Renault 4CV

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Renault 4CV
4cvfront.JPG
Una 4CV
Descrizione generale
Costruttore Francia  Renault
Tipo principale berlina
Altre versioni cabriolet
commerciale
Produzione dal 1946 al 1961
Sostituisce la Renault Juvaquatre
Sostituita da Renault Dauphine
Esemplari prodotti circa 1.100.000 esemplari
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3600 mm
Larghezza 1430 mm
Altezza 1480 mm
Passo 2100 mm
Massa a vuoto: kg
Altro
Stile Fernand Picard
Stessa famiglia Alpine-Renault A106
Auto simili Austin A30, Citroën 2CV, Fiat 500 Topolino B e C, Fiat 600, Morris Minor, Panhard Dyna X e Dyna Z, Simca 6, Volkswagen Maggiolino

La 4CV era un'autovettura di fascia bassa prodotta tra il 1946 ed il 1961 dalla Casa automobilistica francese Renault.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La 4CV fu concepita durante la Seconda guerra mondiale, in assoluta segretezza, dato il periodo estremamente difficile: per di più, gli stabilimenti Renault erano presidiati dai Tedeschi, che ne controllavano le attività, perciò ipotizzare un nuovo progetto su piena iniziativa della Casa francese era quantomeno rischioso. Tale progetto fu quindi condotto in clandestinità. La vettura doveva rimpiazzare la Juvaquatre, che tanto successo aveva ottenuto nei due anni precedenti lo scoppio del conflitto, ma doveva anche essere più economica e di fascia leggermente più bassa della Juvaquatre stessa. Si prevedevano infatti tempi duri anche una volta concluso il conflitto, per via delle crisi economiche che avrebbero interessato i vari Paesi europei coinvolti nella guerra, primo fra tutti la Francia. Il motivo di tale segretezza fu anche nel fatto che la nuova utilitaria prendeva stilisticamente spunto dalla Käfer, ossia il neonato Maggiolino tedesco. I progetti furono affidati al giovane ingegnere Fernand Picard. Il primo prototipo della nuova vetturetta francese fu realizzato nel 1943, ma non convinse del tutto i vertici della Casa, per cui già l'anno seguente ne fu realizzato un altro decisamente più gradevole. Alla fine della guerra, Louis Renault fu incarcerato con l'accusa di aver collaborato con gli occupanti nazisti nella produzione di materiale bellico e morì di lì a poco. Al vertice della Renault giunse quindi Pierre Lefaucheux, che prese in mano le redini del progetto. Si arrivò così al 1946, anno in cui al Salone di Parigi vennero presentate le prime 4CV. Il pubblico fu catturato da questa piccola vettura che presentava la pratica soluzione delle quattro porte, una rarità, all'epoca, per una vettura di questa fascia di mercato. La caratteristica tecnica più evidente fu invece il motore, sistemato in posizione posteriore. Il successo fu enorme, a tal punto da mettere in seria crisi la Casa francese, poiché non riusciva minimamente a stare al passo con le ordinazioni. Pertanto la Casa fu costretta a temporeggiare per potersi organizzare in modo da far fronte a questa autentica esplosione di ordini. Vi furono inoltre alcuni problemi dal punto di vista dell'omologazione della vettura, risolti in breve tempo. La produzione ufficiale cominciò quindi il 12 agosto 1947, con una serie iniziale di 300 esemplari da destinare alle varie concessionarie per la presentazione della vettura stessa. In ogni caso, la Casa francese incontrò comunque delle difficoltà nell'evadere gli ordini, a causa del loro numero esorbitante e i tempi di attesa si allungarono fino ad un anno.

Vista posteriore di una 4CV

Nel 1948 arrivò la prima modifica: l'adozione dei vetri scorrevoli posteriori. Per quanto riguarda la gamma, fu introdotta anche la 4CV Commerciale, senza sedili posteriori e senza vetri posteriori. Un altro debutto, sebbene in proporzione decisamente ridotta, fu quello della 4CV Décapotable, più costosa ed appannaggio della clientela più snob. Nel 1949, la gamma della 4CV berlina si sdoppiò in due versioni: la Normale e la Luxe, con allestimeto più rifinito e dotazione più completa. Nel 1950, furono adottati dei veri fanali posteriori, dal momento che fino ad allora erano presenti solamente tre piccolissime luci sopra la targa posteriore. Debuttò anche la 4CV Grand Luxe, con dotazione di serie ancor più ricca e comprendente tra l'altro il faro antinebbia ed gli pneumatici a fianco bianco. Nel 1951, la 4CV fu prodotta su licenza anche in Spagna, mentre cominciarono i primi impieghi agonistici della 4CV. Nel 1952, vi furono alcune modifiche alla gamma: la versione Normale fu sostituita dalla 4CV Affaire, mentre la Luxe fu sostituita dalla 4CV Sport. L'anno seguente debuttò anche la 4CV più spartana, la Service. Sempre nel 1953, la 4CV sbarca anche in Giappone, dove viene prodotta su licenza. Nel 1954, la 4CV Service e la 4CV Décapotable uscirono di listino. Nel 1955, la 4CV fu affidata alle esperte mani dei tecnici della Alpine, con la quale la Renault intraprese un lungo periodo di partnership. Da tale collaborazione nacque la Alpine Renault A106, basata proprio sulla 4CV. Per quanto riguarda la gamma, vi furono solo modifiche meccaniche inerenti alla trasmissione. Nel 1956 fu rimessa in produzione la 4CV Décapotable, ma solo per un anno: nel 1957 tale versione uscì definitivamente di produzione, per essere brevemente sostituita, nel biennio 1960-61, dalla 4CV Décapotable Ghia Jolly, una spiaggina realizzata dalla Ghia di Torino, su meccanica "Type R1062". Negli anni seguenti, la 4CV fu oggetto di aggiornamenti tecnici di dettaglio, fino ad arrivare al 6 luglio 1961, data in cui l'ultima 4CV esce dalle linee di montaggio della Renault. Negli anni a venire, la 4CV venne prodotta su licenza in alcuni Paesi in via di sviluppo, tra cui il Messico e la Romania (a partire dal 1966), e si arrivò addirittura al 1983, anno in cui la 4CV fu prodotta su licenza in Vietnam, fino al 1989.

