Aborto e religioni

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I rapporti tra aborto e religioni sono piuttosto complessi:

  • la posizione delle religioni maggiori nei confronti dell'aborto procurato è solitamente di condanna.
  • la posizione delle religioni minori è più variegata.

Ebraismo[modifica | modifica sorgente]

La Bibbia condanna l'omicidio come peccato e quindi la morte del feto, che viene già considerato essere umano, secondo la propria crescita ed evoluzione, dopo i 40 giorni dal concepimento, e l'aborto sono ritenuti peccato.[senza fonte] Pur rifacendosi ai testi della Bibbia contrari all'aborto (soprattutto Esodo 21,22-25) e ad una prassi attestata già da Flavio Giuseppe, c'è una qualche apertura sull'aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Dio stabilisce che se due uomini vengono alle mani e nella lotta colpiscono una donna incinta, causandole l'aborto o la nascita prematura del bambino, essi devono essere multati secondo il danno causato al bambino. Questi passi sono in genere datati tra il 200 a.C. ed i primi secoli dell'era cristiana. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.

Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa cattolica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bioetica cattolica.

La Chiesa cattolica, sulla base di riferimenti scritturali e apostolici, ha sempre considerato la vita un dono del Signore, e dunque un bene in sé di cui all'uomo non è dato disporre: ne consegue che l'aborto, come scelta volontaria dell'uomo volta a impedire lo sviluppo della vita, equivale ad un omicidio ed è considerato peccato mortale gravissimo. La vita di ogni essere umano è una ricchezza per l'umanità ed è un bene indisponibile per l'uomo. Anzi, questi è chiamato a difenderla dal concepimento alla morte naturale. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di contraccezione d'emergenza, che impediscono l'annidamento del concepito nell'utero materno, vengono considerati abortivi perché impediscono lo sviluppo iniziale della vita del nascituro. Papa Giovanni Paolo II ha spiegato la posizione cattolica nell'enciclica Evangelium Vitae, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74.

Nella nota del 1993 Circa l'"isolamento uterino" ed altre questioni[1], emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, si afferma che è lecito eseguire l'asportazione dell'utero, nel solo caso che il suo danneggiamento (in seguito al parto, per esempio) rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna. Questa pratica (o l'equivalente legatura delle tube) non è ammessa in mancanza di un pericolo in atto, come misura preventiva per la salute della donna in caso di gravidanza futura, perché, mancando una ragione terapeutica attuale, tale pratica si configurerebbe come «sterilizzazione diretta», sempre vietata dalla morale cattolica.

Chiesa ortodossa[modifica | modifica sorgente]

La posizione della Chiesa ortodossa, per riferimenti biblici, patristici e dottrinali coincide con quella della Chiesa Cattolica, ed è da sempre contraria all'aborto[2]; sono confermati i riferimenti biblici contrari all'aborto (p.es. Esodo 21,22-25) e i testi non-canonici del I secolo come la Didaché, la Lettera di Barnaba e l'Apocalisse di Pietro e infine il canone 91 del Concilio in Trullo, ritenendo che "l'uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento". Inoltre la Chiesa mantiene tre festività riguardanti il concepimento: l'annunciazione della Vergine Maria il 25 marzo, il concepimento di sant'Anna il 9 dicembre e le feste di Giovanni Battista detto il Precursore, che si festeggia il 23 settembre. Tuttavia, seguendo Basilio Magno, non si esclude che lo si debba praticare nel caso di pericolo per la vita della madre (come caso di eccezione).

Analoga a quella ortodossa è la posizione delle Chiese orientali antiche.

Chiese protestanti[modifica | modifica sorgente]

La posizione delle Chiese protestanti è più variegata. Lutero e Calvino sostennero che anima e corpo esistono immediatamente al momento del concepimento, mentre Melantone affermò che l'anima è data da Dio solo dopo che il corpo è formato, tesi in accordo con alcuni Padri della Chiesa, come Girolamo e Agostino, ma in realtà aristotelica. Si deve però precisare che né Girolamo né Agostino furono mai favorevoli all'aborto, infatti ritenevano, in accordo alla Chiesa Cattolica, il corpo umano, formato da Dio per ospitare un'anima, qualcosa di inviolabile perché formato da Dio per accogliere un'anima. Oggi, tuttavia, le chiese più diffuse accentuano l'importanza delle circostanze uniche che ciascuna decisione di aborto ha sulle responsabilità di chi deve scegliere, in particolare la donna, riconoscendo che il conflitto morale sull'aborto sia tragico ed ambiguo. Di conseguenza alcune Chiese condannano l'aborto[3], mentre altre lo accettano[4]. Per i luterani, ad esempio, entro una visione etica fondamentalmente a difesa della vita il cristiano si presenta davanti a Dio con la propria coscienza che non può venire delegata ad altri: la sua responsabilità è personale, anche sul concetto di vita o di morte. I battisti condividono questa visione morale, ma sono generalmente ostili all'aborto.

