Renzo Zenobi

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Renzo Zenobi
Renzo Zenobi nel 1980
Renzo Zenobi nel 1980
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica d'autore
Periodo di attività 1973 – in attività
Etichetta RCA Italiana, THM, BMG
Album pubblicati 10
Studio 9
Live 0
Raccolte 1
Sito web
« La gente è distratta/ e ferisce senza farlo apposta... (da Aviatore, 1982) »

Renzo Zenobi (Roma, 10 aprile 1948) è un cantautore e paroliere italiano.

Per gran parte della critica musicale[1], Zenobi è uno dei più dotati cantautori italiani, stimato da tanti colleghi che hanno avuto occasione di collaborare con lui (tra i tanti ricordiamo Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ron, Paolo Conte, Nada, Ornella Vanoni, Piero Ciampi, Gilda Giuliani, Claudio Baglioni, Ennio Morricone, gli Stadio), che forse per un eccesso di timidezza ed una certa ritrosia nell'esporsi al pubblico non ha mai raggiunto il grande successo di altri grandi suoi colleghi, con i quali peraltro ha spesso collaborato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Renzo Zenobi, a destra, durante un'esibizione al Piper Club di Roma (1966)

Renzo Zenobi nasce a Roma. Suo nonno, triestino, è un sarto, come suo padre che, trasferitosi a Roma alla fine degli anni trenta, diventerà uno dei più noti della capitale, vestendo anche attori come Marcello Mastroianni e Mario Girotti.

Si avvicina alla musica negli anni dell'adolescenza: con alcuni amici infatti inizia a suonare il basso in un complessino beat, riuscendo anche ad esibirsi al Piper Club, celebre locale romano dell'epoca.

Dopo il diploma in ragioneria, si iscrive all'Università, alla facoltà di farmacia; nel frattempo si accosta al folk e ai cantautori americani come Bob Dylan, dall'ascolto dei quali impara la tecnica del finger picking. Inizia quindi ad esibirsi al Folkstudio, dove propone le sue canzoni, tra cui Silvia ed un tentativo di musicare brani della Divina Commedia che si ferma a Paolo e Francesca, bella canzone che eseguirà solo dal vivo (e non verrà incisa mai in nessuno dei suoi LP). Al Folkstudio lega in maniera particolare con altri giovani cantautori: Francesco De Gregori, Edoardo De Angelis e Giorgio Lo Cascio.

Dopo aver fatto il servizio militare (tra l'altro anche a Siena) viene chiamato nel 1973 da Edoardo De Angelis a suonare la chitarra acustica nel primo disco da solista di Francesco De Gregori Alice non lo sa: è lui l'artefice degli arpeggi in alcune canzoni (ad esempio in La casa di Hilde). Nello stesso anno suona anche nell'album La mia donna di Giorgio Lo Cascio, mentre l'anno successivo suona la chitarra e il pianoforte nel disco Francesco De Gregori di De Gregori, che lo chiama anche per il suo disco del 1975, Rimmel (è suo l'arpeggio in Pezzi di vetro).

Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Renzo Zenobi al Folkstudio di Roma

Così ha raccontato De Gregori la collaborazione con Renzo:

« Il mio primo "vero" chitarrista è stato Renzo Zenobi, che suonava tutto pulitino e mi diceva sempre che dovevo imparare a suonare meglio la chitarra. Lui eseguiva dei fingerpicking impeccabili, con tutte le note che suonavano allo stesso livello, mentre io arrancavo dietro di lui dimenticando pezzi di arpeggi. Mi ha dato una grossa mano negli album Alice non lo sa e Rimmel, dove suona tutte le chitarre acustiche[2] »

Sempre De Gregori prende un appuntamento per Renzo con la RCA e là Ennio Melis, dopo averlo ascoltato, gli propone un contratto per cinque anni: comincia così la sua attività discografica.

I primi album[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 viene pubblicato il suo primo album, A Silvia: il disco viene arrangiato da Sergio Rendine e Giuseppe Mazzuca, ed è prodotto da De Gregori. L'album viene molto apprezzato dagli addetti ai lavori e dalla critica musicale, e la canzone Silvia, delicato bozzetto che racconta una giornata di licenza dal servizio militare trascorsa a Firenze (la Silvia del titolo è la cantautrice fiorentina Silvia Draghi, che si era fatta notare in quel periodo con il brano Non ho finito di sognare), riscuote un buon successo come 45 giri; pochi mesi dopo la Schola Cantorum la include nel suo album Coromagia vol. 2. Silvia è rimasta, nel tempo, una delle canzoni più importanti della musica d'autore italiana: 25 anni dopo la sua pubblicazione, nel 2001, il giornalista Beppe Severgnini la inserisce tra i venti brani fondamentali della musica italiana (insieme, tra le altre, a Vita spericolata, Pensieri e parole, Incontro e Certe notti), così commentandola: "La Toscana in una canzone. Fantastica"[3]. Oltre a questa canzone sono anche da ricordare I pescatori, basata su un bell'arpeggio di chitarra, e Gioco, dove l'arrangiamento evoca la musica medioevale e rinascimentale. Questo disco segna l'inizio dell'attività concertistica di Renzo, che nell'aprile dello stesso anno cantò a Milano al teatro dell'arte in uno spettacolo con De Gregori, Lucio Dalla e Ron.

