Rangers Football Club
| Rangers Football Club Calcio |
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The Gers (I Gers) |
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| Segni distintivi | ||||
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| Colori sociali | ||||
| Dati societari | ||||
| Città | Glasgow | |||
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| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | SFL Third Division | |||
| Fondazione | Primi di Marzo, 1872 | |||
| Proprietario | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Ibrox Stadium (51 082 posti) |
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| Sito web | www.rangers.co.uk | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli di Scozia | 54 | |||
| Trofei nazionali | 33 Coppe di Scozia 27 Coppe di Lega Scozzesi |
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| Trofei internazionali | 1 Coppe delle Coppe |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
Il Rangers Football Club, conosciuto comunemente come Rangers e, fuori dalla Scozia, come Glasgow Rangers per distinguerla da altre squadre britanniche come i londinesi del Queens Park Rangers,[1] è uno storico club calcistico scozzese di Glasgow. Affiliato alla Scottish Football Association, ha militato nel campionato di prima divisione scozzese, la Scottish Premier League, fino al suo fallimento nel 2012.[2] Entrata in liquidazione il 14 giugno, ha venduto tutti i suoi cespiti[3] ad una nuova società, la The Rangers Football Club Ltd di Charles Green, per la somma di 5 milioni e mezzo di sterline, pari a 7 milioni di euro, configurando così la cessione del ramo d'azienda e preservando la storia e l'identità del club,[4] cui è stata confermata l'affiliazione alla SFA seppur a condizione di un anno di squalifica dal calciomercato.[5] La squadra originaria è entrata in liquidazione il 31 ottobre 2012.[6]
Insieme ai rivali cittadini del Celtic forma la cosiddetta Old Firm[7] del calcio scozzese, di cui rappresenta la parte protestante. I Rangers hanno conquistato nel 2005 il loro 51º titolo di campione nazionale, prima squadra al mondo a riuscire in tale impresa: sulle magliette dei giocatori, lo stemma della squadra è sormontato da cinque stelle, ognuna delle quali rappresenta 10 titoli vinti.
Con i suoi 115 titoli totali all'attivo è la squadra professionistica più titolata del mondo.[8]
Storia[modifica]
| Per approfondire, vedi Storia del Rangers Football Club. |
Dalle origini al nuovo secolo (1872-1900)[modifica]
Il club venne fondato nel 1872 dai fratelli Peter e Moses McNeil, da William McBeath e da Peter Campbell. I fondatori decisero di chiamarlo Rangers dal nome di una squadra inglese di rugby.[9] La prima partita della neonata squadra fu giocata contro il Callander Football Club e si concluse 0-0.[9] Secondo alcuni,[9] tuttavia, la vera data di fondazione del Rangers sarebbe stata il 1873, anno in cui si ebbe il primo meeting annuale del club e vennero eletti i primi membri.
A piccoli passi, ma progressivamente, la squadra crebbe e già nel 1876 Moses McNeil divenne il primo giocatore dei Rangers a vestire la maglia della nazionale scozzese per un’amichevole contro il Galles.[9] Nel 1877 e nel 1879 i Rangers arrivarono alla finale della Coppa di Scozia, entrambe le volte persa contro il Vale of Leven.[9] Del 1888 è, invece, il primo di oltre 370 derby cittadini contro il Celtic, perso per 2-5, che diede origine alla Old Firm.[9] Il 1890 vide i Rangers tra i fondatori della Lega Calcio scozzese e l’anno successivo li vide campioni nazionali a pari merito del Dumbarton, squadra contro la quale i Rangers pareggiarono 2-2 nell’incontro di spareggio per il titolo dopo che la stagione regolare li aveva visti finire appaiati in testa alla classifica.[9] Nel 1894 arrivò la prima vittoria nella Coppa di Scozia, al termine della finale vinta per 3-1 contro i rivali del Celtic.[9] Precedentemente, quando la Lega Calcio scozzese ancora non era stata costituita, i Rangers giocarono anche nella Coppa d’Inghilterra, della quale raggiunsero nel 1887 la semifinale, poi persa contro l’Aston Villa.[9]
Gli ultimi quattro anni del secolo videro i Rangers aggiudicarsi due Coppe (1897 e 1898) e due titoli di campione di Scozia (1899 e 1900) consecutivi. Il campionato 1898/99, in particolare, è degno di nota perché la squadra vinse tutte le 18 partite in calendario.[10]
Fino a quel momento la squadra non aveva una struttura societaria definita, come pure neppure un allenatore: fu proprio nel 1899 che il club divenne una società regolarmente registrata e al dirigente addetto all’arbitro William Wilton venne affidato il ruolo di allenatore.[10] Venne anche formato un consiglio d’amministrazione e fu eletto presidente James Henderson.[10]
Wilton e Struth: mezzo secolo di successi (1901-1954)[modifica]
