Rendita catastale

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In Italia la rendita catastale è un valore fiscale che viene utilizzato per determinare:

  1. il valore di un immobile ai fini dell'imposizione diretta e l'imposta municipale propria (IMU);
  2. il valore catastale ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni, delle imposte ipotecaria e catastale.

Dall'ex art. 23 r.d.l. 13/4/1939 nº 652, la rendita catastale «costituisce la base per la determinazione, nei modi che saranno stabiliti per legge, del reddito imponibile soggetto alle imposte ed alle sovrimposte».

Determinazione della rendita catastale[modifica | modifica wikitesto]

La rendita catastale si ottiene dal prodotto fra:

a) la consistenza dell'unità immobiliare dichiarata in vani catastali, metri quadrati (mq) o metri cubi (mc);
b) la tariffa d'estimo, elaborata dall'Agenzia del Territorio, relativa al comune ed alla zona censuaria ove sorge l'immobile, alla tipologia dello stesso in relazione alla destinazione d'uso (ordinaria, speciale, particolare).

È possibile conoscere una rendita catastale anche online accedendo al sito dell'Agenzia del Territorio e inserendo:

  1. codice fiscale
  2. provincia in cui si trova l'immobile
  3. identificativi catastali ad esempio sezione, foglio e mappale ovvero particella dell'immobile al Catasto Terreni o al Catasto Fabbricati.[1]

Procedura di attribuzione della rendita catastale[modifica | modifica wikitesto]

Entro 30 giorni dal momento in cui una nuova costruzione diviene agibile in relazione alla destinazione d'uso prevista, il proprietario deve richiedere all'Agenzia del Territorio – affidando l'incarico anche ad un tecnico e proponendone egli stesso l'importo – l'attribuzione della rendita catastale. Se la rendita attribuita è diversa da quella proposta, il contribuente ha diritto a ricorrere attraverso la rettifica effettuata dall'Agenzia del Territorio. Quest'ultima ha infatti l'obbligo di notificare la rettifica all'interessato entro un anno di tempo. Oltre questo periodo di tempo, la rendita proposta diventa definitiva.

Rivalutazione della rendita catastale[modifica | modifica wikitesto]

La crescente inadeguatezza dello strumento della rendita catastale a fungere da base imponibile per la tassazione degli immobili ha determinato, nel tempo, "l'adeguamento" delle stesse (aumento del 5% dal 1997). I provvedimenti di rivalutazione della rendita catastale interessano i fabbricati che hanno subito delle modifiche sostanziali non dichiarate al catasto o gli immobili mai dichiarati al catasto o immobili che hanno avuto un cambio di destinazione d'uso infine anche fabbricati rurali che hanno perso tale condizione di ruralità.

Valore catastale[modifica | modifica wikitesto]

La rendita catastale è utilizzata per la determinazione del valore catastale degli immobili come base imponibile per il pagamento delle imposte. Infatti, a seconda della destinazione d'uso degli immobili, il valore catastale (detto anche "rendita catastale rivalutata") si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente prestabilito che varia in relazione alla destinazione d'uso dell'immobile e alla categoria catastale di appartenenza.

Gli immobili di destinazione ordinaria sono suddivisi nei gruppi A, B, C:

  • gruppo A: unità ad uso residenziale;
  • gruppo B: immobili per usi collettivi;
  • gruppo C: immobili di destinazione commerciale.

Per gli immobili classificati nei gruppi catastali A , B ,C (esclusi A10 e C1) il coefficiente moltiplicatore era 115,5 (se prima casa) e 126 (se seconda casa), mentre dal 2012 passa a 160 per tutti gli immobili ai fini del pagamento dell'IMU, in attesa di una rivalutazione degli estimi catastali, operazione che sarebbe molto più equa, in quanto attualmente case di nuova costruzione, a parità di metratura e del prestigio della zona in cui sorgono, hanno rendite catastali molto superiori (anche di 3 o 4 volte) rispetto a immobili costruiti 50 o 60 anni fa in quartieri che allora erano periferici o popolari, e quindi godevano di indici di stima più bassi, ma che ora hanno un valore pari o superiore a quelli di nuova costruzione.

Per gli immobili di categoria A10 e D il coefficiente moltiplicatore è 63. Per le categorie C1 ed E è invece 42,84. I gruppi catastali determinano il prestigio e la qualità dell'immobile. Per determinare il gruppo di appartenenza si fa riferimento alla somma dei vani necessariamente utili.

Classe Catastale[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un altro parametro che viene utilizzato ai fini di determinare la Rendita Catastale ed è la cosiddetta "Classe catastale". Tale valore serve a differenziare ulteriormente gli immobili appartenenti allo stesso gruppo catastale in quanto tiene conto della rifinitura, dell'ampiezza dei vani e della dotazione di servizi.

Consistenza[modifica | modifica wikitesto]

La Consistenza catastale è un altro parametro utilizzato nella determinazione della "Rendita catastale". Essa rappresenta la grandezza di un immobile ed è espressa con unità di misura diverse a seconda della categoria di appartenenza:

  • categoria A, viene calcolata in vani;
  • categoria B, viene calcolata in metri cubi (m³)
  • categoria C, viene calcolata in metri quadrati (m²)

ICI e IMU[modifica | modifica wikitesto]

In passato per calcolare la rendita catastale si faceva riferimento all'imposta comunale sugli immobili (ICI), introdotta in Italia nel 1992 con il d.lgs. 504/1992. In seguito con il d.lgs. 23/2011 è stata introdotta l'imposta municipale sugli immobili (IMU), con intento di applicazione dal 2014 e poi anticipata al 2012 dal decreto Monti. Essa si applica sul possesso degli immobili, inclusa l'abitazione principale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agenzia del Territorio, dove si trovano ulteriori informazioni sul calcolo della rendita catastale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Graziano Castello, Stima degli immobili – Fondamenti per la valutazione della proprietà immobiliare. Palermo 2005 (Flaccovio Editore)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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