Renault Clio II

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Renault Clio II
Renault Clio II Phase I Dreitürer RT.JPG
Descrizione generale
Costruttore Francia  Renault
Tipo principale Berlina
Altre versioni van
Produzione dal 1998 al 2012
Sostituisce la Renault Clio I
Sostituita da Renault Clio III
Esemplari prodotti circa 6 milioni
Euro NCAP 4 stelle
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.821-3.841 mm
Larghezza 1.639-1.830 mm
Altezza 1.356-1.417 mm
Passo 2.472 mm
Massa 880-1.325 kg
Altro
Assemblaggio Flins-sur-Seine (F)
Envigado (CO)
Córdoba (RA)
Novo Mesto (SLO)
Bursa (TR)
Curitiba (BR)
Stile Patrick Le Quément
Stessa famiglia Renault Twingo II
Dacia Logan
Dacia Sandero
Auto simili Fiat Punto
Ford Fiesta
Citroën C3
Nissan Micra
Opel Corsa
Peugeot 206
Suzuki Swift
Toyota Yaris
Volkswagen Polo
Renault Clio II Phase I Dreitürer RT Heck.JPG

Il nome Clio II identifica la seconda serie della Renault Clio, un'autovettura di fascia bassa (segmento B) prodotta tra il 1998 ed il 2012 dalla Casa automobilistica francese Renault.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nascita del modello[modifica | modifica sorgente]

L'avvio del progetto X65, che avrebbe portato alla nascita della seconda generazione della Clio, risale alla prima metà degli anni novanta, poco dopo l'arrivo di Louis Schweitzer, che sostituì Raymond Lévy alla presidenza della Renault. I lavori cominciarono a ritmo sostenuto, tanto che già nell'estate del 1994 già trapelarono le prime indiscrezioni su quale sarebbe stato l'aspetto della vettura definitiva. Tuttavia, alla Renault non si volle esagerare con i tempi, poiché la prima generazione della Clio, arrivata a quel punto solo al primo dei suoi aggiornamenti, stava ancora godendo di ampi consensi, rivelandosi così un ottimo successo di vendite. Non si volle quindi rovinare la piazza al redditizio modello lanciato appena quattro anni prima. Inoltre vi fu ancora tutta una lunga serie di test da effettuare, su strada e non, per cui nonostante il grosso del progetto fosse già stato concretizzato, non fu ancora il momento di lanciare il nuovo modello.
Il momento giusto arrivò nel marzo del 1998, quando la Clio II venne svelata nella sua veste definitiva al Salone di Ginevra.

Design interno ed esterno[modifica | modifica sorgente]

Rispetto alla prima serie della Clio, il nuovo modello proponeva un corpo vettura leggermente più generoso in lunghezza, larghezza ed altezza, anche se l'interasse era invariato. La Clio II sfoggiava una linea del tutto inedita, nata dall'equipe guidata da Patrick Le Quément e caratterizzata da linee tondeggianti ovunque, secondo il miglior stile degli anni novanta, ma reinterpretato in maniera personale. Il frontale, con la sua calandra stretta, si ricollegava in maniera evidente alla Clio I, ma i gruppi ottici erano sensibilmente più grandi, sempre tondeggianti, ma di forma più irregolare rispetto alle ultime Clio di prima generazione. La fiancata era caratterizzata da superfici lisce ovunque e la differente caratterizzazione tra la versione a 3 porte e quella a 5 era visibile soprattutto nella parte posteriore, dove la versione a 3 porte presentava un finestrino fisso in un sol pezzo, mentre la 5 porte montava un finestrino diviso in due parti. Inoltre, nella 3 porte la zona posteriore della linea di cintura tendeva a salire di più, conferendo maggior sportività alla linea della vettura. In entrambi i casi, l'andamento del padiglione era discendente nella zona posteriore, andando così a raccordarsi perfettamente con il particolare disegno della coda. Quest'ultima era infatti la parte più riuscita e personale dell'intera vettura: nella sua realizzazione, l'equipe di Le Quément si ispirò chiaramente alla concept Ludo. Spiccano il lunotto convesso ed avvolgente, nonché il cofano bombato, quasi un abbozzo di mezzo volume in più (anche se in realtà non è così). Altro elemento distintivo era il particolare disegno "a falce" dei gruppi ottici posteriori.
L'abitacolo della Clio II era all'incirca spazioso come la Clio precedente, ma l'abitabilità dei passeggeri posteriori era migliorata grazie al ridisegno del divanetto, sebbene l'andamento del tetto penalizzasse un po' i passeggeri di statura più alta. I sedili erano stati ridisegnati per evitare, in caso di urto frontale, che il corpo del conducente o del passeggero anteriore scivolasse sotto la cintura di sicurezza. Inoltre, a richiesta era possibile arricchire la vettura con una serie completa di airbag: quello per il conducente era di serie, mentre gli altri erano optional. Inoltre, i poggiatesta erano disegnati su un'intelaiatura studiata appositamente per evitare i colpi di frusta in caso di urto. Il posto guida, particolarmente ergonomico, proponeva una plancia completamente ridisegnata e molto più tondeggiante. Essa richiamava quanto già proposto due anni prima nella prima generazione della Kangoo, con un cruscotto di forma ellissoidale e suddiviso in più spicchi ognuno dei quali racchiudeva uno strumento o anche due, oppure un gruppo di spie luminose, tutti intorno al tachimetro di forma circolare. L'abitacolo era inoltre ricco di vani portaoggetti, mentre il bagagliaio non ha subito particolari aumenti nella sua volumetria interna, ma disponeva di una traversa in grado di trattenere i bagagli in caso di incidente frontale.