Sotto la guida di William Wilton - affiancato, in seguito, dal suo vice Bill Struth - la squadra vinse sette titoli nel primo ventennio del nuovo secolo, dal 1901 al 1920. In particolare, quest’ultimo titolo giunse al termine di una stagione da record: avendo mancato di riconfermarsi campioni nel 1919, i Rangers affrontarono il torneo successivo decisi a riprendersi il primo posto, e lo ottennero alla fine di un campionato in cui segnarono 106 goal in 42 incontri.[11] Wilton non fece in tempo, tuttavia, a godersi l’ennesimo trionfo perché morì nel maggio del 1920 a causa di un incidente in barca,[11] cosa questa che portò Struth alla guida della squadra per 34 stagioni consecutive, fino al 1954: in quel periodo l’ex braccio destro di Wilton portò nella bacheca dei Rangers 18 titoli di campione scozzese, 10 Coppe di Scozia e anche 2 Coppe di Lega,[11] dando al club anche il primo treble scozzese nel 1948/49.[12]
Scott Symon e l’Europa (1954-1967)[modifica]
Bill Struth lasciò l’incarico di allenatore nel 1954 dopo il double di un anno prima e il suo posto fu preso da Scott Symon,[12] il terzo allenatore in 55 anni di storia societaria dei Rangers. Symon rimase per 13 stagioni alla guida della squadra, nel corso dei quali la condusse fuori dai confini del Regno Unito con risultati anche di rilievo: l’UEFA aveva, infatti, istituito nel 1955 la Coppa dei Campioni e, nel 1960, la Coppa delle Coppe. A fronte, quindi, dei sei titoli nazionali[13] (1956, 1957, 1959, 1961, 1963 e 1964) e delle cinque Coppe di Scozia (1960, 1962, 1963, 1964 1966), nonché l’ennesimo treble campionato / Coppa di Scozia / Coppa di Lega nel 1964,[13] arrivò anche la prima partecipazione alla Coppa dei Campioni 1956/57, che si risolse in un’eliminazione a opera del Nizza nella terza partita di spareggio agli ottavi di finale. Nel 1959/60 la squadra arrivò fino alla semifinale, perdendo contro l’Eintracht Francoforte con un complessivo 4-12 (1-6 e 3-6), ma nel 1961 fu la prima squadra britannica a raggiungere una finale europea,[13] quella della Coppa delle Coppe, persa con un complessivo 1-4 contro la Fiorentina (0-2 a Glasgow, 1-2 a Firenze). Prima di lasciare l’incarico, Symon guidò i Rangers a un’altra finale di Coppa delle Coppe,[14] quella del 1966/67, persa contro il Bayern Monaco ai tempi supplementari (nella stessa stagione in cui il Celtic vinceva la Coppa dei Campioni).
Waddell e il successo europeo (1969-1972)[modifica]
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Barcellona, Camp Nou, 24 maggio 1972 RANGERS - DINAMO MOSCA 3-2 Marcatori: 23’ Stein, 40’ e 49’ Johnston, 60’ Estrekov, 87’ Makhovikov. RANGERS: McCloy, Jardine, Greig (c), Johnstone, Mathieson, D. Smith, Conn, MacDonald, McLean, Stein, Johnston. DINAMO MOSCA: Pil'guj, Basalaev, Szabó (c), Žikov, Dolbosonov (69’ Gerškovič), Žukov, Dolmatov, Makhovikov, Bajdačnyj, Žakubik (56’ Eštrekov), Evrjužikhin. |
L’uscita di Symon fu seguita da un breve interregno di Davie White, durato due stagioni prive di successi. Nel 1969 giunse sulla panchina dei Rangers il quinto tecnico della storia del club, Willie Waddell. A lui è legato l’unico successo della squadra fuori dai confini patrii, la Coppa delle Coppe 1971-72 vinta battendo la Dinamo Mosca per 3-2 al Camp Nou di Barcellona,[15] in una finale che vide anche l’invasione di campo di circa 10.000 scozzesi ubriachi a un minuto dalla fine dell’incontro; invasione ripetuta al fischio finale, che impedì la cerimonia di premiazione e che diede vita ad accesi scontri non privi di brutalità con la polizia spagnola. L’invasione costò ai Rangers la squalifica internazionale per due stagioni, poi ridotte a una dall’UEFA, ma anche così la squadra, che aveva fallito per un punto la scalata al titolo nazionale, non poté difendere nella stagione successiva la Coppa vinta.[16]
La vittoria europea, comunque, giungeva poco meno di un anno e mezzo dopo il secondo grande disastro di Ibrox del 1971[17] e fu vissuta come l’uscita da un lungo periodo buio. Poche settimane dopo la vittoria della Coppa delle Coppe Waddell lasciò l’incarico per diventare direttore generale del club, e il suo posto fu preso dal suo ex-braccio destro John “Jock” Wallace jr., figlio d’arte.
Wallace jr. 1 (1972-1978)[modifica]
Jock Wallace jr., calciatore, tecnico e a sua volta figlio di calciatore, assunse la direzione tecnica della squadra in un periodo fecondo per il club. Nelle sue sei stagioni sulla panchina dei Rangers vinse tre titoli nazionali (1975, 1976 e 1978, l’ultimo dei quali ottenuto nel campionato riformato a 10 squadre con doppia andata e un ritorno, formula a tutt’oggi adottata in Scozia).[18] Il campionato del 1975 interruppe una serie di nove titoli consecutivi vinti dagli eterni rivali del Celtic, che già avevano avuto modo di collaudare la tenuta dei Rangers sotto la guida di Wallace nella sua stagione d’esordio, risultando sconfitti nella finale di Coppa di Scozia 1972/73 per 3-2.[18] A Wallace si devono anche il terzo e quarto treble del club, rispettivamente nel 1976 e nel 1978,[18] anno in cui, inaspettatamente e senza alcuna spiegazione, il tecnico si dimise. Grazie, tuttavia, al gran raccolto di successi del decennio quasi al termine, i Rangers divennero il club più titolato di Scozia. Il posto di Wallace fu preso da uno dei protagonisti di quel periodo, l’ex calciatore John Greig.
