Società Cooperativa Ravenna Sport
| S.C. Ravenna Sport Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Leoni, Giallorossi | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Dati societari | ||||
| Città | Ravenna | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Promozione | |||
| Fondazione | 1913 | |||
| Rifondazione | 2001 | |||
| Rifondazione | 2012 | |||
| Stadio | Bruno Benelli (12.020 posti) |
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| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 titolo di IV Serie | |||
| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
La Società Cooperativa Ravenna Sport è la principale squadra di calcio della città di Ravenna. Gioca le partite casalinghe nello Stadio Bruno Benelli di Ravenna, e i suoi colori sociali sono il giallo ed il rosso. Nel campionato 2012-13 milita in Promozione Emilia-Romagna.
Fondata nel 1913 come Unione Sportiva Ravenna, la società è fallita nel 2001 e rifondata come Ravenna Calcio. Il 29 giugno 2012 è stata anch'essa dichiarata fallita dal Tribunale di Ravenna, e di conseguenza radiata dalla Federcalcio il 25 luglio.[1]. Al suo posto è nata una nuova associazione chiamata provvisoriamente Ravenna Sport 2019, che è stata ammessa in Promozione, il secondo campionato regionale. Mai in quasi cent'anni di storia, il calcio ravennate era sceso così in basso.
Storia [modifica]
Dopo numerose stagioni tra Promozione, Terza Divisione, Seconda Divisione, Prima Divisione e Serie C, il club fece la sua prima apparizione nel mondo professionistico del calcio nel 1957-1958 con la prima partecipazione alla Serie C riformatasi nel 1953. Chiuse questo campionato al terzo posto, ad un punto dalla conquista della Serie B. Per tutti gli anni sessanta la squadra militò in Serie C, terminando fra l'altro il campionato nel 1962 al quinto posto a tre punti dalla promozione. Seguirono poi diversi campionati di basso profilo, spesso chiusi nelle retrovie ma con la salvezza. Infine, nel 1971, il Ravenna terminò al ventesimo e ultimo posto nella classifica di terza serie e retrocesse in Serie D. Subito promossi, tornarono a lottare per la salvezza per alcune stagioni fino alla nuova retrocessione, ancora con un ventesimo posto, nel 1976.
Gli anni ottanta [modifica]
Il ritorno in C avvenne nel 1983, con un breve approdo alla Serie C2. Dopo un primo, discreto campionato, arrivò la nuova retrocessione in Interregionale. Tornata in C2 nel 1985-1986, si classificò sesta, miglior risultato fino al quarto posto del 1991, dopo alcuni anni sempre in quarta serie. La stagione 1989-90 vede i ravennati per la prima volta inseriti nel Girone Nord della Serie C2, con in panchina Marino Perani, ex bandiera del Bologna, per una parte del cammino.
La florida era Corvetta (1990-2001) [modifica]
Con il campionato 1990-91, arriva una decisa svolta per la formazione di Ravenna, con l’approdo alla presidenza della Famiglia Corvetta, armatori locali, con in testa il "vulcanico" Daniele, che prepara un programma ambizioso per il sodalizio giallorosso. Chiama infatti due ex bandiere del Verona dell’era Garonzi: come D.T. Giancarlo Cadè, una vecchia volpe dei campi di gioco, ed in panchina Pier Luigi Busatta, con alle spalle una buona esperienza nel settore giovanile dei gialloblù. Arrivano il portiere De Grandi, il centrocampista Antonioli dalla Solbiatese, l’esterno Dal Balcon e, per la linea mediana Pavanel, Melotti e Pederzoli. In attacco Corrado Baglieri e l’ex bomber del Cesena, Oliviero Garlini. Il Ravenna sfiora la promozione, rimanendo a lungo a lottare con le prime, ma alla fine ha la meglio il Palazzolo con 3 punti di vantaggio e per 2, la coppia Spal-Solbiatese, che si giocherà poi lo spareggio promozione.