Struttura, meccanica e motori[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista strutturale, la Clio II era una vettura completamente nuova rispetto al modello uscente: il nuovo telaio aveva in comune con quello della Clio I solo la misura del passo, ma per il resto era molto più moderno ed evoluto, specialmente sotto il profilo della sicurezza passiva. In generale, la scocca è stata rinforzata, con particolare attenzione nella zona frontale. Le traverse sono maggiorate ed i longheroni sono stati realizzati in acciaio altoresistenziale. Anche le barre nelle portiere e la traversa del tetto erano state irrobustite. Tutto ciò, per soddisfare le più stringenti normative sulla sicurezza che sarebbero entrate in vigore qualche mese dopo il debutto della Clio II. L'attenzione al fattore sicurezza fruttò alla Clio II le quattro stelle EuroNCAP ottenute in seguito ai risultati del crash test, un buon risultato in confronto alle due stelle della prima Clio.
Per quanto riguarda le sospensioni, la Clio II proponeva un classico avantreno di tipo MacPherson, solo leggermente aggiornato per ottimizzarne il confort e ridurne il rollio in curva; la vera novità stava invece nel retrotreno, non più a ruote indipendenti con barre di torsione, ma a ruote interconnesse con ponte flessibile "ad H". su entrambi gli assi erano previste molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barre antirollio. L'impianto frenante, a doppio circuito idraulico, era di tipo misto su tutte le versioni previste per la gamma d'esordio, anche se la versione di punta con motore 1.6 montava all'avantreno dei dischi autoventilanti. Lo sterzo era a cremagliera ed era servoassistito.
Per quanto riguarda i motori, la Clio II era disponibile al suo debutto in quattro motorizzazioni, tutte monoalbero, di cui tre a benzina ed una diesel:

  • 1.2: si tratta del motore D7F da 1149 cm3, in grado di erogare 58 CV di potenza massima;
  • 1.4: motore E7J da 1390 cm3, con potenza massima di 75 CV;
  • 1.6: motore K7M da 1598 cm3 e potenza massima di 90 CV;
  • 1.9 D: motore diesel aspirato F8Q da 1870 cm3 con alimentazione ad iniezione indiretta e potenza massima di 64 CV.

In genere, il cambio era manuale a 5 marce, ma a richiesta, e solo in abbinamento al motore 1.6, era possibile avere un cambio automatico Proactive a 4 rapporti con adattamento automatico allo stile di guida del conducente.