John Greig e Wallace Jr. (1978-1986)[modifica]
Ai primi due turni della Coppa dei Campioni 1978/79 Greig trovò subito delle avversarie difficili, la Juventus e il PSV, che riuscì però a eliminare; il cammino si interruppe ai quarti contro il Colonia,[19] che fece pesare l’1-0 dell’andata e che impose l’1-1 in Scozia per un 1-2 finale che estromise i Rangers dalla Coppa. L’eliminazione europea nascondeva, altresì, l’inizio di una crisi: la squadra perse la testa del campionato scozzese, fino a quel momento condotto senza troppi affanni, e iniziò così un periodo nero che coinvolse i Rangers (in cinque anni di guida tecnica di Greig solo due Coppe di Scozia nel 1979 e nel 1981, e due Coppe di Lega nel 1979 e nel 1982)[19] e, più in generale, tutto il calcio di Glasgow, che coincise con l’ascesa alla ribalta delle - fino ad allora - squadre di secondo piano dell’Aberdeen (vincitore della Coppa delle Coppe 1982/83 contro il Real Madrid) e Dundee Utd. (campione scozzese nel 1983 e semifinalista di Coppa dei Campioni 1983/84, sconfitta dalla Roma con un 2-3 complessivo). Nonostante le Coppe vinte, Greig non riuscì mai a vincere il titolo nazionale e si dimise nel 1983.[19]
I Rangers riassunsero Jock Wallace sperando che questi fosse capace di ripetere i successi di dieci anni prima, ma tali speranze vennero deluse. Nonostante la vittoria di due Coppe di Scozia consecutive, nel 1984 e nel 1985,[19] Wallace non riuscì mai a far cambiare passo alla squadra. Durante il campionato 1985/86, quando la squadra scivolò al quinto posto in classifica senza prospettive di miglioramento, Wallace fu licenziato:[19] dall’ultimo titolo vinto erano passati ormai otto anni e due allenatori.
Graeme Souness e il ritorno al primato (1986-1991)[modifica]
Nel 1986, lo scozzese Graeme Souness, già pluridecorato in Inghilterra con il Liverpool e reduce da un biennio in Italia con la Sampdoria, fece ritorno in patria e fu ingaggiato dai Rangers come giocatore-allenatore.[20] La manovra faceva seguito alla decisione presa dal proprietario del club (lo scozzese residente negli USA Lawrence Marlborough), preoccupato dell’assenza di risultati degli ultimi anni, di mettere pesantemente mano al management societario: già uno dei suoi primi atti era stato quello di insediare alla presidenza del club David Holmes, il cui programma era quello di ingaggiare gli scozzesi di spicco che si erano distinti nel campionato inglese. Souness fu, appunto, uno di essi.
Il ritorno in Scozia di Souness segnò anche il ritorno alla vittoria dei Rangers, che rivinsero subito il campionato alla prima stagione sotto la sua guida, dopo nove anni di assenza al vertice.[20] Il successo fu bissato dalla vittoria in Coppa di Lega, vinta battendo in finale, per l’ennesima volta, il Celtic.[20] David Murray rilevò nel 1988 la proprietà del club da Marlborough e tra i suoi primi atti vi fu la riconferma di Souness come giocatore-allenatore.[20] Questi ripagò la fiducia vincendo due campionati consecutivi. Quelli di Souness furono i primi due di una serie, poi continuata dal suo successore, di nove titoli consecutivi.[20]
Nonostante i suoi successi con la squadra, Souness non si integrò mai totalmente nel sistema-calcio scozzese. Bersagliato da numerose sanzioni disciplinari (fu addirittura espulso al suo esordio assoluto nei Rangers il 9 agosto 1986[21]) fu molte volte inibito anche da allenatore.
Souness lasciò i Rangers nel 1991 per tornare al Liverpool: la sua ultima stagione coincise con un campionato vinto all’ultima giornata sul filo di lana battendo a Ibrox i rivali per il titolo dell’Aberdeen.
Gli anni '90: Walter Smith e Advocaat (1991-2000)[modifica]
Walter Smith, che raccolse l’eredità di Souness, vinse subito il titolo nel 1992, quarto consecutivo del club, e l’anno dopo condusse i Rangers a una delle migliori stagioni della sua storia: non solo lo portò al quinto treble,[20] ma giunse a un passo dalla finale della Coppa dei Campioni 1992-93:[20] infatti, per un solo punto, e nonostante i Rangers avessero finito imbattuti la competizione,[20] furono i francesi dell'Olympique Marsiglia a vincere il Gruppo A e andare in finale a battere il Milan. L’anno successivo la squadra conseguì il double campionato / Coppa di Lega e mancò il suo sesto treble perdendo la finale di Coppa di Scozia contro il Dundee Utd.[20] Giocatori di spicco arrivarono in quel periodo, tra cui Brian Laudrup e Paul Gascoigne, e Smith guidò la squadra anche alla conquista dei campionati 1995, 1996 e 1997, per un personale di sette titoli consecutivi, che significarono, sommati ai due di Souness, nove per il club e record del Celtic eguagliato.[20] La stagione successiva, l’ultima di Smith alla guida della squadra, vide il tecnico mancare il suo ottavo titolo consecutivo e il decimo dei Rangers. Nel giugno 1998 Smith firmò per l’Everton e, al pari suo, anche diversi giocatori lasciarono il club, tra cui Laudrup, McCoist e Gough.
Per sostituire Walter Smith fu chiamato nel 1998 l’olandese Dick Advocaat, soprannominato "Il Piccolo Generale". Proveniente dal PSV, fu il primo allenatore non scozzese a guidare la squadra. Il suo ingaggio fu visto come l’intenzione, da parte dei vertici societari, di competere con i club europei di alto profilo. Tuttavia, nonostante le cifre investite nella squadra, l’affermazione a livello continentale non arrivò (l'allenatore olandese non riuscì mai ad arrivare oltre gli ottavi di finale delle competizioni europee cui partecipò in quel periodo) e, quando Advocaat lasciò il club, la sua eredità consisté in un passivo di bilancio che menomò finanziariamente i Rangers per alcuni anni: in effetti, il budget messo a disposizione del tecnico olandese fu ingente, se messo a confronto con campagne acquisti precedenti e successive. 36 milioni di sterline (55 milioni di euro) furono impiegati per l’acquisto dei compatrioti Numan e van Bronckhorst, acquisti tutto sommato riusciti, anche se parzialmente vanificati da altri come quello di Andrej Kančelskis, che non rese secondo le aspettative.
In campo nazionale tuttavia Advocaat rispettò le previsioni ottenendo il sesto treble per il club nel 1999 e il double campionato/Coppa di Scozia nel 2000. Tuttavia i metodi di Advocaat, causa di tensioni e divisioni nello spogliatoio, portarono molti giocatori a chiedere di lasciare la società. Dopo una stagione, la 2000/01, priva di risultati e con il Celtic autore del treble, Advocaat decise di lasciare le funzioni da tecnico per mantenere quelle direttive in ambito societario, che tenne per altri 11 mesi fino alle sue definitive dimissioni nel 2002.
Gli anni 2000 (2000-2010)[modifica]
Quando Alex McLeish assunse la guida del club nel dicembre del 2001, ben pochi invidiarono la sua posizione, dovendosi egli trovare a guidare la pesante eredità tecnico-finanziaria lasciata da Advocaat, che in pratica si traduceva nell’impossibilità di effettuare un mercato in linea con i propri programmi e nel dover tirare fuori il meglio dei giocatori ricevuti in dote dalla precedente gestione. Quando McLeish si presentò a sorpresa alla conferenza stampa dell’11 dicembre 2001 nelle vesti di manager a fianco di Advocaat la reazione dei tifosi fu tiepida,[22] in quanto videro in ciò il ridimensionamento delle ambizioni del club, a dispetto della buona reputazione che McLeish si era fatto allenando con buoni risultati squadre non di primo piano come l'Hibernian o il Motherwell.
Neppure mancò chi, riferendosi all’esperienza di McLeish come secondo di Alex Ferguson sulla panchina dell’Aberdeen, si chiese se un personaggio così poco legato alle sorti dei Rangers sarebbe stato in grado di gestire la contesa contro i ringalluzziti avversari del Celtic. Il giovane tecnico ebbe modo di far ricredere chi dubitava di lui: nel 2002 vinse subito la Coppa di Scozia, per giunta battendo 3-2 il Celtic con un goal del danese Løvenkrands proprio allo scadere.[23] L’anno successivo, il 2003, i Rangers vinsero a marzo un’altra delle innumerevoli finali contro il Celtic, quella di Coppa di Lega, per 2-1,[24] realizzarono il double a maggio vincendo il titolo all’ultima giornata di campionato in un finale drammatico, che vide il Celtic soccombere solo per una peggiore differenza-reti (+72 contro +73 dei Rangers);[25] infine, una settimana più tardi, completarono il loro settimo treble battendo in finale di Coppa di Scozia il Dundee per 1-0.[26] Il treble coincise anche con il 50º titolo di campione di Scozia, che fece dei Rangers il primo club europeo a tagliare tale prestigioso traguardo.
Tuttavia, gli effetti del dissesto economico lasciato da Advocaat iniziarono a farsi sentire: il calo di risorse finanziarie impose pesanti tagli alle spese, che si concretizzò nella cessione di giocatori anche di successo ma costosi come Lorenzo Amoruso, il nazionale Neil McCann e Barry Ferguson, e nella necessità di rimpiazzarli con giovani di talento ma di basso costo o a parametro zero. Ciò causò un calo di rendimento della squadra, che ebbe come conseguenza la mancata qualificazione dalle Coppe europee; ciò fece pensare che McLeish avesse i giorni contati alla guida della squadra, ma alcuni degli altri acquisti dell’estate precedente, segnatamente il croato Pršo e il francese Boumsong iniziarono, una volta ambientati, a fornire un rendimento eccellente. Arrivarono così la Coppa di Lega a marzo, vinta battendo il Motherwell per 5-1 in finale[27] e, alquanto inaspettatamente, il 51º titolo di campione di Scozia, vinto ancora una volta dopo un testa-a-testa contro il Celtic risolto solo all’ultimo minuto dell’ultima giornata. La stagione successiva fu senza successi, così alla fine di questa McLeish rassegnò le dimissioni, peraltro già annunciate a febbraio.[28]
L’esperienza del francese Paul Le Guen alla guida dei Rangers è, a tutt’oggi, notevole soprattutto per la sua estrema brevità: solo sei mesi, dal luglio 2006 al gennaio 2007. Nonostante una faraonica campagna acquisti con l’ingaggio del sudafricano Dean Furman dal Chelsea, dei francesi William Stanger (poi lasciato libero a febbraio 2007 dal club) e Antoine Ponroy dal Rennes, il ceco Libor Sionko e lo svedese Karl Svensson, i risultati non premiarono l'allenatore: a dispetto dei buoni risultati della Coppa UEFA, in cui i Rangers raggiunsero gli ottavi di finale, la squadra non fu mai in lotta per il titolo nazionale e, dopo numerosi problemi con lo spogliatoio, il 4 gennaio 2007 Le Guen rassegnò le dimissioni da tecnico senza essere mai riuscito a far fare alla squadra un decisivo salto di qualità[29].
Dopo l’abbandono di Le Guen la stampa trovò «comprensibile» che la nuova struttura societaria prevedesse il ritorno di Walter Smith come allenatore e Ally McCoist come suo vice.[30] Tuttavia, essendo Smith in quel momento l’allenatore della nazionale scozzese, la Federazione sulle prime rifiutò di lasciarlo libero e, una volta che lo stesso Smith si dimise, annunciò azioni legali contro di lui per inadempienza contrattuale.[31] Il 10 gennaio 2007 la coppia Smith-McCoist assunse in ogni caso la guida tecnica del club.
