Regno delle Hawaii

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Regno delle Hawaii

1795 - 1893

Regno delle Hawaii 1795 - 1893 – Bandiera Regno delle Hawaii 1795 - 1893 - Stemma
(dettagli)
Motto: Ua Mau ke Ea o ka ʻĀina i ka Pono
Regno delle Hawaii 1795 - 1893 - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Kingdom of Hawaii
Lingue ufficiali hawaiano, inglese
Lingue parlate
Capitale Lāhainā fino al 1845

Honolulu dal 1845

Politica
Forma di Stato Monarchia Costituzionale
Forma di governo
Capo di Stato Elenco dei Re delle Hawaii
Nascita 1795 con Kamehameha I
Causa Fondazione del Regno
Fine 17 gennaio 1893 con Liliʻuokalani
Causa Abolizione della Monarchia
Territorio e popolazione
Bacino geografico Oceania
Regno delle Hawaii 1795 - 1893 - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Antiche Hawaii
Succeduto da
Flag of Hawaii.svg

Governo Provvisorio delle Hawaii

Il Regno delle Hawaii fu fondato negli anni dal 1795 al 1810 con la sottomissione dei più piccoli indipendenti staterelli di Oʻahu, Maui, Molokaʻi, Lānaʻi, Kauaʻi e Niʻhau dall'isola-stato di Hawaii (conosciuta anche come "Big Island") in un unico governo a regime monarchico. Il regno perse la sua indipendenza in una rivolta armata guidata dagli euro-americani residenti nel 1893 nel paese, che venne in seguito annesso agli Stati Uniti nel 1898.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attraverso una rapida e sanguinosa battaglia, guidata da un capo guerriero poi passato al secolo come Re Kamehameha I, Il Grande, il Regno delle Hawaii fu istituito con l'aiuto della Marina Britannica e delle armi occidentali. L'unificazione concluse la società feudale delle isole hawaiane che per secoli avevano regnato, trasformando le Hawaii in uno Stato "moderno", una monarchia costituzionale indipendente creata sulla tradizione delle monarchie europee.

Governo[modifica | modifica sorgente]

ʻIolani Palace, uno dei tanti palazzi reali delle Hawaii, fu costruito da Kamehameha V che aveva la visione di costruire una palazzo pari alle residenze di monarchi europei

Il Governo del Regno delle Hawaii fu trasformato in varie fasi, ciascuna fase creata dalla promulgazione della Costituzione del 1840, 1852, 1864 e 1887. Ogni successiva costituzione può essere vista come una diminuzione del potere del re in favore del Parlamento delle Hawaii, elettivo, e sempre più dominato dagli interessi di americani ed europei.

Il capo di Stato e capo del governo nel Regno fu il monarca. Lui o lei gestivano il "Privy Council", che era di fatto un consiglio di amministrazione. Il Privy Council, composto da ministri responsabili dei vari servizi, era molto simile a quello del sistema politico britannico, su cui esso si basava. I ministri inoltre svolgevano anche il compito di Consiglieri della Corona.

Nel 1840 fu creato, con la Costituzione, un Parlamento bicamerale responsabile della legislazione. Le due camere del Parlamento erano composte dalla Camera dei Rappresentanti (eletti direttamente con voto popolare) e la Casa dei Nobili (nominati dal sovrano con il consiglio dei Ministri). La stessa Costituzione creò un sistema giudiziario, incaricato di sorvegliare i giudici e l'interpretazione delle leggi.

Le isole Hawaii, infine erano suddivise in piccole aree amministrative, ognuna rappresentata in parlamento, e dipendente dal governo centrale

Forze armate[modifica | modifica sorgente]

Kamehameha I, Il Grande.

L'esercito e la marina hawaiana furono formati da Kamehameha I, dopo l'unificazione dello Stato sovrano delle Hawaii nel 1810. L'esercito e la marina militare utilizzavano sia tradizionali canoe e uniformi affiancate dalle tecnologie occidentali come cannoni d'artiglieria, fucili, e navi da guerra europee. Con la morte di Kamehameha I nel 1819, grazie alla sua passione per la guerra, il figlio Kamehameha II ereditò un grande arsenale militare con decine di migliaia di uomini e migliaia di navi da guerra.