Allestimenti e dotazioni[modifica | modifica sorgente]

Quattro erano anche gli allestimenti previsti per la gamma d'esordio della Clio II:

  • RT, allestimento di base previsto per tutte le motorizzazioni tranne il 1.6 e che comprendeva tra l'altro: airbag lato guida, climatizzatore, servosterzo e correttore assetto fari;
  • SI, allestimento di base, previsto unicamente in abbinamento al motore 1.6 e comprendente quanto già visto nel livello RT. In pratica è come il livello RT, ma con il motore 1.6 a fare da differenza;
  • RXE, allestimento di livello medio previsto per tutti i motori tranne il 1.2 di base, e comprendente quanto già visto nei due allestimenti di base, ma con in più i retrovisori esterni a regolazione elettrica;
  • RXT, allestimento di punta previsto solo in abbinamento con il motore 1.6 e la cui dotazione di serie integrava anche l'airbag per il passeggero anteriore, gli airbag laterali e l'ABS.

Le versioni con cambio automatico Proactive, pur non figurando nei listini con nessuna sigla che ne identificava l'allestimento, erano però di fatto provviste di allestimento RXT.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Una Clio RS, erede dell'indimenticata Clio Williams

Come già la prima serie, così anche la Clio II cominciò ad essere prodotta nello stabilimento francese di Flins, ma entro poco tempo la sua produzione si sarebbe estesa anche a diversi altri stabilimenti sparsi in tutto il mondo. Fino alla fine del 1998 non vi furono cambiamenti alla gamma.
Nel 1999 la gamma si arricchì con due nuove motorizzazioni, vale a dire il 1.4 16v da 98 CV ed il 1.6 16v da 108 CV; nello stesso anno esordirono nuovi allestimenti: quello di base, denominato semplicemente RN, e quello di punta, detto Initiale; a metà strada fra i due vi erano inoltre gli allestimenti speciali One-o-One e Max.
Nel 2000 vi furono numerose novità di spessore: la versione 1.9 D venne affiancata dalla Clio 1.9 dTi, prima Clio con motore turbodiesel e prima Clio con alimentazione ad iniezione diretta. La potenza massima era di 80 CV. Le altre grosse novità riguardarono l'arrivo di due versioni sportive: da una parte la Clio 2.0 16v RS, con motore derivato da quello della Williams, ma che in questo caso venne portato a 172 CV; dall'altra la Clio 3.0 V6, dalle caratteristiche tecniche profondamente riviste, con motore non più in posizione anteriore, bensì posteriore centrale, al posto del divanetto posteriore. Tale motore, da 3 litri di cilindrata, raggiungeva una potenza massima di 230 CV. Sempre nel 2000, la 1.6 8v uscì dai listini ed il cambio automatico Proactive, evidentemente poco richiesto, sparì dalla lista optional della Clio II.

