Raymond Moody

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Raymond A. Moody jr. (Porterdale, 30 giugno 1944) è un medico, psicologo e parapsicologo statunitense, noto per i suoi studi sugli stati di premorte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato filosofia all'Università della Virginia dove si è laureato nel 1967 e ha conseguito il dottorato nel 1969. In seguito ha conseguito un dottorato in psicologia e una laurea in medicina presso il Medical College della Georgia. Ha lavorato anche come psichiatra forense nell'ospedale psichiatrico di massima sicurezza di Milledgeville in Georgia.[1]

Nel 1998 si è aggiudicato la cattedra sugli studi della coscienza all'università di Las Vegas, in Nevada. Sposato tre volte, vive a Las Vegas con l'attuale moglie e il figlio adottivo.

Ha pubblicato testi e raccolto informazioni e testimonianze sulle esperienze ai confini della morte - note anche come "NDE" (acronimo dell'espressione inglese "Near Death Experience", a volte tradotta in italiano come "esperienza di pre-morte") - che vengono riferite, in un certo numero di casi, da soggetti che avevano ripreso le funzioni vitali dopo aver sperimentato, a causa di gravi malattie o eventi traumatici, le condizioni di arresto cardiocircolatorio e respiratorio.

Il suo testo del 1975, La vita oltre la vita (pubblicato in Italia nel 1977, ha venduto 20 milioni di copie in tutto il mondo[2]: prima di lui, soltanto Elisabeth Kubler Ross, anch'essa estranea alla tradizione dello spiritismo, aveva affrontato tali questioni, raccogliendo e analizzando sistematicamente le testimonianze, anche se si era poi dedicata alla psicotanatologia, e in particolare alla teoria dell'elaborazione del lutto.

Gli studi di Moody, abbandonato l'approccio spiritista del periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo in favore di un esame sistematico delle testimonianze sulle NDE, hanno suscitato l'interesse di altri studiosi, che hanno analizzato il fenomeno confermando le testimonianze da lui raccolte o avanzando anche ipotesi differenti.

Nel 2001 la rivista medica The Lancet pubblicò l'articolo di un'équipe olandese, coordinata dal cardiologo Pim van Lommel, riguardante uno studio condotto su 344 pazienti che erano stati rianimati, dopo un arresto cardiaco, nelle unità coronariche di dieci ospedali olandesi: 62 pazienti, considerati clinicamente morti, avevano avuto una NDE[3].

Dal 2008 il dott. Sam Parnia, professore assistente di terapia intensiva all’Università Statale Stony Brook di New York, in collaborazione con il dott. Peter Fenwick e i professori Stephen Holgate e Robert Peveler dell'Università inglese di Southampton, è alla guida del programma AWARE ("AWAreness during REsuscitation" ovvero "Consapevolezza durante la rianimazione"), la ricerca sulle NDE più estesa mai condotta che coinvolge ormai ben 25 ospedali tra Regno Unito, Europa centrale, Stati Uniti, Brasile e India.[4]

La psicologa e parapsicologa Susan Blackmore ha ipotizzato che le sensazioni percepite dai soggetti durante le esperienze di pre-morte siano allucinazioni causate dall'attività neurologica del cervello sofferente.

Nel suo libro L'ultimo sorriso (The Last Laugh, 1999), Moody "raccoglie le riflessioni che gli editori commerciali hanno eliminato dai suoi lavori nel corso di vent'anni", e considera "un'esagerazione" lo slogan "La prova scientifica della vita oltre la morte!", utilizzato dalle case editrici sulle copertine dei suoi libri.[5]

Pur essendo credente[6], Moody non ha mai rinunciato a dare un taglio aconfessionale ai suoi libri, affermando di non aver mai voluto dimostrare l'esistenza della vita dopo la morte, cosa da lui ritenuta non possibile con le attuali conoscenze scientifiche.[7][8]

Dopo gli studi pionieristici sulle NDE, il dottor Moody ha allargato le sue ricerche, considerando anche l'ipnosi regressiva, con la quale avrebbe ottenuto nei suoi pazienti il ricordo di presunte vite passate, nell'ambito della psicoterapia dei traumi psicologici; inoltre ha studiato la cristallomanzia e la psicomanzia, per consentire il presunto contatto con i defunti ai pazienti nella fase dell'elaborazione del lutto. Ha in seguito studiato le esperienze di morte condivisa, nelle quali ha trovato analogie con le NDE. Ha raccolto le ricerche in libri dedicati ai singoli studi, ripercorrendo il cammino fatto nel testo autobiografico Una scia di infinite stelle (Titolo originale: Paranormal. My Life in Pursuit of the Afterlife, 2012).[9]

Raymond Moody, oltre a continuare le ricerche e a scrivere libri, è spesso ospite in talk-show statunitensi e partecipa nelle università a conferenze sulle NDE in qualità di relatore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raymond Moody e Paul Perry, Una scia di infinite stelle, Casa Editrice Corbaccio, 2014, p. 114
  2. ^ Dal sito della casa editrice Corbaccio
  3. ^ Antonio Socci, Tornati dall'Aldilà, Rizzoli, 2014, p. 108
  4. ^ Sam Parnia: il medico che fa rivivere i morti
  5. ^ Raymond A. Moody Jr., L'ultimo sorriso, Mondadori, 2001, p. 11
  6. ^ Raymond Moody e Paul Perry, opera citata, p. 215
  7. ^ Raymond A. Moody jr, La vita oltre la vita, Oscar Mondadori, 1980, p. 10
  8. ^ Raymond Moody e Paul Perry, op. cit., p. 79
  9. ^ Raymond Moody e Paul Perry, op. cit., capp. 12/13/14 (ipnosi regressiva e vite passate), capp. 16/17/18/19 (critallomanzia e psicomanzia), capp. 22/23 (esperienze di morte condivisa)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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