Gli anni novanta furono quindi inizialmente positivi, con la promozione in Serie C1 al termine della stagione 1991-1992 e il bis nel 1992-1993 con la vittoria del campionato di C1 e la prima storica promozione in Serie B. Nella stagione 1992-1993, Corvetta non vuole lasciarsi sfuggire il salto di categoria, affidandosi all’allora quasi esordiente Gigi Delneri. Nella rosa diversi giocatori importanti: in difesa Stefano Sotgia, Marcello Marrocco e Stefano Torrisi, a centrocampo con sempre Antonioli in regia e Rodolfo Giorgetti, in attacco il fantasista Enrico Buonocore (idolo della tifoseria) e Cosimo Francioso. I ravvennati, centrano la storica promozione in C1, senza particolari problemi, davanti al Leffe e staccando le altre concorrenti, Mantova e Varese su tutte. In C1, Corvetta si affida in panchina ad un altro tecnico di belle speranze, Francesco Guidolin, che basandosi sul blocco della stagione precedenze, schiera tra i pali un giovane Francesco Toldo, in attacco l’ariete Loris Pradella, ideale terminale per il gioco di Buonocore e Francioso, supportati a loro volta dall’esterno, Cristiano Scapolo. Un cammino importante con un ottimo gioco, porta i giallorossi in testa, che per alcune giornate possono contare anche sulla classe di Lamberto Zauli. Alla fine il Ravenna centra l’ennesimo doppio salto della sua storia passando, per la prima volta in Serie B con il Vicenza.
La prima storica stagione in Serie B (1993-1994) [modifica]
L'impatto con il campionato cadetto non fu molto positivo e la squadra retrocesse subito, in virtù del 18º posto finale. La società si affidò inizialmente per la panchina all'ex Genoa Claudio Onofri, e dopo sette giornate passa all'esperto Pierluigi Frosio, con dietro alla scrivania un certo Beppe Marotta, mantenendo gran parte della rosa della stagione precedente, a cui si aggiungono Enrico Cucchi, in porta Davide Micillo ed in avanti una coppia formata da Tacchi (III°) e Christian Vieri. I 12 goal realizzati da "Bobo" però, non bastano alla salvezza ed arriva la retrocessione in C1.
La transizione nella terza serie (1994-1996) [modifica]
Dalla C1, si riparte sempre dietro le quinte con Marotta e Rino Foschi, che torna ad occupare la carica di D.S., ed in panchina un altro emergente, Alberto Cavasin. La squadra perde i goal di Vieri, ma trova quelli di Fabris e di Insanguine. In porta c'è Domenico Doardo ed in difesa William Viali, oltre alla solita verve di Buonocore a centrocampo, dove in cabina di regia troviamo il legnanese Massimo Gadda, che supporta la manovra di Lamberto Zauli, tornato dal Crevalcore. Cavasin viene però esonerato ed al suo posto arriva Adriano Buffoni. La squadra centra i play-off, con il 5° posto, ma viene superata in semifinale dalla Pistoiese (0-0 e 0-1).
Nella stagione seguente la squadra viene affidata ad un vero esperto della categoria come Giorgio Rumignani, che mantiene l’ossatura della squadra, inserendo in difesa Vittorio Mero, prelevato dal Crevalcore, oltre ad un vero totem della categoria come Giuseppe Pregnolato, fresco di promozione in B con la Pistoiese. In attacco arriva Stefan Schwoch dal Livorno. Con questi elementi in campo ci sarà il ritorno in Serie B, con la promozione conquistata con largo anticipo, trascinata dai 21 gol di Schwoch e dalle giocate di Zauli, che sigla anche 6 reti.
Il lustro trascorso nella serie cadetta (1996-2001) [modifica]
In B, la Famiglia Corvetta, affida la squadra ad un altro “emergente”, di sicuro valore, come Walter Novellino, inserendo in rosa, che rimane la stessa giocatori di esperienza, come Iachini e Luppi, centrando così la miglior stagione in serie cadetta, con l’8° posto, nonostante i 3 punti di penalizzazione.
Nel 1997-98, in panchina troviamo Sandreani, gli innesti più importanti sono in difesa Sean Sogliano e per il centrocampo, il capelluto ex Inter ed Ancona, Felice Centofanti, Ciccio Dell’Anno, e Bergamo (ex Padova, Modena) . La squadra naviga in brutte acque, e viene affidata a Santarini, che la conduce in salvo.