Una Clio II dopo il restyling del 2001

Nel giugno del 2001, a poco più di tre anni dal lancio, la Clio II fu sottoposta al primo dei due aggiornamenti che l'avrebbero interessata nel corso della sua carriera: per meglio fronteggiare una concorrenza agguerrita, la vettura rinunciò ai due grossi gruppi ottici ovoidali in favore di due gruppi ottici triangolari, dal disegno più aggressivo. Del resto si era all'alba di un nuovi decennio e Patrick Le Quément decise che era ora di proporre il nuovo corso stilistico della Renault, che sarebbe stato caratterizzato da spigoli vivi misti a curve al posto delle linee tondeggianti imperanti fino a quel momento. Contemporaneamente, la calandra smise di essere poco più di una semplice feritoia ed assunse una propria fisionomia, proponendosi con una ben più evidente griglia in plastica nera, divisa a metà da un prolungamento del cofano motore che andava ad integrare lo stemma a losanga della Casa francese. Posteriormente, i fari conservarono la medesima forma, ma cambiò la grafica delle plastiche. Altri aggiornamenti estetici interessarono alcuni particolari come gli specchietti retrovisori esterni. Molte novità si ebbero anche sul fronte dei propulsori: tra le varianti a benzina vi fu l'arrivo del 1.2 16v da 75 CV, che non sostituì, bensì affiancò il 1.2 monoalbero da 59 CV; tra i motori a gasolio, invece, spiccò l'arrivo del 1.5 dCi da 65 CV, che portò al debutto la tecnologia common rail su di una Renault e andò a sostituire l'antiquato 1.9 aspirato a gasolio. Nella lista optional ritornò il cambio automatico a 4 rapporti (di serie sulla 1.4 16v Proactive), ma soprattutto arrivarono gli airbag a tendina, che a richiesta potevano integrare quelli frontali, oramai entrambi di serie. Degno di nota anche l'arrivo, tra gli optional, del navigatore satellitare. Gli allestimenti previsti per la Clio II così rinnovata furono denominati: Authentique, Expression, Dynamique e Privilège. Il restyling della Clio II interessò anche la versione RS, ma non la V6, che conservò ancora per un paio di anni lo styling delle prima Clio II.
Nel 2002 le novità riguardarono più che altro gli allestimenti: in affiancamento ai già citati livelli di allestimento introdotti con il restyling dell'anno prima, arrivarono anche gli allestimenti Symbol, Reebok ed Initiale. Ma non mancò neppure una novità motoristica, rappresentata dal nuovo 1.5 dCi proposto con potenza di 82 CV.
Nel giugno del 2003, anche la Clio 3.0 V6 beneficiò degli aggiornamenti estetici introdotti due anni prima sulle altre Clio, aggiornamenti che furono in parte adattati ai differenti ingombri ed alla differente sagoma della carrozzeria. Per l'occasione, il potente V6 fu oggetto di un profondo aggiornamento che ne portò la potenza massima a 255 CV.
Nel 2004, arrivarono ancora nuovi allestimenti (Ice, Nokia, ecc.), ma soprattutto arrivò una terza declinazione del 1.5 dCi, stavolta della potenza massima di 100 CV, il quale andò ad affiancare le altre due. Inoltre, la sportiva RS vide il proprio propulsore passare da 172 a 182 CV.
Nel settembre del 2005 vi fu il lancio della terza serie, ma la Clio II continuò ad essere prodotta negli ultimi mesi dell'anno con una gamma più semplificata e con un unico allestimento denominato Fairway. Tra l'altro vi fu un'altra novità, per quell'ultima parte dell'anno: dall'ottobre al dicembre 2005 la Clio II fu proposta anche con motore 1.5 dCi da 68 CV, che semplicemente affiancò l'unità da 65 CV senza sostituirla. Nel gennaio del 2006 la Clio II, sparì dai listini, ma solo in quanto Clio II. In realtà si era appena aperta una nuova fase nella carriera commerciale della piccola francese.

La Clio Campus[modifica | modifica sorgente]

Una Clio Campus del 2005 (in alto) ed una dopo il restyling del 2009 (qui sopra)
 
Una Clio Campus del 2005 (in alto) ed una dopo il restyling del 2009 (qui sopra)
Una Clio Campus del 2005 (in alto) ed una dopo il restyling del 2009 (qui sopra)

