Raymond Roussel

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Raymond Roussel

Raymond Roussel (Parigi, 20 gennaio 1877Palermo, 14 luglio 1933) è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta francese.

Roussel è considerato uno dei padri spirituali della Patafisica, della letteratura potenziale e della letteratura combinatoria.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Roussel era il cadetto di una famiglia molto agiata: aveva due fratelli, Georges e Germaine, ed era figlio di Marguerite Moreau-Chaslon e di Eugène Roussel, agente di cambio. La fortuna di famiglia si costituiva dall'unione dei patrimoni provenienti dal ramo della borghesia di provincia e dal ramo dell'alta borghesia degli affari parigina.[1]

Alcune date significative della sua vita:

  • 1893: a 16 anni venne ammesso al Conservatorio Nazionale di Musica, e iniziò a studiare pianoforte.
  • 1894: ereditò la fortuna di suo padre e divenne multimilionario. Iniziò a scrivere dei versi per accompagnare le sue composizioni musicali.
  • A 17 anni decise di dedicarsi completamente alla poesia e scrisse Mon Âme, un lungo poema pubblicato tre anni più tardi in Le Gaulois.
  • 1896: iniziò la stesura di un romanzo in versi alessandrini intitolato La Doublure (Il sostituto) sul carnevale di Nizza. La stesura e la pubblicazione de La Doublure, a quanto detto dallo stesso, gli fecero provare «una gioia universale di straordinaria intensità».
  • 10 giugno 1897 Alla sua pubblicazione, il libro si rivelò un completo disastro editoriale. «Ebbi l'impressione di essere precipitato a terra dall'alto delle mie vette di gloria». Il fallimento gli provocò un crollo emotivo e psichico, che lo psichiatra Pierre Janet, incaricato di occuparsi del suo caso, descrisse in De l'angoisse à l'extase (Dall'angoscia all'estasi).
  • In compenso, continuava a passare le audizioni di pianoforte; ammirava gli accademici Paul Bourget et Pierre Loti e il poeta François Coppée. Nel 1897 frequentò i salotti mondani, dove conobbe Marcel Proust.
  • 1904: uscì La vue (La veduta), descrizione di ciò che si può vedere di una spiaggia attraverso una sfera di vetro.
  • 1910: pubblicò Impressions d’Afrique (Impressioni d'Africa), ma non c'era nessuna corrispondenza tra il complicato impegno profuso dall'autore e l'attenzione da parte del pubblico: mentre per smaltire la prima edizione di Impression d'Afrique ci vollero 22 anni, per scriverla Roussel si recò in Africa seppure non uscisse quasi mai dalla sua camera d'albergo. L'unico che parve interessarsi all'opera fu Edmond Rostand, il quale lo convinse a farne una «pièce straordinaria». Roussel ne fece rappresentare successivamente tre versioni, ma la critica decretò il fallimento delle rappresentazioni teatrali.
  • 1914: Apparve Locus solus, che non venne accolto in modo migliore dell'opera precedente.
  • Roussel incaricò Pierre Frondaie di farne un adattamento teatrale, fonte di un nuovo insuccesso e di litigi: Roussel fu conosciuto tramite lo scandalo.
  • Nel 1920 e nel 1921, fece il giro del mondo. Soggiornò in particolare a Tahiti, sulle tracce di Pierre Loti.
  • 5 maggio 1924: pensando che le sue pièce non ottenessero il successo in quanto adattamenti, Roussel scrisse L’Étoile au front (La stella in fronte), ma fu un nuovo insuccesso, per di più accompagnato da schiamazzi: si arrivò agli schiaffi, e Robert Desnos lanciò la sua frase celebre: «Nous sommes la claque et vous êtes la joue» (Noi siamo lo schiaffo e voi siete la guancia).
  • 2 febbraio 1926: ultima pièce, La Poussière de soleils (Polvere di soli), che fece il tutto esaurito e non diede luogo a nessuno scandalo, ma venne comunque male accolta dalla critica.
  • 1932: Pubblica il suo ultimo libro, la raccolta di poesie intitolata Nouvelles Impressions d’Afrique (Nuove impressioni d'africa).
  • Il 14 luglio 1933 fu trovato morto nella camera del Grand Hotel Delle Palme a Palermo per un'overdose da barbiturici. Alcuni giorni prima aveva già tentato il suicidio tagliandosi le vene. Il corpo di Roussel venne inumato nel cimitero di Père-Lachaise.
  • 1935: Uscì postumo il Comment j’ai écrit certains de mes livres (Come ho scritto alcuni dei miei libri), che permise di vedere sotto una nuova luce gran parte delle sue opere.