Durante la Dinastia Kamehameha, la popolazione nelle Hawaii fu devastata dalle epidemie dopo ed il numero di militari si ridusse in proporzione con la popolazione, entro la fine della Dinastia in pratica non esisteva più la marina hawaiana e un esercito composto da diverse centinaia di truppe, che era una mera ombra di quello di tempo. Dopo l'invasione francese che saccheggiò Honolulu nel 1849, Re Kamehameha III cercò di siglare dei trattati con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna per rendere il suo regno un protettorato. Durante la Guerra di Crimea, in Europa, Kamehameha III dichiarò le Hawaii Stato neutrale, similmente alla Svizzera. Quando le Hawaii diventarono un protettorato degli Stati Uniti, il governo americano fece una forte pressione su Kamehameha IV per far sì che il commercio hawaiano fosse diretto esclusivamente agli Stati Uniti, mirando gradualmente ad un'annessione delle isole, punto strategico nel Pacifico. Per controbilanciare questa situazione Kamehameha IV e Kamehameha V cercarono alleanze con altre potenze straniere in particolare con la Gran Bretagna.

Dopo la dinastia Kamehameha, finita con la morte di Kamehameha V, il piccolo esercito fu sciolto dopo una rivolta nel settembre 1873, lasciando le Hawaii protettorato dagli Stati Uniti, che ebbe delle esitazioni riguardo al sostegno della monarchia. Il piccolo esercito fu ripristinato con una norma di re Kalākaua. Nel 1891 la regina Liliʻuokalani salì al potere, che a seguito delle elezioni del 1892, modificò la costituzione del 1887. A seguito di questo, gli Stati Uniti ricorsero ad un'azione militare, che portò al rovesciamento della monarchia ed all'instaurazione di un governo provvisorio nel 1893, e la seguente dichiarazione delle Repubblica delle Hawaii nel 1895.

Dinastia Kamehameha[modifica | modifica sorgente]

Dal 1810 al 1893, il Regno di Hawaii è stato governato da due grandi famiglie dinastiche: la Dinastia Kamehameha e la Dinastia Kalākaua. La Successione dinastica della famiglia Kamehameha si è conclusa tragicamente nel 1872 con la morte di Lot (Kamehameha V), deceduto senza un erede al trono. Fu così che un consiglio di reggenza decise per elezione della nuova casa reale, scelta tra una delle maggiori case nobili delle Hawaii.

L'invasione francese (1849)[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di agosto 1849, ammiraglio francese Louis Tromelin arrivò nel porto di Honolulu con La Poursuivante e la Gassendi. Tromelin fece dieci richieste a re Kamehameha III il 22 agosto, soprattutto esigette che la religione di stato della Hawaii fosse la religione cattolica (un decennio prima, durante il cosiddetto "Incidente francese" il divieto di professare il cattolicesimo era stato revocato, ma i cattolici godevano solo parzialmente dei diritti religiosi). Il 25 agosto le richieste non furono accolte. Dopo un secondo avvertimento, le truppe francesi attaccarono Honolulu, facendo irruzione negli edifici pubblici e facendo razzia, causando danni quantificati per 100.000 $ di allora. Dopo l'invasione le truppe si ritirarono.

Relazioni con l'estero[modifica | modifica sorgente]

Di fronte al problema della dell'invasione straniera francese e temendo altre invasioni del territorio hawaiano, Re Kamehameha III ritenne prudente e necessario inviare una delegazione hawaiana negli Stati Uniti ed in Europa con il potere di risolvere le presunte difficoltà con le nazioni, negoziare trattati e in ultima analisi, garantire il riconoscimento dell'indipendenza hawaiana dalle grandi potenze del mondo. A questo scopo Timoteo Haʻalilio, William Richards e Sir George Simpson vennero nominati rappresentanti plenipotenziari delle Hawaii l'8 aprile 1842. Sir George Simpson, poco dopo, partì per l'Inghilterra, mentre il Sig. Haʻalilio e Mr. Richards partono per gli Stati Uniti, l'8 luglio 1842. La delegazione hawaiana negli USA ottenne l'assicurazione del presidente degli Stati Uniti John Tyler il 19 dicembre 1842 del riconoscimento dell'indipendenza hawaiana, così come Sir George Simpson in Europa ebbe il riconoscimento formale da Gran Bretagna e Regno di Francia. Il 17 marzo 1843, Re Luigi Filippo di Francia riconosce l'indipendenza delle Hawaii sotto la spinta di Leopoldo I del Belgio, e il 1º aprile 1843, Sir Aberdeen, a nome di Sua Maestà Britannica la Regina Vittoria, assicurò alla delegazione hawaiana che "il governo di Sua Maestà è disposto ed è determinato a riconoscere l'indipendenza delle isole Sandwich sotto la corona del loro attuale sovrano".

