Reo (mitologia)

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Nella mitologia greca, Reo era la figlia di Crisotemi e Stafilo, e divenne una delle amanti di Apollo.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Reo, senza dire nulla a suo padre venne amata in segreto dal divino Apollo. Una volta rimasta incinta di lui, non passò molto tempo prima che suo padre scoprì il misfatto, andando su tutte le furie. Stafilo, quindi, la prese la chiuse in un baule e lo gettò contro le onde del mare. Il mare ebbe pietà della ragazza facendola naufragare sulle spiagge dell’Eubea. Altri invece dicono che il cofano arrivò sino a Delo.

Chiamò suo figlio Anio, per ricordare le grandi sofferenze patite per lui.

Significati di interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

Reo in questa occasione, rappresenta la dea della fertilità nella sua piccola nave a forma di quarto di luna, la donna appare in seguito con le sue figlie, le vignaioile, facendo pensare che fosse una delle tante rappresentazioni di Demetra.

Vestigia di simile culto ancora oggi si trovano nel kernos a tre coppe, un contenitore di utilizzo frequente da parte di preti ortodossi greci per offrire olio, grano e vino in chiesa.

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