Reggina Calcio

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Reggina Calcio
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Attuale detentore della Coppa Intertoto Detentore della Coppa Intertoto
FA Cup Detentore della FA Cup
Gli "Amaranto"
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali: amaranto
Inno: Vai Reggina
Raffaello
Dati societari
Città: Reggio Calabria
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie A
Fondazione: 1914
Rifondazione: 1986
Presidente: Bandiera dell'Italia Lillo Foti
Allenatore: Bandiera dell'Italia Nevio Orlandi
Stadio: Oreste Granillo
(27.454[1] posti)
Sito web: www.regginacalcio.com
Palmarès
Trofei nazionali:
Trofei internazionali:

La Reggina Calcio, comunemente detta Reggina, è la principale società calcistica di Reggio Calabria. Milita attualmente nel campionato di Serie A.

Ha ottenuto la sua prima promozione nella massima divisione nel 1999, ed è la squadra calabrese che conta più partecipazioni al campionato di Serie A[2], categoria nella quale ha colto il suo massimo risultato nel 2005 chiudendo al 10° posto in classifica.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

La prima società nasce l'11 gennaio 1914 con il nome di Unione Sportiva Reggio Calabria da parte di un gruppo di sessantuno impiegati pubblici. Nel 1920 cambia denominazione in Reggio Football Club. Il colore della maglia all'epoca era bianconero, successivamente nero.

La Figc ratifica l’esistenza del Reggio Football Club nel 1922. Il presidente dell'epoca era Oreste Granillo.

La prima partita ufficiale disputata è Reggio FC – Peloro Messina il 14 aprile 1924[citazione necessaria].

[modifica] Gli anni venti e trenta

Nel febbraio del 1925 alcuni tra i più famosi giocatori reggini cambiavano per la prima volta nella storia sponda dello Stretto, passando alla Juventus di Messina: erano Pasquale Rattotti e Ottavio Misefari, cresciuti nella Giovani Calciatori (poi denominata Juventus RC dopo la fusione con la Nuova Italia).

Misefari e Rattotti sono stati definiti i più grandi giocatori reggini degli anni venti assieme a Pannuti e Suraci. I primi due tornarono successivamente a Reggio per ripassare nuovamente sulla sponda peloritana nell'U.S. Messinese, invece Pannuti e Suraci avevano già giocato in precedenza a Messina.

Le ragioni di questi storici trasferimenti erano in particolar modo di tipo economico: ad esempio Misefari, detto Garibaldi, si trasferì a Messina con un ingaggio di cinquanta lire a partita, quando il costo medio del biglietto d'ingresso al campo era di mezza lira.

All'epoca era frequente formare delle rappresentative di Reggio e Messina che sfidavano altre selezioni centro-meridionali. Inoltre alla fine del 1925 si svolse un incontro tra il Reggio (che avendo vinto il torneo di Catanzaro, veniva considerato campione regionale) e la Messinese (campione siciliano) col risultato di 2-2. Ma il Reggio ha breve vita: infatti a fine stagione terminerà la propria esistenza per motivi economici.

Nel 1928 viene fondata l' Associazione Sportiva Reggina che vestirà i colori amaranto. Gli allenatori che si alternano alla guida della squadra nel 1928 e nel 1929 sono Zanghi e l'ungherese Wereb (che poi allenerà il Padova).

Dal 1929 al 1932 la squadra viene affidata all'allenatore Attilio Buratti[3]. Il 5 gennaio 1930 gli amaranto sconfissero gli storici rivali del Catania per ben 11 a 0 (marcatori: Lomello 5, Bertini 3, Dossena 2, Murolo 1). L'11 gennaio 1931, nel corso del campionato di I Divisione, si disputò uno dei derby più sentiti nei primi anni del secolo contro il Messina. La vittoria andò alla Reggina per 4 a 0 (marcatori: Bertini, Ferrero, 2 Lomello).[4]

Formazione della Reggina nel derby del 11 gennaio 1931 contro il Messina
Formazione della Reggina nel derby del 11 gennaio 1931 contro il Messina
1 Guerci
2 Paoli
3 Proietta
4 Murolo
5 Dossena
6 Carocci
8 Lomello
10 Camurri
7 Ferrero
11 Misefari
9 Bertini

Nel 1932, in occasione della settima giornata di campionato di prima divisione Reggina - Siracusa, viene inaugurato lo stadio Michele Bianchi dove oggi sorge l'attuale Oreste Granillo di Via Galilei, nella zona sud della città. La partita si concluse con il risultato di parità a reti inviolate.