Sotto la guida tecnica di Smith i Rangers, nella stagione 2007-08, eliminati dalla Champions, hanno compiuto un positivo cammino in Coppa UEFA, conclusosi con la sconfitta per 0-2 in finale al City of Manchester Stadium il 14 maggio 2008 contro lo Zenit San Pietroburgo. Hanno poi vinto la Scottish Cup battendo in finale il Queen of the South per 3-2. Dopo tre anni di attesa, i Rangers tornarono a vincere il campionato scozzese (il loro 52°) nella stagione 2008-09, aggiudicandosi inoltre per la 33ª volta la Scottish Cup battendo il Falkirk per 1-0. Il club riuscì a vincere il titolo anche nei successivi 2 campionati, mentre in Champions League venne entrambe le volte eliminato alla fase a gironi.
2010-2012: il fallimento[modifica]
Il 6 maggio 2011, David Murray vendette il club alla Wavetower Limited di proprietà della Liberty Capital detenuta da Craig Whyte per 1 sterlina.[32] Nel giugno 2011 venne ingaggiato come tecnico l'ex giocatore Ally McCoist che fallì la qualificazione alla fase a gironi della Champions.
Il 14 febbraio 2012 i Rangers entrarono in amministrazione controllata a causa del mancato pagamento di 9 milioni di sterline al fisco britannico. Con l'ingresso in amministrazione vennero sottratti al club 10 punti in campionato. Gli amministratori avevano elaborato un piano di taglio di costi al fine di risanare le finanze del club, anche proponendo ai giocatori di decurtarsi il 75% dello stipendio, ma visto il forte debito contratto, di oltre 100 milioni di euro, da estinguere entro il 31 marzo 2012, la società non riuscì nell'impresa di salvare il club dal fallimento coprendo il debito.[33]
Il 14 giugno 2012 la società venne messa in liquidazione. Nello stesso giorno Charles Green formò una NewCo (una nuova società che sarà nominata The Rangers Football Club),[34] e il 4 luglio i 12 clubs della SPL votarono la proposta di ammettere direttamente in SPL i NewCo Rangers, riconoscendo il passaggio del titolo sportivo dei Rangers alla nuova società di proprietà di Charles Green, ma la proposta fu respinta con 10 voti a sfavore, un astenuto e un voto a favore (per essere accettata la NewCo doveva avere almeno 8 voti favorevoli su 12).[35][36] Tra le motivazioni addotte dai club si è sottolineato che «l'azione è stata fatta per proteggere l'integrità del gioco del calcio in Scozia»[37].
Il 13 luglio i 30 clubs della SFL (Scottish Football League), partecipanti alla Prima, Seconda e Terza Divisione scozzese, votarono la proposta di ammettere la NewCo Rangers (di proprietà di Charles Green) direttamente in First Division (la seconda serie),[38] ma, con un esito di 25 a 5, la proposta venne respinta, stabilendo quindi che i NewCo Rangers sarebbero partiti dalla serie più bassa: la Third Division.[39]
Il 1º ottobre 2012 gli amministratori David Whitehouse e Paul Clark consegnano il rapporto finale del loro lavoro come amministratori della società, rivelando che il totale dei debiti accumulati dai Rangers Football Club è pari a 94.426.217 sterline. I creditori hanno tempo fino al 12 ottobre 2012 per dare il proprio voto relativamente al rapporto. Quando terminerà il periodo in amministrazione, la società sarà messa in mano ai liquidatori.[40]
Il 31 ottobre 2012 i Rangers vecchia società sono entrati in liquidazione.[6] Il 24 e il 25 ottobre in due servizi su Scotland Report il giornalista investigativo Mark Daly di BBC Scotland ha presentato prove che dimostrano che gli amministratori Duff e Phelps, amministratori dei Rangers dal 14 febbraio al 31 ottobre 2012, conoscevano perfettamente l'affare Tiketus, gettando un'ombra sull'amministrazione e sulla vendita dei cespiti del club su cui ora indagheranno i liquidatori.[41]
Cronistoria[modifica]
| Cronistoria del Rangers Glasgow Football Club | ||
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Colori sociali e simbolo[modifica]
Colori[modifica]
La prima tenuta da gara dei Rangers è sempre stata storicamente blu con inserti bianchi. Il blu richiama la tonalità della bandiera nazionale scozzese e gli inserti bianchi, in genere a seconda dello sponsor tecnico della squadra, sono comparsi sulle maniche, sui bordi o anche sul colletto. I calzoncini sono bianchi e i calzettoni sono bianchi e rossi.
La seconda tenuta, in genere usata per le trasferte domestiche, prevedeva in passato una maglia divisa in due sezioni, bianca e rossa, divise in diagonale (la tonalità di rosso riprendeva il colore dell’animale raffigurato nel crest del club). Per questa stagione è completamente gialla.
La terza tenuta non è stata più prevista dopo il fallimento del 2012.
