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Nell'aprile del 1990 il Comitato per il referendum elettorale, composto da Mario Segni, Augusto Barbera, Antonio Baslini, Aldo De Matteo, Marco Pannella, raccoglieva le firme per tre quesiti elettorali tendenti ad ottenere:
- abrogazione della quota proporzionale della legge elettorale del Senato;
- eliminazione della differenziazione tra il sistema elettorale previsto per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e quelli con popolazione superiore, estendendo anche a questi ultimi il sistema maggioritario con voto limitato previsto per i primi;
- abrogazione della preferenza plurima per la Camera dei Deputati.
Il terzo quesito era volto ad evitare che alleanze (non sempre limpide) tra i candidati, che spesso davano indicazioni di voto plurimo ai propri elettori, potessero danneggiare altri candidati, solo perché isolati. L'obiettivo, quindi, non era quello di abolire il voto di preferenza, ma solo quello di giungere ad un voto di preferenza unica, che consentisse ad ogni candidato di ottenere un risultato proporzionale alla sua effettiva, specifica popolarità, indipendentemente dai voti che avrebbe potuto eventualmente raccogliere dalla convergenza sul suo nome della seconda preferenza di elettori di altri candidati a lui vicini.
Il leader radicale Marco Pannella ci tenne a distinguere l'obiettivo dei Radicali rispetto a quello degli altri partiti: «È pregiudiziale che respingiamo di accogliere fra noi chi vuole usare il referendum per risultati opposti a quelli per i quali lo chiediamo. È un punto pregiudiziale di chiarezza, e di lealtà, verso l’opinione pubblica, il dovere di una politica leale e chiara».[1] Il messaggio era diretto soprattutto al Pds e al Pli che pur sostenendo il referendum elettorale, proponevano riforme diverse dal sistema maggioritario ad un turno.
C'era stata inoltre una polemica di Pannella con Segni e gli altri promotori di area cattolica e comunista: i radicali avrebbero preferito promuovere solo i referendum nettamente maggioritari su Senato e Comuni per non offrire alla Corte Costituzionale la "scappatoia" di ammettere il quesito meno significativo, quello sulla preferenza unica; tuttavia il Partito Radicale che pur aveva obiezioni anche di merito sul referendum relativo alla preferenza unica contribuì alla raccolte firme [2]
Furono respinti della Corte Costituzionale [3] i due quesiti referendari che miravano all'introduzione del sistema maggioritario nelle leggi elettorali dei Comuni e del Senato, per cui la consultazione popolare avvenne solamente sul quesito sulle preferenze plurime nelle elezioni per la Camera dei Deputati.
L'arma che molti partiti utilizzarono per contrastare la consultazione referendaria sulla preferenza unica per la Camera dei Deputati fu l'appello ai cittadini per l'astensione. Celebri gli inviti di Craxi, Bossi ed altri ad «andare al mare» la domenica, invece di recarsi al seggio elettorale; nonostante questo, il 9 giugno 1991 gli italiani andarono a votare (62,5 % degli aventi diritto) e si espressero favorevolmente al cambiamento in misura straordinariamente larga: i sì superarono abbondantemente la maggioranza assoluta degli elettori; questo significa che, se anche tutti quelli che non si erano recati alle urne vi fossero andati e avessero votato "no", il risultato non sarebbe cambiato.
[modifica] Preferenza Unica
|
totale |
percentuale (%) |
|
| Iscritti alle liste |
47 377 843 |
|
| Votanti |
29 609 635 |
62,5 |
(su n. elettori) |
Quorum raggiunto |
| Voti validi |
28 144 887 |
95,1 |
(su n. votanti) |
| Voti nulli o schede bianche |
1 464 748 |
4,9 |
(su n. votanti) |
| Astenuti |
17 768 208 |
37,5 |
(su n. iscritti) |
|
|
Voti |
% |
| RISPOSTA AFFERMATIVA |
SÌ |
26 896 979 |
95,6% |
| RISPOSTA NEGATIVA |
NO |
1 247 908 |
4,4% |
| bianche/nulle |
|
1 464 748 |
|
| Totale voti validi |
|
28 144 887 |
100% |
- ^ Marco Pannella, Uninominale. Pura e semplice, lettera inviata al «Manifesto», 6 settembre 1991
- ^ Giuseppe Calderisi, La storia segreta dei referendum che cambieranno l'Italia, 14 aprile 1993
- ^ Sentenza n. 47/1991
[modifica] Voci correlate