Formazione della Reggina all'esordio allo Stadio Michele Bianchi il 4 dicembre 1932
Formazione della Reggina all'esordio allo Stadio Michele Bianchi il 4 dicembre 1932
1 Tomei
3 Ricci
2 Recordati
4 Gobet
6 Ansaloni
5 Scafini
10 Faccenda
8 Bolognesi
11 Grandis
7 Gorla
9 Andreini

Al termine del campionato 1934-1935 l'A.S. Reggina si scioglie. Nel frattempo però le scene del calcio reggino vengono occupate da una nuova società: la Società Sportiva Dominante che riesce a conquistare la promozione in Serie C vincendo il campionato di I Divisione nel 1937. Tuttavia l'anno successivo la squadra retrocede, e al termine del campionato di I Divisione del 1939-1940 la Dominante cessa di esistere.

[modifica] Il dopoguerra

Nell'immediato dopoguerra, l'A.S. Reggina fa la sua ricomparsa e viene ammessa per meriti sportivi alla Serie C. Nel suo primo incontro, disputato contro la British, la Reggina vince per 4 a 0.
Nel 1951 la società amaranto si rende responsabile di un caso di corruzione: dovendo la squadra giocare a Catanzaro, un suo dirigente contattò il giocatore giallorosso Ziletti in un albergo della città dei Tre Colli per indurlo ad agevolare il lavoro della Reggina. Il tentativo di illecito fu scoperto e la Reggina, penalizzata di ben 17 punti, fu retrocessa nella categoria inferiore.

La società ritrovò la via maestra, dopo numerosi anni disputati in IV Serie, nella stagione 1955-1956 sotto la guida dell'allenatore Oronzo Pugliese, ottenendo la promozione in Serie C.

In quegli anni vestono la casacca amaranto giocatori come Erminio Bercarich, centravanti di Fiume proveniente in prestito dalla Juventus[citazione necessaria], che segna ben 75 goal con la Reggina fra il 1945 ed il 1949, e il centrocampista cecoslovacco Július Korostelev, probabilmente il primo straniero a vestire la maglia amaranto, che gioca con la Reggina in Serie C fra il 1949 ed il 1951, segnando nella sua prima stagione 17 gol in 34 presenze, e sfiorando la promozione in Serie B. Da ricordare Alberto Gatto, che giocò nella Reggina 361 partite segnando 48 goal. Ricoprì tutti i ruoli, sostituendo anche il portiere infortunato. Giocò sino ai tempi di Maestrelli. Era una autentica bandiera per gli amaranto.

[modifica] Gli anni sessanta e la prima serie B

Dopo qualche anno di assestamento, nella stagione 1964-1965 la Reggina, guidata dall'allenatore Tommaso Maestrelli (futuro campione d'Italia con la Lazio), riesce a centrare l'attesa prima promozione in Serie B.
L'anno dopo gli amaranto sfiorano la Serie A, arrivando quarti in classifica e perdendola per un solo punto all'ultima giornata.
Nella stagione successiva la squadra dispone ancora di un ottimo organico, ma già in primavera abbandona ogni speranza di promozione e chiude in nona posizione.
La stagione 1967-1968 è difficile per la Reggina, che si piazza ancora nona, dopo essere stata coinvolta nella lotta per non retrocedere.
La stagione seguente si apre con l'addio di Maestrelli, passato al Foggia; il tecnico toscano viene sostituito da Armando Segato, e giungono in riva allo Stretto giocatori come Nedo Sonetti ed il futuro campione del mondo Franco Causio. La squadra è di nuovo in lotta per la Serie A, ma il sogno sfuma alla quartultima giornata, grazie alla vittoria del Catania a Reggio per 0-1, e la Reggina conclude quinta.
Per la stagione 1969-1970 il nuovo allenatore è Galbiati. La squadra arriva ancora nei piani alti della classifica, conquistando un buon sesto posto, ma non riuscendo ancora a centrare la sospiratissima promozione in massima serie.

