Renato d'Angiò

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Renato I di Napoli
Renato d'Angiò, re di Napoli
Renato d'Angiò, re di Napoli
Re di Napoli
In carica 1435 - 1442
Predecessore Giovanna II
Successore Alfonso I
Nome completo Renato I d'Angiò
Altri titoli duca d'Angiò e conte di Provenza (1434-1480), conte di Piemonte e duca di Bar (1430-1480), duca di Lorena (1431 - 1453), re titolare di Gerusalemme (1438-1480), nonché re titolare dei domini della corona di Aragona (incluse Sicilia, Maiorca e Corsica dal 1466 al 1480)
Nascita Angers, 16 gennaio 1409
Morte Aix-en-Provence, 10 luglio 1480
Casa reale Angiò
Padre Luigi II d'Angiò
Madre Iolanda di Aragona
Consorte Isabella di Lorena
Jeanne de Laval

Renato d'Angiò, anche noto con il nome di Renato I di Napoli, detto il Buono (Angers, 16 gennaio 1409Aix-en-Provence, 10 luglio 1480), fu duca d'Angiò e conte di Provenza (1434 - 1480), conte di Piemonte e duca di Bar (1430 - 1480), re di Napoli (1435 - 1442), re titolare di Gerusalemme (1438 - 1480), nonché re titolare di Aragona (incluse Sicilia, Maiorca e Corsica dal 1466 al 1480); per matrimonio fu anche duca consorte di Lorena (1431 - 1453).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Renato nacque nel castello di Angers, terzogenito (secondo maschio) del conte di Provenza e re titolare di Napoli, Luigi II d'Angiò, e di Iolanda di Aragona[1] I suoi genitori erano conosciuti anche come i "Re e Regina dei Quattro Regni": Sicilia, Gerusalemme, Cipro, e Aragona. Un'altra interpretazione ha inteso invece il titolo di regno di Napoli separato da quello di Sicilia, escludendo Cipro[2].

Allorché nel 1410 il trono d'Aragona rimase vacante per la morte di Martino I, deceduto senza eredi, Iolanda, figlia di Giovanni I, predecessore di Martino, rivendicò la corona per il fratello di Renato, il primogenito, Luigi, di appena sei anni. A seguito del Compromesso di Caspe del 1412 fu però preferito ed eletto come re d'Aragona Ferdinando di Antequera, della dinastia castigliana.

Ducati di Lorena e di Bar[modifica | modifica sorgente]

Stemma dei duchi di Lorena Renato d'Angiò, Giovanni II e Nicola I

Nel 1417, alla morte del padre, Luigi II, Renato ed i fratelli, insieme al delfino, Carlo, il futuro Carlo VII di Francia, vennero posti sotto la tutela della madre Iolanda. Il più anziano Luigi III ereditò la corona di Sicilia e il ducato d'Angiò, Renato divenne Conte di Guisa. In seguito al contratto di matrimonio (1419) con Isabella, figlia più anziana di Carlo II di Lorena, Renato ereditò il ducato di Bar, rivendicandolo quale eredità di sua madre Iolanda e diritto di sua moglie, erede del ducato di Lorena sotto la tutela di Carlo II e del cardinale Luigi I di Bar.

Entrambe le signorie ducali erano feudi del duca di Borgogna Filippo III il Buono, ma Renato mantenne ugualmente il diritto di usare lo stemma degli Angiò. Nel 1422 Renato divenne cognato del delfino di Francia, Carlo, che ne sposò la sorella, Maria d'Angiò, divenuta poi regina di Francia.

Anche per questo egli non apparteneva alla fazione borgognona e unendosi all'esercito francese a Reims nel 1429 fu presente all'incoronazione di Carlo VII. Quando Luigi I di Bar morì nel 1430, Renato entrò in possesso del suo ducato e nell'anno successivo alla morte del suocero, gli successe nel Ducato di Lorena. Ma quest'ultima eredità veniva rivendicata anche dall'erede maschio Antoine de Vaudémont[3] che con l'aiuto dei borgognoni sconfisse Renato a Bulgnéville nel luglio 1431.

La duchessa Isabella strinse una tregua con Antoine de Vaudémont, ma il duca rimase prigioniero dei borgognoni fino all'aprile 1432, quando venne liberato sulla promessa di cedere come ostaggi i suoi due figli Giovanni II di Lorena e Luigi d'Angiò. Il suo titolo di duca di Lorena venne confermato dal suo signore feudale, l'imperatore Sigismondo a Basilea nel 1434. Questo suscitò l'ira del duca di Borgogna, Filippo III che gli richiese all'inizio dell'anno successivo di ritornare in sua custodia, dalla quale venne rilasciato più tardi contro il pagamento di un pesante riscatto.

