Re cattolici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferdinando a sinistra con Isabella a destra. L'iscrizione in alto identifica "Ferdinando e Isabella, re di Castglia e Aragona".

I re cattolici (in spagnolo los Reyes Católicos) è il titolo collettivo dato dagli storici a Isabella I di Castiglia[1] e a Ferdinando II d'Aragona. Essi erano entrambi membri della Casa di Trastámara e secondi cugini, entrambi discendenti di Giovanni I di Castiglia; ebbero pertanto una dispensa papale, da papa Sisto IV, per il loro matrimonio. Il titolo di re cattolici venne loro attribuito dal papa Alessandro VI.
Il loro matrimonio avvenne il 19 ottobre 1469, nella città di Valladolid. Isabella aveva allora diciotto anni e Ferdinando era di un anno più giovane. Il loro matrimonio servì ad unire le corone di Castiglia e Aragona sotto lo stesso regno.

Successione[modifica | modifica wikitesto]

Isabella venne nominata erede al trono di Castiglia dal suo fratellastro Enrico IV di Castiglia con il Trattato dei Tori di Guisando e divenne regina di Castiglia nel 1474. Sua nipote, Giovanna la Beltraneja, tentò la scalata al trono con l'appoggio militare di Alfonso V del Portogallo. Ciò portò alla Guerra di successione castigliana. I sostenitori di Isabella ebbero la meglio e nel 1479 ella venne riconosciuta regina di Castiglia con il Trattato di Alcáçovas. Ferdinando divenne re di Aragona nel 1479; il loro matrimonio unì le due corone, portando all'inizio della Spagna moderna.

Ferdinand e Isabella

I re cattolici restaurarono l'autorità reale in Spagna. Per giungere al loro scopo, crearono un'organizzazione nominata Fratellanza. Questa forza di pace venne utilizzata come una vera e propria polizia nel territorio del regno. Per sostituire i tribunali, i re cattolici crearono il Consiglio Privato di Sua Maestà, e nominarono dei magistrati (giudici) per amministrare le città. Questa regolamentazione di natura reale è nota come pacificazione di Castiglia, e fu la base per la costituzione di una delle prime nazioni egemoni d'Europa.

Ferdinando e Isabella furono noti per essere stati i monarchi che realizzarono la nuova Spagna unita all'alba della nuova era. Il re si pose l'obbiettivo della riconquista cristiana dell'intero territorio della penisola iberica, sottraendo agli islamici il Regno di Granada. L'inizio di una serie di campagne militari, note come Guerra di Granada, fu con l'attacco alla città di Alhama in Andalusia. L'attacco venne condotto da due nobili andalusi, Rodrigo Ponce de León e Diego de Merlo. La guerra di Granada venne sostenuta da papa Sisto IV concedendo ai monarchi spagnoli una decima ed implementando una tassa sulle Crociate da utilizzare per la guerra. Dopo dieci anni di battaglie, la guerra ebbe termine nel 1492, quando l'emiro Boabdil si arrese consegnando le chiavi dell'Alhambra di Granada alle armate di Castiglia.

Inquisizione[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando e Isabella

Ferdinando e Isabella decisero di espellere i mori e gli ebrei dalla Spagna. Fra il 1480 ed il 1492 centinaia di persone (ebrei e mori che si erano convertiti al cattolicesimo) vennero arrestati, imprigionati, interrogati o arsi vivi, sia in Castiglia che in Aragona. Secondo lo storico John Edwards, autore di Ferdinand and Isabella: Profiles in Power, il re disse che "necessario rimuovere il danno mortale dalla società spagnola; che gli ebrei, mascherati da cattolici cristiani, stavano distruggendo le chiese". Le leggi vennero decise a seguito di un incidente avvenuto nel 1490 e riguardante un convertito di nome Benito Garcia accusato di aver rubato le ostie consacrate per la messa. Si credette che coloro che rubavano le ostie dalle chiese erano ispirati dal diavolo. Gli investigatori, affermarono che non solo vi era stata una cospirazione fra dieci convertiti ed alcuni ebrei per rubare le ostie ma che essi avevano sequestrato un ragazzo nella città di La Guardia, vicino Toledo. Essi sostennero che gli ebrei avevano rapito il giovane ragazzo e lo avevano sottoposto alla crocefissione come avevano fatto con Gesù. I cospiratori vennero dichiarati colpevoli nel 1491, nonostante non fosse stato trovato il corpo del ragazzo.

