Relazioni internazionali della Repubblica di Macedonia

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Repubblica di Macedonia

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Politica della Repubblica di Macedonia







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La Repubblica di Macedonia¤ divenne membro delle Nazioni Unite l'8 aprile 1993, diciotto mesi dopo la dichiarazione d'indipendenza dall'Ex-Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. I paesi stranieri si rivolgono alla Repubblica, nell'ambito dell'ONU, con la denominazione di Former Yugoslav Republic of Macedonia o FYROM ( ex Repubblica Jugoslava di Macedonia), lasciando in sospeso una lunga disputa sulla denominazione ufficiale del paese. Altri enti internazionali, come l'Unione Europea, l'European Broadcasting Union, ed il Comitato Olimpico Internazionale hanno adottato la stessa denominazione. Anche la NATO usa lo stesso nome, ma aggiunge una nota esplicativa in cui i paesi membri riconoscono il nome costituzionale.

Tutti i paesi membri delle Nazioni Unite riconoscono la Repubblica di Macedonia, ma sono divisi sulla questione della denominazione. Un numero crescente di paesi riconosce il paese con il suo nome costituzionale, Repubblica di Macedonia, piuttosto che con la denominazione provvisoria dell'ONU, soprattutto tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (gli Stati Uniti, la Russia e la Cina), l'Italia e altri 110 paesi membri.

Dato che entrambi i nomi sono piuttosto lunghi, spesso ci si riferisce alla Repubblica col semplice nome di Macedonia, tranne che da parte dei greci.

Dispute internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Albania[modifica | modifica wikitesto]

Il governo albanese ha richiesto la protezione dei diritti dell'etnia albanese nella Repubblica di Macedonia, dove la popolazione consiste effettivamente per il 25.2% di albanesi secondo le statistiche ufficiali. La guerra civile del 2001, fra la maggioranza etnica macedone e la minoranza albanese causò alcune tensioni fra i due paesi. Comunque, il seguente accordo di pace e il riconoscimento di maggiori diritti per gli albanesi aiutò a stabilizzare la situazione.

Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

La Bulgaria fu il primo paese a riconoscere l'indipendenza della Repubblica di Macedonia. La Bulgaria ha comunque rifiutato di riconoscere l'esistenza di una nazione macedone separata o di una lingua macedone separata. Sostiene che i macedoni sono solo un sottogruppo della nazione bulgara e che la lingua macedone non è che un dialetto del bulgaro. Questo portò a delle complicazioni alla firma di trattati tra i due paesi, che sono stati firmati con questa lunga frase alla fine: "fatto nelle lingue ufficiali dei due stati - lingua bulgara, secondo la Costituzione della Repubblica di Bulgaria e lingua macedone, secondo la Costituzione della Repubblica di Macedonia.

La Bulgaria dà ai macedoni il diritto di ottenere la cittadinanza bulgara ed un giornale macedone, Večer, ha rivendicato che 63.000 macedoni hanno usato quest'opportunità.

La Repubblica di Macedonia ha relazioni molto buone nelle sfere politica, economica e militare. I governi dei due paesi lavorano insieme per migliorare le relazioni commerciali. La Bulgaria sostiene la richiesta macedone di entrare nell'Unione Europea e nella NATO. La Bulgaria ha donato anche carri armati, pezzi di artiglieria e altre tecnologie militari al giovane esercito macedone.

Le regole che governano i buoni rapporti tra vicini, come convenute fra la Bulgaria e la Repubblica di Macedonia, sono state regolate nella Dichiarazione Unita del 22 febbraio 1999, riaffermata da un memorandum unito firmato il 22 gennaio 2008 a Sofia.[1][2]

La Bulgaria ha proposto di firmare un trattato (in base a tale Dichiarazione Unita) per garantire rapporti di buon vicinato tra i due paesi, al fine di abilitare il supporto bulgaro per l'adesione della Repubblica di Macedonia all'Unione europea.[3][4]

Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Lo situazione indeterminata del nome della Repubblica di Macedonia è nata da una lunga disputa con la Grecia, che critica l'uso di quello che viene considerato un nome ed un simbolo ellenico. Il punto principale della disputa è:

  • Il nome: la Repubblica di Macedonia è solo parte della più ampia regione di Macedonia, la maggior parte della quale si trova in Grecia.