L'arrivo della terza serie della Clio, nella seconda metà del 2005, non comportò l'uscita della seconda serie dai listini, ma anzi la sua riproposizione nella gamma Renault, con alcuni aggiornamenti estetici ed una gamma di versioni semplificata. Questo per arricchire la gamma con una variante intermedia che andasse a colmare il vuoto tra la Clio III, caratterizzata da maggiori ingombri, e la Twingo, seguendo una politica commerciale adottata in quel periodo anche da altre Case generaliste (esempi furono la Fiat Punto, denominata Punto Classic dopo il lancio della Grande Punto, e la Peugeot 206, rimasta in listino come 206 al momento del lancio della Peugeot 207), ed in seguito ulteriormente rinnovata e commercializzata come 206 Plus).
La Clio II rinata a nuova vita fu riproposta per quasi tutta l'Europa con la denominazione di Clio Campus: solo in Italia la vettura fu commercializzata come Clio Storia, un modello che nel nostro Paese è arrivato solo nel gennaio del 2006, mentre per gli ultimi mesi del 2005 ha continuato ad essere commercializzato come Clio e, come già detto, con un unico allestimento denominato Fairway. In ogni caso, qualunque sia stato il suo nome, la Clio II prodotta a partire dal 2005 ha beneficiato, come già detto, di alcuni aggiornamenti estetici, visibili soprattutto nel ridisegnamento dei paraurti e del cofano posteriore, che non integrò più l'incavo per l'alloggiamento della targa, la quale venne spostata sul paraurti posteriore. La gamma iniziale della Clio Campus/Storia era quasi la stessa delle Clio Fairway di fine 2005 ed era quindi composta da quattro motori: il 1.2 monoalbero da 58 CV, il 1.2 16v da 75 CV ed il 1.5 dCi, qui unicamente nella versione da 68 CV.
Inizialmente la vettura era disponibile sia in versione a 3 che a 5 porte, ma nel 2008 rimase solo quest'ultima versione, per permettere di abbassare ulteriormente i prezzi senza competere "in casa" con la nuova versione della Twingo. Nel frattempo la gamma si arricchì con l'arrivo, alla fine del 2006, della versione 1.2 a GPL, prima Clio ad alimentazione bi-fuel. Nel 2007, invece, la 1.5 dCi vide la propria potenza scendere da 68 a 65 CV, mentre vi fu l'arrivo della 1.5 dCi da 85 CV.
La crisi economica di fine anni 2000 ha fatto in modo da mantenere la Clio seconda serie in listino ancora per diverso tempo. Persino quando nel luglio 2009 la terza serie della Clio era già arrivata al suo restyling e la stampa specializzata ha iniziato a parlare della quarta serie, diffondendo anche alcuni rendering grafici di come avrebbe potuto essere il nuovo modello, la Clio Campus è rimasta presente nei listini Renault, anzi: nello stesso mese di luglio del 2009 la vettura ha subito un altro restyling leggero, visibile nella forma del paraurti e della griglia anteriore. a quel punto rimanevano due sole motorizzazioni: il 1.2 benzina da 58CV ed il 1.5 dCi da 64 CV. I prezzi erano rispettivamente di 11.100 e 13.100 euro. La Clio Storia è uscita dal mercato italiano nel 2011, mentre la Clio Campus continua ad essere venduta per quasi tutto il 2012 in alcuni mercati europei. In Francia, a partire dalla fine dell'estate 2012, la Clio Campus è stata proposta in un'edizione speciale di commiato, denominata Bye Bye come da tradizione della casa francese (così fu in passato anche per la Renault 4 e la Renault Supercinque) e con la quale si intende chiudere definitivamente la produzione della Clio più longeva di sempre. Nello stesso periodo sono state diffuse le prime immagini ufficiali della Clio IV.

Le Clio II sportive[modifica | modifica sorgente]

Una Clio RS post-restyling (in alto), una Clio V6 pre-restyling (al centro) ed una Clio V6 post-restyling (qui sopra)

 

Una Clio RS post-restyling (in alto), una Clio V6 pre-restyling (al centro) ed una Clio V6 post-restyling (qui sopra)

 

Una Clio RS post-restyling (in alto), una Clio V6 pre-restyling (al centro) ed una Clio V6 post-restyling (qui sopra)
Una Clio RS post-restyling (in alto), una Clio V6 pre-restyling (al centro) ed una Clio V6 post-restyling (qui sopra)

