Regno d'Ungheria (1920-1946)

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Regno d'Ungheria
Regno d'Ungheria – Bandiera Regno d'Ungheria - Stemma
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Motto: Regnum Mariae Patrona Hungariae
Dati amministrativi
Nome completo Regno d'Ungheria
Nome ufficiale Magyar Királyság
Lingue parlate Ungherese
Inno Himnusz
Capitale Budapest  (957.800 ab. / 1925)
Politica
Forma di governo Monarchia parlamentare
Nascita 1º marzo 1920 con Miklós Horthy (reggente)
Fine 1º febbraio 1946
Causa Proclamazione della Repubblica
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa
Territorio originale 92 833 k
Massima estensione 172 149 k nel 1941
Popolazione 8 688 319  nel 1930
Economia
Valuta Corona (1920–1927), Pengő (1927–1946)
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Religioni minoritarie Calvinismo, Luteranesimo, Ebraismo
Regno d'Ungheria - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Red flag.svg Repubblica sovietica ungherese
Succeduto da Flag of Hungary (1946-1949, 1956-1957).svg Repubblica Ungherese (1946-1949)

Il Regno d'Ungheria (in ungherese, Magyar Királyság), noto anche come la Reggenza, esistette fra il 1920 e il 1946. Il reggente Miklós Horthy, almeno inizialmente, rappresentava la monarchia in nome di Carlo IV, legittimo Re Apostolico d'Ungheria. I tentativi di Carlo IV di tornare sul trono fallirono però sia a causa di minacciosi "moniti" provenienti dai paesi vicini, sia dal mancato sostegno dello stesso Horthy alla causa asburgica.

Nel 1941 il Regno d'Ungheria entrò in guerra al fianco delle potenze dell'Asse. Nel 1944 l'Ungheria, che mirava ormai ad uscire dal conflitto, fu occupata dalla Germania nazista e Horthy venne deposto. Ferenc Szálasi istituì un nuovo governo filo-nazista, rendendo il paese uno stato fantoccio del Reich. Durante la tarda primavera e l'estate 1944, i tedeschi iniziarono il rastrellamento e la deportazione di centinaia di migliaia di ebrei ungheresi verso i campi di sterminio, dove la maggior parte di loro morì.

Dopo la seconda guerra mondiale, l'Ungheria cadde nella sfera d'influenza sovietica. Nel 1946, la Seconda Repubblica ungherese venne istituita sotto il controllo sovietico.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Quando l'Austria-Ungheria si dissolse sul finire della Prima guerra mondiale, nacque dapprima la Repubblica Democratica di Ungheria, seguita dall'altrettanto effimera Repubblica Sovietica Ungherese, proclamata nel marzo 1919. Il breve governo comunista di Béla Kun lanciò quello che divenne noto come "Terrore rosso", trascinando l'Ungheria in una sfortunata guerra contro la Romania. Nel 1920 il paese sprofondò nella guerra civile. Le forze anti-comuniste e monarchiche ebbero la meglio e "purgarono" la nazione dai comunisti, dagli intellettuali di sinistra e da chiunque venisse ritenuto una minaccia per il nuovo ordine costituito. Aumentò il già diffuso antisemitismo verso gli ebrei, accusati di aver fomentato la "rivoluzione" o comunque di aver sostenuto la repubblica dei soviet. Questo periodo viene ricordato come quello del "Terrore bianco".

Miklós Horthy, reggente d'Ungheria.

Il 1º marzo 1920, dopo il ritiro delle ultime truppe di occupazione rumene, una coalizione di forze politiche conservatrici ristabilì in Ungheria una monarchia costituzionale. La scelta del nuovo Re venne rimandata a causa di lotte intestine ed onde evitare possibili "frizioni" con i nuovi stati confinanti. Si decise allora di nominare un Reggente che rappresentasse la monarchia, e la scelta ricadde sull'ammiraglio Miklós Horthy, ultimo comandante in capo della Marina da Guerra austro-ungarica. Sándor Simonyi-Semadam fu il primo capo del governo di questa "reggenza". Le condizioni sociali del paese erano critiche, dato che una piccola percentuale della popolazione controllava gran parte della ricchezza della Nazione. Sugli ebrei venivano fatte pressioni affinché abbracciassero appieno la cultura magiara.