Nal 1998-99 Santarini è confermato in panchina, per una squadra che può contare sull’estro di Polesel, ma che presto finisce per sentire il richiamo della sua laguna veneta, oltre che del bomber Silenzi in avanti, di ritorno dalla sua esperienza in Inghilterra. Campionato concluso al 10° posto.
Nel 1999-00 tocca ad Attilio Perotti, la guida tecnica; tra i giocatori in porta Cervone, in avanti la coppia Murgita e Grabbi, con il Ravenna che si conferma ancora a metà classifica.
Nella stagione 2000-2001, la squadra arriverà in fondo alla classifica, con ben quattro allenatori succedutesi in panchina e una girandola di giocatori, un mix tra vecchi marpioni in odore di ritiro (Gilbert Bodart, Rosario Pergolizzi, Filippo Dal Moro, Andrea Bergamo, Michele Gelsi, Cristiano Scapolo, Andrea Silenzi), giovani speranze in prestito (Marco Rigoni, Georgios Vakouftsis), un paio di stranieri di non eccelso livello (Jorge Casanova, Krassimir Chomakov, Paquito, Alexandros Kaklamanos) e qualche altro elemento esperto della categoria (Massimiliano Corrado, Giovanni Serao, Emiliano Biliotti). Il disatroso comapionato si conclude al diciannovesimo ed ultimo posto, con conseguente scivolone in C1, anticamera del fallimento.
Il primo fallimento e il Ravenna Calcio (2001) [modifica]
Il buon decennio dei giallorossi, pertanto, si chiuse mestamente: dopo la retrocessione in Serie C1, nel luglio dell'estate del 2001, la vecchia Unione Sportiva Ravenna fu poi esclusa da tutti i campionati per eccesso di indebitamento - situazione che si protaeva da tempo[2] - ed avviata dal Tribunale cittadino al fallimento. Una brutta storia che si aggiunge anche alla tragedia di Fernando Torcal Cabal, proprietario della Continental spagnola che aveva da poco acquistato il club giallorosso, che morì a brevissima distanza dall'affare a causa di un infarto. Pertanto, un gruppo di imprenditori locali si rimbocca le maniche e si mette all'opera per la ricostruzione, ottenendo l'ammissione di una nuova società, denominata Ravenna Calcio, al campionato di Eccellenza. Con un chiaro obiettivo minimo: tornare al più presto tra i professionisti, raggiunto dopo due promozioni consecutive (Eccellenza 2001-2002 e Serie D 2002-2003). Nell'anno della "rinascita" a far parte della "rosa" c'è anche il capitano Giuseppe Pregnolato, che rimase nonostante il terzo salto all'indietro. Grazie ai due campionati vinti consecutivamente tornò a giocare fra i professionisti solo dal 2003-2004 in Serie C2 sfiorando l'accesso ai play-off, che vinse invece l'anno seguente dopo il secondo posto in campionato.
La gestione Ferlaino (2003-2004) [modifica]
All'atto del ritorno tra i professionisti, la società viene rilevata, dal 1º luglio 2003, dal Gruppo Ferlaino, con in testa l'ex Patron del Napoli Corrado, per 1,3 milioni di Euro. Il 26 luglio viene nominato Presidente il figlio Luca. Tra i componenti del nuovo C.d.A. Monica Mero Porzio (moglie di Vittorio Mero, lo scomparso giocatore del Brescia e prima ancora dello stesso Ravenna) e l’attore Peppe Quintale, con la collaborazione di Massimo Matteucci (Presidente della CMC, sponsor del club).[3]. In campo, tra gli altri, tornano Gianluca Luppi ed Enrico Buonocore. I piani sono ambiziosi, ma dopo tre giornate, il tecnico delle promozioni, Gadda, viene esonerato per far posto a Osvaldo Jaconi, un tecnico di spessore per la categoria. La squadra però va avanti a suon di pareggi e la squadra precipita conseguentemente nel calderone dei play-out. Inevitabile il nuovo cambio, con il ritorno di Gadda. I risultati continuano a non arrivare, cominciano a girare strane voci sullo stato di salute della società. Luca Ferlaino annuncia le sue dimissioni, i calciatori restano a secco di liquidità dopo essersi anche auto-sospesi lo stipendio. Con un incredibile sprint finale, la squadra risale fino a sfiorare i play-off per un solo punto, conquistando il sesto posto finale. In estate Corrado Ferlaino, deluso dai risultati, annuncia l'intenzione di cedere, cercando comunque di risolvere le pendenze con i tesserati che impongono alcune condizioni che non vengono digerite dal Presidente, il figlio Luca, tanto da indurgli a minacciare di mettere la società in liquidazione. Sarà l'intervento di Gianni Fabbri, un imprenditore locale nel campo dell'impiantistica elettrica, a scongiurare un secondo fallimento a distanza di pochi anni, che acquista la società giallorossa dai Ferlaino[4] per 600.000 Euro.
