Regno dell'Essex

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Statua di Alfredo il Grande, a Winchester, che nell'878 diede l'Essex al regno vichingo del Danelaw, nell'Anglia orientale.

Il regno dell'Essex (East Seaxe, cioè sassoni dell'est) era uno dei sette regni della cosiddetta eptarchia anglosassone, la parte meridionale della odierna Inghilterra.

Fu fondato dal sassone Echwin nel 527 d.C. Occupava i territori a nord-est di Londra, cioè le odierne contee dell'Essex, dell'Hertfordshire e del Middlesex. Il regno era circondato a nord dal fiume Stour e dal regno dell'Anglia orientale, a sud dal Tamigi e dal Kent, a est dal Mare del Nord e a ovest dalla Mercia.

La prima menzione di questo regno risale a San Beda il Venerabile, che ricorda l'arrivo del vescovo (poi divenuto santo) Mellito a Londra nel 604). Il territorio includeva infatti i resti di due vecchie capitali provinciali dell'epoca romana, Colchester e Londra, che nel VII secolo ne divenne la capitale.

A partire dalla metà dell'VIII secolo gran parte del regno, compresa Londra, cadde in mano alla Mercia. Dopo la sconfitta del re merciano Beornwulf, attorno all'825, il regno passò al Wessex di re Egberto. Nell'878 il territorio fu ceduto da Alfredo il Grande del Wessex, con il Trattato di Wedmore, al regno vichingo, Danelaw, dell'Anglia orientale.

L'odierna contea inglese mantiene i suoi confini storici a nord e a sud, ma copre solo i territori a est del fiume Lee. Molti eventi e sovrani di questo regno, specie delle epoche più lontane, restano ipotetici o sconosciuti (così come per altri regni dell'eptarchia). La dinastia dell'Essex diceva di discendere dal dio Seaxnēat, invece che da Woden, come sostenevano le altre tribù sassoni.

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