Referendum abrogativi del 2005 in Italia

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In Italia, i referendum abrogativi del 2005, distinti in quattro quesiti sulla legge 19 febbraio 2004, n. 40, "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", si tennero il 12 e 13 giugno 2005 e non raggiunsero il quorum.

I quesiti[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 marzo 2004, i Radicali Italiani depositano in Corte di Cassazione la richiesta di referendum abrogativo.

A luglio si raggiunge ll compromesso tra Radicali ed esponenti di parte del centro-sinistra, delle organizzazioni sindacali e del volontariato, dissidenti de La Margherita ed esponenti di centro-destra (i parlamentari del Partito Repubblicano Italiano Antonio Del Pennino, il forzista Alfredo Biondi e quelli del Nuovo PSI), per la riproposizione alla Corte di Cassazione del quesito di abrogazione totale e di nuovi quattro quesiti di abrogazione parziale della legge 40 e la nascita di un comitato "trasversale".

Il 30 settembre 2004 si consegnano alla Corte di Cassazione gli scatoloni con oltre un milione di firme per il quesito di abrogazione totale e oltre 700.000 sottoscrizioni per gli altri quattro.

Il 13 gennaio del 2005 la Corte Costituzionale, al termine della camera di consiglio, decide l'inammissibilità del quesito referendario di abrogazione totale, mentre dichiara ammissibili i quattro di abrogazione parziale della legge.

Il 12 e 13 giugno 2005 è la data prevista per il voto su quattro referendum abrogativi della legge 40 promossi da una coalizione composta da Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, Democratici di sinistra, Socialisti democratici italiani, Rifondazione Comunista e singoli esponenti di vari partiti. Le proposte referendarie mirano a:

  • garantire la fecondazione assistita non solo alle coppie sterili ma anche a quelle affette da patologie geneticamente trasmissibili
  • eliminare il limite di poter ricorrere alla tecnica solo quando non vi sono altri metodi terapeutici sostitutivi
  • garantire la scelta delle opzioni terapeutiche più idonee ad ogni individuo
  • dare la possibilità di rivedere il proprio consenso all'atto medico in ogni momento
  • ristabilire il numero di embrioni da impiantare.

La vittoria dell'astensionismo[modifica | modifica wikitesto]

Il leader radicale Luca Coscioni, simbolo della battaglia per i referendum del 2005

L'Associazione Luca Coscioni fa risalire l'interesse dalla Chiesa cattolica alle tematiche referendarie al messaggio di Giovanni Paolo II del 4 ottobre 2004 per la 44ª Settimana sociale dei cattolici italiani, quando ancora non era stato ammesso il referendum dalla Corte Costituzionale[1]. Nel messaggio il Pontefice afferma che «in Italia, la democrazia e la libertà politica appaiono ormai felicemente consolidate grazie in particolare al loro tenace e prolungato esercizio realizzatosi a partire dalla fine della seconda guerra mondiale», e che «a nessuno sfuggono, però, i rischi e le minacce che, per un autentico assetto democratico, possono derivare da certe correnti filosofiche, visioni antropologiche o concezioni politiche non esenti da preconcetti ideologici». Egli ritiene che i cattolici debbano «riconsiderare l'importanza dell'impegno nei ruoli pubblici e istituzionali e in quegli ambienti in cui si formano decisioni collettive significative e in quello della politica, intesa nel senso alto del termine, come oggi è auspicato da molti»[2][3]. A gennaio, con il delinearsi del quadro politico, interviene anche il cardinale Camillo Ruini al consiglio permanente della CEI, mettendo in chiaro la strategia che avrebbe seguito la Chiesa cattolica nei mesi seguenti: "è inutile inseguire cambiamenti della legge in Parlamento poiché nessuna modifica apporterebbe miglioramenti alla legge 40/2004, la quale salvaguarda principi e criteri essenziali"; quanto alle modalità attraverso le quali esprimere il rifiuto dei cattolici all'abrogazione di parti della legge, Ruini propone la possibilità di far mancare il quorum alla consultazione popolare[4].

Il motore della campagna per l'astensione ai referendum è stato il comitato Scienza & Vita, coordinato dai professori Bruno Dallapiccola e Paola Binetti, con l'adesione di tutte le principali componenti dell'associazionismo cattolico.

Contro l'invito di Camillo Ruini a non andare a votare per i referendum, si levano i cristiani non cattolici, in particolare contro la mancanza di pluralismo dell'informazione sui referendum si schiera la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, che riunisce battisti, luterani, metodisti, valdesi: la posizione della FCEI sul referendum viene espressa nei documenti della Commissione per la bioetica della Tavola Valdese, che all'indomani dell'approvazione della legge ritiene "eticamente inaccettabile la completa subordinazione delle aspettative delle persone ad astratti diritti di un organismo vitale che ancora persona non è"[5].

Con l'avvicinarsi della consultazione tuttavia, seppur il dibattito fosse vivo tra scienziati, teologi ed opinionisti, numerosi sondaggi dimostrano che pochi italiani in realtà erano informati sui quattro quesiti: dal sondaggio Abacus commissionato dai Radicali a febbraio 2005, emerge che il 64% degli italiani aveva intenzione di andare a votare per i referendum, ma il 43% di questi avrebbe voluto informarsi meglio prima di decidere se pronunciarsi per il sì o per il no; il 22% era all'oscuro del fatto che si sarebbero votati dei referendum nelle settimane seguenti e il 65% degli intervistati era poco o per nulla informato sulla fecondazione assistita; il numero saliva al 79% di coloro che non conoscevano i contenuti della legge 40[6]. Secondo un ulteriore sondaggio pubblicato dal Corriere della sera a maggio 2005, ad un mese dalla consultazione referendaria, il 30% degli elettori erano convinti che si sarebbe votato su un unico quesito, per l’abrogazione totale della legge[7].

