Rem tene, verba sequentur

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La locuzione latina Rem tene, verba sequentur, tradotta letteralmente, significa conosci, le parole seguiranno.

La paternità di questa "sententia" viene attribuita a Catone il Censore, scritta nelle "Orationes", testo didascalico nel quale viene delineata accuratamente la tecnica dell'ars oratoria interpretata secondo il mos maiorum.

Tale massima, espressa da quello che è considerato il massimo fustigatore di costumi romano è una novità nell'arte forense, in antitesi con la teoria sostenuta da Aristotele (Retorica III, 1). Per la scuola aristotelica, infatti, possedere a fondo l'argomento che si vuole esporre non è sufficiente se non è supportato dal come lo si voglia dire.

Il concetto, espresso con parole simili, si ritrova in Cicerone (De orat. 3.125: Rerum enim copia verborum copiam gignit) da cui forse deriva la cosiddetta appropriazione indebita.

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