Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve
Il Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve fu una monarchia costituita da Portogallo, Brasile, e Algarve.
Il regno fu creato quando il re portoghese Giovanni VI spostò la corte nella colonia brasiliana durante le guerre napoleoniche nel 1808. La colonia del Brasile fu elevata a rango di regno, e i regni di Portogallo, Brasile e Algarve furono uniti con una legge del 16 dicembre del 1815, nel contesto del Congresso di Vienna. Ufficialmente, lo status del Brasile come Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve si concluse dopo la ratificazione da ambe le parti del Trattato di Rio de Janeiro, del 29 agosto del 1825, siglato alla fine della Guerra d'Indipendenza del Brasile.
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[modifica] Trasferimento della Corte Portoghese
Nel 1808 la corte portoghese, scappando dalle truppe di Napoleone che avevano invaso il Portogallo, trasferì, scortata dall'esercito britannico, una grande flotta e tutta la sua burocrazia in quella che era una sua colonia, il Brasile, stabilendosi a Rio de Janeiro. Da lì il re portoghese governò il suo regno per tredici anni fino a che, a causa dell'instabilità che si era creata in patria, anche a causa dell'assenza dei reali, non fu costretto a tornare in Portogallo.
[modifica] Elevazione a Regno Unito
Nel contesto delle negoziazioni del Congresso di Vienna, il Brasile fu elevato a condizione di regno all'interno dello Stato portoghese, che assunse la denominazione ufficiale di Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve il 16 dicembre del 1815. Il testo della legge fu pubblicato nella Gazzetta di Rio de Janeiro del 10 gennaio 1816, ufficializzando l'atto. Rio de Janeiro, conseguentemente, assumeva lo status di Corte e Capitale, le antiche capitanerie passarono a chiamarsi Province (oggi, sono gli Stati del Brasile). Nello stesso anno, la regina Maria I morì e João fu incoronato re con il nome di João VI. Diede al Brasile come blasone la sfera manuelina con le quinas (i cinque scudi d'armi del Portogallo), che si trovava già nel secolo precedente (1770) nelle monete dell'Africa portoghese.
[modifica] Rottura con il Portogallo
Fu durante la condizione di regno che il Brasile affrontò le maggiori tensioni con il Portogallo, che finirono per dissolvere il Regno Unito. Dopo il ritorno di João VI al Portogallo, il 26 aprile del 1821, iniziò una intensa pressione politica da parte della Corte di Lisbona per ridurre i privilegi del Brasile. Tra le cause principali, c'era quella del controllo commerciale, il cui Patto Coloniale fu rotto dal Decreto di Apertura dei Porti alle Nazioni Amiche, e il sempre più esiguo dominio politico sull'ex-colonia, principalmente perché lì si trovava la famiglia reale. A sua volta il Portogallo si trovava devastato dalle Guerre napoleoniche e dall'invasione del commercio inglese, che penalizzava la sua bilancia commerciale e generava un alto deficit.
Dal 1821, le Corti portoghesi emisero un decreto determinando che il Brasile sarebbe tornato ad essere una provincia controllata direttamente dal Portogallo. Poco dopo, approvarono l'invio di truppe a Pernambuco, Bahia e Rio de Janeiro, con il pretesto di garantire l'ordine. Il 30 settembre del 1821, approvarono una legge che destituiva tutti i governatori brasiliani, creando una giunta governativa composta da cinque o sei membri per provincia, subordinata direttamente alle Corti di Lisbona. Il principe reggente sarebbe passato ad essere appena il governatore di Rio de Janeiro. Nonostante ciò, Pedro de Alcântara si sottomise ai diktat dei politici portoghesi.
Alla fine, davanti all'aggressività dei deputati portoghesi, al sentimento antilusitano dei brasiliani e all'eventuale proclamazione dell'Indipendenza del Brasile da parte del allora Pedro I del Brasile, la rappresentazione brasiliana della corti si negò a ratificare la nuova Costituzione portoghese e lasciò Lisbona.
[modifica] Il regno dopo il 1822
Ufficialmente, lo status del Brasile come Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve si concluse dopo la ratificazione da ambe le parti del Trattato di Rio de Janeiro, del 29 agosto del 1825, siglato alla fine della Guerra d'Indipendenza del Brasile. Secondo il trattato, João VI assunse la qualità e dignità di Imperatore Titolare del Brasile de jure, abdicando simultaneamente da questa corona in favore di suo figlio Pedro de Alcântara, giuridicamente allora Principe Reale di Portogallo, Brasile e Algarve, e già imperatore del Brasile de facto. Si manteneva quindi aperta la possibilità giuridica della riunificazione delle due corone, imperiale e reale, nella persona di Pedro de Alcântara, quando fosse morto suo padre. Essendo il documento riconosciuto dalle due nazioni, tale fatto giuridico fu reso ufficiale da entrambe. Il trattato ufficializzò quindi la peculiare situazione del Brasile che aveva, simultaneamente, un imperatore e un re dal 1822 al 1825, e due imperatori dal 1825 a 1826 (sebbene fossero solo un de facto in entrambi i casi).
[modifica] Re del Brasile – Dinastia dei Braganza
| Nome | Casato | Da | Fino a | Coniuge di | |
|---|---|---|---|---|---|
| Maria I | Braganza | 1815 | 1816 | Pietro III (vedova) |
|
| João VI | Braganza | 1816 | 1825 | Carlotta Gioacchina |
[modifica] Argomenti correlati
- Colonia del Brasile
- Impero del Brasile
- Famiglia Imperiale Brasiliana
- Governanti del Brasile
- Storia del Brasile
- Regno di Algarve