Rappresentazioni sociali

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Le rappresentazioni sociali esprimono la "costruzione" di un oggetto sociale, modificabile e reinterpretabile da parte di una comunità. La finalità di ciò sta nel poter comunicare sull'oggetto costruito socialmente.

Lo psicologo Serge Moscovici contrappose questo concetto a quello originario di rappresentazioni collettive di Emile Durkheim.

Le rappresentazioni sociali, o teorie del senso comune, vengono costruite per la necessità di prendere decisioni importanti e per gestire la mancanza di informazioni precise, a livello individuale, su un tema di interesse collettivo.

Principio organizzatore delle rappresentazioni sociali è la percezione di responsabilità da parte dell'individuo; attraverso un processo definito oggettivazione le rappresentazioni sociali entrano nella vita quotidiana e assumono carattere di concretezza.

William Doise, in un'ottica sociodinamica che vede il legame tra le regolazioni sociali e funzionamento cognitivo quale generatore delle rappresentazioni sociali, puntualizza tre assunzioni principali:

  • Le rappresentazioni sociali possono essere considerate come principi organizzatori delle relazioni simboliche fra individui e gruppi, in quanto i diversi membri di un gruppo condividono delle conoscenze comuni sull'oggetto a cui si riferiscono nel corso delle conversazioni.
  • Si organizzano delle differenze nelle prese di posizione individuali entro l'ambito della conoscenza condivisa, in funzione della intensità della loro adesione ai vari aspetti della rappresentazione sociale.
  • Tali differenze fra le prese di posizione individuali sono ancorate alle appartenenze a gruppi, alle realtà simboliche che questi elaborano, ad esperienze sociopsicologiche condivise in diversa misura dagli individui, alle loro credenze circa la realtà sociale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuale di psicologia sociale, Giunti

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]