Rasputin (Anastasia)

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« Io non mi darò pace finché non vedrò la stirpe dei Romanov estinta per sempre! »
(Rasputin all'inizio del film)
Rasputin
Rasputin
Rasputin
Lingua orig. Inglese
Autore Don Bluth
Voci orig.
Voce italiana Mauro Bosco
Specie Non morto
Sesso Maschio
Abilità
  • Invulnerabilità quasi totale
  • Arti magiche (grazie al reliquiario)

Rasputin è l'antagonista del film Anastasia, diretto da Don Bluth, ed è ispirato al monaco Grigorij Rasputin, personaggio realmente esistito.

Lo spin off Bartok il magnifico del 1999 vede protagonista il pipistrello di Rasputin, il monaco non compare e non viene menzionato.

Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente è il fido consigliere dello Zar, Nicola II Romanov. Quando quest'ultimo, però, scopre le brame di potere e il tradimento del monaco, lo bandisce dal suo regno.

Rasputin, accecato dall'odio verso Nicola, maledice lui e tutta la sua famiglia, che sarebbe stata cancellata definitivamente. Decide di vendere l'anima al diavolo: in cambio avrebbe ottenuto la capacità di distruggere per sempre i Romanov; si trasforma così in un non morto dai poteri sovrannaturali (specialmente è abile nell'evocazione di strani demoni verdi), derivanti da un reliquiario di vetro, al quale la vita del monaco è legata.

Nel film è il responsabile della rivoluzione che portò allo stermino dei Romanov, e nel corso del film attenta più volte alla vita di Anastasia, essendo lei l'ultima discendente della famiglia Romanov. Nelle sue malefatte è accompagnato da un buffo pipistrello albino di nome Bartok a cui è molto affezionato, il quale, preoccupato dall'ossessione del suo padrone per i Romanov, arriva a consigliargli "Dimentichi la ragazza e si prenda una vacanza!".

Il modello di non morto a cui Rasputin sembra corrispondere è il Lich: nella tradizione fantasy infatti, il Lich è un non morto la cui vita è legata ad un oggetto (nel caso di Rasputin un reliquiario). Il suo punto di forza è quell'oggetto, ma è anche il suo punto debole, in quanto una volta distrutto per il Lich non c'è più scampo.

In quanto non-morto da quasi dieci anni il suo corpo è ormai marcio ed instabile; ne consegue che in numerose occasioni Rasputin perde uno o più pezzi del suo corpo, riattaccandosele poi, dando vita a gag divertenti nel corso del film (come nella canzone Nella Notte e del Buio da lui cantata)

Nel doppiaggio originale è stato doppiato da Christopher Lloyd, in quello italiano da Mauro Bosco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rasputin è introdotto nel film quando, dopo essere stato esiliato dallo Zar, maledice lui e tutta la sua famiglia.

In seguito il monaco vende la sua anima al diavolo, ottenendo poteri oscuri, grazie ai quali sempifica le cose ai rivoluzionari e causa così la distruzione della famiglia Romanov. Però, nel tentativo di uccidere la piccola Anastasia in fuga con la nonna, il monaco cade in un lago ghiacciato e perde il possesso del suo reliquiario; così senza più poteri, sprofonda nelle acque gelide, sotto lo sguardo impotente di Bartok.

Ma a causa del suo patto col diavolo non muore, e rimane sospeso tra la vita e la morte, in un limbo, con delle strane creature insettoidi come unica compagnia.

Il reliquiario viene poi trovato dal suo fido pipistrello Bartok, dopo dieci anni, e ritorna in possesso del suo proprietario; così Rasputin riacquista i suoi poteri e si appresta ad attentare di nuovo alla vita di Anastasia, ultima discendente della famiglia Romanov e diretta a Parigi assieme a Dimitri e Vladimir, per incontrare l'Imperatrice, sua nonna. Per sua sfortuna, però, il monaco fallisce per ben due volte.

Nel frattempo Anastasia ha raggiunto Parigi e si è ricongiunta con la nonna; al che il malvagio Rasputin la raggiunge di persona e cerca nuovamente di uccidere lei e Dimitri, con le sue arti magiche. Nel corso della lotta che ne consegue Anastasia capisce che il reliquiario magico non solo è la fonte dei poteri del perfido non morto, ma è anche il contenitore della sua vita, e dopo essersene impossessata, lo distrugge causando così la fine di Rasputin.

Realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

Rasputin era già morto al tempo dello sterminio dei Romanov, ma nel film sembra esserne incolpato e viene presentata la Rivoluzione di Ottobre come un atto del demonio.

Il suo annegamento nel lago all'inizio del film, dopo che è saltato dal ponte, cadendo su Anastasia per non farla scappare è un riferimento alla sua reale morte, avvenuta proprio per annegamento nel 1916 da parte di Jusupov e Pavlovič, che cercando di assassinarlo, lo fecero annegare.