Le versioni sportive della Clio II, che hanno ripreso il testimone dei modelli precedenti e continuato la tradizione della Casa francese nel settore delle "piccole sportive", meritano per questo un paragrafo a parte. La prima di queste versioni ad esordire sulla scena automobilistica fu la RS 2.0 16v, vera erede della Clio Williams basata sulla precedente Clio. Esternamente, gli interventi per distinguere la RS dalle altre Clio II erano stati piuttosto discreti ma efficaci, e concentrati quasi tutti nel frontale, dove spiccavano le nuove prese d'aria nel paraurti ed i fendinebbia specifici. Lateralmente erano presenti minigonne per rendere più grintosa la vista di lato. Il propulsore della RS era il 4 cilindri in linea di 1998 cm3, derivato direttamente da quello della Williams, ma rivisto nella distribuzione nientemeno che dalla Mecachrome, ossia l'azienda che in quel periodo si occupava dei motori di Formula 1 che la Renault, ritirandosi dalla massima serie automobilistica, cedette proprio all'azienda canadese, la quale poi li passò alle scuderie Benetton ed Arrows. Nella sua nuova configurazione, il motore giunse ad erogare fino a 172 CV (contro i 147 della Williams), spingendo così la vettura fino ad una velocità di punta di 220 km/h. Con il restyling del 2001, la RS si uniformò ai nuovi canoni stilistici e subì alcuni interventi tecnici che ne innalzarono la velocità di punta (da 216 a 222 km/h), ma ne peggiorarono l'accelerazione da 0 a 100 km/h (da 6"9 a 7"4). Nel 2004, la potenza del propulsore venne innalzata fino a 182 CV: la velocità massima rimase invariata, ma migliorò nuovamente lo scatto da 0 a 100 km/h (7"1). Nel 2005 la RS venne tolta dai listini per fare spazio all'imminente arrivo della nuova RS basata sulla Clio III. Durante la sua carriera, la RS su base Clio II fu proposta anche in alcune edizioni limitate, come la Jean Ragnotti e la Team.
Un ruolo commerciale ancor più di nicchia fu rivestito dalla Clio V6, una vettura che delle normali Clio II conservava solo la parentela stilitica riscontrabile in alcuni lamierati. Anticipata dal prototipo esposto nell'ottobre 1998, la V6 fu introdotta nel novembre del 2000. Immediatamente riconoscibile per i vistosi passaruota allargati, per le prese d'aria laterali e per le conseguenti modifiche ai paraurti, la Clio V6 era una sportiva biposto dotata di motore sistemato in posizione posteriore centrale. Questo particolare modello era un richiamo al passato, alla precedente Renault 5 Turbo, con le quali condivideva tra l'altro lo schema meccanico generale, del tipo "tutto dietro". Infatti, la Clio V6 non era semplicemente una Clio allargata, perché la base meccanica era completamente diversa, a partire dalla piattaforma completamente rivista poiché comprendeva rinforzi particolari nella zona in cui avrebbe dovuto esserci il divanetto posteriore e dove invece è stato montato il motore. Anche il comparto sospensioni è stato modificato, specialmente per quanto riguarda il retrotreno, provvisto di un telaietto per il sostegno del propulsore. La geometria vera e propria dell'assale posteriore prevedeva invece uno schema a bracci multipli in luogo delle ruote interconnesse. Anteriormente era presente invece un MacPherson, ma ottimizzato per il tipo di applicazione in oggetto, con una barra antirollio maggiorata. Evidente la maggiorazione delle carreggiate, aumentate di 110 mm all'avantreno e di 138 mm al retrotreno, così come la presenza di cerchi da 17 pollici, con gommatura differenziata tra anteriore e posteriore (205/50 davanti e 235/45 dietro). Ciò che balzava meno all'occhio era il leggero aumento del passo (da 2.472 mm a 2.510 mm), voluto per ottenere una miglior stabilità su strada. L'impianto frenante era a quattro dischi autoventilanti (da 330 mm all'avantreno e da 300 mm al retrotreno). Per quanto riguarda il propulsore, esso derivava dal 3 litri L7X sviluppato in collaborazione con Peugeot (era montato anche sulle ammiraglie dei due marchi francesi), ma fu rivisto in profondità dalla TWR in collaborazione con la Renault Sport. Il risultato fu un innalzamento della potenza massima da 207 a 230 CV. Anche il cambio a 6 marce era specifico, sebbene derivato dal 5 marce della RS. Le prestazioni erano: 235 km/h di velocità massima e scatto da 0 a100 km/h in 6"4. Grazie alle sue caratteristiche strutturali e concettuali, la Clio V6 non ebbe rivali dirette, ma solo possibili alternative nel segmento delle vetture compatte e/o con potenze analoghe. Mentre le altre Clio II beneficiarono già nel 2001 del restyling di mezza età, la Clio V6 vi giunse solo nel 2003: per l'occasione, anche il comparto meccanico fu rivisto in maniera decisa, stavolta dalla sola Renault Sport di Dieppe (l'ex-stabilimento Alpine-Renault), che ne modificò i rinforzi della scocca, gli attacchi del telaietto ausiliario per il motore, il retrotreno multilink ora ottimizzato. L'impianto frenante rimase il medesimo, ma fu il motore a subire gli interventi più interessanti, poiché venne portato stavolta ad una potenza massima di 255 CV. Ciò si tradusse in una velocità massima di 245 km/h ed in una accelerazione da 0 a 100 km/h in 5"8, con una stabilità su strada ulteriormente migliorata grazie all'adozione di nuovi cerchi da 18 pollici.