Proclamazione anglo-francese[modifica | modifica sorgente]

Il 28 novembre 1843, presso la Corte di Londra, i governi britannico e francese, firmarono un accordo formale per il riconoscimento di indipendenza del Regno delle Hawaii. Chiamato 'Proclamazione anglo-francese', era una dichiarazione congiunta da parte di Francia e Gran Bretagna, firmata da Sua Maestà il Re Luigi Filippo di Francia e sua Maestà Britannica la Regina Vittoria del Regno Unito, assicurò alla delegazione hawaiana che:

"Sua Maestà la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, e di Sua Maestà il Re del francese, prendendo in considerazione l'esistenza nelle isole Sandwich (isole hawaiane) di un governo in grado di fornire per la regolarità della sua relazioni con le nazioni straniere, hanno pensato bene di concordare, reciprocamente, a considerare la isole Sandwich come uno Stato indipendente, e mai a prendere possesso, né direttamente o sotto il titolo di protettorato o sotto qualsiasi altra forma, di ogni parte del territorio di cui sono composte."

Il 28 novembre fu istituito come festa nazionale per celebrare il riconoscimento dell'Indipendenza delle Hawaii. Come conseguenza di questo riconoscimento, le Hawaii entrarono in contatto con le altre nazioni del mondo, creando oltre novanta legazioni e consolati in più porti e città.

Monarchia elettiva[modifica | modifica sorgente]

Il rifiuto della principessa Bernice Pauahi alla corona e del trono come Regina della Hawaii, costrinsero il Parlamento del Regno a dichiarare le elezioni per occupare il trono vacante. Dal 1872 al 1873, i parenti più lontani della ex famiglia reale Kamehameha vennero presentati alle liste e nominati. In una cerimonia di voto popolare e una votazione unanime legislativa, Lunalilo (1873-1874) divenne Re delle Hawaii.

Dinastia Kalākaua[modifica | modifica sorgente]

Stemma del regno hawaiano, ʻIolani Palace, Honolulu, Hawaii.

Come il suo predecessore, Lunalilo non ebbe un erede, morì improvvisamente dopo meno di un anno dopo l'ascesa al trono. Ancora una volta, il Parlamento del Regno delle Hawaii ha dichiarato un'elezione per occupare il trono. La Campagna elettorale del 1874 fu molto difficile, ed infine David Kalākaua, è venne eletto Re delle Hawaii con il nome di Kalākaua I.

La scelta del Parlamento fu molto controversa, e le truppe statunitensi e britanniche vennero chiamate a reprimere disordini. Sperando di evitare l'incertezza per il futuro della monarchia, Kalākaua proclamò più eredi al trono definì una linea di successione reale alla corona. Sua sorella Liliuokalani sarebbe ascesa al trono dopo la morte di Kalākaua, con la Principessa Victoria Kaʻiulani, seconda in ordine di successione. Se lei non avesse potuto dare alla luce un erede al trono, il principe David Kawānanakoa o il principe Giona Kuhio Kalanianaole avrebbero potuto accedere alla corona.

Costituzione del 1887[modifica | modifica sorgente]

Re Kalākaua.

Nel 1887, Venne redatta una Costituzione da Lorrin A. Thurston, il ministro degli Interni sotto Kalākaua I. La Costituzione venne proclamata dal re dopo che il sovrano venne portato davanti ad una riunione di 3.000 abitanti, in prevalenza bianchi, armati. Per tale motivo venne definita con disprezzo, soprattutto negli ambienti monarchici "costituzione delle baionette", proprio per sottolineare come fu imposta al Re con una procedura extra legale. Il documento non trasformò le Hawaii in una monarchia costituzionale come la Gran Bretagna, ma si limitò a confermare il modello di monarchia costituzionale, già in vigore, sia pure con successivi nuovi arrangiamenti, da quasi quarant'anni; il re rinunciò alla maggior parte della sua autorità, che cedette Parlamento, e istituì un gabinetto di governo.