[modifica] Gli anni settanta

Nel 1970 la Reggina dispone di un organico in grado di raggiungere la promozione in Serie A. Si presenta addirittura come capolista a Catanzaro, dove tuttavia perde. Da lì in poi la squadra non riuscirà a mantenere un ritmo da promozione, e concluderà all'ottavo posto.
Nel 1973-1974 la Reggina retrocede in C e inizia una altalena tra Serie C1 e Serie C2. Dal punto di vista societario, la Reggina sfiora il fallimento. A salvare la società oberata dai debiti ci pensa la cittadinanza, tenendola in vita grazie ad una raccolta fondi.

[modifica] Gli anni ottanta

Nella stagione 1986/1987, con Albertino Bigon in panchina, la squadra ha come obiettivo la promozione. Ma l'avvenimento più rilevante della stagione è l'acquisizione della società da parte di una nuova cordata di imprenditori reggini che trasformano l'Associazione Sportiva Reggina nell'attuale Reggina Calcio. La carica di presidente spetta a Pino Benedetto il quale sceglie come allenatore Nevio Scala. La squadra arriverà sesta nel girone B della Serie C1.

Nella stagione 1987/1988 la Reggina, allenata da Nevio Scala, arriva terza nel girone B della Serie C1 due punti dietro le prime Licata e Cosenza. Il previsto allargamento della Serie A da 16 a 18 squadre prevede una promozione in più in Serie B (e un retrocessione in meno dalla Serie B alla Serie C1). La Reggina gioca pertanto lo spareggio per l'ultimo posto disponibile con la formazione terza arrivata nel girone A, la Virescit Boccaleone. Lo spareggio si gioca a Perugia il 12 giugno 1988 e i calabresi,di fronte a 20000 tifosi arrivati da ogni parte d'Italia, vincendo per 2-0 (gol di Giuseppe Bagnato e Tarcisio Catanese), ottengono la promozione in Serie B.

Nella stagione 1988/1989 la Reggina, allenata ancora da Nevio Scala, disputa un sorprendente campionato, grazie anche ai gol degli attaccanti Tarcisio Catanese e Vincenzo Onorato e le parate del portiere Mauro Rosin, e arriva quarta a pari merito con Cosenza e Cremonese. In base alla classifica avulsa Reggina e Cremonese si disputano, in uno spareggio, l'ultimo posto utile per la Serie A. Nel match disputato a Pescara il 25 giugno 1989, si impone la Cremonese ai rigori, con la trasformazione decisiva di Attilio Lombardo dopo l' errore dal dischetto di Pietro Armenise.

Nella stagione 1989/1990 la Reggina, allenata da Bruno Bolchi, arriva sesta nel campionato di Serie B a soli 4 punti dalla zona promozione. È determinante per la mancata promozione la sconfitta casalinga alla penultima giornata con l'Ancona.

[modifica] Gli anni novanta

Nella stagione 1990/1991 la squadra è allenata da Aldo Cerantola, ma con Francesco Graziani a sostituirlo dalla sedicesima alla trentesima giornata, e arriva diciottesima: è pertanto retrocessa. Paradossalmente la retrocessione arriva proprio nell'anno in cui la squadra poteva vantare tra le sue file giocatori come Benito Carbone e Giovanni Tedesco.

Nella stagione 1991/1992 il presidente Benedetto si dimette dalla carica (restando comunque nella società) e viene sostituito dall'attuale presidente Pasquale "Lillo" Foti, uno dei soci. La squadra, allenata da Giancarlo Ansaloni, arriva ottava nel girone B della Serie C1.

Nella stagione 1992/1993 la Reggina, allenata da Enzo Ferrari, arriva nona. La classifica finale del campionato di Serie C1 girone B verrà sconvolta dai giudici sportivi per due ragioni: l'illecito sportivo tra Perugia e Acireale e la mancata iscrizione per motivi finanziari di Catania, Messina e Casertana.

Nella stagione 1993/1994 la Reggina, ancora allenata da Enzo Ferrari, cerca di contendere per tutto il campionato la prima posizione alla corazzata Perugia. Il secondo posto in classifica generale la costringe a disputare i play off, introdotti proprio in quell'anno. L'avversario della semifinale è la Juve Stabia e la Reggina, dopo una sconfitta per 2-0 in Campania, rimonta in casa andando ai supplementari nei quali segna un altro goal contro i due degli avversari che passano il turno. Da segnalare la curiosità che negli anni successivi il regolamento venne modificato prevedendo in caso di parità non più i supplementari ma il passaggio di turno della squadra meglio posizionata in classifica.

Nella stagione 1994/1995 i calabresi, allenati da Giuliano Zoratti, vincono il girone B della Serie C1 e vengono promossi in Serie B. Grande merito per la promozione venne attribuito ad Alfredo Aglietti, capocannoniere del torneo, che segnò anche il goal della virtuale promozione nella trasferta di Avellino.

Nella stagione 1995/1996 la Reggina disputa un campionato difficile nonostante i goal di Alfredo Aglietti e le giocate di un esordiente Simone Perrotta. Alla trentesima giornata viene esonerato l'allenatore Giuliano Zoratti e sostituito dall'allenatore delle giovanili Franco Gagliardi che riesce nell'impresa di salvare la squadra vincendo le ultime quattro partite.

Nella stagione 1996/1997 la squadra amaranto ha un avvio disastroso (quattro sconfitte e sei pareggi nelle prime 10 partite) e l'allenatore Adriano Buffoni viene esonerato e sostituito da Vincenzo Guerini che la guida verso un tranquillo decimo posto. In questo campionato si mette in luce il bomber Davide Dionigi che con 24 goal è capocannoniere della Serie B.

Nella stagione 1997/1998 la Reggina allenata da Franco Colomba arriva sesta nel campionato di Serie B.

Nella stagione 1998/1999 la Reggina conquista il 4° posto utile per la prima storica promozione in Serie A vincendo 2-1 al Delle Alpi di Torino contro un Torino già promosso di fronte a 50000 spettatori in un tripudio di bandiere amaranto e granata (vantaggio iniziale di Francesco Cozza, momentaneo pareggio di Ferrante e infine gol di Tonino Martino). Fondamentale il grande lavoro della società e quello svolto dagli allenatori Elio Gustinetti (licenziato a 6 giornate dalla fine) e Bruno Bolchi.

[modifica] Gli anni duemila e la Serie A

Nella stagione 1999/2000 la Reggina conquista una meritata salvezza, con un grandissimo campionato. In questa stagione è Franco Colomba l'allenatore che, grazie anche ad un grandissimo organico formato tra gli altri da giocatori del calibro di Andrea Pirlo, Roberto Baronio, Mohammed Kallon, centra la salvezza con una giornata d'anticipo rispetto alla fine della stagione, il 7 maggio 2000 (Reggina - Verona 1-1).

Nella stagione 2000/2001 la squadra amaranto, sempre allenata da Franco Colomba, ha un pessimo inizio di campionato (otto sconfitte consecutive dalla seconda alla nona giornata) ma si riprende e riesce a recuperare, grazie anche ad imprese come il goal realizzato dal portiere Massimo Taibi in Reggina-Udinese, e chiude tredicesima a 37 punti a pari merito con Lecce e Verona. In base ad una peggiore classifica avulsa deve giocare lo spareggio per non retrocedere contro il Verona, e dopo aver perso a Verona per 1-0 il 21 giugno 2001 vince, tre giorni dopo, a Reggio Calabria ma solo per 2-1, con il gol del Verona segnato a pochi minuti dalla fine della partita che la condanna alla retrocessione in Serie B.