Dello stesso anno è la partecipazione al concerto da cui viene tratto il disco Trianon '75, domenica musica, con De Gregori, Venditti, Dalla, Rino Gaetano e Paolo Conte: Renzo presenta una versione di Silvia eseguita da solo con la chitarra acustica. L'anno successivo viene pubblicato Chiari di luna, con la copertina disegnata da De Gregori: manca un brano trainante come Silvia, ma vi sono alcune buone canzoni come E sei di nuovo solo e La musica, che negli anni diventerà una sorta di manifesto del suo modo di intendere la musica. Al disco collabora Ron, che suona il pianoforte e le tastiere. Dopo l'incisione del disco, Zenobi parte in tour come spalla di De Gregori: la tournée subisce però una brutta interruzione dopo la serata al Palalido di Milano, che si conclude con una contestazione a De Gregori da parte di alcuni militanti di Autonomia Operaia.

Zenobi riprova, tra la fine del 1976 e gli inizi del 1977, ad esibirsi in concerto con alcuni amici conosciuti alla RCA: sono Piero Ciampi, Nada e Paolo Conte, ma le serate non riscuotono molto successo, pur essendo molto importanti dal punto di vista umano ed artistico per Zenobi, tant'è che Nada decide di incidere una canzone di Renzo, la bella Giornate di tenera attesa, nel suo disco Nada, e Conte collabora agli arrangiamenti nel nuovo disco di Zenobi, Danze. Questo disco esce nel 1977, ed in esso Conte suona anche il pianoforte ed il kazoo (nella canzone Una piccola storia solo verso la fine divenuta canzone): un altro classico di Zenobi è la title track, Danze, che racconta la storia di un gruppo di ragazze nel secondo dopoguerra. All'album collabora anche Lilli Greco, che scrive le partiture per l'orchestra d'archi.

La collaborazione con Ennio Morricone[modifica | modifica wikitesto]

Ennio Morricone, che da alcuni anni è lontano dal mondo della musica leggera e si dedica alla composizione di colonne sonore, interessato alle melodie di Zenobi, decide di arrangiare il suo nuovo album del 1978, Bandierine (tranne la canzone E ancora le dirai ti voglio bene, che viene arrangiata da un altro amico di Zenobi, Claudio Baglioni). Le soluzioni adottate da Morricone sono molto raffinate, con un grande uso dei cori (eseguiti da I Cantori Moderni di Alessandroni) e l'uso di strumenti particolari, come l'ocarina; il brano pubblicato su 45 giri è Una sera d'estate, brano orecchiabile, ma forse il più significativo è Una pioggia di affetto. Il successo dell'album è comunque inferiore alle aspettative.

La collaborazione con Lucio Dalla[modifica | modifica wikitesto]

Renzo Zenobi con Lucio Dalla (1980)

Decide di produrre il nuovo disco di Zenobi Lucio Dalla, che ha conosciuto il cantautore tramite De Gregori; Dalla decide di riarrangiare alcuni brani già incisi in precedenza da Renzo, con l'aiuto degli Stadio e di Ron, e completa il disco (intitolato Silvia, ecc.), una canzone nuova, Che stella che sei; è appunto in questa canzone che si può ascoltare il sax suonato dal cantautore bolognese, che lo suona anche nella nuova versione di Silvia (dove partecipa anche De Gregori alla chitarra acustica). In alcuni brani, come E sei di nuovo solo, viene usata la stessa base ma viene ricantata da Zenobi la parte vocale.

Dopo questo disco la collaborazione prosegue nell'album del 1981, Telefono elettronico, dove nella title track Dalla duetta con Zenobi: dopo Silvia è questa la canzone più nota del cantautore romano, e nel 1997 verrà reincisa da Ron nel suo album Stelle, ma sono anche da ricordare Chitarre e Marinara.
All'incisione di questo disco partecipa il gruppo degli Stadio. Sempre nel 1981 scrive il testo per Si andava via, eseguita da Ron nel suo LP Al centro della musica. L'anno dopo viene inciso Aviatore, con la collaborazione di Marco Manusso e Piero Montanari (conosciuto nel 1973 durante le registrazioni di Alice non lo sa), album che non riscuote il successo sperato, nonostante alcune canzoni molto ispirate come Temporale, La fine di una storia e la stessa Aviatore. Proprio in quel periodo la Rca, per lanciare l'album, prese in affitto per dieci giorni il Teatro dei Satiri a Roma, nel quale Renzo si esibì insieme ai musicisti che suonavano nel disco: Marco Manusso, Massimo Buzzi e Piero Montanari.