Re di Napoli[modifica | modifica sorgente]

Renato D'Angio

Il 12 novembre 1434 il fratello, Luigi III, morì di malaria senza aver potuto accedere al diritto dinastico al trono del Regno di Napoli, faticosamente conquistato.[4] La regina di Napoli, Giovanna, ormai anziana, dispose nel proprio testamento che alla sua morte la corona passasse al fratello di Luigi, Renato d'Angiò e, il 2 febbraio 1435, si spense anch'ella, neppure tre mesi dopo Luigi III. Alfonso V di Aragona, che era stato adottato prima di Luigi III e poi era stato ripudiato da Giovanna II, cercò di riprendersi il regno di Napoli con le armi,[5] partendo dal suo regno di Sicilia, ma inizialmente andò incontro alla sconfitta navale di Ponza.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio di Gaeta e battaglia di Ponza (1435).

Renato arrivò poco dopo a Napoli via mare, città che sino ad allora era stata governata in suo nome dalla duchessa Isabella, per condurre la guerra contro gli Aragonesi. Dopo un primo periodo favorevole agli Angioini, nel 1441 Alfonso pose l'assedio a Napoli che conquistò dopo circa sei mesi, il 2 giugno 1442.[6] Renato ritornò in Francia quello stesso anno e, sebbene conservasse il titolo di re di Napoli, non ne recuperò mai il potere effettivo. Tentativi successivi di recuperare i suoi diritti in Italia fallirono.

In particolare, alla morte di Alfonso, avvenuta nel 1458, il figlio di Renato, Giovanni II di Lorena - Giovanni II di Lorena aveva continuato a farsi chiamare duca di Calabria - con l'appoggio sia diplomatico che finanziario dello zio, il re di Francia Carlo VII, tentò una vigorosa offensiva contro il figlio illegittimo e successore di Alfonso, Ferdinando I di Napoli (curiosamente, mentre il delfino, Luigi, in disaccordo col padre, aiutava Ferdinando I di Napoli).

Giovanni in quell'anno aveva riconquistato Genova alla Francia ed era stato acclamato governatore. Poi, nell'ottobre del 1459, salpò da Genova per Napoli ma all'arrivo la sua flotta genovese fu sconfitta. Giovanni sbarcò alla foce del Volturno, si riorganizzò e, per due anni, compì splendide gesta belliche, ma alla fine la campagna si risolse in un disastro, poiché, dopo la sconfitta di Troia, fu abbandonato da tutti i nobili più influenti del regno; gli rimanevano Ischia e Castel dell'Ovo, dove fu raggiunto dal padre Renato che, arrivato dalla Provenza, si rese conto dell'inutilità della causa e lo convinse a rientrare in Provenza (1461).

Governo dei feudi in Francia e Provenza[modifica | modifica sorgente]

Padiglione di Renato d'Angiò

Sua madre Iolanda, che aveva governato l'Angiò in sua assenza, morì nel 1443. Renato prese parte ai negoziati con gli Inglesi a Tours nel 1444 e consolidò la pace con il matrimonio a Nancy della sua figlia più giovane Margherita d'Angiò con Enrico VI d'Inghilterra. Il matrimonio di Maria di Borbone, nipote di Filippo di Borgogna, con Giovanni II di Lorena, figlio primogenito di Renato, avvenuto nel 1444, cementò la pace tra i due principi. Dopo avere nominato un reggente in Bar e in Lorena, egli visitò le province di Angiò e di Provenza.

Renato cedette il governo della Lorena a Giovanni, duca di Calabria, che comunque venne formalmente insediato come duca di Lorena solo dopo la morte della regina Isabella nel 1453. Renato godeva della fiducia di Carlo VII e si dice che abbia dato via alla riduzione dei soldati professionisti iniziata dal re, con le cui operazioni militari contro gli Inglesi egli era strettamente associato[senza fonte]. Entrò con lui in Rouen nel novembre 1449 e fu con lui anche a Formigny e Caen.

Castello di Renato I a Tarascona

Su invito di Carlo VII, Renato si recò nel 1450 nel Ducato di Milano per portare aiuto a Francesco Sforza, in lotta contro gli Orleans, per il possesso del ducato. Dopo il suo secondo matrimonio con Jeanne de Laval, figlia di Guy XIV de Laval, e di Isabella di Bretagna, Renato diminuì il suo impegno negli affari pubblici e si dedicò maggiormente a quelli artistici e letterari.

