provincia del Fuchien). Ora quasi tutte le responsabilità di governo vengono assunte dallo Stato centrale o dall'amministrazione della contea, ed attualmente la Repubblica di Cina amministra due province e cinque città estese a livello di provincia. Secondo la legge della Repubblica di Cina, l'area sotto la giurisdizione del governo è ufficialmente chiamata area libera della Repubblica di Cina.

La Repubblica di Cina ha anche il controllo delle Isole Pratas (Dong-Sha) e delle Isole Taiping, parte del disputato arcipelago del Mar della Cina meridionale. Le isole furono poste sotto il distretto della città di Kaohsiung[16].

Attualmente, si sta considerando di elevare Taichung a stato di municipalità centrale. Inoltre, le contee di Taipei e di Kaohsiung sono considerate equivalenti al territorio delle rispettive città.

Rivendicazioni territoriali, exclavi, enclavi[modifica | modifica wikitesto]

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Grado Città Popolazione
1 Taipei 2.620.273
2 Kaohsiung 1.526.128
3 Taichung 1.067.366
4 Tainan 768.891
5 Banqiao 551.122
6 Zhonghe 412.785
7 Hsinchu 406.471
8 Xinzhuang 398.860
9 Taoyuan 397.529
10 Keelung 388.787
11 Sanchong 385.450
12 Zhongli 362.499
13 Fengshan 339.353
14 Xindian 292.826
15 Tucheng 238.417
16 Yonghe 236.888
17 Yongkang 212.844
18 Pingzhen 205.468
19 Dali 194.960
20 Xizhi 183.866

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'unico istituto di lingue è l'Istituto di Lingue delle Ursuline Wenzao.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito di Taiwan, Zhōnghuá Mínguó Hǎijūn e Chung-Hua Min-Kuo K'ung-Chün.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Situazione geopolitica[modifica | modifica wikitesto]

Il governo taiwanese è deciso a non accettare alcuna proposta diplomatica cinese che possa limitare la sua libertà.

Dopo l'emanazione della legge cinese antisecessione del 2006, gli analisti militari si sono divisi in due gruppi di pensiero riguardo alla situazione geopolitica taiwanese: alcuni esperti[17] sono d'accordo nel sostenere che Taiwan corra il rischio di essere occupata dalla Repubblica popolare cinese, mentre altri sostengono che ciò non sia possibile per via della tradizionale protezione degli USA accordata a quest'ultima. Ma negli ultimi tempi fra i giovani taiwanesi l'idea dell'occupazione di Taiwan da parte di Pechino è diventata più credibile a causa del continuo crescere della potenza militare cinese nell'Estremo Oriente.

Le conseguenze di un'eventuale occupazione cinese potrebbero portare ad un grave deterioramento dei rapporti tra gli USA (quindi la NATO), e la Cina (protetta anche da un sistema di alleanze reciproche tra alcuni paesi asiatici denominato Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione, che sempre più prende il ruolo di un blocco asiatico anti-NATO sotto l'influenza cinese).

In tutta questa situazione di riarmo militare degli ultimi anni sia da parte del mondo occidentale che da parte di quello orientale, l'ONU è ancora limitato dalla volontà di alcuni paesi in possesso del diritto di veto (tra cui la Repubblica Popolare Cinese stessa) che possono bloccare decisioni prese dalla maggioranza e da organizzazioni, quali la NATO e l'Organizzazione di Shanghai, sempre più autonome e indipendenti, che gli impediscono di assolvere con efficacia il compito di mediatore e di arbitro internazionale.

Status internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Status politico di Taiwan.