Dopo questo disco, nonostante l'ingresso nelle classifiche degli album più venduti per quattro settimane[4],deluso dal riscontro ricevuto e constatando come i gusti del pubblico in quel periodo si stiano staccando dalla canzone d'autore, Zenobi decide di ritirarsi.

Il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Renzo Zenobi in concerto (2004)

Per alcuni anni Zenobi si dedica ad altri lavori, cercando però sempre di restare vicino alla musica, ad esempio gestendo un negozio di strumenti musicali.

Nel 1993 Ennio Melis, ex direttore generale della RCA, costituisce l'etichetta discografica THM e gli propone un contratto: nasce così, dopo dieci anni, un nuovo disco, con atmosfere acustiche, intitolato semplicemente Zenobi, registrato insieme a Marco Manusso alle chitarre, Arnaldo Vacca alle percussioni e Marco Camboni al contrabbasso; il nuovo album frutta qualche apparizione televisiva (ad esempio a Be Bop a Lula di Red Ronnie), ma le radio non trasmettono le canzoni del disco (come Non avere paura, una delle sue canzoni più belle, Vecchia canzone, Pattinatori), che quindi non riscuote il successo che avrebbe meritato.

Con il ritorno discografico, Zenobi ricomincia anche ad effettuare concerti, in genere da solo con la chitarra acustica, in luoghi piccoli ma ben disposti verso la sua proposta musicale.

Nel 1995 esce Proiettili d'argento (per un cuore di lupo), che viene accompagnato da una lettera di presentazione scritta dal vecchio amico Lucio Dalla; una delle canzoni del disco, Per spiegarti il mio cuore, ha la musica scritta da Ron, ma la canzone più significativa è senza dubbio la poetica E noi piccoli piccoli.

Per Ron, in questo periodo, Zenobi scrive i testi di alcune canzoni incise dal cantautore pavese.

La rinnovata attenzione verso Zenobi, pur se non da parte del grande pubblico, spinge la BMG (che ha rilevato il catalogo della RCA) a pubblicare su CD una raccolta di alcune canzoni tratte dai dischi incisi dal 1975 al 1983: si intitola Amori e battiti, e la copertina ricicla la stessa foto di Bandierine.

Questa è, a tutt'oggi, l'ultima uscita ufficiale di Renzo, che continua con l'attività concertistica; il 17 dicembre 2005 si è esibito a Firenze insieme a Claudio Baglioni e Stefano Rosso, nel corso dell'appuntamento annuale che Baglioni organizza per il suo fans club.

Nel 2001 è tra gli autori del programma televisivo Amici miei, condotto da Francesco Paolantoni e trasmesso dalla Rai.

Nel 2007 scrive insieme ad Ornella Vanoni il testo di Dentro questa vita , che la cantante incide nell'album Una bellissima ragazza, su musica di Ron, e per il cantante di Garlasco compone il testo di Canzone dell'acqua, inserita nel disco dal vivo Ron in concerto.

L'anno successivo scrive, sempre per Ron, i testi di Occhi e Ladri, entrambe contenute nell'album Quando sarò capace d'amare.

Nel 2012 vince il Premio Amilcare Rambaldi alla carriera[5][6], mentre l'anno successivo viene pubblicato il nuovo album del cantautore, Canzoni da leggere, disco di inediti più due rifacimenti di vecchi brani (E ancora le dirai ti voglio bene e La fine di una storia) allegato ad un libro contenente i testi di tutte le canzoni di Zenobi e con la prefazione scritta da Claudio Baglioni, pubblicato da Arcana Editrice.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri e CD[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Antologie[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni in dischi di altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni scritte per altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Gianfranco Baldazzi è stato definito "cantante, chitarrista e autore dallo stile raffinato, per certi versi unico" (in Dizionario della canzone italiana, di Autori Vari a cura di Gino Castaldo, editore Armando Curcio 1990), pag. 1725
  2. ^ Intervista di Giuseppe Barbieri e Andrea Carpi a Francesco De Gregori, pubblicata in "Chitarre" n° 20 di dicembre 1990, pag. 79
  3. ^ L'elenco completo delle canzoni è consultabile in questa pagina del sito di Severgnini: http://www.beppesevergnini.com/qualcosadipersonale.php?id=3
  4. ^ Come riportato nel volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, pag. 269 e nelle classifiche pubblicate in quell'anno dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni
  5. ^ Rassegna dedicata a Fabrizio De Andrè | Ritorna la storica canzone d'autore italiana
  6. ^ Premio Amilcare Rambaldi|Rassegna Canzone d'Autore

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Zenobi Renzo, di Gianfranco Baldazzi, pag. 1725
  • Angelo De Robertis, Concertino a sinistra: droga, picchiatori e un sacco di milioni, articolo su Francesco De Gregori con un'intervista a Renzo Zenobi, pubblicato su Gente n° 16 del 19 aprile 1976, pagg. 10-13

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]