Per la Clio V6 è stato anche creato un campionato monomarca svoltosi tra il 1999 e il 2001.[1]

Le altre Clio II[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime Renault Thalia

In diversi altri mercati, europei e non, la Clio II era stata commercializzata anche con carrozzeria a tre volumi, e con denominazioni differenti a seconda dei mercati di destinazione. Così, per esempio, la stessa Clio II a tre volumi era nota come Renault Thalia (nei Paesi dell'Europa dell'Est), Renault Symbol (in Sudamerica), e poi ancora Clio Classic e addirittura con il marchio Nissan e nome Platina (per esempio in Messico): in quest'ultima configurazione, il frontale era stato rivisto per uniformarsi maggiormente al family feeling dei modelli Nissan. Quanto alla Symbol II, essa fu introdotta nel 2008 per sostituire la prima Symbol, ma la base meccanica continuò ad essere la stessa della Clio II, e non quella della più moderna Clio III. In ogni caso, i motori utilizzati erano il 1.2 monoalbero, i 1.4 monoalbero e bialbero (75 e 98 CV), ed il 1.5 dCi da 82 CV.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Renault Thalia.

Riepilogo caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Clio II[modifica | modifica sorgente]

Di seguito vengono riepilogate le caratteristiche relative ai modelli previsti per la gamma Clio II. Gli allestimenti riportati sono quelli previsti per il mercato italiano, i prezzi sono invece espressi in Euro e fanno riferimento al livello di allestimento meno costoso ed al momento del debutto nel mercato italiano (le versioni debuttanti nel 1998 riportano anche il prezzo in lire nelle note in calce), mentre i dati in generale fanno riferimento unicamente alle Clio II prodotte dal 1998 al 2005 e non includono la gamma Clio Storia, le cui caratteristiche possono essere visionate nella tabella successiva:

Modello Allestimenti previsti Motore Cilindrata
cm3
Potenza
CV/rpm
Coppia
Nm/rpm
Trazione Cambio/
N°rapporti
Freni
ant./post.
Massa a vuoto
(kg)
Velocità
max
Acceler.
0-100 km/h
Consumo
(l/100 km)
Anni di
produzione
Prezzo al
debutto
Versioni a benzina
Clio 1.2 RN, RT, RXE, Symbol,
Ice, Authentique, Fairway
D7F 1149 58/5250 93/2500 A M/5 D/T 880 160 15" 6.5 1998-05 10.3031
Clio 1.2 16v Expression, Privilege,
Symbol, Dynamique, Fairway
D4F 75/5500 105/3500 910 170 13" 6.2 2001-05 12.151
Clio 1.4 RT, RXE
SI, One-o-One
E7F 1390 75/5500 114/4250 940 170 12"1 7.1 1998-01 10.8202
Clio 1.4 16v RXE, SI, Max, Limited
, Expression, Privilege,
Dynamique, Initiale
K4J 1390 98/6000 127/3750 DA/T 980 186 10"5 6.9 1999-05 11.668
Clio 1.4 16v
Proactive
RXE, Initiale A/4 1.010 181 10"9 7.6 2001-03 13.151
Clio 1.6 SI, RXE, RXT K7M 1598 90/5000 137/4000 M/5 DA/T 965 181 10"6 7.6 1998-2000 11.8533
Clio 1.6
Proactive
RXT A/4 980 175 12"9 8.1 1998-2000 12.8604
Clio 1.6 16v base, Initiale,
Dynamique
K4M 107/5250 148/3750 M/5 995 195 9"6 7.6 1999-05 13.475
Clio 2.0 16v RS F4R 1998 172/6250 200/5400 M/5 DA/D 1.035 220 7"3 8.3 2000-04 19.156
182/6500 200/5250 222 7"1 8.8 2004-05 20.151
Clio 3.0 V6 - L7X-TWR 2946 230/6000 300/3750 P M/6 DA/DA 1.260 235 6"4 11.7 2000-03 36.303
L7X-RS 255/7150 300/4650 1.325 245 5"8 12.4 2003-05 40.151
Versioni a gasolio
Clio 1.9 D RT, RN, RXE F8Q 1870 64/4500 118/2250 A M/5 DA/T 975 161 15"4 6.3 1998-01 11.5435
Clio 1.9 dTi SI, RXE F9Q 80/4000 160/2000 975 174 12"8 5.4 2000-01 13.527
Clio 1.5 dCi Authentique, Expression,
Symbol, Reebok, Privilege,
Ice, Nokia, Fairway
K9K 1461 65/4000 160/2000 960 162 15" 4.5 2001-05 12.051
Fairway 68/4000 160/1700 165 14"5 4.4 10-2005/12-2005 13.531
Expression, Reebok, Dynamique,
Privilege, Initiale,
Ice, Nokia
82/4000 185/2000 175 12"2 4.4 2002-05 13.851
Confort, Dynamique,
Privilege, Initiale
100/4000 200/1900 980 185 10"6 4.5 2004-05 16.231
Legenda: M/5 = cambio manuale a 5 marce; M/6 = cambio manuale a 6 marce; A/4 = cambio automatico a 4 rapporti; D = freno a disco; DA = freno a disco autoventilato; T = freno a tamburo
Note:
1Listino reale: 19.950.000 lire
2Listino reale: 20.950.000 lire
3Listino reale: 22.950.000 lire
4Listino reale: 24.900.000 lire
5Listino reale: 22.350.000 lire

