Raniero Vanni d'Archirafi

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Raniero Vanni d'Archirafi

Commissario europeo per le Questioni Istituzionali, le Imprese ed il Mercato Interno
Durata mandato 1993 –
1995
Presidente Jacques Delors
Predecessore Martin Bangemann
Successore Mario Monti (Mercato Interno)
Martin Bangemann (Imprese)

Raniero Vanni d'Archirafi (Ginevra, 7 giugno 1931) è un diplomatico italiano a riposo. È stato commissario europeo.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Vanni d'Archirafi si laureò in giurisprudenza presso l'Università di Roma[1].

Carriera diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Entrò in carriera diplomatica nel 1956 all'interno del dipartimento politico della NATO[1]. Prestò servizio alla rappresentanza permenente d'Italia presso la CEE e la CEEA a Bruxelles dal 1961 al 1966 e nel 1964 fu promosso primo segretario della delegazione[1]. Nel 1966 venne destinato all'ambasciata italiana a Buenos Aires, dove rimase come primo segretario fino al 1969[1].

Nel 1969 tornò a Roma e si occupò del dipartimento affari economici del governo[1]. Dal 1973 al 1979 Vanni d'Architrafi prestò servizio all'ambasciata d'Italia a Madrid. Dal 1980 al 1984 è stato capo di gabinetto del ministro degli esteri Emilio Colombo[2].

Il 30 gennaio 1984 venne nominato ambasciatore italiano in Spagna[3] e il 18 novembre 1987 in Germania federale[4].

Nel 1989 Vanni d'Archirafi divenne direttore generale per gli affari economici del ministero degli esteri e nel 1991 direttore generale per gli affari politici[5].

Commissario europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Vanni d'Archirafi venne indicato dal governo italiano come membro della Commissione europea, assieme ad Antonio Ruberti. Benché indipendente, Vanni d'Archirafi era considerato vicino alla Democrazia Cristiana[2]. Il governo italiano discusse a lungo se indicare Vanni d'Archirafi o Ruberti come vicepresidente della Commissione, optando infine per quest'ultimo[6]. La nomina di Vanni d'Archirafi e Ruberti venne accolta piuttosto male dal presidente della Commissione Jacques Delors, che avrebbe preferito personaggi di maggiore spessore politico[7]. Anche per questa ragione, a Vanni d'Archirafi vennero assegnati portafogli relativamente marginali, quali le questioni istituzionali, le imprese ed il mercato interno[8].

Vanni d'Archirafi fece parte della Commissione Delors III, in carica dal gennaio 1993 al gennaio 1995, e non venne riconfermato al termine del mandato. Si occupò principalmente del completamento del mercato unico[9]. Promosse una direttiva antitrust europea in materia di informazione, per evitare le concentrazioni editoriali ed i monopoli televisivi particolare e tutelare il pluralismo dell'informazione, armonizzando le norme in vigore nei singoli stati membri[10].

Attività successive[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 febbraio 1995 Vanni d'Archirafi tornò a servire come ambasciatore d'Italia a Madrid[3]. Svolse l'incarico fino al 1998[3].

Vanni d'Archirafi operò a sostegno di diverse iniziative imprenditoriali italiane in Spagna. Ha fatto parte dei consigli di amministrazione di diverse società ed ha rappresentato in Spagna le imprese del gruppo Finmeccanica[11]. Nel 2002 venne nominato presidente di RCS Iberica, l'azionista di maggioranza della società editrice di El Mundo[11].

Vanni d'Archirafi approvò iniziative del governo Zapatero, tra cui la legalizzazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso[12].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 il gruppo del Partito Popolare Europeo gli assegnò la medaglia "Robert Schuman"[13].

Vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Raniero Vanni d'Archirafi è padre del finanziere Francesco Vanni d'Archirafi[14] e di Uberto Vanni d'Archirafi, già Console Generale d'Italia a Londra[15] e attualmente consigliere diplomatico[16] del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Massimo Bray.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1977[17]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1980[18]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 18 aprile 1990[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Raniero Vanni d'Archirafi, Munzinger. URL consultato il 19 agosto 2011.
  2. ^ a b Pietro Sormani, Alla CEE commissari a sorpresa, Corriere della Sera, 5 dicembre 1992. URL consultato il 17 agosto 2011.
  3. ^ a b c Ambasciata d'Italia a Madrid, http://www.ambmadrid.esteri.it/Ambasciata_Madrid/Menu/I_rapporti_bilaterali/Cooperazione_politica/Storia/. URL consultato il 19 agosto 2011.
  4. ^ Ambasciata d'Italia a Berlino, http://www.ambberlino.esteri.it/Ambasciata_Berlino/Menu/I_rapporti_bilaterali/Cooperazione_politica/Storia/. URL consultato il 19 agosto 2011.
  5. ^ (EN) EC Commissioner Raniero Vanni d'Archirafi, Europe, 1º maggio 1993. URL consultato il 19 agosto 2011.
  6. ^ Andrea Bonanni, Pasticcio italiano alla CEE, Corriere della Sera, 18 aprile 1993. URL consultato il 19 agosto 2011.
  7. ^ Pietro Sormani, E Delors considerò quelle nomine quasi un'offesa, Corriere della Sera, 10 dicembre 1992. URL consultato il 17 agosto 2011.
  8. ^ Pietro Sormani, Solo posti di seconda fila, Corriere della Sera, 23 dicembre 1992. URL consultato il 17 agosto 2011.
  9. ^ Pietro Sormani, "L'Italia risale in Europa", Corriere della Sera, 9 febbraio 1993. URL consultato il 19 agosto 2011.
  10. ^ Corriere della Sera, 28 luglio 1994, http://archiviostorico.corriere.it/1994/luglio/28/NOINDC_co_0_9407287020.shtml. URL consultato il 19 agosto 2011.
  11. ^ a b Rcs Iberica, alla presidenza arriva l'ex commissario UE Vanni d'Archirafi, Corriere della Sera, 27 giugno 2002. URL consultato il 19 agosto 2011.
  12. ^ Gian Antonio Orighi, Ma Zapatero è il diavolo?, Panorama, 7 luglio 2006. URL consultato il 19 agosto 2011.
  13. ^ (EN) Robert Schuman Medal, Gruppo PPE al Parlamento europeo. URL consultato il 19 agosto 2011.
  14. ^ Vanni d'Archirafi nella Citi di New York, Corriere della Sera, 24 aprile 2009. URL consultato il 19 agosto 2011.
  15. ^ Intervista Uberto Vanni D'Archirafi, Console Generale a Londra - QuiLondra.com
  16. ^ Uffici di diretta collaborazione
  17. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  18. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  19. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
Predecessore Ambasciatore italiano in Spagna Flag of Spain.svg Successore Emblem of Italy.svg
Antonio Ciarrapico 1995 - 1998 Paolo Pucci di Benisichi
Predecessore Commissario per le questioni Istituzionali, le imprese ed il mercato Interno Successore Flag of Europe.svg
Martin Bangemann 6 gennaio 1993 - 6 gennaio 1995 Mario Monti (Mercato Interno)
Martin Bangemann (Imprese)
Predecessore Commissario europeo
dell'Italia
Successore Flag of Italy.svg
Filippo Maria Pandolfi
Carlo Ripa di Meana
6 gennaio 1993 - 6 gennaio 1995
con Antonio Ruberti
Emma Bonino
Mario Monti
Predecessore Ambasciatore italiano nella Germania Ovest Flag of Germany.svg Successore Emblem of Italy.svg
Luigi Vittorio Ferraris 1987 - 1989 Marcello Guidi
Predecessore Ambasciatore italiano in Spagna Flag of Spain.svg Successore Emblem of Italy.svg
Raffaele Marras 1984 - 1988 Federico Di Roberto
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