Razza padrona

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Razza padrona
Autore Eugenio Scalfari, Giuseppe Turani
1ª ed. originale 1974
Genere saggio
Sottogenere inchiesta
Lingua originale italiano

Razza padrona - Storia della borghesia di stato è un saggio di attualità scritto da Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani, pubblicato da Feltrinelli nel 1974. All’epoca Scalfari e Turani erano rispettivamente amministratore delegato e redattore de L'Espresso.

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori nell’introduzione dedicano il libro ad Eugenio Cefis, allora presidente della Montedison e protagonista di gran parte delle vicende narrate.

I fatti raccontati si svolgono in un arco di tempo ben preciso, cioè dal 1962, anno della nazionalizzazione dell’industria elettrica, alla primavera del 1974, con l’accordo tra Fiat e Montedison per i vertici della Confindustria (Giovanni Agnelli alla presidenza e Cefis vicepresidente). Nel mezzo, molte delle più importanti vicende dell’industria e della finanza italiane di quegli anni, in particolare la fusione Montecatini - Edison e la scalata dell’ENI alla Montedison, con il passaggio di Cefis dall’ente di stato al gruppo chimico privato (ma ormai entrato nell’orbita delle Partecipazioni statali).

Scalfari e Turani intervallano la narrazione dei fatti con considerazioni sul sistema industriale italiano; la loro tesi centrale è che l’indebolimento dell’imprenditoria privata, con la scomparsa delle vecchie holding elettriche e l’indebitamento sempre più elevato dei gruppi superstiti, ha portato ad un sempre maggior importanza dell’economia pubblica come erogatrice di finanziamenti e come salvatrice di aziende in difficoltà. Di conseguenza, ha assunto sempre più potere un ceto che gli autori hanno battezzato “borghesia di stato”, in grado di intervenire presso i politici al potere per ottenere benefici per le aziende da loro rappresentate.

Il caso della Montedison di Cefis è esplorato nei dettagli e gli autori non esitano a parlare di “saccheggio” perpetrato dalla società ai danni delle casse dello stato[1].

Capitoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte prima – Il tramonto dei vecchi padroni

1. L’industria italiana dopo la nazionalizzazione elettrica

2. La borghesia di stato alla conquista della finanza italiana

3. Le partecipazioni statali da Mattei a Cefis

4. Un enigma: Guido Carli

  • Parte seconda – Il colosso d’argilla

1. La Montecatini di Faina

2. La Edison di Valerio

3. Il complotto

4. La fusione

  • Parte terza – La scalata

1. Il rastrellamento in borsa

2. Valerio alle corde

3. La banda Pisanò

4. Arriva Merzagora

5. L’incoronazione

  • Parte quarta – La grande alleanza

1. Radiografia della Montedison

2. La nuova strategia

3. L’Opa Bastogi

4. I luogotenenti: Monti, Pesenti, Cazzaniga

5. Girotti si ribella

6. Rovelli al contrattacco

7. L’armistizio

  • Parte quinta – Il saccheggio

1. In nome dell’efficienza

2. In nome del Mezzogiorno

3. I pascoli di borsa

  • Parte sesta – La spartizione

1. Fanfani al timone

2. Lo scontro con Agnelli

3. La conquista della stampa

4. La soluzione finale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il quinto capitolo, intitolato appunto "Il saccheggio" si apre così: Il saccheggio è stato certamente uno degli impegni prevalenti della Montedison a partire dal 1971. (anno dell'avvento di Cefis alla presidenza) A subire il suo assalto sono stati in tanti: i lavoratori, i consumatori, il Mezzogiorno, certi enti pubblici, certi enti a partecipazione statale, gli azionisti, i risparmiatori, il sistema industriale italiano e persino alcune regole della buona contabilità aziendale. E. Scalfari, G. Turani, Razza padrona - storia della borghesia di stato, Feltrinelli Editore, 1974, pagina 353

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]