Renato Quartini

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Renato Quartini (Ronco Scrivia, 1923Cravasco, 23 marzo 1945) è stato un partigiano italiano.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Prima della Seconda guerra mondiale lavorava come impiegato negli stabilimenti Ansaldo a Sampierdarena. Dopo l'armistizio di Cassibile diventa, assumendo il nome di battaglia Tino, partigiano, operando sull'appennino ligure nella brigata Buranello. Catturato dai soldati della X Mas durante il tentativo di liberare dalla prigionia un gappista catturato, venne fucilato a Cravsco dopo vari mesi di prigionia.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Valor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al valor militare

Motivazione[modifica | modifica sorgente]

« ... impegnatosi per ordine superiore in un'impresa tanto ardita da apparire disperata, veniva sopraffatto dalle preponderanti forze nemiche. Benché seriamente ferito si attardava, cosciente del suo sacrificio, e riusciva a coprire con il fuoco la ritirata dei suoi uomini. Caduto in mani nemiche e subito brutalmente interrogato, manteneva fiero ed esemplare contegno, nulla rivelando. Subiva poi l'amputazione di una gamba, sopportando con stoicismo due successivi interventi chirurgici a poche ore di distanza. Subito rinchiuso in malsana cella, manteneva fermo il cuore per nove mesi di dure sofferenze. Condotto a morte, aveva ancora l'animo di facilitare, durante il trasporto in autocarro, la fuga di due compagni. Imbestialiti i tedeschi gli toglievano le stampelle e lo costringevano ad arrampicarsi sui fianchi di un monte sino al luogo dell'esecuzione, lui, privo di una gamba e coi polsi incatenati. Duro calvario di martirio e di gloria affrontato con la fierezza dei forti e nel nome d'Italia. »
([1])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ANPI | Biografia: Renato Quartini

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]