Regolamento Roma 1

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Il Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (comunemente noto come Regolamento "Roma I") è un Regolamento dell'Unione europea entrato in vigore il 17 dicembre 2009 che disciplina l'individuazione delle legge applicabile, in caso di conflitti di legge in materia di obbligazioni contrattuali civili e commerciali.

Questo regolamento vincola i giudici degli stati membri dell'Unione Europea nella scelta della legge da applicare a contratti aventi elementi di internazionalità, stipulati nell'ambito, o che comunque presentino collegamenti con stati dell'U.E.

Diritto internazionale privato e regolamento Roma I[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento Roma I fa parte di una serie di atti, adottati dalla comunità europea ai fini di istituire un sistema unitario di diritto internazionale privato all'interno di essa che prevalga sulle norme nazionali in materia. La competenza ad emanare atti simili è stata attribuita dagli artt. 61 e 65 del trattato di Amsterdam (modificativo del Trattato di Maastricht, istitutivo dell' u.e., del 1992). I tre atti emanati dalla comunità europea, in esecuzione di questo progetto di uniformazione sono due, oltre al regolamento Roma I: il regolamento 44\01, in materia di competenze giurisdizionali; e il regolamento Roma II, in tema di responsabilità extracontrattuale. Il sistema di diritto internazionale privato (di cui questi tre atti fanno parte) va distinto dal diritto sostanziale, solitamente contenuto negli atti comunitari:

  • diritto sostanziale: individua una serie di diritti, obblighi e divieti per i destinatari e, in caso di contrasto, prevale sul diritto interno.
  • diritto internazionale: non priva di efficacia le norme interne degli stati membri, ma si limita a stabilire, in caso di conflitto di leggi, la normativa applicabile.

La convenzione di Roma e il regolamento Roma I[modifica | modifica wikitesto]

Come già il Regolamento 44/01, il regolamento Roma I è in realtà la trasposizione del contenuto di una precedente convenzione internazionale: la Convenzione di Roma del 1980:

  • la Convenzione è un atto di diritto internazionale, che assume efficacia obbligatoria per tutti gli stati contraenti.
  • il regolamento è una tipica fonte comunitaria, che assume efficacia obbligatoria per tutti gli stati membri della comunità/unione europea.

Nel caso di specie si è ritenuto di adottare un regolamento comunitario, come atto evolutivo di una precedente convenzione internazionale, in ragione della maggior efficacia degli strumenti esecutivi comunitari rispetto a quelli dell'ordinamento internazionale. Inoltre, la trasformazione è stata resa agevole anche dalla coincidenza tra gli stati contraenti la Convenzione di Roma e gli stati membri dell' u.e.

Il Regolamento Roma I e la Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

L'efficacia del Regolamento Roma I non include tutti gli stati della Comunità Europea. Infatti l'estensione della competenza comunitaria, realizzata dal trattato di Amsterdam attraverso gli art 61 e 65, non coinvolge tutti gli stati membri della comunità europea. Sono esclusi:

  • Gran Bretagna e Irlanda: che tuttavia hanno presentato un'attestazione contraria per tutti i regolamenti rientranti nella materia del titolo IV del trattato (tra cui il reg. 44\01,Roma I e Roma II
  • La Danimarca: al momento dell'entrata in vigore del regolamento, la competenza giudiziaria tra la Danimarca e gli altri Stati membri continuava ad essere disciplinata dalla Convenzione di Bruxelles del 1968. Tale eccezione relativa alla Danimarca si basa sul protocollo n. 5 sulla posizione della Danimarca del 1997, allegato ai Trattati UE. Il 19 ottobre 2005, l’UE ha firmato un accordo con la Danimarca concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, che estende le disposizioni del regolamento a tale paese. L'accordo è stato approvato in nome dell’UE con la decisione 2006/325/CE del Consiglio del 27 aprile 2006 ed è entrato in vigore il 1º luglio 2007.

I considerando del regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento si compone di 46 considerando e 29 articoli. I considerando sono una serie di norme introduttive che forniscono dei criteri da tenere presente nell'interpretazione degli articoli. Tra questi rilevano:

  • considerando 6: esprime la finalità del regolamento, non abrogativa delle norme interne ma uniformativa delle disposizioni degli stati membri relative alla risuluzione dei conflitti di leggi.
  • considerando 11: stabilisce che l'autonomia delle parti costituisce la pietra angolare del sistema
  • considerando 13: secondo il quale le parti possono,nel disciplinare il regolamento contrattuale, far riferimento a convenzioni internazionali
  • considerando 14: le parti possono includere nel proprio contratto condizioni standard, previste da convenzioni internazionali.
  • considerando 43: la comunità interviene nel sistema, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Ambito di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 1 del regolamento stabilisce che la normativa si applicherà a tutti i rapporti contrattuali aventi natura civile e commerciale. Da questi, però, il comma 2 esclude espressamente talune materie che, altrimenti, rientrerebbero negli ambiti civile e commerciale:

  • le questioni di stato e di capacità delle persone fisiche, fatto salvo l’articolo 13;
  • le obbligazioni derivanti dai rapporti di famiglia o dai rapporti che secondo la legge applicabile a tali rapporti hanno effetti comparabili, comprese le obbligazioni alimentari;
  • le obbligazioni derivanti da regimi patrimoniali tra coniugi, da regimi patrimoniali relativi a rapporti che secondo la legge applicabile a questi ultimi hanno effetti comparabili al matrimonio, nonché dalle successioni;
  • le obbligazioni derivanti da cambiali, assegni, vaglia cambiari e da altri strumenti negoziabili, nella misura in cui le obbligazioni derivanti da tali altri strumenti risultano dal loro carattere negoziabile;
  • i compromessi, le clausole compromissorie e le convenzioni sul foro competente;
  • le questioni inerenti al diritto delle società, associazioni e persone giuridiche, su aspetti quali la costituzione, tramite registrazione o altrimenti, la capacità giuridica, l’organizzazione interna e lo scioglimento delle società, associazioni e persone giuridiche e la responsabilità personale dei soci e degli organi per le obbligazioni della società, associazione o persona giuridica;
  • la questione di stabilire se l’atto compiuto da un intermediario valga ad obbligare di fronte ai terzi il mandante, o se l’atto compiuto da un organo di una società, altra associazione o persona giuridica valga ad obbligare di fronte ai terzi la società, altra associazione o persona giuridica;
  • la costituzione di «trust» e i rapporti che ne derivano tra i costituenti, i «trustee» e i beneficiari;
  • le obbligazioni derivanti da trattative precontrattuali;
  • i contratti di assicurazione che derivano da operazioni effettuate da soggetti diversi dalle imprese di cui all’articolo

2 della direttiva 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 novembre 2002, relativa all’assicurazione sulla vita (1), aventi lo scopo di erogare ai lavoratori, dipendenti o non, riuniti nell’ambito di un’impresa o di un gruppo di imprese o di un settore professionale o interprofessionale, prestazioni in caso di decesso, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione d’attività, o in caso di malattia professionale o di infortunio sul lavoro.

La legge applicabile ai rapporti contrattuali[modifica | modifica wikitesto]

Obiettivo principale del regolamento Roma I è quello di individuare la legge applicabile ai rapporti contrattuali aventi caratteristiche di internazionalità (ad esempio perché le parti hanno la residenza in due stati membri differenti). Il regolamento non si riferisce alle competenze giurisdizionali: ne deriva che la legge che risulta regolatrice dovrà in concreto essere applicata dal giudice individuato secondo i criteri stabiliti dal regolamento 44/01. L' art 3 stabilisce che la legge che regola il contratto è quella scelta dalle parti. Le parti devono scegliere necessariamente una legge statale. Quest'ultimo punto pare in contrasto con quanto stabilito dai considerandi 13-14, che parlano di convenzioni internazionali: la questione è stata risolta in maniera differente dalla dottrina, contrariamente ad un orientamento che sostiene una svista del legislatore comunitario, un altro orientamento sostiene che venga comunque data la possibilità alle parti di richiamare la normativa internazionale, facendo riferimento alla legge statale, attuativa di questa.

Un problema si pone quando le parti non stabiliscono la legge regolatrice del contratto: in tal caso si applicano i criteri di collegamento stabiliti dal regolamento stesso:

  • il contratto di vendita di beni è disciplinato dalla legge del paese nel quale il venditore ha la residenza abituale;
  • il contratto di prestazione di servizi è disciplinato dalla legge del paese nel quale il prestatore di servizi ha la residenza abituale;
  • il contratto avente per oggetto un diritto reale immobiliare o la locazione di un immobile è disciplinato dalla legge del paese in cui l’immobile è situato;

d) in deroga alla lettera c), la locazione di un immobile concluso per uso privato temporaneo per un periodo di non oltre sei mesi consecutivi è disciplinata dalla legge del paese nel quale il proprietario ha la residenza abituale, purché il locatario sia una persona fisica e abbia la sua residenza abituale nello stesso paese;

  • il contratto di affiliazione (franchising) è disciplinato dalla legge del paese nel quale l’affiliato ha la residenza abituale;
  • il contratto di distribuzione è disciplinato dalla legge del paese nel quale il distributore ha la residenza abituale;
  • il contratto di vendita di beni all’asta è disciplinato dalla legge del paese nel quale ha luogo la vendita all’asta, se si può determinare tale luogo;
  • il contratto concluso in un sistema multilaterale che consente o facilita l’incontro di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, quali definiti all’articolo 4, paragrafo 1, punto 17, della direttiva 2004/39/CE, conformemente a regole non discrezionali e disciplinato da un’unica legge, è disciplinato da tale legge.