Regno d'Aragona[modifica | modifica sorgente]

Nel 1466 le cortes catalane, in guerra con il re Giovanni II di Aragona, offrirono la corona del regno di Aragona a Renato, in quanto egli era discendente di uno degli aspiranti alla corona d'Aragona, vacante dalla morte del re Martino I di Aragona, avvenuta nel 1410 e la cui successione fu poi decisa da un arbitrato, che portò al Compromesso di Caspe (1412). Renato d'Angiò accettò ed inviò in Catalogna il proprio figlio, il duca di Calabria Giovanni, nominandolo, principe di Girona, quindi erede al trono.

Giovanni II di Lorena prese l'iniziativa ottenendo successi militari che costrinsero Giovanni II d'Aragona a ritirarsi nel regno di Valencia ma, quando sembrava che egli potesse avere la meglio, morì improvvisamente, apparentemente avvelenato (16 dicembre 1470). Allora le sorti del conflitto mutarono, anche perché, con il matrimonio (1469) tra il figlio di Giovanni II d'Aragona, Ferdinando, e l'erede al trono di Castiglia, Isabella di Castiglia, Giovanni II era riuscito ad ottenere l'alleanza militare della Castiglia. Infatti, nel corso del 1471, Giovanni II d'Aragona riuscì a recuperare l'Aragona e buona parte della Catalogna e a porre sotto assedio Barcellona, assedio che durerà sino all'8 ottobre del 1472.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra contro Giovanni II.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

In età avanzata le fortune di Renato e della sua casata declinarono:

  • Il suo erede, il duca di Calabria, mentre si trovava in Catalogna impegnato nella conquista del regno d'Aragna, morì;
  • Nicola, il figlio più anziano del duca, perì nel 1473, anche lui forse avvelenato;
  • La figlia Margherita venne sconfitta nella Guerra delle due rose, il marito Enrico VI ed il figlio il Edoardo di Lancaster vennero uccisi ed ella stessa fu presa in ostaggio e dovette essere riscattata da Luigi XI nel 1476.

Renato II di Lorena, nipote di Renato ed unico discendente maschio rimasto, passò dalla parte di Luigi XI, che sospettava il re di Sicilia di complicità con i suoi nemici: il duca di Bretagna, Francesco II e il conestabile Saint-Pol. Renato si ritirò in Provenza e nel 1474 stese un testamento con il quale lasciava il Ducato di Bar al nipote Renato II, duca di Lorena; l'Angiò e la Provenza al nipote, il conte del Maine, Carlo V d'Angiò.

Luigi XI si impossessò dell'Angiò e di Bar e due anni più tardi tentò di obbligare Renato a scambiare i due ducati con una pensione. L'offerta venne rifiutata, ma ulteriori negoziati assicurarono alla corona l'eredità del ducato d'Angiò mentre l'annessione della Provenza venne solo posposta fino alla morte del conte di Maine. Renato morì il 10 luglio 1480 a Aix-en-Provence. Alla sua morte Renato venne sepolto nella cattedrale di Angers. Le sue opere caritatevoli gli guadagnarono il soprannome di "il buono". Nel 1464 aveva istituto l'Ordine della Luna Crescente, che fu anteriore alla fondazione regale di St. Michael, ma che non sopravvisse a Renato.

Renato e le arti[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio del trittico Buisson Ardent che mostra Renato e sua moglie Jeanne de Laval

A causa della fama di Renato come pittore dilettante gli vennero attribuiti molti dipinti in Angiò e in Provenza, in molti casi semplicemente perché vi era il suo stemma. Queste opere sono generalmente di stile fiammingo e furono probabilmente eseguite sotto il suo patronato e la sua direzione, quindi si potrebbe dire che formò una scuola di arti in scultura, pittura, oreficeria e arazzi.

Due delle più famose opere che gli sono state erroneamente attribuite sono il trittico del Buisson Ardent ("Roveto ardente"), nella cattedrale di Aix-en-Provence, che mostra i ritratti di Renato e della sua seconda moglie Jeanne de Laval, e un Libro delle ore miniato, conservato nella Bibliothèque nationale a Parigi.[7] Tra gli altri letterati che frequentavano la sua corte ci fu Antoine de la Sale, che fu tutore di suo figlio, il duca di Calabria. Renato inoltre incoraggiò la rappresentazione di commedie bibliche e nel 1462, durante la rappresentazione del mistero della Passione a Saumur, egli scontò quattro anni di tasse alla città; la rappresentazione della Passione ad Angers fu eseguita con la sua sponsorizzazione.

Scambiò versi con il suo parente, il poeta Carlo di Valois-Orléans. Il migliore dei suoi poemi è Idyl of Regnault and Jeanneton, che rappresenta il suo corteggiamento di Jeanne de Laval. Le Livre des tournois, un libro di cerimoniali e il romanzo allegorico Conquests qu'un chevalier nomme le Coeur d'amour espris feist d'une dame appelee Doulce Mercy, con altri lavori a lui attribuiti, furono forse dettati ai suoi segretari o perlomeno compilati sotto la sua direzione.

Matrimoni e figli[modifica | modifica sorgente]

Renato si sposò due volte:

dalla quale ebbe:

Renato ebbe anche diversi figli illegittimi:

  • Giovanni, bastardo d'Angiò (morto nel 1536), Marchese di Pont-à-Mousson, sposato nel 1500 a Marguerite de Glandeves-Faucon
  • Jeanne Blanche (morta nel 1470), Lady di Mirebeau, sposata a Parigi nel 1467 con Bertrand de Beauvau (morto nel 1474)
  • Madeleine (morta dopo il 1515), contessa di Montferrand (dopo il 1515), sposata a Tours nel 1496 con Louis Jean, signore di Bellenave

Renato d'Angiò in letteratura[modifica | modifica sorgente]

Renato compare con il nome di Reignier nel dramma storico di William Shakespeare, Enrico VI.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Iolanda di Aragona era figlia del re d'Aragona, Giovanni I, e di Iolanda di Bar (1365-1431). Quest'ultima era figlia di Roberto I, Duca di Bar e di Maria di Valois, figlia del re di Francia Giovanni II il Buono.
  2. ^ I re titolari di Gerusalemme erano altresì titolari del regno di Cipro.
  3. ^ Antoine de Vaudémont (14001458), conte di Vaudémont e signore di Joinville, era figlio, unico maschio, di Ferry I di Vaudémont (13681415), deceduto nella battaglia di Azincourt. Il padre Ferry era fratello minore di Carlo II, duca titolare di Lorena (13641431). Alla morte dello zio Carlo, Antonio rivendicò il diritto al titolo di duca di Lorena, in quanto discendente in linea maschile, mentre Renato d'Angiò rivendicava il ducato in quanto marito di Isabella di Lorena (1400- 1453), cugina di Antoine de Vaudémont, essendo figlia di Carlo II di Lorena, e quindi discendente di linea femminile.
  4. ^ Luigi era stato adottato dalla regina di Napoli, Giovanna II d'Angiò, nel 1431 ed ora questa lasciò la sua eredità a Renato.
  5. ^ La prigionia di Renato e la povertà delle risorse degli Angioini, a causa del forte riscatto pagato, avevano convinto Alfonso V di Aragona ad agire subito.
  6. ^ Renato, nel 1441, aveva fatto rientrare moglie e figli in Francia e difese Napoli personalmente, sino a quando gli Aragonesi trovarono un passaggio attraverso un vecchio acquedotto[senza fonte] e dopo un feroce combattimento, Napoli cadde e Renato dovette fuggire da Napoli assistito dalla flotta genovese.
  7. ^ Il Buisson Ardent è in realtà opera di Nicolas Froment, un pittore di Avignone.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pp. 546–575
  • Joseph Calmette, Il regno di Carlo VIII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 611–656.
  • Charles Petit-Dutaillis, Francia: Luigi XI, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pp. 657–695
  • Edward Armstrong, Il papato e Napoli nel XV secolo, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 696–751
  • Cecilia Mary Ady, Firenze e l'Italia settentrionale, 1414-1492, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 752–791

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore:
Luigi II
Conte di Guisa
bef. 14181431
Successore:
Carlo
Predecessore:
Giovanna II
Re di Napoli
14351442
Successore:
Alfonso I
Predecessore:
Luigi III
Duca d'Angiò
14341480
Successore:
Carlo III di Provenza
Conte di Provenza e Forcalquier
14341480
Conte del Piemonte 14341480 Successore:
Conte del Maine
14341441
Successore:
Carlo IV d'Angiò
Duca di Calabria
14341435
Successore:
Giovanni II
Predecessore:
Carlo II
Duca di Lorena
con Isabella
14311453
Predecessore:
Luigi di Bar
Marchese di Pont-à-Mousson
14301434
Successore:
Luigi d'Angiò
Duca di Bar
14301480
Successore:
Iolanda
Predecessore Re di Napoli Successore Escudo de Aragón-Sicilia.svg
Giovanna II d'Angiò-Durazzo 1435-1442 Alfonso I di Napoli

Controllo di autorità VIAF: 18017604 LCCN: n50051080