Regno normanno d'Africa

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Il Regno normanno d'Africa fu il territorio occupato a partire dal 1135 dal re normanno di Sicilia Ruggero II nell'area costiera nordafricana della Tunisia e della Tripolitania e annesso al Regno di Sicilia.

Ruggero II occupò dal 1135 dei territori della costa africana, da unire al suo "Regno di Sicilia"

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ruggero II divenuto nel 1130 Re di Sicilia rese il suo regno la potenza dominante del Mediterraneo, grazie a una potente flotta, costituita sotto diversi ammiragli. Effettuò allora una serie di conquiste sulla costa africana (1135 - 1153), che andavano da Tripoli (Libia) a Capo Bon (Tunisia) e finanche a Bona (Algeria).

In quei due decenni, Ruggero II creò un una sorta di "protettorato" siciliano, sostenuto in parte dalla residua piccola comunità cristiano-bizantina ancora presente nel Nordafrica.[1]

Fu però nel 1146, che il re normanno approfittò delle dissensioni interne all'interno della Tripolitania per prendere con l'ammiraglio Giorgio di Antiochia la città di Tripoli e la regione costiera della Sirte e nel 1148 Al-Mahdiyya. "Da allora in poi l'autorità del re di Sicilia si stabilì su basi permanenti. Tale autorità non mirava al dominio politico, a lui interessavano solo i vantaggi economi e strategici: ambedue erano immensi" [2].

« I tentativi di Ruggero II di insediarsi in Africa, in primo luogo a Mahdia e poi a Tripoli, sfociarono nella creazione di un piccolo impero normanno lungo le coste dell'Ifriqiyya, con la sola eccezione di Tunisi. Gli sceicchi locali si sottomisero all'autorità del Re di Sicilia, che tentò di promuovere nella regione nuovi insediamenti cristiani allo scopo di proteggere la modesta popolazione cristiana già esistente.[3] »

I territori normanni d'Africa si estesero da Tunisi a Tripoli sulla costa Mediterranea ed all'interno arrivò ai confini del Sahara fino a Gafsa. Negli ultimi anni anche Bona in Algeria fu annessa.[4] Questi territori furono retti dai vari governatori delle città, nominati da Ruggero II[5].

Ruggero II occupò la cosiddetta Ifriqiya con l'intenzione di unirla al suo "Regno di Sicilia", ma la morte nel 1154 glielo impedì. Comunque, i Normanni persero nel 1156 Sfax ma riuscirono a mantenere le conquiste africane anche con Guglielmo I di Sicilia fino a circa il 1160 quando persero Mahdiyya.[6]

Come conseguenza del tentativo cristiano di creare un dominio nel Nordafrica, i musulmani sterminarono le rimanenti comunità cristiane, concentrate principalmente nella Tunisia meridionale. Queste residue popolazioni cristiane erano molto probabilmente di lingua romanza, almeno fino al X-XI secolo. La testimonianza più importante di questo è quella del geografo nordafricano Idrisi (XII secolo), il quale scrive che gli abitanti di Gafsa (nel sud della Tunisia) si servivano di una lingua particolare, da lui detta al-latini al-ifriqi "il (neo) latino d'Africa" (a quel tempo il termine arabo latini si riferiva sia al latino sia, spesso, alle lingue romanze).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Alex Metcalfe, The Normans in Africa, in The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh University Press, 2009 (p. 160)
  2. ^ John Julius Norwich, Il regno del Sole. I normanni nel Sud 1130-1194, Mursia, 1972, pagina 179
  3. ^ David Abulafia, Ifriqiyya, in Enciclopedia federiciana, Vol. I (2005), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  4. ^ Ruggero II e l'Africa mussulmana (p.95)
  5. ^ John Julius Norwich, Il regno del Sole. I normanni nel Sud 1130-1194, Mursia, 1972, pagina 180
  6. ^ Francesco Gabrieli, Normanni e Arabi, Archivio storico pugliese, XII (1959)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]