Rebellion: The Litvinenko Case

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rebellion: The Litvinenko Case
Lingua originale russo
Paese di produzione Russia
Anno 2007
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere documentario
Regia Andrej Nekrasov
Produttore Olga Konskaya
Interpreti e personaggi

Rebellion: The Litvinenko Case (in russo Бунт: Де́ло Литвине́нко), è un documentario in lingua russa presentato al Festival di Cannes 2007 riguardo alla storia e la misteriosa morte di Alexander Litvinenko, ex-spia russa e dissidente in esilio politico a Londra, Regno Unito.

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« Who did it? »
(IT)
« Chi è stato? »
(Andrej Nekrasov)

In questo film Andrej Nekrasov conduce la sua personale ricerca della verità sulla morte del dissidente russo Alexander Litvinenko, suo grande amico, raggiunto a Londra nel 2006 (dove si trovava in esilio politico con la moglie Marina e il figlio) da una dose mortale di Polonio-210 che lo porta alla morte per avvelenamento da radiazioni nel giro di pochi giorni.

Nel mezzo, l'autore ne ricostruisce la vicenda attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto in vita, come quella del principale finanziatore delle opposizioni politiche a Putin, il miliardario Boris Berezovsky, anch'egli in esilio a Londra, o della giornalista Anna Politkovskaja, anch'ella morta in circostanze poco chiare nel 2006).

Tutto ha inizio con la pubblicazione del libro Blowing Up Russia: Terror From Within (uscito nel 2002), in cui l'ex-spia dell'FSB (letteralmente Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa) accusa i vertici dello stato, e in particolare l'èlite che si riconosce in Vladimir Putin, di aver commissionato (ed eseguito per mano dell'FSB stessa [1]) gli attentati ai condomini di Buynaksk, Mosca e Volgodonsk verificatisi tra l'agosto e il settembre del 1999 e di aver fatto ricadere la colpa sui terroristi ceceni per avere un casus belli che legettimasse la Seconda guerra cecena. Inoltre ciò avrebbe poi permesso l'ascesa al potere dello stesso Putin, che dell'intervento militare in quella regione fece il suo cavallo di battaglia. Quello che emerge dalle ricostruzioni di Litvinenko è uno stato di polizia in cui i servizi eliminano alla radice il dissenso politico ricorrendo all'omicidio protetti, denuncia il dissidente, da un'opinione pubblica ormai assuefatta e disposta a prendere tutto ciò come normale.

Particolari sulla morte[modifica | modifica sorgente]

Il 23 novembre 2006 Litvinenko è morto a causa di un avvelenamento da radiazione da polonio-210, un isotopo radioattivo del polonio, in circostanze ancora da chiarire. Tracce di Polonio sono state individuate in diversi locali nei quali Litvinenko si trovava prima del ricovero, in particolare nel sushi bar Itsu di Piccadilly, dove aveva pranzato insieme a Mario Scaramella (ma non dove Litvinenko sedette con Scaramella, bensì dove si era precedentemente intrattenuto con gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun[2]).

In realtà Scaramella non toccò cibo. Proprio per questo, ma anche perché era apparso agitato ed ansioso, Litvinenko inizialmente sospettò proprio Scaramella di averlo avvelenato[3]. In realtà, stando a quanto afferma il senatore Paolo Guzzanti in un'intervista, Mario Scaramella era arrivato a Londra sia perché Igor Ponomariov gli aveva detto di avere importanti ulteriori notizie da dargli sia per parlare con Litvinenko delle minacce contenute negli ultimi rapporti di Evgenij Limarev, figlio di Lev Limarev, un generale maggiore dell'Svr, capo degli agenti illegali dell'intelligence sovietica. Tuttavia Igor Ponomariov la sera prima era morto al teatro in modo misterioso. L'ambasciata russa a Londra aveva fatto prelevare immediatamente la salma, vietando l'autopsia avvalendosi dei diritti diplomatici e spedendo il cadavere a Mosca dove esso fu immediatamente cremato.[4]

Prima di morire, Litvinenko ha accusato pubblicamente il presidente russo Vladimir Putin come responsabile del suo avvelenamento e come mandante dell'omicidio della giornalista Anna Politkovskaja.

Tomba di Aleksander Litvinenko al cimitero di Highgate, Londra

Nei giorni seguenti alla morte del dissidente russo, avvenuta a Londra, altre persone sono state ricoverate per aver accusato sintomi d'avvelenamento per esposizione a radiazioni. Oltre 300 persone si sono rivolte alla Health Protection Agency (HPA, Agenzia per la protezione della salute) britannica, dopo che questo ente aveva lanciato un appello a tutti coloro che potevano essersi trovati nei due locali - il sushi bar Itsu, nei pressi di Piccadilly Circus, e il Pine Bar del Millennium Hotel a Grosvenor Square - frequentati da Litvinenko prima di sentirsi male e in cui potrebbe essere stato avvelenato.

Tracce di polonio sono state trovate anche su due aerei della British Airways e il servizio sanitario britannico ha richiesto ai 33000 passeggeri che hanno utilizzato quei velivoli nell'ultimo mese di presentarsi per un controllo[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peace Reporter - Attentati di Mosca, l'ombra dei servizi
  2. ^ BBC NEWS "'Multiple attempts' on Litvinenko" 22 gen 2007
  3. ^ a b Tracce di polonio su due aerei British Airways Un amico della spia uccisa accusa Scaramella
  4. ^ Sabina Guzzanti intervista Paolo Guzzanti (4ª parte)
cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema