Renzo de' Vidovich

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on. Renzo de' Vidovich
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Renzo de' Vidovich
Luogo nascita Zara
Data nascita 27 febbraio 1934
Professione Giornalistico
Partito Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale
Legislatura VI.
Gruppo MSI-DN
Collegio Trieste
Incarichi parlamentari
  • Componente della XIII COMMISSIONE (LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE)
  • Componente della COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE CONCERNENTE MODIFICHE E INTEGRAZIONI IN MATERIA DI RIFORMA TRIBUTARIA
  • Componente della COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE RECANTE PROVVIDENZE PER LE POPOLAZIONI DEL FRIULI COLPITE DAL TERREMOTO
  • Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER IL PARERE AL GOVERNO SULLE NORME DELEGATE RELATIVE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA

Renzo de' Vidovich (Zara, 27 febbraio 1934) è un politico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dall'infanzia in Dalmazia all'esilio in Trieste[modifica | modifica sorgente]

Nato e cresciuto a Zara, parte per l'esilio all'inizio dei massicci bombardamenti della città fatti dagli alleati nel 1943. Trasferitosi a Trieste è segretario generale della giunta d'intesa studentesca, che assume la responsabilità, d'indire i moti del 5-6 novembre 1953 per il ritorno di Trieste all'Italia, allora occupata dal governo militare anglo-americano alleato.

Durante gli scontri muoiono 6 Italiani e vi sono complessivamente 153 feriti. L'anno successivo si verificò la riunificazione di Trieste all'Italia. Su proposta di de' Vidovich appoggiata dalla Lega Nazionale di Trieste, il Governo Berlusconi II assegnerà la medaglia d'oro ai caduti precisando che furono determinanti per il ritorno di Trieste alla madre patria.

All'università di Trieste è il principe della goliardia del tempo e restano memorabili le sue feste delle matricole. È caporedattore del giornale "La Zona Franca" che darà luogo al movimento economico nazionale per la zona franca di Trieste.

Attività politica e sindacale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 è segretario del sindacato CISNAL oggi Unione Generale del Lavoro (UGL) di Trieste, con la quale contesta l'azione sindacale di CGIL, CISL e UIL. Fonda e dirige "La Città", periodico d'informazione. Consigliere comunale di Trieste per un decennio è anche eletto consigliere comunale di Duino-Aurisina dove si batte per la valorizzazione turistica di Sistiana.

Nel 1972 è eletto deputato alla Camera nel collegio di Trieste ed è nominato segretario del gruppo parlamentare Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. Non è rieletto nel 1976.

Nel 1978 si batte per il rinnovamento del partito, esce dal'MSI-DN ed è nella segreteria nazionale di Democrazia Nazionale. Candidato con DN alle politiche del 1979 non è eletto.

Nel settore degli esuli adriatici è prosindaco del Libero Comune di Zara in Esilio - Dalmati Italiani nel Mondo.

Nel 1999 è presidente della federazione degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. Come presidente della fondazione Rustia-Traine partecipa attivamente alla costituzione delle comunità italiane in Dalmazia: a Zara, Spalato, isola di Lesina e Cattaro. Promuove corsi di lingua e cultura Italiana in Dalmazia e fonda nel 2004 il Centro di Ricerche Culturali Dalmate - Spalato di cui è presidente. Il centro promuove la pubblicazione, in collaborazione con la regione Veneto, di numerosi libri sulla Dalmazia e sul retaggio della Serenissima.

Libri e giornali[modifica | modifica sorgente]

Collabora negli anni 70 con Il Borghese, Candido, settimanale umoristico e Il Secolo d'Italia. Rifonda nel 1996 "Il Dalmata", edito dal 1865 e soppresso dall'Austria nel 1916, poi pubblica nel 1992 "Dalmazia Regione d'Europa", successivamente "I Dalmati per Trieste" e "L'albo d'Oro di nobili patrizi e nomi illustri nel Regno di Dalmazia". Scrive numerosi articoli sulla rivista dalmatica e sulla stampa degli italiani in esilio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 266790846