L'era Fabbri e il brevissimo ritorno nel torneo cadetto (2004-2011) [modifica]
Nel campionato 2005-06 in serie C1, girone A, si classificò al tredicesimo posto, evitando così anche gli spareggi per la retrocessione. Nel campionato 2006-2007 vinse il girone B della serie C1 e venne promosso in serie B con un turno di anticipo (pareggiando 0-0 a Teramo) dopo un duello di alcuni mesi con l'Avellino, qualificatosi per i playoff.
Il ritorno in Serie B coincide con un campionato non particolarmente positivo. La stagione 2007-2008 inizia bene ma, al termine delle 42 giornate, la squadra ha totalizzato solo 8 vittorie, 11 pareggi e 23 sconfitte, collezionando 35 punti e classificandosi in ventesima posizione, terzultima. Con tale modesto ruolino di marcia i giallorossi sono nuovamente retrocessi e disputano il campionato 2008-2009 in Lega Pro Prima Divisione, finendo terzi al termine della stagione regolare (gironi di andata e di ritorno), dietro al Cesena e alla Pro Patria Busto Arsizio, ma terminando, a sorpresa, i play-off promozione in semifinale contro la quarta classificata, il Padova, vincitrice nella gara di ritorno a Ravenna per 2-1. Molte, però, sono le note positive di quella stagione, tra cui l'approdo dell'allenatore Gianluca Atzori in serie A nel Catania e la vittoria della classifica dei cannonieri da parte del bomber Francesco Zizzari, passato poi al Pescara.
L'inizio della stagione 2009-2010 viene subito compromesso dal decesso dell'attaccante di origine albanese Filipi, morto all'età di 20 anni in un incidente stradale a Cervia, mentre era in compagnia di Scappini. Questo avvenimento influenzerà il campionato dei giallorossi. Dopo un girone d'andata chiuso a ridosso della zona play-off, la squadra crolla nel girone di ritorno, vincendo appena 1 delle 17 partite, ma conquistando ugualmente la salvezza diretta.[5]
La stagione 2010-2011 vede il Ravenna partire bene in campionato e disputare un buon girone d'andata, ma nel girone di ritorno si ha un calo che porta a risultati altalenanti e discontinui. All'ultima giornata, con una posizione di metà classifica, la squadra vince, ma poi arriva una caduta nel peggiore dei modi: 7 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative fanno crollare rovinosamente i romagnoli al quattordicesimo posto, condannandoli a disputare i playout in una posizione che avrebbe dovuto essere occupata dal Pavia. Il Ravenna conquista comunque, un posto in Prima divisione anche per la stagione successiva: infatti, dopo la sconfitta per 0-1 in Alto Adige, vince 2-1 al Benelli con un gol realizzato al 95' su rigore e, sfruttando il vantaggio derivante dal miglior piazzamento in classifica, condanna il Südtirol alla Seconda divisione.
