Remismondo

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Remismondo
Carta dell'espansione del regno suebo, nel corso del V secolo d.C.
Carta dell'espansione del regno suebo, nel corso del V secolo d.C.
Re dei Suebi o Svevi di Spagna
In carica 460 - 469
Predecessore Maldraso
Successore Teodemondo



Morte (469)
Padre Maldraso
Consorte una figlia di Teodorico II, re dei Visigoti

Remismondo dei Suebi Remismundo (... – 469) fu re dei Suebi di Gallaecia[1], dal 460 alla sua morte (469).

OrigineOrigine[2][modifica | modifica sorgente]

Figlio[3] e successore del re dei Suebi di Gallaecia, Maldraso e della moglie di cui non si conoscono né il nome né gli ascendenti

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 460, alla morte del padre, salì al trono, ma fu subito detronizzato da Fromaro, che si stabilì nel sud del regno mentre contemporaneamente suo fratello, Ricimondo occupò il nord del regno (quello che era stato il regno di Framta. Anche Ricimondo assunse il titolo regale nel nord del paese.

Nello stesso 460, Remismondo si alleò col re dei Visigoti, Teodorico II, che l'aiutò nella guerra civile, in cambio della conversione degli Svevi all'arianesimo. La guerra civile si protrasse per circa cinque anni e si concluse solo dopo la morte dei due contendenti, Fromaro e Ricimondo che avvenne, per entarmbi, nel 465.

Nello stesso anno 465, secondo le cronache di Idazio, Remismondo riunì nuovamente il regno sotto un'unica corona venendo ufficialmente riconosciuto come unico re degli Svevi di Gallaecia, anche dai Visigoti.

Sempre nel 465, Remismondo sposò la figlia del re dei Visigoti, Teodorico II; lei lo convertì alla religione ariana, ed in questa occasione ci fu la conversione in massa degli Svevi, che in maggior parte erano ancora pagani.

Nello stesso anno con l'aiuto dei visigoti si era impadronito di Coimbra e subito dopo di Lisbona e Anona. Nel 466, occupò Egitania, e molta parte della Lusitania.

Nel 467, dopo l'assassinio di Teodorico II, avvenuto l'anno prima, da parte del fratello Eurico), saccheggiò ed annesse al suo regno Conimbriga.

Il nuovo re dei Visigoti, Eurico, cambiò politica nei confronti degli Svevi, da amichevole divenne contraria, portando la guerra (che fu terribile secondo il cronista Idazio, vescovo di Chaves in Galizia) in Lusitania e spinse gli Svevi nei vecchi confini.

Alla morte di Remismondo, nel 469, iniziò un periodo oscuro, in cui le notizie sono molto scarse. La cronaca di Idazio si interrompe nell'anno 468 e praticamente sino al 550, anno in cui si fa riferimento al re Carriarico, la storia degli Svevi è sconosciuta.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Di Remismondo non si conosce alcuna discendenza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Gallaecia corrispondeva all'incirca alle regioni (comunità autonoma) spagnole di Galizia, delle Asturie, di Cantabria, di Castiglia e León ed il nord del Portogallo.
  2. ^ (EN) Dinastie dei Suebi
  3. ^ Remismondo, secondo Isidoro di Siviglia era figlio di Maldraso, ma altre fonti lo negano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, "La Spagna sotto i Visigoti", in "Storia del mondo medievale", vol. I, 1999, pp. 743-779

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Maldraso
Sovrani Svevi
460469
dal 460 al 465 solo nominale
Successore
Teodemondo