Nella stagione 2001/2002 i calabresi, ancora allenati da Franco Colomba, mantengono in organico molti giocatori da Serie A come il cileno Jorge Vargas, il ceco Martin Jiranek, il brasiliano Mozart, Francesco Cozza, il portoghese José Mamede e si presentano con una coppia d'attacco formata da Davide Dionigi e Gianluca Savoldi (figlio del noto Beppe) ottenendo la promozione ai danni del Napoli, piazzandosi terza con una giornata d'anticipo.

Nella stagione 2002/2003 la Reggina, allenata da Bortolo Mutti, inizia male, tanto che il tecnico viene sostituito alla nona giornata da Gigi De Canio. Importanti innesti arrivano però con il mercato di gennaio: si tratta dell'esperto difensore Stefano Torrisi, dei due esterni Gianluca Falsini e Aimo Diana e del bomber Bonazzoli, che si vanno ad affiancare all'altro attaccante David Di Michele e ai due fantasisti Francesco Cozza e Shunsuke Nakamura. Gigi De Canio mette in campo una squadra molto offensiva (due esterni, due trequartisti e due punte) e riesce a risalire sino al dodicesimo posto in compagnia di Modena, Empoli ed Atalanta. Ancora una volta la classifica avulsa costringe la Reggina a spareggiare, questa volta con l'Atalanta. L'andata dello spareggio si gioca a Reggio Calabria il 29 maggio 2003 e finisce 0-0. Il ritorno, in programma per il giorno 1° giugno, viene posticipato di un giorno a causa di un violento acquazzone. La Reggina, dopo essere passata in svantaggio, si impone per 2-1 con le reti di Francesco Cozza ed Emiliano Bonazzoli.

Nella stagione 2003/2004 la Reggina inizia con alla guida ancora Franco Colomba, che viene sostituito dopo qualche giornata da Giancarlo Camolese, e arriva quattordicesima salvandosi senza particolari affanni. Contribuiscono alla salvezza, oltre ai giocatori già presenti nel campionato precedente, il centrocampista Giacomo Tedesco e il difensore Andrea Sottil.

Nella stagione 2004/2005 la Reggina affida la panchina a Walter Mazzarri, che nel campionato precedente aveva guidato il Livorno in Serie A, e chiude con un tranquillo nono posto. Ritornano in questo campionato i derby con il Messina che per la prima volta si disputano in Serie A (la Reggina li perde entrambi).

Nella stagione 2005/2006 approdano alla squadra molti giocatori esordienti nella massima categoria preannunciando un cammino difficile per la salvezza, dovuto anche alle simultanee cessioni di pilastri della squadra dello stretto quali il capitano Mozart, il talento orientale Shunsuke Nakamura e la punta Emiliano Bonazzoli; sorprendentemente il tecnico Walter Mazzarri (alla seconda stagione in amaranto) riesce a centrare l'obiettivo a tre giornate dalla fine del torneo grazie ad una storica vittoria nel "derby dello stretto" con il Messina per 3 a 0 , lanciando anche nuovi talenti (quali Davide Biondini, Antonio Giosa) e facendo giocare giocatori più maturi (Nicola Amoruso, Francesco Cozza, Gaetano De Rosa e Ivan Pelizzoli).