Linea ed estetica[modifica | modifica sorgente]

Una 4CV Décapotable

La linea della 4CV, come si è detto, fu largamente influenzata da quella del Maggiolino, specialmente osservandone le fiancate e la coda. Frontalmente ricorda invece più da vicino la contemporanea Peugeot 203, che però è di una classe più alta. Il frontale, infatti presenta gruppi ottici sporgenti, semincassati nei parafanghi anteriori, i quali erano piuttosto pronunciati. La calandra era caratterizzata da baffi orizzontali, che variarono di numero a seconda della versione e dell'anno. Osservando la fiancata si notano le quattro porte, che facevano della 4CV una vettura interessante per la sua praticità. Sempre dalla fiancata si può notare il suo andamento curvilineo e molto morbido, specialmente lungo il padiglione, decisamente arcuato. La coda, decisamente sfuggente è caratterizzata dai piccoli fari posteriori e dalle griglie per il raffreddamento del motore. Nel corso degli anni, la 4CV subì aggiornamenti di dettaglio, come per esempio i fari anteriori, che sulla preserie del 1947 erano leggermente più sporgenti ed i fari posteriori, introdotti solo nel 1950. Uno dei principali nei della 4CV stava nell'abitabilità, la quale, nonostante gli sforzi continui nel cercare di migliorarla, non riuscì mai a soddisfare pienamente. Nell'insieme, la vettura è comunque decisamente riuscita, ed anche questo aspetto fu alla base del successo di questa utilitaria.

Meccanica[modifica | modifica sorgente]

Vista laterale di una 4CV

La 4CV fu subito disponibile con un motore a 4 cilindri da 760 cm³, in grado di erogare una potenza massima di 17 CV a 4000 giri/min. La coppia massima era invece di 4,75 kgm a 1500 giri/min, un regime decisamente basso, che consentiva alla piccola 4CV di farsi valere rispetto alla concorrenza in termini di ripresa ed accelerazione da fermo. La distribuzione era per la prima volta a valvole in testa, comandate da aste e bilancieri. Per quanto riguarda la trasmissione, la frizione era monodisco a secco, mentre il cambio era manuale a tre marce. Solo negli ultimi anni vi fu la possibilità di ottenere la frizione automatica come optional. Per quanto riguarda l'impianto frenante, ci si avvaleva di tamburi sulle quattro ruote. La velocità massima raggiungibile era di circa 100 km/h. Queste erano le caratteristiche della Type 1060, prodotta tra il 1947 ed il 1951. A partire da quello stesso anno, venne introdotto il Type 1062 la cui cilindrata venne leggermente ridotta per essere in conformità con i regolamenti sportivi della categoria Turismo 750, dal momento che si era in procinto di impiegare la 4CV nell'attività sportiva in quella categoria. Il motore della 4CV scese quindi a 747 cm³, ma riuscì a guadagnare un CV in più sulla 4CV Normale, portandosi a 18 CV ed addirittura 4 CV sulle versioni Sport e Décapotable, arrivando quindi a 21 CV. A partire dal 1958, il motore arrivò ad erogare 26 CV. Durante la produzione della Type 1062, furono preparati 77 esemplari di Type 1063, realizzati unicamente per competere nelle gare, ed oggi praticamente introvabili.

Versioni e dotazioni[modifica | modifica sorgente]

Una 4CV berlina ed una Décapotable
  • Base (1947-48);
  • Normale (1949-52): volante nero e un solo faro posteriore;
  • Luxe (1949-52): volante color crema, deflettori anteriori, anifurto, due fari posteriori e paraurti con rostri;
  • Grand Luxe (1950-60): sedili in velluto, faro antinebbia, portatarga cromato e gomme a fianco bianco;
  • Affaire(1952-61): come la Normale. Dal 1954, calandra ad un solo baffo;
  • Sport (1952-60): motore da 21 CV come sulla Décapotable
  • Service (1953-54): allestimento spartano, finiture elementari, senza cromature;
  • Décapotable (1948-57): capote in tela, allestimento della Luxe e motore da 18 CV (dal 1952, da 21 CV).

Attività sportiva[modifica | modifica sorgente]

Una 4CV preparata

La 4CV ottenne grandiosi risultati in svariate gare ed in diverse specialità. Numerose vittorie a varie edizioni della Mille Miglia, del Rally di Montecarlo, della 24 Ore di Le Mans e della 12 Ore di Sebring. La vettura non aveva certo vita facile, data la concorrenza feroce, ma seppe sempre distinguersi. Il merito non fu solo delle caratteristiche della vettura (leggerezza del corpo vettura e brillantezza del motore), ma anche del talento di numerosi piloti che seppero sfruttarne a fondo le buone qualità dinamiche. Non mancarono le serie speciali: oltre ad una serie limitiatissima di 4CV preparate da gara e contrassegnate con la sigla 1063, vi fu anche una piccola produzione di fuoriserie realizzate dalla Alpine-Renault e ribattezzate A106, con un'inedita carrozzeria coupé.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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