Il contratto di trasporto[modifica | modifica wikitesto]

Regole particolari si hanno per i contratti di trasporto. Nel regolamento viene data una nozione molto ampia di trasporto: idonea ad includervi tutte le possibilità. Per contratto di trasporto si intendono tutti i contratti aventi come oggetto il trasporto di merci e di persone. Le regole sulla legge applicabile variano a seconda che si tratti di trasporto di merci o di persone:

  • trasporto di merci: si applica la legge del luogo di residenza del vettore, se coincidente con il luogo di residenza del caricatore o con il luogo di carico o scarico, se non c'è tale coincidenza prevale la legge del luogo di scarico.
  • trasporto di persone: prevale la legge del paese in cui
  1. il passeggero ha la residenza abituale; o
  2. il vettore ha la residenza abituale; o
  3. il vettore ha la sua amministrazione centrale; o
  4. è situato il luogo di partenza;
  5. è situato il luogo di destinazione

Tuttavia, qualora il contratto presenti un collegamento più stretto con la legge di un paese terzo, prevale la legge di tale paese.

Il contratto di lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Regole speciali sono previste per i contratti di lavoro che presentino caratteristiche di internazionalità. Qui ove non si abbia l'accordo delle parti prevale:

  • la legge del luogo ove il lavoratore abbia esercitato l'attività lavorativa in precedenza,

in mancanza

  • la legge del luogo di assunzione
  • la legge che presenti un collegamento maggiore con il contratto

Norme di applicazione necessaria[modifica | modifica wikitesto]

Le norme di applicazione necessaria sono le norme di un ordinamento, la cui applicazione è necessaria, al fine di garantire la tutela di interessi imperativi. Tali norme sono le uniche a prevalere sulla legge regolatrice del contratto.

L'art. 9 prevede che si applicano sempre le norme di applicazione necessaria appartenenti allo stato del foro (cioè a cui appartiene il giudice adito).

Le norme di stati terzi sono applicabili solo se in tale luogo è stato o doveva essere eseguito il contratto e se ne comportano l'illiceità.

Convenzione di Roma e Regolamento Roma I[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione di Roma, pur regolando le stesse materie del regolamento Roma I, se ne discosta sotto diversi profili. La prima, non essendo un atto comunitario, vincola gli stati ad essa aderenti: non quindi la globalità degli stati membri della C.E. (o perlomeno quelli nei confronti dei quali vale l'estensione di competenze ex art. 61 e 65 TCE); e, in caso di violazioni della stessa, non è applicabile l'ampia gamma di rimedi prevista dal diritto comunitario. In quanto convenzione internazionale, non rientrebbe nell'ambito giurisdizionale della Corte di Giustizia: eccezionalmente, tramite un protocollo aggiuntivo successivamente approvato, gli stati contraenti hanno esteso le competenze della corte alle questioni relative all'interpretazione di tale atto. Dal punto di vista normativo, mentre il regolamento di Roma fissa in modo molto rigido i criteri di collegamento, la convenzione stabilisce che, qualora le parti non concordino la legge regolatrice, si applica la legge del Paese che presenti il collegamento più stretto con il contratto. A sostegno di tale disposizione, gli art. 4.2 e 4. 3 individuano alcune presunzioni di collegamento:

  • in caso di contratto avente ad oggetto la prestazioni di servizi, si intende applicabile la legge del luogo di residenza del prestatore
  • se il contratto ha ad oggetto il trasferimento di immobili si intende applicabile la legge del luogo di ubicazione dell'immobile.

Peraltro le suddette presunzioni possono essere neutralizzate dalla presenza di collegamenti più stretti con un diverso ordinamento. Se nel regolamento Roma I possiamo parlare di una uniformazione dei contratti di trasporto, nell' art 4.4 della convenzione di Roma viene messo in risalto il contratto di noleggio (particolare tipo di contratto di trasporto marittimo). Sul piano sostanziale, la normativa della convenzione in materia di contratti di trasporto, in caso di mancata coincidenza tra residenza del vettore, del caricatore e del luogo di carico o scarico, considera applicabile la legge del luogo che presenta il collegamento più stretto con il contratto.

Entrata in vigore del regolamento Roma I[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento è stato formalmente approvato dal consiglio della C.E. il 17 giugno 2008. Il trattato C.E. prevede che gli atti comunitari entrino in vigore il ventesimo giorno dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale. L'entrata in vigore è prevista per il 17 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S.M Carbone, Principio di effettività e diritto comunitario, Ed. scientifica, 2009
  • S.M.Carbone-I.Queirolo, La competenza giurisdizionale e la circolazione delle decisioni in materia civile nell'ambito dello spazio giudiziario europeo, Ed Giappichelli, Torino 2009

Testi normativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Convenzione di Roma, 19 giugno 1980
  • Regolamento Roma I, 17 giugno 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]