A seguito dello scandalo di calciopoli, il 7 agosto 2006 la Reggina viene deferita per violazione degli articoli 1 e 6 del regolamento federale (illecito sportivo), essendo accusata per responsabilità diretta del presidente Lillo Foti di aver ottenuto illeciti vantaggi di classifica nella stagione 2004-2005 attraverso il controllo delle designazioni arbitrali. Con il processo iniziato il 13 agosto 2006 la società rischia la retrocessione in Serie B; ma a processo concluso, la Reggina viene condannata a scontare quindici punti di penalizzazione nel campionato di Serie A 2006-2007. La pena viene confermata dalla Corte Federale il 26 agosto 2006 e il Presidente Foti viene squalificato per 2 anni e 6 mesi. Il 12 dicembre 2006 arriva però una riduzione di 4 punti, portando così a 11 i punti di penalizzazione.
Nonostante la penalizzazione, la Reggina conquista 51 punti in 38 giornate di campionato (40 punti considerando la penalizzazione) e batte molti record grazie soprattutto all'apporto decisivo della coppia più prolifica del campionato: Nicola Amoruso (17 gol) e Rolando Bianchi (18 gol). Il 27 maggio dunque la Reggina conferma la sua permanenza in Serie A, apprestandosi a disputare l'ottava stagione nel massimo campionato (di cui sei consecutive) e passando così ad essere la squadra calabrese maggiormente presente in Serie A.

Per la stagione 2007/2008, la Reggina si priva dell'allenatore Mazzarri (passato alla Sampdoria), del capitano Alessandro Lucarelli (al Siena, ma passa subito al Genoa), di Giandomenico Mesto (all'Udinese), di Pasquale Foggia (fine prestito, al Cagliari), di Giacomo Tedesco (che sceglie la propria Sicilia per concludere la carriera, accasandosi al Catania) e del bomber Rolando Bianchi (al Manchester City, per 15 mln di euro, cifra record per la società).
La Reggina, reduce da una salvezza miracolosa, si affida al giovane allenatore Massimo Ficcadenti ed a molti volti nuovi italiani e stranieri, mentre torna lo storico capitano "Ciccio" Cozza (dal Siena).
La stagione non comincia nel migliore dei modi, e a farne le spese è proprio Ficcadenti dopo una disastrosa sconfitta in casa per 1-3 col Livorno, ed è subito sostituito il giorno dopo con l'esperto Renzo Ulivieri. Con il nuovo tecnico, la squadra raggiunge le prime vittorie stagionali, ma il 3 marzo 2008, dopo una deludente striscia di sconfitte e, per ultimo, uno scialbo 0-0 casalingo con il Palermo, Renzo Ulivieri viene esonerato e sostituito con Nevio Orlandi. Dopo un emozionante finale di campionato, la Reggina centra la salvezza con una giornata di anticipo l'11 Maggio, grazie a tre vittorie consecutive, 2-1 in casa col Parma, 2-1 a Catania, e infine battendo nella penultima giornata l'Empoli in casa per 2-0.

Per la stagione 2008/09, il 3 giugno viene confermato alla guida tecnica della squadra Nevio Orlandi[5].

[modifica] Cronistoria

Cronistoria della Reggina Calcio
  • 1914: Nasce l'Unione Sportiva Reggio Calabria. Fino al 1925 svolge attività di carattere regionale.
  • 1920: L'Unione Sportiva Reggio Calabria diventa Reggio Football Club.
  • 1925-26: 4° nel campionato Sicilia-Calabria della II divisione Lega Sud.
  • 1926-27: 7° nel girone D di II Divisione Sud. Retrocessa in Terza Divisione.
  • 1927: Il Reggio Football Club si scioglie.
  • 1928: Nasce l'Associazione Sportiva Reggina.
  • 1928-29: 5° nel campionato siciliano. Retrocessa nella divisione inferiore.
  • 1929-30: Vince il proprio girone e ritorna nella divisione superiore.
  • 1930-31: 4° nel girone A di Divisione Sud.
  • 1931-32: 7° nel girone F di Terza Serie.
  • 1932-33: 5° nel girone I di Terza Serie.
  • 1933-34: 4° nel girone H di Terza Serie.
  • 1934-35: 13° nel girone H di Terza Serie. Retrocessa, la società collassa e si scioglie.
  • 1935: Nasce la Società Sportiva Dominante.
  • 1940: Si scioglie la Società Sportiva Dominante.
  • 1945: Rinasce l'Associazione Sportiva Reggina.
  • 1945-46: 7° nel girone F di Lega Sud di Serie C.
  • 1946-47: 3° nel girone C di Lega Sud di Serie C dopo aver perso gli spareggi col Messina.
  • 1947-48: 2° nel girone C di Lega Sud di Serie C.
  • 1948-49: 4° nel girone D di Serie C.
  • 1949-50: 3° nel girone D di Serie C.
  • 1950-51: 12° nel girone D di Serie C.
  • 1951-52: 17° nel girone D di Serie C. Retrocessa in IV Serie.
  • 1952-53: 12° nel girone H di IV Serie.
  • 1953-54: 2° nel girone H di IV Serie.
  • 1954-55: 9° nel girone H di IV Serie.
  • 1955-56: 1° nel girone H di IV Serie. Promossa in Serie C.
  • 1956-57: 9° in Serie C.
  • 1957-58: 11° in Serie C.
  • 1958-59: 9° nel girone B di Serie C.
  • 1959-60: 15° nel girone C di Serie C.
  • 1960-61: 7° nel girone C di Serie C.
  • 1961-62: 7° nel girone C di Serie C.
  • 1962-63: 9° nel girone C di Serie C.
  • 1963-64: 4° nel girone C di Serie C.
  • 1964-65: 1° nel girone C di Serie C. Promossa in Serie B.
  • 1965-66: 4° in Serie B.
  • 1966-67: 9° in Serie B.
  • 1967-68: 9° in Serie B.
  • 1968-69: 5° in Serie B.
  • 1969-70: 6° in Serie B.
  • 1970-71: 8° in Serie B.
  • 1971-72: 16° in Serie B.
  • 1972-73: 16° in Serie B.
  • 1973-74: 18° in Serie B. Retrocessa in Serie C.
  • 1974-75: 8° nel girone C di Serie C.
  • 1975-76: 7° nel girone C di Serie C.
  • 1976-77: 3° nel girone C di Serie C.
  • 1977-78: 3° nel girone C di Serie C.
  • 1978-79: 5° nel girone B di Serie C1.
  • 1979-80: 3° nel girone B di Serie C1.
  • 1980-81: 4° nel girone B di Serie C1.
  • 1981-82: 10° nel girone B di Serie C1.
  • 1982-83: 13° nel girone B di Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
  • 1983-84: 1° nel girone D di Serie C2. Promossa in Serie C1.
  • 1984-85: 14° nel girone B di Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
  • 1985-86: 2° nel girone D di Serie C2. Promossa in Serie C1.
  • 1986: Assume la denominazione di Reggina Calcio.
  • 1986-87: 6° nel girone B di Serie C1.
  • 1987-88: 3° nel girone B di Serie C1. Promossa in Serie B.
  • 1988-89: 5° in Serie B dopo aver perso lo spareggio con la Cremonese.
  • 1989-90: 6° in Serie B.
  • 1990-91: 18° in Serie B. Retrocessa in Serie C.
  • 1991-92: 8° nel girone B di Serie C1.
  • 1992-93: 9° nel girone B di Serie C1.
  • 1993-94: 2° nel girone B di Serie C1.
  • 1994-95: 1° nel girone B di Serie C1. Promossa in Serie B.
  • 1995-96: 14° in Serie B.
  • 1996-97: 10° in Serie B.
  • 1997-98: 6° in Serie B.
  • 1998-99: 4° in Serie B. Promossa in Serie A.
  • 1999-00: 11° in Serie A.
  • 2000-01: 15° in Serie A dopo aver perso lo spareggio col Verona. Retrocessa in Serie B.
  • 2001-02: 3° in Serie B. Promossa in Serie A.
  • 2002-03: 14° in Serie A dopo aver vinto lo spareggio con l'Atalanta.
  • 2003-04: 13° in Serie A.
  • 2004-05: 10° in Serie A.
  • 2005-06: 13° in Serie A.
  • 2006-07: 14° in Serie A per penalizzazione comminata nelle sentenze su Calciopoli.
  • 2007-08: 15° in Serie A.