Clio Campus[modifica | modifica sorgente]

La seguente tabella riassume i dati delle versioni previste per la gamma Clio Campus (2005-12), in Italia nota come Clio Storia (2006-11). I livelli di allestimento sono quelli previsti per il mercato italiano, mentre i prezzi sono in Euro e fanno riferimento al livello di allestimento meno costoso ed al momento del debutto nel mercato italiano come Clio Storia:

Modello Allestimenti previsti Motore Cilindrata
cm3
Potenza
CV/rpm
Coppia
Nm/rpm
Massa a vuoto
(kg)
Velocità
max
Acceler.
0-100 km/h
Consumo
(l/100 km)
Emissioni CO2
(g/km)
Anni di
produzione
Prezzo al debutto
Versioni a benzina
Clio Campus/Storia 1.2 base, Pack,
Confort, Dynamique
D7F 1149 58/5250 93/2500 880 158 15" 6.3 143 2005-12 11.741
Clio Campus/Storia 1.2 16v base, Confort, Dynamique D4F 75/5500 105/3500 910 170 13" 6.2 139 2005-12 12.341
Versioni a gasolio
Clio Campus/Storia 1.5 dCi base, Confort, Dynamique K9K 1461 65/3750 160/1900 960 163 14"9 4.6 115 2007-12 12.376
68/4000 160/1700 168 15" 4.5 115 2005-07 13.741
Dynamique 85/3750 200/1900 990 176 11"2 4.7 111 2007-09 14.626
Versioni bi-fuel
Clio Campus/Storia 1.2 GPL Confort D7F 1149 58/5250 93/2500 900 158 16"4 7.7 126 2006-09 11.801
Note:

Attività sportiva[modifica | modifica sorgente]

In Brasile, con l'arrivo sul mercato della seconda generazione della Renault Clio, è stato creato un campionato monomarca riservato ad una sua versione ad alte prestazioni. Denominata Renault Clio Super Cup, tale serie aveva in dotazione vetture dotate di un telaio tubolare avvolto da una carrozzeria in fibra di vetro dotata di numerose appendici aerodinamiche. Il propulsore era un Renault 4 cilindri 16 valvole 2.0 da 235 cv di potenza. Furono sviluppate con la collaborazione dell'ex pilota di Formula 1 Tarso Marques.[2]

La Clio II nei media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Renault Clio V6 trophy. URL consultato il 31 dicembre 2013.
  2. ^ SUPER CLIO. URL consultato il 19 maggio 2014.
  3. ^ 1999 Renault Clio V6 'Stadt' 2 [X65]. URL consultato il 18 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Quattroruote n°467, Settembre 1994, Editoriale Domus
  • Quattroruote n°508, Maggio 1998, Editoriale Domus
  • Quattroruote n°496, Maggio 2000, Editoriale Domus
  • Quattroruote n°547, Maggio 2001, Editoriale Domus
  • Auto, Maggio 1998, Conti Editore
  • Auto, Giugno 2001, Conti Editore
  • Auto, Giugno 2003, Conti Editore
  • Auto, Ottobre 2003, Conti Editore
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