La Costituzione del Regno delle Hawaii del 1887 abilitava i cittadini ad eleggere i membri della Camera dei Nobili, (che precedentemente era nominata dal Re). La Costituzione continuava a consentire al monarca di nominare ministri, ma gli negava il potere di licenziarli dalla carica senza l'approvazione da parte del Parlamento. Ma non tutti i cambiamenti erano liberali o democratici, infatti rispetto alla costituzione del 1864, la cittadinanza attiva (ovvero le persone che potevano essere elette ed eleggere i parlamentari) fu ridotta. Questa riduzione si ottenne innanzi tutto eliminando per motivi razziali tutti gli asiatici (inclusi i numerosi giapponesi naturalizzati, in genere sostenitori della monarchia hawaiana), e aumentando la quantità di beni immobili necessari per iscriversi alle liste elettorali, in questo modo moltissimi hawaiani nativi, inclusi alcuni membri della piccola nobiltà, furono esclusi dalla cittadinanza piena; si trattava di sostenitori della monarchia e, soprattutto, dell'indipendenza dall'arcipelago rispetto agli stati uniti. Quindi ad avvantaggiarsi di questa costituzione furono quasi esclusivamente i coloni bianchi, per lo più di origine americana, ed alcune famiglie indigene occidentalizzate, spesso convertite al protestantesimo e particolarmente vicine ai missionari euro-americani. La costituzione contribuì anche a spezzare le ultime vestigia dell'aristocrazia tradizionale indigena, che manteneva un certo potere all'interno della Camera dei Nobili (su modello della Camera dei Lord britannica), ma anche questa misura veniva effettuata per privare il monarca di un sostegno, soprattutto in una prospettiva di mantenimento dell'indipendenza dagli stati uniti. L'aristocrazia ereditaria era sostanzialmente conservatrice, ma paternalistica e nazionalistica, custode delle tradizioni hawaiane e impegnata nella difesa del "popolo minuto", sia pure in maniera vagamente feudale, contraria agli aspetti più deleteri della progressiva trasformazione dell'economia hawaiana in senso capitalistico.

La costituzione del 1887 ebbe quindi un gruppo di oppositori composito, formato dalla famiglia reale e dalla nobiltà di sangue, dal popolo minuto, ed in particolare dai ceti medi e medio-bassi esclusi ora dal diritto di voto di cui in precedenza avevano goduto, da molti nativi fedeli alla tradizione, dagli immigrati cinesi e soprattutto giapponesi. Ebbe invece l'entusiastico appoggio delle chiese cristiane, ed in particolare di quelle protestanti, dei ceti medio-alti, soprattutto i grandi latifondisti (sia bianchi che nativi occidentalizzati) e i signori dello zucchero (che in pratica controllavano il paese) e degli immigrati occidentali in genere (e soprattutto dei più ricchi di loro), oltre che del partito favorevole all'eliminazione della monarchia in favore di un'annessione o una colonizzazione da parte degli USA.

Declino della monarchia[modifica | modifica sorgente]

Regina Liliʻuokalani.

Al momento della sua elezione nel 1874, re Kalākaua aveva designato sua sorella Liliʻuokalani come suo successore. Con il pretesto della corruzione presente nel regno, Kalākaua I fu costretto a firmare la costituzione del 1887 cedendo così gran parte del suo potere in favore di una amministrazione controllata dal parlamento. Alcuni sostengono che questo è stato il primo segno di declino del Regno delle Hawaii.

La crisi costituzionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1891 Re Kalākaua morì e sua sorella Liliʻuokalani assunse il trono. La Regina salì al potere nel mezzo di una crisi economica. La revoca del trattato di reciprocità del 1875, la nuova tariffa elimina il precedente vantaggio hawaiano sui commerci dello zucchero, che godeva nei confronti di altri produttori internazionali nel commercio per i mercati degli Stati Uniti, il risultato fu una paralisi dell'esportazione dello zucchero dalle Hawaii. Molte imprese hawaiane ed i cittadini risentivano molto delle pressioni della perdita di entrate, e la Regina quindi propose di cominciare ad esportare l'oppio, pur di portare ulteriori entrate per il governo hawaiano. I suoi ministri e gli amici più stretti cercarono di dissuaderla dal perseguire il progetto, che venne utilizzato contro di lei nell'incombente crisi costituzionale.