Attualmente il governo di Taipei non rivendica più la sovranità sulla Cina e la Mongolia (sebbene l'Assemblea Nazionale non abbia mai ufficialmente ridefinito i confini nazionali) e le tensioni dell'epoca della guerra fredda si sono alquanto calmate. Lo status politico di Taipei rimane oggetto di contenzioso. Le riforme attuate dal governo nazionalista negli anni ottanta e novanta hanno trasformato Taiwan da uno Stato monopartitico, controllato da coloro che avevano abbandonato la Cina, in uno Stato multipartitico e aperto anche alla popolazione originaria dell'isola. Benché la Repubblica di Cina fosse uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza presso l'ONU, essa venne rimpiazzata dalla Repubblica Popolare Cinese nel 1971. Come conseguenza della politica di Pechino orientata al riconoscimento dell'esistenza di "un'unica Cina", Taiwan dal 1970 in poi ha molto sofferto sul piano diplomatico. Attualmente, la Repubblica di Cina è riconosciuta da 23 paesi:

  1. Belize (1989)
  2. Burkina Faso (1994)
  3. Città del Vaticano (1942)
  4. Repubblica Dominicana (1957)
  5. El Salvador (1961)
  6. Gambia (1995)
  7. Guatemala (1960)
  8. Haiti (1956)
  9. Honduras (1965)
  10. Kiribati (2003)
  11. Isole Marshall (1998)
  12. Nauru (1980-2002, 2005)
  13. Nicaragua (1990)
  14. Palau (1999)
  15. Panamá (1954)
  16. Paraguay (1957)
  17. Saint Kitts e Nevis (1983)
  18. Saint Vincent e Grenadine (1981)
  19. Santa Lucia (1984-1997, 2007)
  20. São Tomé e Príncipe (1997)
  21. Swaziland (1968)
  22. Isole Salomone (1983)
  23. Tuvalu (1979)

Le 23 nazioni che hanno rapporti diplomatici ufficiali con la Repubblica di Cina (RDC) la riconoscono come solo e legittimo governo dell'intera Cina.

Corea del Sud e Arabia Saudita hanno terminato le loro relazioni diplomatiche con la RDC nel 1992, e il Sudafrica è passato al riconoscimento della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel 1998. La Liberia è passata dal riconoscimento della RPC al riconoscimento della RDC nel 1989 e ha cambiato nuovamente nell'ottobre del 2003. Il 31 marzo 2004 Dominica terminò il suo riconoscimento nei confronti della RDC che era iniziato nel 1983 perché la RPC le promise un finanziamento di 117 milioni di dollari in sei anni. La Macedonia ha riconosciuto Taiwan negli anni novanta ma ha cambiato quando la RPC le impose sanzioni economiche e usò il veto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU per bloccare gli aiuti alla missione di peacekeeping. Nel giugno 2007, dopo quasi 50 anni di relazioni diplomatiche, la Costa Rica ha spostato il suo ambasciatore da Taipei a Pechino cessando ogni rapporto con la repubblica "ribelle" e sei mesi dopo il Malawi ha fatto lo stesso. In Italia esiste un Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia, con sede a Roma, diretto dall'ambasciatore Lai Chien-chung (che ha sostituito nel giugno 2011 il precedente ambasciatore Yih Jung-tzung, in carica dal 2008), che di fatto svolge un ruolo di presenza diplomatica concentrato soprattutto sugli aspetti commerciali e culturali.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte del territorio è coltivato a riso, ma si coltivano anche mais, soia, patate dolci. Si allevano soprattutto anatre e suini. La pesca, praticata sulla costa orientale, alimenta un notevole flusso di esportazioni.

Risorse minerarie[modifica | modifica wikitesto]

Il carbone è la risorsa mineraria principale. La produzione di idrocarburi invece è scarsa. Si estraggono oro, argento, zolfo, marmo, amianto, talco e dolomite. Impianti metallurgici e siderurgici, cementifici, industrie della gomma e della carta sono presenti nella zona di Kaohsiung. Si stanno espandendo l’industria elettronica, informatica, delle telecomunicazioni il cui centro principale è a sud di Taipei, la capitale.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Acer ("la cui radice latina significa energico e aggressivo") è un'azienda con sede a Taipei in Taiwan che, nel corso dell'anno 2009, è diventata il secondo produttore di personal computer nel mondo grazie ai prezzi estremamente competitivi dei suoi prodotti.