[modifica] Rosa 2008-2009

N. Ruolo Giocatore
3 Bandiera dell'Italia D Andrea Costa
4 Bandiera dell'Italia C Emmanuel Cascione
5 Bandiera dell'Italia D Bruno Cirillo (in prestito dal Levante)
6 Bandiera dell'Italia D Salvatore Aronica
7 Bandiera dell'Italia C Luca Vigiani
8 Bandiera del Paraguay C Edgar Barreto
9 Bandiera dell'Uruguay A Christian Stuani (in prestito dal Danubio)
10 Bandiera dell'Italia A Francesco Cozza (Capitano)
11 Bandiera del Brasile A Joelson
14 Bandiera dell'Italia C Luca Tognozzi
16 Bandiera dell'Uruguay D Carlos Adrián Valdez
18 Bandiera dell'Islanda C Emil Hallfreðsson
20 Bandiera dell'Uruguay D Pablo Álvarez
21 Bandiera dell'Italia A Fabio Ceravolo
22 Bandiera della Serbia P Nenad Novaković
23 Bandiera dell'Italia D Antonio Rizzo
24 Bandiera della Danimarca A Mike Tullberg
N. Ruolo Giocatore
25 Bandiera del Paraguay A José Montiel
30 Bandiera dell'Italia P Andrea Campagnolo
34 Bandiera dell'Italia C Simone Missiroli
55 Bandiera dell'Italia D Maurizio Lanzaro
81 Bandiera dell'Italia A Franco Brienza
Bandiera del Brasile D Gleison Pinto Dos Santos
Bandiera del Brasile C Fabiano Lima Rodrigues
Bandiera del Cile C Carlos Carmona
Bandiera dell'Italia C Antonino Barillà
Bandiera dell'Italia D Francesco Cosenza
Bandiera dell'Italia D Antonio Giosa
Bandiera dell'Italia P Pietro Marino
Bandiera dell'Italia P Christian Puggioni
Bandiera della Danimarca A Billie Nielsen
Bandiera dell'Italia C Raffaele Barbagallo
Bandiera dell'Italia C Nicolas Viola
Bandiera della Romania A Jonis Khoris

[modifica] Il calciomercato estivo

Acquisti
D Bandiera dell'Italia Andrea Costa dal Bologna Riscattato dal prestito
A Bandiera dell'Italia Franco Brienza dal Palermo Riscattato dal prestito
C Bandiera dell'Italia Giandomenico Mesto dal Udinese Riscattato dalla comproprietà
D Bandiera del Brasile Gleison Pinto Dos Santos dal Genoa In comproprietà dal Genoa
C Bandiera del Cile Carlos Carmona dal O'Higgins Acquistato dal O'Higgins
D Bandiera dell'Italia Antonio Rizzo dal Perugia Fine prestito dal Perugia
C Bandiera dell'Italia Antonino Barillà dal Ravenna Fine prestito dal Ravenna
D Bandiera dell'Italia Francesco Cosenza dal Ravenna Fine prestito dal Ravenna
D Bandiera dell'Italia Antonio Giosa dal Messina Fine prestito dal Messina
P Bandiera dell'Italia Christian Puggioni dal Perugia Fine prestito dal Perugia
D Bandiera dell'Italia Gaetano Ungaro dal Perugia Fine prestito dal Perugia
P Bandiera dell'Italia Pietro Marino dal Castelnuovo Fine prestito dal Castelnuovo
C Bandiera dell'Italia Ivan Castiglia dalla Lucchese Fine prestito dalla Lucchese
A Bandiera della Danimarca Billie Nielsen dalla Lucchese Fine prestito dalla Lucchese
Cessioni
A Bandiera dell'Italia Nicola Amoruso al Torino
D Bandiera dell'Italia Francesco Modesto al Genoa
A Bandiera della Nigeria Stephen Makinwa alla Lazio Fine prestito
C Bandiera dell'Italia Giandomenico Mesto al Genoa Ceduto in comproprietà
D Bandiera dell'Italia