Rattus nativitatis

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Ratto bulldog
Mus nativitatus.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto [1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Muridae
Sottofamiglia Murinae
Genere Rattus
Specie R.nativitatis
Nomenclatura binomiale
Rattus nativitatis
Thomas, 1888

Il Ratto bulldog (Rattus nativitatis Thomas, 1888) era un roditore della famiglia dei Muridi vissuto in epoca storica sull'Isola del Natale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Roditore di grandi dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 202 e 275 mm, la lunghezza della coda tra 140 e 182 mm, la lunghezza del piede tra 50 e 55 mm e la lunghezza delle orecchie tra 18 e 25 mm.[3]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è lunga, densa e ruvida. La testa è insolitamente piccola e delicata. Le parti superiori sono bruno-grigiastre scure. Le parti ventrali sono solo leggermente più chiare, talvolta è presente una macchia biancastra sull'addome. Le zampe sono larghe e robuste, gli artigli delle mani sono grandi e larghi. Le orecchie sono piccole. La coda è più corta della testa e del corpo, è tozza, praticamente priva di peli ed uniformemente bruno-nerastra. Ci sono 7-8 anelli di scaglie triangolari per centimetro. Le femmine hanno 3 paia di mammelle inguinali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si trattava di una specie notturna e fossoria, che viveva in piccoli gruppi in tane, spesso tra le radici di tronchi e talvolta in tronchi di palme da sago cadute.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutriva di frutta selvatica, germogli e bacche.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è vissuta sull'Isola di Natale fino presumibilmente agli inizi del XX secolo.

Viveva probabilmente nelle foreste che coprivano le colline dell'isola.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato che nessun esemplare è stato più osservato dal 1898 ed ogni successivo tentativo di localizzarlo è fallito, classifica R.nativitatis come specie estinta (EX).

Già a partire del 1898 la popolazione era in declino, sebbene non fosse mai stata abbondante sull'isola come l'altra specie nativa di ratto, Rattus macleari. Probabilmente era confinata sulle colline, dove appariva essere relativamente numerosa. Nel 1908, Andrews, dopo falliti tentativi di catturarne almeno un individuo, dovette constatare la scomparsa e decretarne l'estinzione. La rapidità con cui la specie passò da relativamente abbondante a completamente estirpata nel giro di meno di un decennio, fa supporre che la causa principale sia dovuta ad un'epidemia trasportata sull'isola dal ratto nero, introdotto accidentalmente nel 1898 dall'equipaggio della nave S.S.Hindustan. Questa ipotesi è suffragata da recenti sturi genetici effettuati sugli individui deposistati nelle collezioni dei musei di storia naturale e che evidenziano la presenza di variazioni nel DNA provocate da un tripanosoma patogeno, veicolato da un parassita proprio del ratto nero.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Lamoreux, J. 2008, Rattus nativitatis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Rattus nativitatis in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Andrews, 1900, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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