Il breve interregno di Sergio Aletti (2011-2012) [modifica]
Lo Scandalo Scommesse scoppiato nell'estate 2011 che ha portato all'arresto del Direttore Sportivo Giorgio Buffone e ha visto tra gli indagati molti personaggi legati all'organigramma societario, accelera la cessione del club che passa dalle mani di Gianni Fabbri al Gruppo Aletti che si concretizza il 1º luglio 2011 con l'ufficialità di Sergio Aletti come nuovo Presidente. Per intraprendere questa nuova sfida in prima persona, Aletti ha rimesso gli incarichi da membro del C.d.A. e da vicepresidente del Cesena Calcio, facendo così venir meno ogni vincolo di tipo federale. In tale occasione il nuovo Presidente ebbe a dire: «Non potrò mai dimenticare le emozioni di quest'ultimo periodo. Ringrazio Igor Campedelli e i suoi più stretti collaboratori per il lavoro fatto insieme. Da parte mia sentivo la necessità di misurarmi in una nuova vibrante sfida, nella speranza che possa essere piena di soddisfazioni come quella che per me si è chiusa oggi. Auguro a Igor Campedelli e al Cesena Calcio il miglior prosieguo nella massima categoria».[6]
Il 18 luglio 2011 il Consiglio Federale decide di non ammettere il club giallorosso nei campionati professionistici per un ritardo di 2 giorni nei pagamenti, la società presenta subito ricorso dichiarandosi ottimista, ma il 25 luglio arriva la conferma della non ammissione. Inoltre il 9 agosto viene escluso dal campionato di competenza come condanna per lo scandalo Scommessopoli. In base a questi fatti, il 12 agosto, viene iscritto in Serie D. Ma la squadra disputa un campionato fallimentare, culminato con la retrocessione in Eccellenza a seguito della disputa dei play-out con la Virtus Pavullese. Dopo il 2-2 dell'andata, infatti, il 26 maggio al “Benelli” va in scena l’ultimo, drammatico, capitolo della stagione più travagliata per la storia dei colori giallorossi. Ai quali sarebbe bastato anche un pareggio per salvare la categoria: e invece finiscono per perdere in casa 2-3, con rigore decisivo realizzato al 95' dagli ospiti: ovvero, il modo più beffardo per salutare la Serie D. Dopo l'amarezza della retrocessione sul campo, il 29 giugno 2012 il Ravenna viene dichiarato fallito per la massa debitoria dal tribunale di Ravenna e cancellato da tutti i campionati italiani.
Il secondo fallimento e la nascita del Ravenna Sport (2012) [modifica]
A seguito dell'esclusione da tutti i campionati del Ravenna Calcio, nel luglio 2012 il Sindaco della città romagnola, Fabrizio Matteucci, crea una nuova società cooperativa, denominata provvisoriamente Ravenna Sport 2019, che viene iscritta al campionato di Promozione Emilia-Romagna.[7]. L'anno indicato nella denominazione è un chiaro riferimento a quello in cui la città romagnola potrebbe diventare "Capitale Europea della Cultura"[8]. Il nuovo allenatore è il romagnolo Angelo Affatigato, classe 1976, alla sua prima esperienza in panchina, ex giocatore giallorosso (era nella "rosa" nella stagione precedente, quella del fallimento, e vi giocò anche dal 2003 al 2007). Dopo un campionato pieno di vittorie e con una sola sconfitta, il Ravenna, battendo per 2-1 in trasferta la Sant'Ermete Sanvitese, ottiene con quattro giornate d'anticipo, il 21 aprile 2013, la promozione in Eccellenza.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria del Ravenna Calcio | |
|---|---|
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Campionati nazionali [modifica]
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
B |
7 | 1993-1994 | 2007-2008 |
C |
54 | 1927-1928 | 2010-2011 |
D |
15 | 1928-1929 | 2011-2012 |
Eccellenza |
7 | 1953-1954 | 2001-2002 |
Promozione |
1 | 2012-2013 | 2012-2013 |
In 84 stagioni sportive disputate a livello federale a partire dall'esordio nel DDIN nel 1927, compresi 11 campionati di Serie C2. Sono escluse le stagioni nelle quali il Ravenna partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Emiliano antecedentemente al 1927.