Il 12-13 giugno i referendum non raggiungono il quorum minimo, perché solo il 25,9% degli aventi diritto si reca alle urne. Diverse sono state le interpretazioni circa l'alto astensionismo. Per il sociologo Ilvo Diamanti:

« È abbastanza evidente che ci sia un progressivo sentimento di delusione che è cresciuto nel corso degli anni novanta. (…) Visto che la democrazia rappresentativa funziona male, ecco allora che la democrazia diretta genera una reazione quasi di insofferenza nel momento in cui viene avvertita come un surrogato della democrazia rappresentativa »
(Ilvo Diamanti[8])

Secondo l'Istituto di studi e ricerche Carlo Cattaneo:

« sin dal 1999 è del tutto evidente che il quorum è tecnicamente irraggiungibile quando una pur piccola minoranza decide di usare lo strumento dell’astensionismo strategico, che si somma all’astensionismo «naturale», progressivamente incrementato del resto dal fallimento dei referendum precedenti. Era del tutto ovvio che il quorum sarebbe stato tanto più irraggiungibile laddove il referendum avesse riguardato una legge approvata da una larga maggioranza parlamentare: da partiti cioè che non potevano non difendere, con il metodo per loro più efficace, le posizioni assunte in Parlamento »

Per il cardinale Camillo Ruini il mancato raggiungimento del quorum invece è "frutto della maturità del popolo italiano, che si è rifiutato di pronunciarsi su quesiti tecnici e complessi, che ama la vita e diffida di una scienza che pretenda di manipolare la vita"[9].

Gli scienziati, intellettuali, medici e malati italiani che hanno attivamente partecipato alla campagna referendaria convocano a Roma, con il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni e di Radicali Italiani, un’assemblea che analizza l’esito referendario e che propone idee e iniziative sul «che fare» dopo il referendum[10]. Tra le altre cose, il movimento radicale, ribadisce l'importanza di proseguire la battaglia sulla fecondazione assistita, con iniziative parlamentari volte ad ottenere dei miglioramenti della legge, ma anche assistendo le donne che sarebbero dovute andare all'estero per ottenere la fecondazione eterologa.

Risultati dettagliati[modifica | modifica wikitesto]

Procreazione medicalmente assistita – limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni – Abrogazione parziale[modifica | modifica wikitesto]

Limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni. Promosso dai Radicali.

totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 49 794 704  
Votanti 12 727 885 25,60 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
Voti validi 12 227 627 96,10 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 495 594 3,90 (su n. votanti)
Astenuti 37 065 225 74,40 (su n. iscritti)
Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA 10 764 600 88,1%
RISPOSTA NEGATIVA NO 1 463 027 12,0%
bianche/nulle 495 594
Totale voti validi 12 227 627 100%

Procreazione medicalmente assistita – norme sui limiti all'accesso – Abrogazione parziale[modifica | modifica wikitesto]

Norme sui limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita. Promosso dai Radicali.

totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 49 794 704  
Votanti 12 725 125 25,60 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
Voti validi 12 207 532 98,30 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 512 082 1,70 (su n. votanti)
Astenuti 37 067 989 74,40 (su n. iscritti)
Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA 10 837 827 88,8%
RISPOSTA NEGATIVA NO 1 369 705 11,2%
bianche/nulle 512 082
Totale voti validi 12 207 532 100%

Procreazione medicalmente assistita – norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso – Abrogazione parziale[modifica | modifica wikitesto]

Norme su finalità, diritti, soggetti coinvolti e limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita. Promosso dai Radicali.

totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 49 794 704  
Votanti 12 722 005 25,50 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
Voti validi 12 169 745 95,70 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 546 659 4,30 (su n. votanti)
Astenuti 37 071 105 74,50 (su n. iscritti)
Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA 10 674 849 87,7%
RISPOSTA NEGATIVA NO 1 494 896 12,3%
bianche/nulle 546 659
Totale voti validi 12 169 745 100%

Procreazione medicalmente assistita – divieto di fecondazione eterologa - Abrograzione parziale[modifica | modifica wikitesto]

Divieto di fecondazione eterologa. Promosso dai Radicali.

totale percentuale (%)
Iscritti alle liste 49 794 704  
Votanti 12 712 708 25,50 (su n. elettori) Quorum non raggiunto
Voti validi 12 153 152 95,60 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 553 505 4,40 (su n. votanti)
Astenuti 37 080 402 74,50 (su n. iscritti)
Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA 9 406 370 77,4%
RISPOSTA NEGATIVA NO 2 746 782 22,6%
bianche/nulle 553 505
Totale voti validi 12 153 152 100%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le tappe che hanno portato al referendum. URL consultato il 1º marzo 2011.
  2. ^ 44ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
  3. ^ Giovanni Paolo II, Settimana sociale dei cattolici italiani, Bologna, 7 ottobre 2004
  4. ^ Camillo Ruini, Prolusione del card. Camillo Ruini Presidente della CEI, Consiglio permanente CEI, 7-10 marzo 2005
  5. ^ Referendum sulla procreazione assistita, Comunicato stampa FCEI del 23 marzo 2005
  6. ^ Sondaggio Abacus Sondaggio Abacus, febbraio 2005
  7. ^ Renato Mannheimer, Sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera, maggio 2005
  8. ^ Ilvo Diamanti, intervento su Repubblica Radio, 13 giugno 2005
  9. ^ Camillo Ruini, Radio Vaticana, 14 giugno 2005
  10. ^ Assemblea dei 1000, Hotel Ergife di Roma, 21 giugno 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]