Sponsor[modifica]
| Anno | Fornitore tecnico[42] | Sponsor |
|---|---|---|
| 1978–1984 | Umbro | Nessuno |
| 1984–1987 | CR Smith | |
| 1987–1990 | McEwan's Lager | |
| 1990–1992 | Admiral | |
| 1992–1997 | Adidas | |
| 1997–1999 | Nike | |
| 1999–2002 | NTL | |
| 2002–2003 | Diadora | |
| 2003–2005 | Carling | |
| 2005–2010 | Umbro | |
| 2010–2013 | Tennent's |
Simbolo[modifica]
L’animale mitologico rappresentato nel crest dei Rangers è un leone che emette una lingua di fuoco.[43] Tale leone richiama l’analogo animale raffigurato sul logo della Scottish FA, ma ancor di più l'antico stemma reale scozzese e la Lion Rampant, la bandiera gialla con decorazioni e leone rampante rossi. L’animale è di colore rosso e campeggia su uno sfondo circolare pieno, che rappresenta un pallone da calcio.[43] Il colore del fondo è lo stesso blu della bandiera scozzese. Due cerchi concentrici circondano il pallone.[43] Tra i due cerchi più esterni campeggia la scritta "RANGERS FOOTBALL CLUB" e, tra i due interni, in basso sotto il pallone, il motto Ready ("Pronti").[43]
Si pensa che lo stemma del Rangers risalga alla fondazione del club nel 1872, anche se non ci sono prove a sostegno di questa tesi: infatti l'oggetto più antico recante il crest risale alla stagione 1881/82.[43] Inizialmente lo stemma conteneva al suo interno la scritta "RFC" (le iniziali della ragione sociale del club) ma nel 1959 questa sigla venne sostituita dall'attuale leone; venne inoltre aggiunto il motto Ready.[43] Cambiamenti successivi riguardarono l'accorciamento della scritta Rangers Football Club Ltd. a Rangers Football Club e l'ingrandimento del pallone raffigurato nello stemma.[43]
Per quanto riguarda l'antico stemma RFC scroll crest esso venne reinserito nel 1968 sulle maglie di casa del club.[43] A partire dalla stagione 1978-79 venne disegnato anche sui calzoncini.[43] In occasione della vittoria del suo cinquantesimo titolo nazionale, il Rangers ha aggiunto al RFC Scroll Crest cinque stelle, una per ogni dieci titoli vinti.[43]
Struttura societaria[modifica]
Board[modifica]
| Ruolo[44] | Nome |
|---|---|
| Presidente | Malcolm Murray |
| Capo Esecutivo | Charles Green |
| Direttore Finanziario | Brian Stockbridge |
| Direttore non esecutivo | Walter Smith |
| Direttore non esecutivo | Ian Hart |
| Direttore non esecutivo | Bryan Smart |
| Direttore non esecutivo | Phillip Cartmell |
Stadio[modifica]
| Per approfondire, vedi Ibrox Stadium. |
Dal 1899 la sede delle partite casalinghe dei Rangers è Ibrox, stadio situato nell’omonimo quartiere di Glasgow a sud del fiume Clyde. In precedenza, dal 1872 al 1899, la squadra aveva adottato diverse sedi, tutte provvisorie. Solo quando il club si diede una struttura societaria definita e una solida situazione finanziaria prese in esame il progetto di costruire uno stadio proprio. Il disegno originale dello stadio è dell’architetto scozzese Archibald Leitch, il cui tratto si è cercato di rispettare nel corso delle successive ristrutturazioni, specialmente per quanto riguarda le decorazioni.
Ibrox fu teatro, come molti altri stadi del Regno Unito, di gravi incidenti (nel 1902 e nel 1971) dovuti alla struttura portante inadeguata, all’errato dimensionamento degli accessi e al sovraccarico delle tribune. Oggi, l’impianto è stato completamente ristrutturato ed è uno dei più sicuri d’Europa, in grado di ospitare incontri internazionali e giudicato dall’UEFA meritevole di cinque stelle. Può ospitare 50,987 spettatori, tutti seduti.
Occasionalmente lo stadio ha ospitato anche partite della nazionale, soprattutto in passato, durante il Torneo Interbritannico, anche se oggigiorno la sede naturale degli incontri della selezione scozzese è Hampden Park, anch’esso a Glasgow.
Campo di allenamento[modifica]
Il campo di allenamento è il Murray Park, un centro di allenamento moderno costato 14 milioni di sterline, necessario per la preparazione dei calciatori in vista degli incontri di alto livello e per la formazione di giovani talenti nati in casa.
Organico[modifica]
Rosa[modifica]
Rosa aggiornata al 3 giugno 2013.[45]
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Staff tecnico[modifica]
| Allenatore: | |
| Allenatore in seconda: | |
| Preparatore: | |
| Allenatore giovanili: | |
| Allenatore portieri: |
Tifoseria[modifica]
Benché originariamente i sostenitori dei Rangers fossero in stragrande maggioranza di religione protestante e politicamente lealista nei confronti della Corona d’Inghilterra, oggi il tifo per la squadra è più variegato. Rimangono a far bella mostra sulle tribune molti vessilli del Regno Unito. Per lungo tempo, tuttavia, la rivalità cittadina con il Celtic fu alimentata proprio da motivazioni religiose e politiche (il Celtic fu fondato da cattolici irlandesi e in gran parte sostenuto da indipendentisti[46]). In ragione di ciò i dissapori tra le due tifoserie, polarizzate su opposte e talora conflittuali visioni, furono spesso causa di tensioni e incidenti spesso seri. Oggi entrambi i club sono consci del rischio di faziosità di frange del proprio tifo e hanno posto in essere misure attive per combattere il pregiudizio razziale, religioso e politico sugli spalti.
Come detto, il venir meno da parte di Graeme Souness della regola non scritta di ingaggiare cattolici nei Rangers provocò critiche e tensioni in entrambe le tifoserie cittadine. Con il tempo, tuttavia, anche grazie al successivo arrivo di calciatori provenienti da Paesi di tradizione cattolica dell’Europa meridionale - Spagna e Italia in particolar modo - molte delle proteste persero peso e significato. Comunque, è del 9 giugno 2006 un comunicato ufficiale del club, in cui esso annuncia il suo impegno di uniformarsi alle tre direttive UEFA contro il razzismo e ogni forma di discriminazione, sia nei confronti dei giocatori che nei confronti dei tifosi: il fissaggio di obiettivi certi nella lotta al razzismo e agli atteggiamenti faziosi dei propri sostenitori; il monitoraggio e controllo, con relativa pubblica diffusione dei risultati, di eventuali fenomeni discriminatori posti in essere durante gli incontri calcistici; la pubblica diffusione, prima di ogni incontro ufficiale, dell'avviso che ogni coro razzista od offensivo è severamente proibito.[47]
I giocatori dei Rangers vengono soprannominati Teddy Bears (orsacchiotti) per assonanza con Gers (diminutivo di Rangers). I tifosi sono invece chiamati Blue Noses (nasi blu) dal colore delle maglie della squadra.