L'incidente diede impulso all'istituzione della Inquisizione sul popolo spagnolo. Nel 1492 Ferdinando ed Isabella ordinarono che gli ebrei venissero segregati in appositi quartieri denominati "ghetto". Questa segregazione, abbastanza comune a quel tempo, portò a successivi abusi sugli ebrei con l'imposizione di maggiori tassazioni e restrizioni sociali. Nel 1492, con il decreto dell'Alhambra, agli ebrei venne dato un ultimatum a convertirsi al cattolicesimo entro quattro mesi o a lasciare, nell'abito dello stesso tempo, il territorio della Spagna. Decine di migliaia di ebrei abbandonarono la Spagna per dirigersi in Portogallo, Nord Africa, Italia e nell'impero Ottomano. Verso la fine del 1492, Ferdinando indirizzò una lettera agli ebrei che avevano abbandonato la Castiglia e l'Aragona, con la quale li invitava a ritornare in Spagna a patto che si fossero convertiti al cristianesimo.

L'Inquisizione venne fondata dal frate domenicano Tomás de Torquemada, che divenne il primo Inquisitore Generale.

Esplorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Essi autorizzarono e finanziarono le spedizioni di Cristoforo Colombo, al quale diedero appellativo di Ammiraglio del Mare Oceano, che portò in Europa la notizia della scoperta del nuovo mondo. La prima spedizione di Colombo verso le supposte Indie, approdò alle attuali Bahamas il 12 ottobre 1492. Egli approdò nell'isola di Guanahanì, e le diede il nome di San Salvador. Continuò poi il viaggio verso Cuba, nominandola Juana terminandolo poi a Santo Domingo, a cui diede il nome di La Española. La sua seconda spedizione ebbe inizio nel 1493 ed in essa vennero scoperte altre isole dei Caraibi compresa Porto Rico. Il suo scopo principale fu quello di colonizzare i territori scoperti con i 1.500 uomini da lui condotti con sé nella seconda spedizione. Colombo pose termine alla sua ultima spedizione nel 1498 nel corso della quale scoprì Trinidad e le coste dell'attuale Venezuela. Le colonie che Colombo creò nelle Americhe, nei decenni a venire avrebbe portato a un afflusso di ricchezza in Spagna, riempiendo le casse del nuovo Stato che si sarebbe rivelato egemone in Europa nei due secoli seguenti.

Figli e alleanze[modifica | modifica wikitesto]

Isabella assicurò alla Spagna una stabilità politica di lungo termine, organizzando una serie di matrimoni con i suoi cinque figli; la sicurezza politica era importante per un paese che era divenuto una grande potenza. La sua primogenita, Isabella, sposò Alfonso del Portogallo, creando importanti legami fra i due paesi confinanti nella speranza di creare pace duratura e future alleanze. Giovanna, secondogenita di Isabella, sposò Filippo I di Castiglia, figlio dell'imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I. Questo legame assicurò l'alleanza con il Sacro Romano Impero, che assicurò alla Spagna una futura sicurezza. IL primo ed unico figlio di Isabella, Giovanni delle Asturie, sposò Margherita d'Austria, mantenendo i legami con la dinastia degli Asburgo. La quarta figlia Maria, sposò Manuele I del Portogallo, rafforzando così i legami stretti dal matrimonio della sorella maggiore. Infine, la quinta figlia, Caterina, sposò in prime nozze Arturo Tudor e dopo la sua prematura scomparsa, Enrico VIII d'Inghilterra, e fu la madre di Maria I d'Inghilterra.

Motto e simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Il motto dei re cattolici fu "Tanto monta, monta tanto". Il motto venne creato da Antonio de Nebrija e fu un'allusione al nodo gordiano: Tanto monta, monta tanto, cortar como desatar ("...taglio come svincolo"), o una spiegazione della pari importanza dei due monarchi: Tanto monta, monta tanto, Isabel como Fernando ("..., Isabella come Ferdinando")

Emblema dei re cattolici

Il loro simbolo era el yugo y las flechas, un giogo ed un fascio di frecce. Il giogo è un'altra allusione al nodo gordiano. Y e F sono le iniziali di Ysabel (nome arcaico) e Fernando. Questo simbolo venne poi mutuato dai fascisti spagnoli (Falange), che rivendicarono di rappresentare la gloria e gli ideali dei re cattolici.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Sarcofagi dei re cattolici nella Cappella reale di Granada

Isabella morì nel 1504 e Ferdinando, risposatosi con Germana de Foix, morì nel 1516.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Isabella I, dalla Catholic Encyclopedia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Country Studies
  • Edwards, John. Ferdiand and Isabella: Profiles in Power.Pearson Education. New York, New York. 2005.ISBN 0-582-21816-0.
  • Edwards, John. The Spain of the Catholic Monarchs. Blackwell Publishers. Massachusetts, 2000. ISBN 0-631-22143-3.
  • Kamen, Henry. Spain: 1469-1714 A Society of Conflict.Longman. New York, New York. 1991. ISBN 0-582-06723-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]