L'altro Roussel[modifica | modifica sorgente]

Roussel non fu solo un calembourista e un testardo cesellatore di parole e frasi, ebbe anche un atteggiamento dandistico nei confronti della vita, dovuto forse alla sua enorme ricchezza. Se per le opere cartacee preferiva edizioni di pregio su carta giapponese, a tiratura limitata, per le rappresentazioni delle sue opere affittava i teatri a sue spese per tenervi poi solo poche repliche. Il suo atteggiamento nei confronti della fama era dunque duplice: da un lato ne soffriva la mancanza, dall'altro ostentava un atteggiamento snobistico nei confronti del pubblico che non la agevolava. Alcuni suoi comportamenti erano l'ostentazione della sua fortuna: consumava 5 pasti al giorno, abusava di psicotropi dell'epoca, viveva in un hotel e si circondava di opere d'arte straordinarie, pur frequentando poco la società.[senza fonte] Quando morì aveva dissipato tutta la sua ricchezza.[2]

Eppure Roussel resta una personalità complessa, non liquidabile con l'etichetta di dandy: ben lo sapeva Michel Foucault quando volle indagare su questo personaggio scomparso suicida a Palermo. Roussel fu anche un appassionato scacchista, un inventore, scoprì un teorema matematico, un metodo per un caso di scacchi, fu medaglia d'oro di tiro a segno.[senza fonte] Non ammise mai la sua omosessualità[3], anche se il suo biografo ufficiale François Caradec ne ha implicitamente accennato a più riprese[4].

Opere[modifica | modifica sorgente]

I suoi primi libri, La Doublure, La Vue, Impressions d'Afrique, non ebbero alcun successo e in generale la sua opera letteraria è stata ignorata dai suoi contemporanei, per poi essere riscoperta solo dopo la sua morte.

Nel 1932 pubblicò le Nouvelles Impressions d'Afrique, illustrate da 59 disegni di Henri-Achille Zo: come in un mosaico cesellato finemente, le tavole dei disegni si incastravano e si imponevano in punti precisi delle pagine del libro, secondo un complesso disegno progettato a priori dall'autore, seppure enigmatico per il lettore. La necessità di questa struttura per Roussel era così forte che per la stesura delle quaranta pagine del libro impiegò sette anni.[5] In realtà, la tecnica letteraria usata da Roussel in Nouvelles Impressions d'Afrique era semplicemente l'esasperazione in complessità di un procedimento che egli inventò e applicò per tutta la vita. Questa tecnica, ignorata dai suoi contemporanei, condizionò fortemente lo stile e il contenuto dei suoi libri, rendendoli in molti punti astrusi e allucinati, di difficile lettura, come in codice.

Come ho scritto alcuni dei miei libri[modifica | modifica sorgente]

Nel saggio Come ho scritto alcuni dei miei libri (Comment j'ai écrit certains de mes livres) (1935), uscito postumo, Raymond Roussel spiegò i meccanismi con cui progettava i suoi libri, basati sull'omofonia delle frasi[6] e la relativa distorsione fonetica, e sullo sdoppiamento semantico del linguaggio La letteratura combinatoria - II.1. Raymond Roussel (1/4). (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).:

« Giovanissimo scrivevo già racconti di poche pagine impiegando questo procedimento. Sceglievo due parole quasi simili (sul tipo dei metagrammi). Per esempio billard (biliardo) e pillard (predone). Poi vi aggiungevo parole simili ma prese in due sensi differenti, e ottenevo così due frasi quasi identiche. Per quanto riguarda pillard e billard le due frasi che ottenni furono queste:

Les lettres du blanc sur les bandes du vieux billard...
Les lettres du blanc sur les bandes du vieux pillard...
Nella prima, lettres (lettere) era preso nel senso di «segni tipografici», blanc (bianco) nel senso di «gesso» e bandes (bande) nel senso di «sponde»:
«le lettere tracciate col gesso bianco sulle sponde del vecchio biliardo».
Nella seconda, lettres era preso nel senso di «missive», blanc nel senso di «uomo bianco» e bandes nel senso di «orde guerriere»:
«le missive inviate dall'uomo bianco a proposito delle orde del vecchio predone».
Trovate le due frasi, si trattava di scrivere un racconto che potesse cominciare con la prima e finire con la seconda. Dalla soluzione di questo problema ricavavo tutti i materiali. »

(RAYMOND ROUSSEL, Come ho scritto alcuni miei libri[7])

Roussel costruiva il suo rompicapo e si impegnava a risolverlo nelle pagine tra la prima e l'ultima frase.

