René Spitz
René Spitz (Vienna, 29 gennaio 1887 – Denver, 11 settembre 1974) è stato uno psicoanalista austriaco naturalizzato statunitense, valorizzò il ruolo formativo della madre tramite l’osservazione diretta dell’interazione madre-bambino.
Egli affermò che lo sviluppo infantile non avviene in modo lineare, ma per stadi:
- lo “stadio pre-oggettuale” (alla nascita), nel bambino si osservano fenomeni/sorrisi connessi non a stimoli esterni,
- Lo "stadio dell’oggetto precursore" (tra i tre e i cinque mesi) il neonato sorride indifferentemente alla comparsa di un viso noto. Questa fase detta “del sorriso indiscriminato” è un periodo critico in cui si formano i legami sociali.
- A partire dai 6 mesi, i bambini sorridono solo in presenza di visi conosciuti.
Spitz, reso famoso dai suoi studi sui bambini ospedalizzati, quindi in situazioni di deprivazione di stimoli, elaborò la teoria sulla depressione anaclitica e descrisse in ordine progressivo i comportamenti di bambini che vengono separati dalla persona che si prendeva cura di loro. Tali comportamenti furono:
- Primo mese: lamentele e richiami;
- Secondo mese: pianto e perdita di peso;
- Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica , perdita continua di peso;
- Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico.
Questi sintomi scompariranno solo quando il bambino ritrova la madre o trova qualcuno che volesse prendersi cura di lui. Un trauma del genere non si risolve del tutto in poco tempo, anzi qualora non dovesse essere superato Spitz afferma, e dimostra, la presenza di ritardi di sviluppo nella totalità dei soggetti osservati e di un aumento del tasso di mortalità. Controllo di autorità VIAF: 69018135 LCCN: n82081215