Il 18 agosto 2012, per la prima partita dei Rangers in quarta serie, sono presenti allo stadio 50.000 tifosi. Viene stabilito così un nuovo record mondiale di spettatori per una partita di quarta serie[48]
Giocatori[modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Rangers F.C.. |
Alex Smith fu una delle bandiere dei Rangers tra gli ultimi anni del 1800 e i primi anni del 1900, giocando anche nella Nazionale scozzese.
Allenatori[modifica]
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Palmarès[modifica]
Trofei nazionali[modifica]
| Anni | |
|---|---|
| 1890-1891, 1898-1899, 1899-1900, 1900-1901, 1901-1902, 1910-1911, 1911-1912, 1912-1913, 1917-1918, 1919-1920, 1920-1921, 1922-1923, 1923-1924, 1924-1925, 1926-1927, 1927-1928, 1928-1929, 1929-1930, 1930-1931, 1932-1933, 1933-1934, 1934-1935, 1936-1937, 1938-1939, 1946-1947, 1948-1949, 1949-1950, 1952-1953, 1955-1956, 1956-1957, 1958-1959, 1960-1961, 1962-1963, 1963-1964, 1974-1975, 1975-1976, 1977-1978, 1986-1987, 1988-1989, 1989-1990, 1990-1991, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1994-1995, 1995-1996, 1996-1997, 1998-1999, 1999-2000, 2002-2003, 2004-2005, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011 | |
| Coppa di Scozia: 33 | 1893-1894, 1896-1897, 1897-1898, 1902-1903, 1927-1928, 1929-1930, 1931-1932, 1933-1934, 1934-1935, 1935-1936, 1947-1948, 1948-1949, 1949-1950, 1952-1953, 1959-1960, 1961-1962, 1962-1963, 1963-1964, 1965-1966, 1972-1973, 1975-1976, 1977-1978, 1978-1979, 1980-1981, 1991-1992, 1992-1993, 1995-1996, 1998-1999, 1999-2000, 2001-2002, 2002-2003, 2007-2008, 2008-2009 |
| Coppe di Lega Scozzese: 27 | 1946-1947, 1948-1949, 1960-1961, 1961-1962, 1963-1964, 1964-1965, 1970-1971, 1975-1976, 1977-1978, 1978-1979, 1981-1982, 1983-1984, 1984-1985, 1986-1987, 1987-1988, 1988-1989, 1990-1991, 1992-1993, 1993-1994, 1996-1997, 1998-1999, 2001-2002, 2002-2003, 2004-2005, 2007-2008, 2009-2010, 2010-2011 |
Trofei internazionali[modifica]
| Anni | |
|---|---|
| 1971-1972 |
Record e statistiche[modifica]
| Per approfondire, vedi Record e statistiche del Rangers Football Club e Stagioni sportive del Rangers Football Club. |
Record di squadra[modifica]
Il Rangers fu tra i fondatori della Lega Calcio scozzese nel 1890 e partecipò dunque al campionato nazionale di massima divisione fin dalla sua prima edizione nel 1890-1891. Da quell'anno ha partecipato a 115 edizioni della massima serie, vincendone 53 e saltando solo quelle non disputate per cause belliche.[50] Solo il fallimento del 2012 ha rotto questa serie ultracentenaria, lasciando solo il Celtic a non aver mai giocato nelle categorie inferiori. I Rangers detengono il record mondiale di vittorie in campionati nazionali[50] e di trofei ufficiali (nazionali e internazionali).[51] Essi detengono altresì il primato mondiale di treble campionato / Coppa Nazionale / Coppa di Lega (7 a tutto il 2007).[52] Nel 2000 furono il primo club al mondo a raggiungere il traguardo del 100º torneo ufficiale vinto (all’epoca 49 titoli nazionali, 29 Coppe di Scozia, 21 Coppe di Lega e 1 Coppa delle Coppe).[53]
Le vittorie con il maggior scarto del club furono dei 13-0 ottenuti contro Possilpark (Coppa di Scozia, 1877/78), Uddingston (Coppa di Scozia, 1877/78) e Kelvinside (Coppa di Scozia) 1889/90;[54] per quanto riguarda unicamente il campionato invece la vittoria più schiacciante fu Rangers - Hibernian 10-0 (campionato 1898/99).[54] La sconfitta con il maggiore scarto in campionato fu Rangers - Dumbarton 0-6 (campionato 1891/92).[54]
Record individuali[modifica]
Il giocatore che detiene il record di presenze in campionato è Sandy Archibald, con 513 presenze.[54] Il giocatore con più presenze in assoluto è invece John Greig (755 presenze tra il 1960 e il 1978).[54]
Il giocatore che ha segnato più gol in assoluto è Ally McCoist, con 355 reti realizzate tra il 1983 e il 1998. Lo stesso McCoist detiene anche il record di gol in campionato, con 251 reti,[54] Il record del maggior numero di gol segnati in una stagione appartiene a Jim Forrest (57 gol nella stagione 1964/65) mentre per quanto riguarda unicamente il campionato il primato è detenuto da Sam English (44 reti nella stagione 1931/32).[54]
L'acquisto più costoso è stato finora quello di Tore André Flo (costato 12.500.000 sterline)[54] mentre invece la cifra più alta incassata da una cessione fu 8.500.000 sterline dal Arsenal per Giovanni Van Bronckhorst (2001).[54]
Note[modifica]
- ^ Nel resto d’Europa, invece, l’uso del nome Glasgow Rangers è in linea con la tendenza continentale di affiancare il nome della città a quelle squadre che non lo contengano esplicitamente, come la Sampdoria, il PSV, l'Inter, la Juventus, la Stella Rossa o la Lazio.
