René Moawad

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René Moawad

Presidente della
Repubblica del Libano

5 novembre 1989
22 novembre 1989
Durata mandato 6 anni
Predecessore Amin Gemayel
Successore Elias Hrawi

Dati generali
Titolo di studio laurea in Giurisprudenza
Professione politico

René Moawad (in arabo: رينيه معوض , traslitterato Rēnēh Muʿawwaḍ; Zghorta, 17 aprile 1925Beirut, 22 novembre 1989) è stato un politico libanese, fu Presidente della Repubblica nel suo paese.

Maronita libanese, noto per le sue opinioni moderate, Moawad fece per qualche tempo sperare ai suoi compatrioti che la lunga e sanguinosa guerra civile libanese stesse per terminare. Fu un esempio di non-violenza e di accettazione dell'Altro nel mondo arabo. La sua cultura politica e la sua personalità convinsero il Parlamento a eleggerlo per metter fine al conflitto fratricida, in cui non poche potenze - arabe e non-arabe - avevano interferito pesantemente. Prima della sua drammatica morte, Moawad si era indirizzato alla nazione affermano:

« Non vi può essere una Paese o una dignità senza l'unità del popolo, e non vi può essere unità senza accordo, e non vi può essere accordo senza conciliazione, e non vi può essere conciliazione senza perdono e compromesso. »

Istruzione e primi passi nella carriera[modifica | modifica wikitesto]

Moawad studiò nella scuola De La Salle di Tripoli, prima di frequentare i corsi dell'insegnamento superiore nel Collège Saint Joseph dell'Université Saint-Joseph, ad Antura, ossia ʿAynṭūra, (Kesruwān).
Studiò poi all'Università Saint-Joseph stessa a Beirut, laureandosi in Giurisprudenza nel 1947. Più tardi fece pratica di avvocato sotto Abd Allah al-Yafi, già più volte Primo ministro, prima di aprire un suo studio legale a Tripoli nel 1951.

Carriera parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Elezione e assassinio[modifica | modifica wikitesto]

In seguito agli Accordi di Ta'if che misero fine alla guerra civile, l'Assemblea Nazionale si riunì il 5 novembre nella Base aerea di Qoleyʿāt (che poi sarà a lui intitolata), nel Libano settentrionale, ed elesse Moawad Presidente della Repubblica del Libano 409 giorni dopo che il posto di Amin Gemayel era diventato vacante. Il Parlamento non era riuscito a eleggere all'epoca un successore del secondo dei fratelli Gemayel.

Diciassette giorni dopo, però, mentre tornava dalle celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza libanese, il 22 novembre 1989, una bomba di 250 kg fu fatta detonare mentre transitava l'autovettura presidenziale a Beirut, uccidendo Moawad e altre 23 persone. Shawqi Showeyri, rappresentante del Libano all'ONU, disse: «Questa è la maggior catastrofe dei tanti anni di catastrofe che abbiamo dovuto sopportare. Potremmo aver perduto l'ultima opportunità di unire la nazione».

Nessuna indagine convincente sull'omicidio fu effettuata. Finora l'identità e le motivazioni di quell'atto rimangono argomento di discussione.[1] Ritornando il 14 marzo 2005 dalla marcia di protesta - poi chiamata "Rivoluzione dei cedri" contro l'occupazione siriana - , la vedova Nayla Moawad dichiarò: «L'indipendenza del Libano fu riconquistata il 14 marzo e il 14 marzo ho sentito che l'assassinio (di mio marito) è stato vendicato».

Vita personale e retaggio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lebanon A Bomb Aimed at Peace - TIME

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 12045780 LCCN: no2005089762