Ratifica (diritto italiano)

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La ratifica è un negozio unilaterale e recettivo con cui il rappresentato conferisce efficacia al negozio giuridico compiuto precedentemente in suo nome dal rappresentante, senza che questi ne avesse il potere (art. 1399 c.c.).[1]

Ratio[modifica | modifica sorgente]

Tale istituto giuridico nasce per supplire ad un negozio giuridico contratto dal rappresentante, in nome e per conto del rappresentato, senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli (art. 1398 c.c.)

Forma ed effetti[modifica | modifica sorgente]

La ratifica deve rivestire la stessa forma prescritta dalla legge per la stipulazione del negozio giuridico delegato. La ratifica ha effetto retroattivo, ma sono salvi i diritti acquisiti dai terzi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti normativi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per approfondire si veda Andrea Torrente e Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, Milano, Giuffrè editore, 1995, pag. 209. e Bruscaglia e Giusti, voce Ratifica (dir. priv.), in Enciclopedia del diritto XXXVIII, Milano, 1987, pag.688 e seg.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Torrente e Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, Milano, Giuffrè editore, 1995. ISBN 8814044880.
  • Bruscaglia e Giusti, voce Ratifica (dir. priv.), in Enciclopedia del diritto XXXVIII, Milano, 1987, pag.688 e seg.
  • Natoli, voce Rappresentanza (dir. priv.), in Enciclopedia del diritto XXXVIII, Milano, 1987, pag.463 e seg.
  • Stella Richter, La Responsabilità precontrattuale, Torino, UTET, 2001. ISBN 8877503696.
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