- ^ The downfall of Rangers
- ^ Ivi compresi lo stadio di Ibrox, il campo d'allenamento di Murrary Park, metà del parco giocatori, le coppe, il sito internet e il logo.
- ^ Independent
- ^ BBC
- ^ a b Lord Hodge approves liquidation of former Rangers FC
- ^ Il termine fu coniato da un quotidiano di Glasgow che, descrivendo l’incontro, scrisse che «i giocatori di entrambe le squadre andavano così d'accordo da far pensare si trattasse di amici di lunga e provata fede» (got on so well that you would believe that they were old firm friends). L’espressione, di fatto intraducibile in italiano, è in realtà un gioco di parole, perché firm come aggettivo vuol dire solido, fermo, quindi old firm friends significa amici fedeli, di lunga data; al contempo, tuttavia, come sostantivo, firm significa ditta, e old firm - o Auld Firm, nella vecchia grafìa inglese - può essere letta anche come vecchia ditta.
- ^ Il Linfield Football Club ha 216 titoli ma è semiprofessionistica.
- ^ a b c d e f g h i The founding fathers. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ a b c The beginning of glory. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ a b c The dominant force. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ a b Blue steel. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ a b c A classic team. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ Testing times. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ Glory in Europe. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ (EN) «Rangers triumph in Europe 1972», da BBC - Sport Scotland.
- ^ Il 2 gennaio 1971 il Celtic segnò il goal dell’1-0 sui Rangers all'89' e molti tifosi casalinghi lasciarono delusi lo stadio. Negli ultimi secondi di recupero, però i Rangers pareggiarono. Molti tifosi in uscita dalla scalinata n° 13 si fermarono e questo causò un improvviso assembramento, che si ripercosse a catena fino sugli spalti. Numerose persone furono schiacciate dalla folla: tra esse, 66 persero la vita e più di 200 rimasero feriti. I rapporti di polizia riferirono che in certi punti della scalinata vi furono cataste di corpi umani alte quasi due metri. Un’ipotesi, poi smentita ufficialmente ma sopravvissuta a lungo come leggenda, vuole che il disastro fosse stato causato dai tifosi che tornarono indietro quando sentirono il boato dei tifosi dei Rangers al momento del pareggio.
- ^ a b c Treble rousers. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ a b c d e Jump and jock. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ a b c d e f g h i j The souness Revolution. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ John Mullen. Espulsione di Souness, 9 agosto 1986, da JohnMullen.co.uk.
- ^ (EN) «Rangers unveil McLeish», da BBC Sport, 11 dicembre 2001.
- ^ (EN) «Rangers win Old Firm final», da BBC Sport, 4 maggio 2002.
- ^ (EN) «Rangers retain CIS Cup», da BBC Sport, 16 marzo 2003.
- ^ (EN) «Rangers crowned SPL champions», da BBC Sport, 26 maggio 2003.
- ^ (EN) «Rangers complete Treble», da BBC Sport, 31 maggio 2003.
- ^ (EN) publisher «Rangers 5-1 Motherwell», da BBC Sport, 20 marzo 2005.
- ^ (EN) «McLeish to leave Rangers in May», da BBC Sport, 9 febbraio 2006.
- ^ (EN) «Le Guen and Rangers part company» [collegamento interrotto], da BBC Sport, 4 gennaio 2007
- ^ (EN) «Rangers’ Smith approach revealed», da BBC Sport, 7 gennaio 2007.
- ^ (EN) «SFA reject Rangers’ Smith move», da BBC Sport, 8 gennaio 2007.
- ^ Acquisition of controlling interest in The Rangers Football Club P.L.C.
- ^ (EN) Rangers will not participate in European competition next season. bbc.co.uk. URL consultato in data 30 marzo 2012.
- ^ (EN) Charles Green completes Rangers purchase despite Walter Smith bid
- ^ (EN) The 12 Scottish Premier League member clubs will meet on July 4 to decide whether to admit a new company to the league
- ^ (EN) Rangers crisis: SPL clubs vote 'no to newco' at Hampden meeting
- ^ (EN) Rangers crisis: SPL clubs give their reaction after ‘no to newco’ vote
- ^ (EN) Rangers: Clubs asked to allow SFL board to make First Division decision
- ^ SFL announce Rangers will be admitted into Third Division
- ^ Rangers' final tax bill tops £94m, Duff and Phelps reveals
- ^ Rangers Ticketus deal conversation 'was recorded'
- ^ . Historical Kits, 2 gennaio 1939. URL consultato in data 22 marzo 2009.
- ^ a b c d e f g h i j Crest. URL consultato in data 22 luglio 2010.
- ^ Chairman & Board. URL consultato in data 4 settembre 2009.
- ^ First Team
- ^ (EN) «A rivalry tied up in religion», BBC, 26 agosto 2006.
- ^ (EN) Joint Supporter/Club Statement, dal sito Rangers.co.uk.
- ^ 50mila per i Rangers in 4ª serie. URL consultato in data 03-02-2013.
- ^ (EN) Former managers. rangers.co.uk. URL consultato in data 17-7-2010.
- ^ a b Karel Stokkermans. Trivia on Winning Domestic Championships, da rsssf.com, 23 novembre 2006.
- ^ Qualche chiarimento sul titolo di club più titolato al mondo [collegamento interrotto], Incrociodeipali.com
- ^ Karel Stokkermans. Domestic Trebles, da rsssf.com, 23 novembre 2006.
- ^ Alan Brown. Glasgow Rangers - 100 Trophies, da rsssf.com, 21 ottobre 2001.
- ^ a b c d e f g h i Trophy room. URL consultato in data 22 luglio 2010.
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Rangers Football Club
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Sito ufficiale
- (EN) Rangers Team Selector, da IbroxPark.co.uk
- (EN) Rangers’ Page, da Bbc News
- (EN) Glasgow Rangers FC Team News, da Carling.com
