Friarielli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Rapini)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo peperone verde nano, vedi Friarielli (peperoni).
Broccolo friariello di Napoli, Friarielli
un fascio di friarielli
un fascio di friarielli
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Campania
Zona di produzione tutte le province della Campania, in particolare zona nord-est di Napoli, basso casertano, agro nocerino sarnese e, in maniera marginale, nella Piana del Sele e le aree interne della Campania
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento P.A.T.
Settore prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
 
« 'A sasicc' è 'a mort d' 'o friariell' »
(Anonimo detto napoletano, La salsiccia è la morte dei friarielli)

I friariélli sono le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa, utilizzate in preparazioni alimentari tipiche della cucina napoletana e della cucina romana (a Roma sono chiamati broccoletti). Vengono consumati, sotto altri nomi (ad es. rapini, broccoletti, broccoli di rape, broccoli friarielli) anche in altre zone d'Italia, in Galizia (Spagna) e Portogallo (grelos) e nella cucina cinese.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcuni il nome friariello deriva dal castigliano "frio-grelos" (broccoletti invernali)[1] , mentre altri ritengono che derivi dal verbo napoletano frijere (friggere). Per friarielli si intendono anche, in vari dialetti basati sulla lingua napoletana, in particolare in Campania, i peperoni nani verdi dolci, detti puparulille friarielli (conosciuti anche come "friggitelli" nel Lazio), i quali vengono anch'essi consumati fritti[2][3].

Uso in cucina[modifica | modifica sorgente]

I friarielli vengono cucinati soffritti in olio d'oliva con aglio, sale e poco peperoncino rosso piccante. In questa forma non richiedono una preventiva lessatura, anche se alcuni la preferiscono per conferire al piatto finale una maggior tenerezza.

Come si mangiano[modifica | modifica sorgente]

Nella cucina napoletana i friarielli formano un binomio quasi indissolubile con la salsiccia, di cui rappresentano il contorno tradizionale. Come cibo da strada, le paninerie vendono infatti panini farciti al momento con salsiccia e friarielli. Nelle pizzerie napoletane non manca mai sul menu anche la pizza con salsiccia, friarielli, grana grattugiato e fiordilatte (da alcuni chiamata "pizza alla carrettiera"). Nelle rosticcerie e in alcuni panifici si preparano pizze ripiene (calzoni) con salsiccia e friarielli. Nelle "friggitorie" si produce la versione fritta della sunnominata specialità.

Zona di produzione[modifica | modifica sorgente]

I friarielli sono coltivati prevalentemente nelle aree interne della Campania, soprattutto nell'afragolese (ovvero la zona a nord-est di Napoli, in particolare i comuni di Aversa, Acerra, Afragola, Caivano, Cardito e Casoria, nella fascia appenninica (province di Avellino e Benevento), nell'agro nocerino-sarnese e nella piana del Sele (Salerno).

Una volta erano coltivati anche nel capoluogo, in particolare sul Vomero, che era infatti noto come "'o colle d' 'e friarielle".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enogastronomia inCampania.com
  2. ^ Etimologia. URL consultato il 02 dicembre 2011.
  3. ^ Nelle zone di produzione del broccolo friariello il termine viene usato come sostantivo solo per indicare questa verdura, altrimenti si usa come aggettivo, unitamente al sostantivo "peperone" o "peperoncino". In altre zone, anche non molto distanti come l'Avellinese, il termine si usa da solo, come sostantivo, per indicare prevalentemente i peperoni verdi nani.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]