Regno normanno d'Africa

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Ruggero II creò nel 1135 il "Regno normanno d'Africa", che voleva unire al suo "Regno di Sicilia". Ma la morte nel 1154 lo impedì.

Il Regno normanno d'Africa fu un creato intorno al 1135 dal re normanno di Sicilia Ruggero II nell'area costiera nordafricana della Tunisia e della Tripolitania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ruggero II rese il suo Stato nel meridione italiano la potenza dominante del Mediterraneo. Grazie a una potente flotta, costituita sotto diversi ammiragli, effettuò una serie di conquiste sulla costa africana (1135 - 1153), che andavano da Tripoli (Libia) a Capo Bon (Tunisia) e finanche a Bona (Algeria).

In quei due decenni, Ruggero II creò un "Regno normanno d'Africa" che divenne una specie di "protettorato" siciliano, sostenuto in parte dalla residua piccola comunità cristiana nel Nordafrica.[1]

Inoltre, nel 1146, il re normanno approfittò delle dissensioni interne all'interno della Tripolitania per prendere la città di Tripoli e la regione costiera della Sirte. I siciliani concessero l’autonomia ai notabili musulmani locali, ma la Tripolitania fu ripresa dagli Almohadi nel 1158, subito dopo la morte di Ruggero II.

« I tentativi di Ruggero II di insediarsi in Africa, in primo luogo a Mahdia e poi a Tripoli, sfociarono nella creazione di un piccolo impero normanno lungo le coste dell'Ifriqiyya, con la sola eccezione di Tunisi. Gli sceicchi locali si sottomisero all'autorità del Re di Sicilia, che tentò di promuovere nella regione nuovi insediamenti cristiani allo scopo di proteggere la modesta popolazione cristiana già esistente.[2] »

Il regno normanno d'Africa si estese da Tunisi a Tripoli sulla costa Mediterranea ed all'interno arrivò ai confini del Sahara fino a Gafsa. Negli ultimi anni anche Bona in Algeria fu annessa.[3]

Ruggero II creò il "Regno normanno d'Africa" nella cosiddetta Ifriqiya con l'intenzione di unirlo al suo "Regno di Sicilia", ma la morte nel 1154 glielo impedì. Comunque, i Normanni riuscirono a mantenere le conquiste africane di Ruggero II fino a circa il 1160.[4]

Come conseguenza del tentativo cristiano di creare un dominio nel Nordafrica, i musulmani sterminarono le rimanenti comunità cristiane, concentrate principalmente nella Tunisia meridionale. Queste residue popolazioni cristiane erano molto probabilmente di lingua romanza, almeno fino al X-XI secolo. La testimonianza più importante di questo è quella del geografo nordafricano Idrisi (XII secolo), il quale scrive che gli abitanti di Gafsa (nel sud della Tunisia) si servivano di una lingua particolare, da lui detta al-latini al-ifriqi "il (neo) latino d'Africa" (a quel tempo il termine arabo latini si riferiva sia al latino sia, spesso, alle lingue romanze).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Alex Metcalfe, The Normans in Africa, in The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh University Press, 2009 (p. 160)
  2. ^ David Abulafia, Ifriqiyya, in Enciclopedia federiciana, Vol. I (2005), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  3. ^ Ruggero II e l'Africa mussulmana (p.95)
  4. ^ Francesco Gabrieli, Normanni e Arabi, Archivio storico pugliese, XII (1959)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]