La questione del nome venne "congelata" con un compromesso delle Nazioni Unite nel 1993. Comunque la Grecia rifiutò il riconoscimento diplomatico alla Repubblica e impose un embargo economico che durò finché le questioni di bandiera e costituzionali non sono state risolte nel 1995.

Questione del nome[modifica | modifica wikitesto]

Le critiche greche sulla denominazione ufficiale nascono da vari fattori:

  • Il nome viene storicamente associato alla cultura greca (o almeno grecofona) del Regno di Macedonia. I greci pensano che gli abitanti della vicina repubblica, la maggior parte discendenti delle tribù slave che si stabilirono nella regione intorno al VI secolo AD, non hanno diritti morali o storici di reclamare il nome "Macedonia". Alcuni nazionalisti macedoni e propagandisti dei tempi dell'Ex Jugoslavia hanno provato ad associare la repubblica con l'antica Macedonia, facendo dubbie pretese storiche.
  • Il territorio della Repubblica di Macedonia non è stato chiamato così fino al 1944, quando si separò dalla Serbia e diventò una repubblica separata nell'ambito della Jugoslavia. Quindi, anche se fa certamente parte della regione storica della Macedonia, non c'è una continuità tra gli antichi macedoni e la moderna Repubblica di Macedonia.
  • La Grecia sospetta che la Repubblica di Macedonia abbia ambizioni territoriali nella provincia greca di Macedonia. Questa è stata una preoccupazione greca per decenni; già nel 1957 il governo greco espresse la sua preoccupazione per le ambizioni jugoslave che le erano state riportate di creare una Repubblica Popolare di Macedonia con la città greca di Salonicco come capitale.

La questione del nome non è stata ancora risolta, ma ha raggiunto effettivamente un punto di stallo. Nel 1993 le Nazioni Unite ottennero l'approvazione greca all'ingresso macedone con l'adozione della denominazione temporanea di Former Yugoslav Republic of Macedonia" o FYROM [1] (in macedone Поранешна Југословенска Република Македонија, in greco Πρώην Γιουγκοσλαβική Δημοκρατία της Μακεδονίας). Molte nazioni però hanno abbandonato la denominazione proposta dalle Nazioni Unite e hanno riconosciuto la piccola nazione come "Repubblica di Macedonia". Tra di queste ci sono gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'Italia e le repubbliche ex-jugoslave di Serbia, Montenegro, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Slovenia. Inoltre anche la Bulgaria e la Turchia hanno riconosciuto la nazione con il suo nome costituzionale. Ad ogni modo tutti i membri dell'ONU sono d'accordo di accettare qualunque denominazione venga fuori da un possibile accordo futuro delle due nazioni.

La disputa continua a sollevare questioni in entrambe le nazioni, ma in pratica i due paesi vanno pragmaticamente d'accordo tra di loro. Le relazioni economiche e la cooperazione si sono riprese dal 1995, tanto che la Grecia è considerata adesso uno dei più importanti partner ed investitori stranieri della Repubblica.[2]

All'interno della Grecia la maggior parte dei Greci si rifiutano di usare la parola "Macedonia" per descrivere la Repubblica di Macedonia, chiamandola invece Skopje ed i suoi abitanti Skopjani (in greco: Σκοπιάνοι) dal nome della capitale del paese. Questa soluzione è stata presa dagli abitanti della Repubblica di Macedonia come un insulto. Le fonti ufficiali greche spesso usano il termine "Slavomacedone" (Σλαβομακεδονικά) per indicare gli abitanti della Repubblica.

