Regno del Neged e dell'Hegiaz

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Il Regno del Neged e dell'Hegiaz[1][2][3] (arabo: مملكة نجد والحجاز, Mamlaka Najd wa Ḥijāz) fu creato dopo la conquista del Regno hascemita dell'Hegiaz da parte di ʿAbd al-ʿAzīz b. ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd, Sultano del Neged nel 1925.
L'8 gennaio del 1926 il Sultano wahhabita fu incoronato re del Ḥijāz nella Grande Moschea di Mecca e il 27 gennaio egli mutò il suo titolo di Sultano del Neged in quello di Re del Neged.[4]

Col trattato di Gedda, il 20 maggio 1927, il regno così creato da ʿAbd al-ʿAzīz fu riconosciuto dal Regno Unito, antico protettore della dinastia hascemita, e assunse quindi la denominazione di Regno del Neged e dell'Hegiaz.

Il 23 settembre 1932, ad esso furono aggiunte le importanti regioni di al-Hasa e di Qatif, e il Regno acquistò il nome definitivo di Regno dell'Arabia Saudita.

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

Il Regno del Neged e dell'Hegiaz poté attuare la sua politica espansionistica, grazie agli aiuti ricevuti dal Regno Unito che, dimentico dei suoi obblighi verso la casa hascemita, perseguì una politica ispirata al più schietto pragmatismo, intessendo ottime relazioni con l'Arabia Saudita, Stato in cui era ormai acclarata l'immensa disponibilità di idrocarburi presenti nel suo sottosuolo.

Nel 1926 il Regno fu riconosciuto anche dall'URSS (non meno pragmatico di Londra) e nel 1931 dagli Stati Uniti. Fin dal 1932, il Regno Unito, l'URSS, la Turchia, la Persia pahlavide e l'Olanda organizzarono loro legazioni a Gedda (essendo rigorosamente vietato ai non musulmani risiedere nella città santa di Mecca), mentre la Francia, il Regno d'Italia e il Regno d'Egitto mantennero loro consolati, a livello del tutto ufficioso.

Bandiere del Neged e dell'Hegiaz[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. il lemma "Hegiaz" sulla Nuova Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse, vol. IX p. 758.
  2. ^ Cfr. il lemma "Hegiaz" sull'Enciclopedia Sapere.
  3. ^ Cfr. il lemma "Hegiaz" sull'Enciclopedia Treccani.
  4. ^ Joseph Kostiner, The Making of Saudi Arabia, 1916–1936: From Chieftancy to Monarchical State, Oxford, Oxford UP, 1993, p. 104. ISBN 0-19-507440-8

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]