Anche Asus (ASUSTeK Computer Inc.) (Cinese: 華碩電腦股份有限公司) ha sede a Taipei in Taiwan. Asus produce schede madri, schede video, lettori ottici, palmari, portatili, telefonini, computer e sistemi di raffreddamento per computer. Attualmente produce anche borse per portatili e altri accessori secondari.

BenQ Corporation (明基電通股份有限公司) è un'azienda fondata nel 1984 con sede a Taipei in Taiwan, specializzata nella produzione di prodotti per computer, comunicazione e strumenti elettronici di consumo.

HTC (High Tech Computer Corporation) è una compagnia con sede a Taoyuan produttrice di smartphone, specializzata in telefoni aventi sistemi operativi Android e Windows Phone.

Kymco (Kwang Yang Motor Corporation) è una casa produttrice di scooter, motocicli e quad con sede a Kaohsiung fondata nel 1963.

AUO (AU Optronics Corporation) è uno dei principali produttori di pannelli al mondo: fa pannelli LCD Full HD, pannelli Ultra HD e anche pannelli OLED di piccole e grandi dimensioni.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

A Taiwan sono presenti due sistemi stradali che attraversano l'isola in direzione est-ovest, rispettivamente chiamati autostrada meridionale e autostrada settentrionale attraverso l'isola.

Una terza arteria, la strada nazionale 8 (in sigla PH 8), è il primo sistema a collegare la costa orientale e quella occidentale, attraversando la catena montuosa dei monti ChungYang al centro dell'isola.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica taiwanese.

La musica strumentale comprende molteplici generi come il beiguan e il nanguan. Il nanguan proviene originariamente da Quanzhou, mentre ora è più comune a Lukang e si trova in gran parte dell'isola.

Il teatro taiwanese dei burattini e l'opera taiwanese, due generi di spettacolo fortemente legati alla musica, sono molto popolari, mentre quest'ultima è considerata la sola forma di musica han realmente indigena ancora esistente oggi.

La musica folk holo oggi è più comune sulla penisola di Hengchun nella parte più meridionale dell'isola, dove gli interpreti cantano accompagnati dallo yueqin ("liuto della luna"), che è un tipo di liuto a due corde. Sebbene lo yuechin di Hengchun suoni solo cinque toni, la musica pentatonica può diventare varia e complessa quando si combina con i nove toni dell'idioma hokkien taiwanese. Tra i più famosi cantanti folk si annoverano Chen Da e Yang Hsiuching.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport a Taiwan ha iniziato ad essere praticato soprattutto a partire dall'instaurazione della settimana lavorativa di cinque giorni, dopo la caduta della legge marziale. Da allora, il governo si è prodigato nella costruzione di strutture adatte. La più recente costruzione sportiva è la Taipei Arena, complesso in grado di accogliere 15.000 spettatori. Altra grande struttura è il Tianmu Baseball Stadium, con una capienza di 10.000 persone, dove si svolge la maggior parte delle competizioni professionistiche di baseball a Taiwan.

Due degli sport organizzati più popolari di Taiwan sono la pallacanestro (in cinese lánqiú) ed il baseball (in cinese bàngqiú). Alcune delle squadre che giocano nella Taiwan's Chinese Professional Baseball League sono Brother Elephants, China Trust Whales, President Lions, Makoto Gida, Sinon Bulls e First Securities Agan. Particolare è il fatto che ogni squadra non ha un proprio stadio di casa, quindi le partite si giocano a rotazione in vari stadi locali per tutta l'isola.
Il basket è altamente popolare poiché le partite possono essere organizzate in luoghi chiusi, indipendentemente dal variabilissimo tempo atmosferico dell'isola.

Lo sport organizzato che si gioca da più tempo a Taiwan è il golf (in cinese gāoěrfū). La maggior parte dei club golfistici sono aperti al pubblico con la sola richiesta di un'iscrizione come membri per giocare. La Professional Golf Association di Taiwan organizza tornei nazionali, ma partecipa anche a competizioni internazionali.

Come in tutte le altre nazioni dell'estremo oriente, anche a Taiwan sono molto praticate le arti marziali. Più di 20 tipi di arti marziali vengono praticate nell'isola, tra i quali il più popolare soprattutto agli occhi degli stranieri è il tai chi (in cinese tàijíquán), praticato spessissimo dai taiwanesi la mattina presto nei parchi, sebbene non come sport agonistico o competitivo.

Uno sport tipicamente locale è la regata delle dragonboat, che si svolge solitamente in giugno. Al Taipei International Dragon Boat Race Championship partecipano sia squadre locali, sia straniere ed internazionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Taiwan (self-governing island, Asia), Britannica Online Encyclopedia, 5 aprile 1975. URL consultato il 7 maggio 2009.
  2. ^ The Republic of China Yearbook 2009. Chapter 2 – People and Language, Government Information Office, 2009. URL consultato il 2 maggio 2010.
  3. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ La "Repubblica di Cina" (Formosa) fece parte dell'ONU dal 24 ottobre 1945 al 25 ottobre 1971, ed ebbe seggio permanente al Consiglio di sicurezza dalla sua fondazione (17 gennaio 1946) sino al suo "disconoscimento" a favore della Repubblica Popolare Cinese per via della normalizzazione dei rapporti tra USA e Cina comunista con la cosiddetta diplomazia del ping pong.
  6. ^ Riportato dal comitato direttivo del National Geographic Information System di Taiwan (NGISSC)
  7. ^ Fonte: CIA World Factbook 2006
  8. ^ Cina (include solo Taiwan): Rapporto del 2005 sulla Libertà Religiosa Internazionale, Dipartimento di Stato Americano: Ufficio della Democrazia, dei Diritti dell'Uomo e del Lavoro, 11 agosto 2005. URL consultato il 24 gennaio 2008.
  9. ^ Cina (include solo Taiwan): Rapporto del 2006 sulla Libertà Religiosa Internazionale, Dipartimento di Stato Americano: Ufficio della Democrazia, dei Diritti dell'Uomo e del Lavoro, 15 settembre 2006. URL consultato il 24 febbraio 2008.
  10. ^ Cina (include solo Taiwan): Rapporto del 2007 sulla Libertà Religiosa Internazionale, Dipartimento di Stato Americano: Ufficio della Democrazia, dei Diritti dell'Uomo e del Lavoro, 15 settembre 2006. URL consultato il 24 febbraio 2008.
  11. ^ Lynn F. Lee, Languages in Taiwan Today, Government Information Office, Republic of China. URL consultato il 5 luglio 2009.
  12. ^ a b c d e f g The Republic of China Yearbook 2008 / CHAPTER 4 Government, Government Information Office, Republic of China (Taiwan), 2008. URL consultato il 28 maggio 2009. [collegamento interrotto]
  13. ^ Letter: KMT holds the key, Taipei Times, 14 settembre 2006. URL consultato il 28 maggio 2009.
  14. ^ Kanishka Jayasuriya, Law, capitalism and power in Asia, Routledge, 1999, p. 217, ISBN 978-0-415-19743-4.
  15. ^ Rich Chang, Nation keeps death penalty, but reduces executions, Taipei Times, 2 gennaio 2006. URL consultato il 2 novembre 2009.
  16. ^ Mondo; analisi dell'Asia Pacifica: flashpoint spratly, BBC, 14 febbraio 1999.
  17. ^ Pagine di difesa, paginedidifesa.it. URL consultato il 20 ottobre 2014.

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