Reginaldo Giuliani

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« Non sarò mai costretto a scegliere fra chiesa e patria perché nel bene d’una ho sempre trovato il bene dell’altra. »
Reginaldo Giuliani

Reginaldo Giuliani (Torino, 28 agosto 1887Passo Uarieu, 21 gennaio 1936) è stato un religioso, militare e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nella giovinezza scelse la vocazione religiosa, vestendo l'abito domenicano.

Durante la Prima guerra mondiale combatté in trincea con gli Arditi della III armata, di cui fu cappellano militare; per il suo comportamento fu insignito di due medaglie di bronzo, una d'argento ed una d'oro.

Partecipò all'Impresa di Fiume con D'Annunzio insieme agli squadristi cattolici delle Fiamme Bianche ed alla Marcia su Roma.

Nel 1919 scrisse un libro collegato alla sua esperienza nella Prima guerra mondiale intitolato Gli Arditi, edito a Milano dai Fratelli Treves Editori con il sottotitolo Breve storia dei reparti d'assalto della terza armata.

Tomba di padre Reginaldo Giuliani nel cimitero di guerra italiano di Passo Uarieu

Partecipò con entusiasmo, alla Guerra d'Etiopia, quale cappellano delle Camicie Nere.

Morì nella battaglia di Passo Uarieu sotto il comando del generale Diamanti, mentre soccorreva un compagno morente, il fraterno amico Luigi Valcarenghi, ucciso dall'esercito etiope, ricevendo, per il suo comportamento, la medaglia d'oro. Il suo corpo riposa nella chiesa di San Domenico a Torino. In sua sostituzione fu nominato Don Edmondo De Amicis, già cappellano delle CCNN in Africa Orientale[1]

Viene citato anche nel canto del legionario: "Sui morti che lasciammo a Passo Uarieu la croce di Giuliani sfolgorò".

Nel 1937 fu pubblicato a Torino, postumo, il libro di memorie Croce e spada che raccoglie lettere ed articoli giornalistici scritti durante la guerra in Etiopia.

Nel 1939 la Regia Marina varò un sommergibile con il suo nome, classe Liuzzi.

Alla vita di Reginaldo Giuliani fu liberamente ispirato il film di Roberto Rossellini L'uomo dalla croce del 1942.

Esistono numerosi comuni italiani che hanno dedicato vie o piazze al suo nome.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Valor Militare
«Durante lungo accanito combattimento in campo aperto sostenuto contro forze soverchianti, si prodigava nell’assistenza dei feriti e nel ricupero dei caduti. Di fronte all’incalzare del nemico alimentava con la parola e con l’esempio l’ardore delle camicie nere gridando: "Dobbiamo vincere, il Duce vuole così ". Chinato su di un caduto mentre ne assicurava l’anima a Dio, veniva gravemente ferito. Raccolte le sue ultime forze partecipava ancora con eroico ardimento all’azione per impedire al nemico di gettarsi sui moribondi, alto agitando un piccolo crocifisso di legno. Un colpo di scimitarra, da barbara mano vibrato, troncava la sua terrestre esistenza, chiudendo la vita di un apostolo, dando inizio a quella di un martire.[2].»
— Mai Beles, 21 gennaio 1936
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Baldini, «GIULIANI, Reginaldo» in Enciclopedia Italiana - I Appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1938.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'Illustrazione italiana n°8, anno LXIII, p. 315
  2. ^ [1] Quirinale - scheda - visto 1 aprile 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]