Le Nazioni Unite posero una data di fine per il raggiungimento di una soluzione al 13 settembre 2002. Questa data passò senza che alcuna soluzione venisse trovata e non è chiaro quando la questione verrà risolta, date le posizioni apparentemente inconciliabili delle due parti. La Repubblica di Macedonia afferma che non abbandonerà il nome "Macedonia", mentre la Grecia afferma che non accetterà alcuna denominazione permanente che contenga il termine "Macedonia". L'applicazione UE del marzo 2004 per l'ingresso nell'Unione Europea potrebbe aiutare a velocizzare gli sforzi nel trovare una soluzione.

Nel 2005, Matthew Nimitz, rappresentante speciale ONU per il paese, suggerì di usare la forma "Republika Makedonija-Skopje" per scopi ufficiali. La Grecia non accettò la proposta ma la definì come "una base per negoziati costruttivi", mentre il Primo Ministro Vlado Bučkovski rigettò la proposta e fece la controproposta di una "doppia formula" dove la comunità internazionale avrebbe usato "Repubblica di Macedonia" e la Grecia avrebbe usato "F.Y.R.O.M.". [3][4]

Nell'ottobre 2005 Matthew Nimitz fece una nuova proposta. Propose che il nome “Republika Makedonija” sarebbe stato usato dai 106 paesi che avevano riconosciuto il paese con quella denominazione. Propose inoltre che la Grecia avrebbe usato la formula “Republika Makedonija – Skopje”, mentre le istituzioni e le organizzazioni internazionali avrebbero usato il nome “Republika Makedonia” nella trascrizione in alfabeto latino. Mentre il governo macedone accettò questa proposta, quello greco la rifiutò come inaccettabile.[5]

Questione della bandiera[modifica | modifica wikitesto]

L'ex-bandiera della Repubblica di Macedonia (usata dal 1992 al 1995)

La prima bandiera della Repubblica di Macedonia dopo l'indipendenza causò una controversia quando venne adottata dal neonato stato. L'uso del Sole di Vergina sulla bandiera offese i greci, poiché essi ritengono il simbolo come associato al re Filippo II di Macedonia e per estensione a suo figlio Alessandro il Grande. Il punto di vista greco viene riassunto in una FAQ circolata su Internet alla fine degli anni '90:

Il Sole di Vergina, l'emblema della dinastia di Filippo, simboleggia la nascita della nostra nazione. Era la prima volta (IV secolo a.C.) che la terraferma greca (città-stato e regni) con la stessa lingua, cultura e religione era unita contro il nemico asiatico in una lega. Nello stesso momento la Grecia divisa cresceva conscia della propria unità. E, in tal senso, non ce ne siamo mai allontanati da allora. Il "Sole" venne ritrovato nel 1978, e ci è sacro. [6]

Il simbolo venne rimosso dalla bandiera dopo un accordo raggiunto tra la Repubblica di Macedonia e la Grecia nel settembre del 1995. La Repubblica si accordò nel trovare un punto d'incontro con le questioni greche per i cambiamenti del suo simbolo nazionale e della costituzione, mentre la Grecia stabilì le relazioni diplomatiche con la Repubblica e tolse l'embargo economico.

Questioni costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

La prima costituzione della Repubblica di Macedonia dopo l'indipendenza, adottata il 17 novembre 1991 include una serie di clausole che la Grecia ha interpretato come un incitamento a sentimenti secessionisti tra le popolazioni slave della Grecia settentrionale, e che dessero adito a pretese irredentiste sul territorio greco. L'articolo 49 della costituzione ha causato particolari problemi. Si leggeva:

(1) La Repubblica si occupa della situazione e dei diritti di quelle persone appartenenti al popolo macedone negli stati vicini, così come i macedoni espatriati, assiste il loro sviluppo culturale e promuove collegamenti con loro. Nell'esercizio di ciò la Repubblica non interferirà nei diritti sovrani degli altri stati o nei loro affari interni.
(2) La Repubblica si occupa dei diritti culturali, economici e sociali dei cittadini della Repubblica all'estero.[5]

Dal punto di vista greco, questo rappresentava effettivamente una licenza per la Repubblica ad interferire con gli affari interni greci. Gli articoli offensivi vennero rimossi con l'accordo del 1995 tra i due lati.