La difficile situazione spinse Horthy ad affidare a Gyula Gömbös, un esponente dell'estrema destra, la carica di Primo Ministro con la promessa che questi avrebbe mantenuto il sistema politico vigente. Gömbös accettò di mitigare il suo radicato antisemitismo e permise ad alcuni ebrei di accedere al governo. Una volta al potere, Gömbös si orientò verso il modello di governo a partito unico dell'Italia fascista e, più tardi, della Germania nazista. Furono varate speciali "leggi ebraiche": queste leggi, di carattere discriminatorio, fissavano un "numero chiuso" in alcune professioni, in cui la presenza di ebrei non doveva superare il 20% del totale. Gli ebrei vennero indicati come una delle cause della crisi economica che il paese attraversava.

Nel 1944, con le truppe sovietiche ormai prossime all'invasione del paese, Miklós Horthy destituì l'ultimo Primo Ministro pro-Asse e lo sostituì con un anti-fascista nel tentativo di passare dalla parte degli Alleati ed evitare l'occupazione da parte dell'Unione Sovietica. Poco dopo, le forze tedesche invasero l'Ungheria, deposero Horthy e posero al governo un regime fantoccio guidato da Ferenc Szálasi, leader del Partito delle Croci Frecciate, di orientamento filo-nazista. Le Croci Frecciate non abolirono, formalmente, la monarchia; la stampa ungherese, infatti, continuò a riferirsi al Paese come al Regno d'Ungheria (Magyar Királyság), anche se Magyarország (Ungheria) venne utilizzato come alternativa. Dalla tarda primavera del 1944, le autorità ungheresi parteciparono attivamente alla deportazione di centinaia di migliaia di ebrei ungheresi verso i campi di concentramento, dove la maggior parte perì.

Intanto, nel dicembre 1944, a Debrecen, il governo di Béla Miklós, sostenuto dai sovietici, prese nominalmente il controllo di tutto il paese. L'Alto Consiglio Nazionale, di cui facevano parte anche membri del Partito Comunista Ungherese, come Ernő Gerő, e, più tardi, Mátyás Rákosi e László Rajk, venne nominato nel gennaio 1945 per assumere la Reggenza del Paese.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Quando il Regno risorse, ad un anno e mezzo dalla fine della prima guerra mondiale, il paese soffriva di un profondo declino economico, di deficit di bilancio e di un'elevata inflazione a causa della perdita di territori economicamente importanti in virtù del trattato del Trianon. Le cessioni territoriali causarono la perdita di aree industriali e agricole, che tolsero all'Ungheria la possibilità di proseguire l'esportazione di prodotti agricoli, su cui si era basata buona parte dell'economia nazionale. Il governo di István Bethlen affrontò la crisi economica attraverso la ricerca di grandi prestiti all'estero, che permisero al paese di raggiungere la stabilizzazione monetaria nei primi anni venti. Venne introdotta una nuova valuta nel 1925, il Pengő. La produzione industriale e agricola crebbe rapidamente e il paese beneficiò di un fiorente commercio estero durante la maggior parte degli anni venti.

Dopo l'inizio della Grande depressione del 1929 la prosperità economica raggiunta si interruppe, in parte a causa degli effetti economici avutisi col fallimento della banca Creditanstalt Österreichische di Vienna. Nella seconda metà degli anni trenta, con il miglioramento delle relazioni con la Germania, l'economia ungherese accrebbe nel commercio divenendo dipendente da quella tedesca che di fatto la sosteneva.

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

István Bethlen, Primo Ministro ungherese

Inizialmente, nonostante il crescente nazionalismo, il "nuovo" Regno sotto la reggenza di Horthy, nel tentativo di prevenire ulteriori conflitti immediati, firmò il trattato del Trianon, il 4 giugno 1920, che riduceva considerevolmente le dimensioni dell'Ungheria: la Transilvania fu ceduta alla Romania; l'Ungheria superiore entrò a far parte della Cecoslovacchia; la Vojvodina andò al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (Jugoslavia, dopo il 1929), e venne creato lo Stato libero di Fiume (spartito in seguito fra il Regno d'Italia e la Jugoslavia, nel 1924).

Con il susseguirsi di primi ministri sempre più nazionalisti, l'Ungheria cercò costantemente di ottenere una revisione del Trattato del Trianon, allineandosi alle posizioni della Germania e dell'Italia, note potenze "revisioniste". Un primo passo fu la firma di un trattato di amicizia tra l'Ungheria e l'Italia fascista, il 5 aprile 1927. Gyula Gömbös era un fervente ammiratore dei leaders fascisti. Tentò di stringere un'alleanza trilaterale fra Ungheria, Germania ed Italia, facendo anche da intermediario tra i due paesi, i cui regimi erano giunti quasi al conflitto nel 1934 a causa della volontà italiana di mantenere l'Austria indipendente dalla Germania che mirava ad annettersela. Gömbös, infine, convinse Mussolini ad accettare l'Anschluss.