Presidenti e Allenatori [modifica]
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Unione Sportiva Ravenna Ravenna Calcio
Ravenna Sport |
Tifoseria [modifica]
A Ravenna il tifo organizzato nacque ufficialmente nel 1982, quindi molto più tardi rispetto ad altre realtà corregionali, con l’avvento dei Supporters Ravenna, primo gruppo a fare capolino nella città dei mosaici. Nel 1985 nacque il Porky’s Group, che andò saldamente ad affiancarsi al gruppo pioniere. Durante gli anni ottanta si formarono altri gruppi minori che ebbero vita relativamente breve; tra questi meritano una menzione i Devils Supporters e gli Sconvolts. I primi anni novanta coincisero con la grande scalata alla Serie B, che entusiasmò una città che aveva vissuto il calcio come un elemento marginale ed animò la Curva Nord. Nacque la Fossa Bizantina, che diventò ben presto il gruppo trainante della tifoseria. In seguito venne contornata da una miriade di piccoli gruppetti, tra i quali spiccavano i Viking, la Gioventù Bizantina, il Bigfoot Group, il Funky Group, le Screaming Girls, il Nucleo Ribelle, il Gruppo della Madonna e la Brigata Sclerotica. Nel 1994 gli esponenti di questi ultimi tre gruppi, assieme a quelli della Fossa Bizantina, presero la decisione di riunirsi e di accorpare le diverse piccole realtà che costellavano la curva sotto la denominazione di Ultras Ravenna, gruppo tuttora saldamente alla guida della realtà ultras giallorossa. Il fallimento del 2001 non modificò, se non numericamente, l’assetto del tifo ravennate. Tra i gruppi di vecchia data solo il Porky’s Group, che raggruppa ad oggi sostanzialmente la “vecchia guardia” del tifo giallorosso, sopravvive ufficialmente anche ai giorni nostri a fianco del gruppo principale. I Viking, gruppo nato un decennio fa e lentamente appassitosi negli anni a seguire, è ufficialmente ricomparso quest’anno al seguito della compagine romagnola. Un paio di sezioni satellite degli Ultras Ravenna, Solarolo Crew e San Bartolo, completano il mosaico della Curva Nord. Dal momento della sua tragica morte, avvenuta nel 2002 a seguito di un incidente stradale, la Curva è intitolata a Vittorio Mero, compianto giocatore giallorosso e capitano ai tempi della Serie B.
Gemellaggi [modifica]
L'unico gemellaggio ufficiale rimane quello con la tifoseria del Vicenza.
Amicizie [modifica]
Le amicizie più sentite sono quelle con i ragazzi di Bologna, di Lucca e di Salerno.
Rivalità [modifica]
Le rivalità più forti sono quelle con i vicini cesenati e ferraresi. Ulteriori rivalità da menzionare quelle con i corregionali forlivesi e riminesi, nonché numerose altre tra le quali spiccano trevigiani, padovani, veneziani, anconetani e rosetani.
Cesena
Forlì
SPAL
Verona
Ancona
Venezia
Padova
Modena
Siena
Rimini
Pescara
Sambenedettese
Reggiana
Pro Patria
Spezia
Mantova
Piacenza
Triestina
Rosetana
Brescia
Perugia
Gubbio
Massese
Carpi
Vis Pesaro
Bellaria
Treviso
Pistoiese
Cavese
Empoli
Giocatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Ravenna Calcio. |
Note [modifica]
- ^ FIGC
- ^ Ravenna, quando il calcio fa crac: debiti, disagi e stipendi fantasma Repubblica.it, 31-03-2001.
- ^ Ferlaino Junior è il nuovo Presidente del Ravenna La Tribuna di Treviso, 26-07-2003.
- ^ Domenico Varavallo - Il Ravenna non è più di Ferlaino TuttoNapoli.net, 06-07-2004.
- ^ Tragedia a Ravenna. Investito l'attaccante Filipi, gazzetta.it, 19 settembre 2009. URL consultato in data 19 settembre 2009.
- ^ Sergio Aletti è ufficialmente il nuovo Presidente del Ravenna Calcio Ravennanotizie.it, 02-07-2011.
- ^ Il Ravenna riparte dalla Promozione Quotidiano.net, 19-07-2012.
- ^ Nasce "Ravenna Sport 2019", cooperativa che gestirà il Ravenna Ravennaedintorni.it.
- ^ Il Ravenna Calcio inizia a prendere forma Romagnanoi.it, 23-08-2012.
Collegamenti esterni [modifica]
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it
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