Serbia[modifica | modifica wikitesto]

Un accordo del febbraio 2001 con la allora Serbia e Montenegro stabilizzò i confini tra i due paesi, ma gli albanesi su entrambi i lati hanno espresso la loro opposizione all'accordo per l'imposizione di più rigidi controlli doganali ed il trasferimento di alcuni territori al lato macedone.

Candidatura per l'accesso macedone all'Unione Europea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Accesso della Macedonia all'Unione Europea.

I leader dell'Unione Europea, al meeting tenutosi a Salonicco nel 2003 [7] promisero ai paesi balcanici occidentali che avrebbero avuto la possibilità di fare parte integralmente dell'UE, non appena avessero soddisfatto i criteri stabili. All'interno dei progetti di allargamento, l'Unione Europea ha concesso alla Repubblica di Macedonia lo status di stato candidato all'accesso il 17 dicembre 2005, ma non ha dato nessuna indicazione sulla data di inizio dei negoziati. La Grecia si è impegnata a non porre il veto sulla decisione in base alla premessa che la questione sul nome verrà risolta. La Repubblica di Macedonia ha fatto domanda per diventare membro il 22 marzo 2004. Il primo ministro macedone Vlado Bučkovski ha salutato la decisione come "biglietto di sola andata" nell'Unione Europea per il proprio paese.

Secondo l'Unione Europea gli ostacoli maggiori all'accesso della Repubblica di Macedonia riguardano le relazioni con i paesi confinanti e le riforme del sistema giudiziario e di polizia macedone. Inoltre, il tasso di crescita si attarda dietro quello della maggior parte dei membri europei, la disoccupazione è a livelli alti e gli investimenti stranieri rimangono sostanzialmente pochi. Il processo di decentralizzazione imposto dopo la guerra civile del 2001 richiede ancora una completa attuazione. Però la popolazione relativamente poco numerosa e le caratteristiche europee della Repubblica promettono pochi sforzi sul budget europeo. In seguito al no francese e olandese sulla costituzione, l'Unione Europea si trova in un periodo di riflessione. Questa situazione sembra rallentare le prospettive dei candidati come Croazia, Repubblica di Macedonia e Turchia di diventare membri in breve termine.

Nel febbraio 2006 la Repubblica è diventata il quarto membro della Central European Free Trade Agreement (CEFTA), insieme alla Croazia, alla Bulgaria ed alla Romania. La CEFTA funziona come 'banco di prova' per incoraggiare gli sforzi uniti per l'integrazione dei paesi partecipanti alle istituzioni dell'Europa occidentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bulgarian Policies on the Republic of Macedonia: Recommendations on the development of good neighbourly relations following Bulgaria’s accession to the EU and in the context of NATO and EU enlargement in the Western Balkans. Sofia: Manfred Wörner Foundation, 2008. 80 pp. ISBN 978-954-92032-2-6 (Versione bulgara) (Versione macedone)
  2. ^ (EN) Joint Declaration of 22 February 1999 (Versione bulgara) (Versione macedone)
  3. ^ (EN) Bulgaria's Position Concerning Macedonia Unchanged – Kalfin. The Sofia Echo, 31 July 2006.
  4. ^ (EN) Bulgaria Treaty Proposal Called 'Indecent'. BalkanInsight, 17 March 2010.
  5. ^ Constitution of the Republic of Macedonia, adopted 17 November 1991, amended on 6 January 1992

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]