Pare che Gömbös stesso coniò la parola "Asse", che usò per indicare il suo progetto di un'alleanza con la Germania e l'Italia. Questi due paesi avrebbero poi usato tale termine per indicare il patto di alleanza noto come "Asse Roma-Berlino". Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, l'Ungheria beneficiò dei suoi stretti legami con la Germania, quando le fu permesso di annettersi alcuni territori slovacchi e la Rutenia subcarpatica dalla Cecoslovacchia, in base al primo arbitrato di Vienna.

L'Ungheria nella Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione territoriale del Regno d'Ungheria fra il 1920 e il 1941

Nel 1940, il Regno di Ungheria aderì all'Asse e chiese la cessione della Transilvania dalla Romania. Adolf Hitler appoggiò l'Ungheria che così, in forza del Secondo arbitrato di Vienna, ottenne porzioni significative della Transilvania, evitando la guerra contro la Romania. Hitler chiese che il governo ungherese sostenesse l'azione militare e le politiche razziali della Germania onde evitare potenziali conflitti in futuro. L'antisemitismo era già ben radicato nella destra ungherese. Il governo ungherese aiutò attivamente la Germania nazista nella deportazione di centinaia di migliaia di ebrei nei campi di concentramento a partire dal 1944, durante l'Olocausto.

Divisione territoriale del Regno d'Ungheria nel 1941

Nell'aprile 1941, l'Ungheria partecipò al fianco di Germania ed Italia all'invasione della Jugoslavia, ottenendo la Bačka (Bácska), una parte della Vojvodina (dove si trovava una maggioranza relativa ungherese), così come le regioni del Prekmurje e Medjimurje, che erano invece abitate in prevalenza, rispettivamente, da sloveni e croati. Le sue mire sulla Croazia e sull'ottenimento di ulteriori territori dalla Romania vennero frenate dalla creazione dello Stato indipendente di Croazia e dall'alleanza della Germania nazista con il Regno di Romania contro l'Unione Sovietica.

Il 27 giugno 1941, l'Ungheria dichiarò guerra all'Unione Sovietica. Temendo che i tedeschi potessero ora sostenere le pretese rumene, il governo ungherese inviò proprie truppe per sostenere lo sforzo bellico tedesco durante l'Operazione Barbarossa. La partecipazione alla guerra contro l'U.R.S.S. costò cara agli ungheresi; l'intera Seconda Armata venne annientata durante la battaglia di Stalingrado.

All'inizio del 1944, con le forze sovietiche in rapido avanzamento da est, l'Ungheria tentò di prendere contatti con gli americani e gli inglesi per passare dalla parte degli alleati. Il 19 marzo 1944 i tedeschi risposero a queste avvisaglie invadendo l'Ungheria (Operazione Margarethe); le forze tedesche occuparono tutte le posizioni chiave per assicurarsi la fedeltà ungherese. Horthy venne messo agli arresti domiciliari e sostituito dal primo ministro Miklós Kállay, uomo più malleabile, mentre Döme Sztójay, un fervente sostenitore dei nazisti, divenne il nuovo Primo Ministro. Sztójay governò col sostegno di un "governatore militare tedesco", Edmund Veesenmayer.

Truppe ungheresi in ritirata, agosto 1944.

Nell'ottobre dello stesso anno i tedeschi scoprirono un ennesimo tentativo di passare al nemico, lanciando così l'Operazione Panzerfaust. Alla guida della nazione venne posto Ferenc Szálasi, capo del Partito delle Croci Frecciate. Fu proclamato un nuovo "governo di unità nazionale" filo tedesco che decise di proseguire la guerra a fianco dell'Asse. Szálasi non sostituì Horthy come reggente, ma si investì del titolo di "Nemzetvezető" (Duce), oltre a ricoprire la carica di Primo Ministro nel nuovo regime ungherese.

Il 21 dicembre 1944, un "Consiglio nazionale" si costituì a Debrecen con l'approvazione dell'Unione Sovietica. Questa assemblea elesse un governo ad interim guidato da Béla Miklós, ex comandante della Prima Armata ungherese. Il regime di Szálasi crollò alla fine di marzo 1945.

Fine[modifica | modifica sorgente]

Sotto l'occupazione sovietica il destino del Regno di Ungheria era segnato: un "Alto Consiglio nazionale" venne nominato alla direzione collettiva del Paese fino alla formale abolizione della monarchia, il 1º febbraio 1946. L'effimera Repubblica Ungherese venne in breve egemonizzata dai comunisti che nel 1949 proclamarono la Repubblica popolare.