Referendum sull'indipendenza della Scozia del 2014

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Regno Unito
Coat of Arms of the UK Government

Questa voce è parte della serie:
Politica del Regno Unito










Altri stati · Atlante
Il territorio della Scozia all'interno del Regno Unito.

Il Referendum per l'indipendenza della Scozia si terrà il 18 settembre 2014. Indetto dal Governo scozzese in seguito ad un accordo tra il primo ministro scozzese Alex Salmond e il premier britannico David Cameron, esso porrà agli elettori il seguente quesito: "Dovrebbe la Scozia essere uno stato indipendente?"[1].

Lo Scottish National Party (il cui leader è Salmond dal 2004) non era riuscito ad ottenere il supporto degli altri partiti per indire un referendum analogo durante la terza legislatura del Parlamento scozzese e si è successivamente impegnato nel proseguire i negoziati dopo aver vinto le elezioni del 2011 e aver ottenuto la maggioranza assoluta del parlamento scozzese. Il 10 gennaio 2012 il governo scozzese ha annunciato l'intenzione di indire la consultazione nell'autunno del 2014; un accordo in tal senso è stato firmato il 15 ottobre 2012 da Cameron e Salmond. Alcuni dei temi dibattuti in relazione al referendum sono stati: la solidità economica della Scozia, le modalità di difesa, il mantenimento di rapporti con il Regno Unito e l'adesione a organizzazioni internazionali, in particolare Unione Europea e NATO. Secondo il progetto di Salmond, se la maggioranza dei votanti si pronuncerà a favore dell'indipendenza, la Scozia diverrebbe uno Stato indipendente, ma reame del Commonwealth delle Nazioni, come il Canada e l'Australia. L'eventuale vittoria degli indipendentisti sancirebbe la fine, dopo 307 anni, dell'Atto di Unione.

La maggiori banche scozzesi hanno dichiarato che trasferiranno la loro sede legale da Edimburgo a Londra se i sì otterranno la maggioranza il 18 settembre.[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scozia, sì allo storico referendum per conquistare l'indipendenza, Corriere della Sera, 15 ottobre 2012. URL consultato il 12 luglio 2013.
  2. ^ Le banche scozzesi: in caso di indipendenza, traslochiamo a Londra. Fmi: da un sì «incertezza e volatilità», Il Sole 24 ORE, 11 settembre 2014. URL consultato il 13 settembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]