Il principale desiderio della regina era quello di ripristinare il potere al monarca dal 1887, ridotto dalla Costituzione firmata dal fratello. La sovrana lanciò una campagna con una petizione da parte di alcuni soggetti hawaiani di spicco per annunciare una nuova Costituzione. Quando informò dei suoi piani il governo, alcuni dei suoi ministri la tradirono. I cittadini e residenti, che nel 1887 avevano costretto re Kalākaua a firmare la costituzione, si allarmarono quando venne resa pubblica dal governo la notizia che la regina aveva in programma di proclamare unilateralmente la sua nuova Costituzione.

Il rovesciamento della monarchia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1893, gli imprenditori ed i politici locali, in primo luogo i cittadini delle Hawaii di origini americane ed europee, ma anche un numero significativo di cittadini nativi hawaiano, in risposta al tentativo da parte della Regina Liliʻuokalani di abolire la costituzione del 1887, con un colpo di stato, rovesciarono la regina, il suo governo e il suo maresciallato, e assunsero il controllo del Regno di Hawaii. Per far ciò i congiurati ottennero l'appoggio di alcune unità navali americane presenti in quel momento nell'arcipelago, che agirono senza ordini superiori, in particolare l'incrociatore USS Boston fornì due compagnie da sbarco, mentre i un'altra compagnia apparteneva agli US Marine Corps. La regina, anche per evitare un eventuale bombardamento di Honolulu da parte del USS Boston e sanguinose sparatorie con i congiurati e i militari americani ordinò un cessate il fuoco unilaterale, appellandosi alla legalità internazionale. Questo malgrado molti membri del piccolo esercito hawaiano intendessero battersi.

Il 17 luglio 1893, Sanford Ballard Dole e la sua commissione dichiararono il governo provvisorio " fino a quando non fosse avvenuta l'annessione da parte degli Stati Uniti". Il 4 luglio 1894 venne proclamata la Repubblica delle Hawaii. Dole venne nominato Presidente. Più tardi, dopo un tentativo di ribellione contro-rivoluzionario nel 1895, la regina Liliʻuokalani fu messa agli arresti domiciliari, giudicata da un tribunale militare della Repubblica delle Hawaii, condannata per tradimento e tenuta agli arresti domiciliari permanenti nella sua casa.

Il presidente americano Cleveland effettivamente considerò il colpo di stato come illegale, e biasimò pubblicamente il comportamento dei marinai dell'USS Boston. Inizialmente il governo americano non sembrò interessato all'annessione dell'arcipelago, ne riconobbe la repubblica.

In questa situazione, nel 1895, i monarchici pensarono di riuscire a organizzare una "contro rivoluzione" senza dover aspettarsi un deciso intervento americano. I principali congiurati erano i capitano della guardia reale Samuel Nowlein e Robert Wilcox (meticcio, diplomato all'accademia di artiglieria di Torino, sposato con una nobildonna italiana e già ribellatosi nel 1889 contro la costituzione del 1887), l'ex ministro degli esteri, il gran ciambellano di corte, un piantatore di origine britannica naturalizzato (e imparentato per via matrimoniale all'aristocrazia locale), alcuni ufficiali del disciolto esercito (soprattutto meticci o nativi), tra cui spiccava Lotto Lane (di origini miste irlandesi e aristocratiche hawaiane, era l'uomo più alto dell'arcipelago e forse, in quel momento, del mondo), un albergatore e contrabbandiere di liquori di origine greca (il nuovo governo, egemonizzato dai missionari, aveva proibito la vendita degli alcolici), il principe David Kawānanakoa, dalle tendenze democratiche (e terzo in linea di successione). Scarso invece fu il coinvolgimento dei nativi poveri o dei partiti, inclusi il partito liberale e il partito nazionale riformista (di cui molti congiurati erano stati leader prima della proclamazione della repubblica). I congiurati riuscirono a radunare circa 600 uomini, che però non furono sufficienti per battere i circa 1200 soldati rimasti fedeli al governo e i 500 membri della milizia (per lo più bianca e borghese) immediatamente levata di rinforzo. Il colpo di stato produsse ben tre battaglie e vide la definitiva sconfitta dei monarchici. Provocò anche, dal punto di vista internazionale, una serie di problemi, con il crescente coinvolgimento ed interesse di Giappone e Regno Unito, oltre che della Germania negli affari hawaiani, spingendo il governo americano ad una politica volta più decisamente alla colonizzazione e annessione dell'arcipelago, anche in vista di una possibile guerra contro la Spagna (che infatti scoppiò tre anni dopo), all'epoca detentrice di un impero coloniale nel pacifico (Filippine, Marianne, Guam, ecc. ecc.)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia