Regno di Serbia (medievale)

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Regno di Serbia
Regno di Serbia – Bandiera Regno di Serbia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Regno di Serbia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Краљевина Србија
Lingue ufficiali Serbo e Greco
Lingue parlate
Capitale Stari Ras
Politica
Forma di Stato Monarchia assoluta
Forma di governo
Re Elenco
Nascita 1217 con Stefano Prvovenčani
Fine 16 aprile 1346 con Stefan Dusan
Territorio e popolazione
Religione e società
Religione di Stato Chiesa ortodossa serba
Religioni minoritarie Cattolicesimo e Patarini
Regno di Serbia - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Serbia 1281.svg Rascia
Succeduto da Supposed Serbian Empire flag.svg Impero serbo
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Storia della Serbia
Serbia antica e dominio romano
Serbia nel Medioevo
Terre serbe nell'Alto Medioevo (VI-X sec.)
Era dei Nemanjici



Il Regno di Serbia o Serbia dei Nemanjić è stato uno stato serbo medievale governato dalla Casa dei Nemanjić. È stato creato dopo l'incoronazione di Stefan Nemanjić Prvovenčani (coronato per primo) nel 1217 come "re di tutte le terre serbe e costiere", dopo aver ereditato tutti i territori unificati dal padre, Stefan Nemanja, considerato il fondatore dello stato serbo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una battaglia per ottenere il trono con i fratelli, Stefano Nemanja, il fondatore della dinastia reale dei Nemanjić (a volte italianizzata in Nemanidi), prese il potere nel 1166 e iniziò a rinnovare le strutture dello stato serbo nella regione di Rascia. Sul piano internazionale, Stefano Nemanja godette per un certo periodo dell'appoggio dei Bizantini, ma in seguito egli stesso si oppose spesso all'autorità imperiale. Il veliki župan Stefano Nemanja riuscì a espandere lo stato di Rascia verso est, annettendo il litorale adriatico e la regione di Zeta. Assieme alle campagne militari e all'attività di governo della nazione, che egli rese un Regno unitario, Stefano si dedicò intensamente alla costruzione di nuovi monasteri. Fra questi si possono ricordare i monasteri di Đurđevi Stupovi e di Studenica nella regione di Rascia e il monastero di Hilandar sul Monte Athos.

La dinastia dei Nemanjić resse la Serbia in un periodo particolarmente importante e positivo della sua storia, con la costituzione di un potente stato indipendente, che raggiunse il suo apogeo con lo zar Stefano Dušan nella metà del XIV secolo, fino alla sconfitta definitiva operata dall'Impero Ottomano (con la regione di Zeta, l'ultimo bastione ribelle per gli Ottomani, caduta definitivamente nel 1499).

A Stefano Nemanja succedette il figlio mediano Stefano II, mentre al primogenito, Vukan, venne affidato il controllo della regione di Zeta (l'attuale Montenegro). Il figlio più giovane di Stefano Nemanja, Rastko, divenne un monaco nel monastero del Monte Athos e decise di prendere il nome di Sava, impegnando le sue energie alla diffusione del Cristianesimo tra il popolo serbo.

Affresco raffigurante San Sava

Presso le autorità ecclesiastiche bizantine, Sava, fratello del re, si prodigò per garantire lo status di autocefalia per la Chiesa ortodossa serba e divenne così il primo arcivescovo e primate ortodosso serbo nel 1219. Sava (1175 o 1176 - 1235 o 1236), fondatore della Chiesa nazionale serba, divenne il più importante santo della tradizione serba, patrono dell'educazione e della medicina.

Stefano II, secondo figlio di Stefano Nemanja e conosciuto anche come Stefan Prvovenčani, venne incoronato re di Serbia dal papa papa Onorio III nel 1217. La successiva generazione di sovrani serbi - i figli di Stefano Prvovenčani - Radoslav, Vladislav e Uroš I, segnarono un periodo di stagnazione per lo stato serbo. Tutti e tre i re furono più o meno in condizione di dipendenza rispetto ad una delle grandi potenze che attorniavano la Serbia medievale, l'Impero Bizantino, la Bulgaria e l'Ungheria. I legami con l'Ungheria furono fondamentali per la successione al trono del figlio di Uroš, Dragutin, in quanto egli sposò una principessa ungherese. In seguito, quando Dragutin abdicò in favore del fratello minore Milutin (1282), il re ungherese Ladislao IV donò al sovrano serbo un territorio nel nord-est della Bosnia (la regione di Mačva) e la città di Belgrado, mentre egli stesso si sforzò di ampliare il Regno conquistando e annettendo territori nella Serbia nord-orientale.

Alcune di queste regioni divennero pertanto parti della Serbia per la prima volta, unite in una nuova unità statale chiamata Regno della Sirmia (Srem). A quel tempo il termine Srem indicava complessivamente due territori, la Sirmia (Srem superiore) e la regione di Mačva (Srem inferiore). Il Regno fondato da Stefan Dragutin corrispondeva allo Srem inferiore, ma alcune fonti storiche menzionano fra i territori sotto l'autorità di Stefan Dragutin anche lo Srem superiore e la Slavonia. Dopo la morte di Dragutin (1316), il nuovo re di Sirmia divenne il figlio, Vladislav II, che governò il Paese fino al 1325.

Con il regno del fratello minore di Dragutin, Milutin, la Serbia divenne maggiormente potente e rilevante sulla scena europea, benché dovesse affrontare battaglie occasionali su ben tre fronti diversi. Il re Milutin era un abile diplomatico e seppe usare uno degli espedienti diplomatici più utilizzati in età medievale per redimere le questioni internazionali, i matrimoni dinastici. Egli riuscì a sposarsi per ben cinque volte, con principesse ungheresi, bulgare e bizantine. È inoltre famoso per aver fatto costruire numerose chiese, tra cui il monastero di Gracanica nel Kosovo, la cattedrale nel monastero di Hilandar del Monte Athos, la chiesa del Sant'Arcangelo a Gerusalemme. Soprattutto in riferimento alle sue opere in quest'ambito, re Milutin è stato proclamato santo, nonostante egli abbia vissuto una vita abbastanza tumultuosa.

A Milutin succedette il figlio Stefano di Dečani, con il quale il Regno di Serbia si espanse verso est, annettendo la città di Niš e i territori circostanti, e verso sud, acquisendo regioni nella Macedonia. Seguendo le orme del padre, anche Stefano Dečanski mostrò attenzione nei confronti della Chiesa nazionale e costruì il monastero di Visoki Dečani, nel Kosovo e Metochia - uno dei maggiori esempi dell'architettura medievale serba - che prese il proprio nome da un diminutivo proprio del re.

I monasteri costruiti dalla dinastia Nemanjić dimostrano lo sviluppo e la creatività culturale raggiunti dalla nazione serba in questi secoli: all'influenza orientale bizantina, fortissima nei cicli di affreschi dipinti secondo il classicismo orientale, si intreccia infatti l'attenzione verso l'architettura romanico-gotica occidentale.

Con l'espansione del Regno ad est vincendo la città di Nissa (Niš) e la regione circostante, e a sud con l'acquisizione di territori in Macedonia, Stefan Dečanski fu degno di suo padre e costruì il monastero di Visoki Dečani in Metochia - l'esempio più monumentale dell'architettura medievale serba - che gli valse il soprannome. Stefan Decanski sconfiggendo i bulgari nella battaglia di Velbužd nel 1330, impose la supremazia serba nei Balcani ponendo le basi del successivo Impero serbo di suo figlio Stefan Dušan.

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