Locus Solus[modifica | modifica sorgente]

Locus Solus, uscito nel 1914, è l'opera più conosciuta di Roussel. Nel 1922 venne rappresentata a teatro: la reazione del pubblico fu furibonda, similmente a ciò che accadeva per le rappresentazioni degli avanguardisti.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

I primi a scoprire il genio di Roussel furono i surrealisti, che dei suoi libri ammirarono soprattutto la capacità di rielaborare in modo creativo immagini e parole che venivano dall'inconscio, con uno stile descrittivo che ricordava molto la scrittura automatica. In particolare fu ammirato da André Breton, che lo definì «il più grande magnetizzatore moderno», e poi da Jean Cocteau, Louis Aragon, Michel Leiris, Paul Éluard, e successivamente da Georges Perec.

Dopo un lungo oblio venne riscoperto negli anni Cinquanta del Novecento da Alain Robbe-Grillet, e venne considerato il precursore della letteratura potenziale, cara alla corrente letteraria OuLiPo: l'idea fondante è che il darsi regole o schemi a priori, ossia delle costrizioni (contrainte) artificiali, sia uno stimolo alla creatività spesso molto più efficace della libertà, considerata comunque illusoria: poiché non è possibile prescindere da alcune imposizioni culturali, vale la pena esplorarne le potenzialità dandosi dei vincoli scelti tra i più efficaci per l'elaborazione di un'opera d'arte. Confrontando questa visione del mondo con l'approccio alla scrittura di Roussel si può vedere la somiglianza. Anche la letteratura combinatoria ha avuto in Roussel un riferimento importante.

Roussel influenzò anche gli autori del nouveau roman, e nel mondo anglosassone possiamo ricordare la scuola dei poeti newyorkesi: John Ashbery, Harry Mathews, James Schuyler, e Kenneth Koch, quest'ultimo autore del magazine Locus Solus.

Oggi Roussel è considerato un importante sperimentatore di inizio Novecento e si pensa abbia avuto una influenza effettiva su alcune correnti artistiche, in particolare letterarie. In tempi recenti, nel 1989, un faldone contenente numerosi documenti e manoscritti di Raymond Roussel è stato ritrovato: si sono scoperti testi inediti dell'autore e in particolare La Seine, che divenne oggetto di un adattamento teatrale al Festival di Avignone, opera trasmessa in differita da France Culture.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Segue una bibliografia parziale delle opere tradotte in italiano, per la bibliografia completa si rimanda alla voce in francese.

  • Locus solus seguito da Come ho scritto alcuni miei libri, con il saggio Concezione e realtà in Raymond Roussel di Michel Leiris, Torino, Einaudi, 1975
  • Teatro. Raymond Roussel, introduzione e traduzione di Brunella Schisa, Torino, Einaudi, 1982 ISBN 88-06-05461-9
  • Impressioni d'Africa, introduzione di John Ashbery, Milano, Rizzoli, 1982

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

Trasmissioni televisive[modifica | modifica sorgente]

  • Un Siècle d'écrivains, France 3, h.23.00 del 15 maggio 1996.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ François Caradec, La vie de Raymond Roussel
  2. ^ Fonte: Note d'intention di Jean-Jacques Pauvert
  3. ^ Simon During, Foucault and Literature, Londra e New York, Routledge, 1992, pp.73-76. ISBN 0-415-01242-2
  4. ^ François Caradec, Raymond Roussel, Fayard, 1997, pag. 123: «Ce qui semble avéré en tous cas, et que plusieurs témoins ont confirmé à Michel Leiris, c'est que jamais il ne coucha avec une femme. Il ne l'aurait toléré à aucun prix.»
  5. ^ [1]
  6. ^ Come tra Impression d'Afrique e impressions à fric.
  7. ^ in Locus Solus, Torino, Einaudi, 1982, pp. 265-266. Traduzione a cura di Valerio Riva e Paola Decina Lombardi.

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