Reccesvindo

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Reccesvindo
Immagine di Reccesvindo negli archivi della Biblioteca Nacional de España
Immagine di Reccesvindo negli archivi della Biblioteca Nacional de España
Re dei Visigoti
In carica 653 - 672
Predecessore Chindasvindo
Successore Vamba
Morte Wamba, Valladolid, Spagna, 672
Padre Chindasvindo
Madre Riciberga

Reccesvindo dei Visigoti, Recesvinto in spagnolo, Recceswint in catalano e Recesvinto in portoghese (... – Valladolid, 1º settembre 672), fu re dei visigoti dal 653 al 672.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del re dei visigoti Chindasvindo e della moglie Riciberga.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 gennaio 648 fu incoronato (correggente) del padre, e da quel giorno fu il re effettivo, ripristinando così l'ereditarietà della monarchia.

Corona di Reccesvindo

Nel 653, alla morte del padre, rimase unico re ed i ribelli, che erano stati domati da Chindasvindo, pensarono che fosse giunto il momento di vendicarsi e approfittando del malcontento dovuto alle tasse e dell'inquietudine dei Baschi si armarono e, capeggiati da un nobile di nome Froja, si spinsero sino a Saragozza; ma Reccesvindo si preparò ad affrontarli e li sconfisse riuscendo a catturare Froja.
Reccesvindo anziché punire severamente i ribelli, considerando la situazione generale abbastanza delicata, con il paese agitato ed il trono minacciato, scese a patti riducendo le tasse ed accettando, per la nomina del futuro re, nuovamente il sistema elettivo.

I re Visigoti Chindasvindo, Reccesvindo e Egica secondo il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense[1].

Nello stesso anno, convocò l'VIII Concilio di Toledo in cui fu codificato il canone elettivo approvato nel IV Concilio di Toledo, ed inoltre che bisognava differenziare tutti i beni che un re aveva ricevuto dai propri familiari, che a sua volta poteva trasmettere ai propri discendenti, dai beni che invece aveva ricevuto per la carica che ricopriva; questi ultimi non dovevano passare ai propri discendenti ma andavano al sovrano che gli succedeva.

Nel 654, Reccesvindo promulgò il codice di leggi, che il padre Chindasvindo, con l'assistenza di Braulio, vescovo di Saragozza, aveva cominciato ad elaborare alcuni anni prima; questo codice, detto codice di Reccesvindo )lex Reccesvindiana) o Liber Judiciorum oppure Forum Judiciorum, sostituì il celebre Lex Romana Visigothorum o Breviario di Alarico, che regolava i diritti degli ibero-romani ed il codice di Leovigildo, che regolava i diritti dei Visigoti, con un ordinamento giuridico unico che era più vicino al vecchio codice del diritto romano ed un po' meno al codice germanico.

Comunque durante il suo regno vi fu un avvicinamento alla chiesa, ed il vescovo di Toledo divenne il principale supporto della monarchia.

Reccesvindo morì nel 672 nel paese chiamato Gérticos, vicino a Valladolid. Nello stesso paese, il 21 settembre 672, fu eletto il successore, nella persona di Vamba, un nobile già avanti negli anni, che non avrebbe voluto essere candidato alla carica, quasi contro la sua volontà; da quel giorno il paese di Gérticos prese, e mantiene tuttora, il nome di Wamba.

Discendenti[2][modifica | modifica wikitesto]

Di Reccesvindo non si conosce alcun discendente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense è una cronaca storica della penisola iberica, che narra le vicende del regno visigoto, della conquista musulmana, della reconquista, partita dal Regno delle Asturie, sino all'inizio del regno di Alfonso III delle Asturie, scritta nell'881.
  2. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in <<Storia del mondo medievale>>, vol. I, 1999, pp. 743-779

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re dei Visigoti Successore
Chindasvindo 653–672 Vamba