La Chiesa mormone ritiene la vita umana sacra e, pertanto, si oppone all'utilizzo dell'interruzione volontaria di gravidanza per ottenere benefici personali o sociali; tuttavia giustifica l'aborto in alcuni casi:

  • la gravidanza è conseguenza di violenza sessuale o incesto;
  • una competente autorità medica stabilisce che esiste un grave pericolo per la vita o la salute della gestante;
  • una competente autorità medica stabilisce che il feto, a causa di gravi malformazioni, non sopravviverà dopo la nascita.

Comunque, anche in queste rare eccezioni, la decisione di ricorrere all'interruzione della gravidanza non può essere assunta automaticamente. Le persone coinvolte sono invitate a consultare i propri dirigenti ecclesiastici locali e a ricercare la guida divina in merito tramite preghiera. La Chiesa non ha sostenuto o opposto proposte legislative o dimostrazioni pubbliche riguardanti l'aborto volontario.[5]

Chiesa anglicana[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa anglicana non ha definito una posizione ufficiale sul momento a partire dal quale la vita in sviluppo nell'utero femminile è una persona umana, e quindi santa e titolare del diritto alla vita. Solo una minoranza condivide la posizione cattolica mentre la maggioranza applica i principi di contestualizzazione tipici dell'etica anglicana nei casi di conflitto fra i diritti di persone differenti; di conseguenza, fra gli anglicani prevale l'idea che in certi casi, definiti secondo i principi succitati, l'aborto è moralmente giustificabile. (cf. Lambeth Conference Report, 1930, 16 & 1978, 10).

Testimoni di Geova[modifica | modifica sorgente]

I Testimoni di Geova, strettamente rispettosi delle prescrizioni bibliche, rimangono profondamente contrari all'aborto, pur approvando (a differenza della Chiesa cattolica) tutti i metodi anticoncezionali prima del concepimento.

Associazioni vicine al Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Vi sono organizzazioni che si richiamano al Cristianesimo, come il Movimento per la Vita in Italia e la Moral majority negli USA, che caldeggiano l'applicazione del divieto anche mediante leggi dello Stato.

Buddismo[modifica | modifica sorgente]

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Nel buddhismo l'aborto è vietato da quasi tutti i testi e tradizioni perché considerato una violenza nei confronti di un essere vivente e senziente (tranne alcuni testi che non considerano l'embrione "senziente").[senza fonte] Il XIV Dalai Lama, però, pur essendo contrario in linea di principio, si è espresso molte volte per valutare "caso per caso" e scegliere il "male minore", come, ad esempio, di fronte a problemi pratici.[6] Comunque non è possibile trovare una posizione univoca, in quanto nel buddhismo non c'è un organismo autoritativamente rappresentativo, come lo è ad esempio il Magistero della Chiesa per il cattolicesimo.

Islam[modifica | modifica sorgente]

Nell'Islam, si ritiene che il feto riceva l'anima solo dopo 120 giorni dal concepimento, tuttavia anche l'embrione è ritenuto degno di rispetto. Per questo l'aborto in generale non è consentito, ma alcune scuole fanno salvi i casi di stupro e di problemi di salute della donna incinta. Ad ogni modo l'aborto dopo il quarto mese è considerato un omicidio[7].

Induismo[modifica | modifica sorgente]

Nelle centinaia di correnti religiose dell'induismo la regola è per il no. Tuttavia si registra una certa tolleranza per i trasgressori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Circa L'"Isolamento Uterino" Ed Altre Questioni
  2. ^ Informazioni su aborto e Chiesa ortodossa su www.orthodoxwiki.org, qui un documento ufficiale.
  3. ^ Informazioni su chiese riformate contrarie all'aborto nel sito evangelico www.godandscience.org
  4. ^ Per le posizioni delle chiese riformate che accettano l'aborto si veda ad esempio la posizione della Chiesa Evangelica Valdese L'embrione, la persona, la fede
  5. ^ (EN) Abortion, Public Issues, Newsroom, sito ufficiale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
  6. ^ Dalai Lama (Tenzin Gyatso) con Howard C. Cutler - L'arte della felicità
  7. ^ Gianluca Gatta, Aborto. Una storia dimenticata, ed. Pragma, 1997, ISBN 8886202342

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]