Rauvolfia

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Rauwolfia
Starr 030628-0122 Rauvolfia sandwicensis.jpg
Rauvolfia sandwicensis
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Gentianales
Famiglia Apocynaceae
Sottofamiglia Rauvolfioideae
Tribù Vinceae
Sottotribù Rauvolfiinae
Benth. & Hook.f., 1876
Genere Rauvolfia
L., 1753
Sinonimi

Rauwolfia

Specie

vedi testo

Rauvolfia L., 1753 è un genere di piante sempreverdi della famiglia delle Apocynaceae[1], diffuso prevalentemente nei paesi della zona tropicale e subtropicale.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il genere è diffuso nella zona tropicale di America, Africa e Asia e Oceania [2].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Comprende le seguenti specie[1]:

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Rauvolfia serpentina era anticamente usata dagli indigeni[di quale area geografica?] per curare l'avvelenamento da morso di serpente e le punture degli scorpioni, è compresa nella medicina greco-araba e nei testi antichi indiani sempre come antidoto.[3] Contiene diverse sostanze bioattive, come ajmalina, deserpidina, rescinnamina, serpentinina, yohimbina e reserpina: quest'ultimo alcaloide è stato ampiamente usato come farmaco antipertensivo, ma oggi è stato sostituito da altri farmaci per gli effetti indesiderati sul SNC (parkinsonismo iatrogeno, forte depressione) dovuti al depauperamento delle scorte di serotonina e dopamina. Per questi motivi, la reserpina è utilizzata solo in laboratorio.

Altre piante di questo genere sono usate sia nella medicina occidentale sia nell'Ayurveda, nell'Unani, e nella medicina popolare. Gli alcaloidi contenuti riducono la pressione arteriosa, deprimono l'attività del sistema nervoso centrale, ed hanno azione ipnotica.

Donne gravide o presunte tali non dovrebbero ingerire preparati di Rauvolfia, che possono essere dannosi anche in soggetti con malattie croniche (ulcere gastroduodenali, reflusso esofageo, colite ulcerosa, colite spastica, diverticolosi...).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Rauvolfia in The Plant List. URL consultato il 17 settembre 2014.
  2. ^ (EN) Rauvolfia in Kew World Checklist of Selected Plant Families. URL consultato il 17 settembre 2014.
  3. ^ "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.71

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lewis, W. H. and M. P. F. Elvin-Lewis. (2003). Medical Botany. Hoboken: Wiley. pg 286

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