Regola di Taylor

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La Regola di Taylor è una regola della moderna politica monetaria enunciata dall'economista statunitense John B. Taylor nel 1993.

La regola ha particolare importanza perché consiste in una relazione matematica che lega alcune variabili economiche (inflazione e prodotto interno lordo) a uno strumento di politica monetaria, questo consente di rappresentare il comportamento di molte banche centrali (come FED e BCE). Nello specifico la regola indica a quale livello dovrebbe essere il tasso di interesse nominale di breve periodo formulato dall'autorità monetaria, affinché sia pari al tasso di interesse reale di equilibrio, ossia il tasso di interesse reale a cui corrisponde un livello di domanda aggregata pari all'offerta aggregata di piena occupazione (PIL potenziale).

La regola può essere così formulata:

i_t = \pi_t + r^* + a_\pi  ( \pi_t - \pi^* )  + a_y ( y_t - \bar y ).

Dove:

  • \,i_t è il tasso di interesse nominale di breve periodo applicato dalla banca centrale;
  • \,\pi_t è il tasso di inflazione, misurato con il deflatore del PIL;
  • \pi^* è il tasso desiderato d'inflazione;
  • r^* il tasso di interesse reale di equilibrio;
  • \,y_t è il logaritmo del PIL effettivo;
  • \bar y è il logaritmo del PIL potenziale.

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