Raimondo Ruggero di Foix

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Contea di Foix
Foix
Blason ville fr Foix (Ariège).svg

Bernardo Ruggero
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Ruggero II
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Raimondo Ruggero
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Raimondo Ruggero di Foix, in occitano Ramon Roger (115227 marzo 1223), fu, dal 1188 fino alla sua morte, conte di Foix.

Raimondo Ruggero era il secondo figlio di Ruggero Bernardo I, conte di Foix, detto il Grosso e di Cecilia di Trencavel. Poiché il fratello maggiore Ruggero morì in giovane età (1182), egli divenne il successore del padre nella signoria della contea di Foix.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del suo regno Raimondo partecipò probabilmente alla Terza crociata al seguito del re di Francia Filippo II nel corso della quale dovrebbe aver partecipato all'assedio di San Giovanni d'Acri (Akkon), anche se il suo nome non viene citato in alcuna cronaca di tale evento. Dopo il suo rientro dalla Terrasanta Raimondo decise di estendere la sua sfera d'influenza nel sud sui Pirenei e si alleò a questo scopo nel 1196 con il visconte Arnaud di Castelbon. Venne così in conflitto con il conte Armengol VIII di Urgell e con il vescovo di Urgell Bernat de Villemur. Tuttavia il conflitto terminò nel febbraio 1203 con la cattura e la reclusione sia di Raimondo che del suo alleato Arnaud; entrambi furono liberati nel settembre del medesimo anno grazie alla mediazione di Pietro II, re di Aragona, con lo scopo di consolidare la sua conquista della Linguadoca, ma il conflitto fu sistemato solo nel 1207. Pietro II di Aragona nel 1209 diede in feudo a Raimondo i castelli di Usson e di Quérigut dopo avergli già assegnato l'anno precedente altre signorie catalane.
Fin dal 1200 si era accesa una disputa con il potente conte di Tolosa, dopo che il signore di Roquefixade e Montségur si era dichiarato vassallo del conte di Foix. In questo modo infatti rimaneva non chiara la signoria feudale di entrambe i conti su Saverdun. Allo scopo di portare a sé questa signoria, Raimondo si alleò con il nipote Raimondo Ruggero Trencavel, visconte di Carcassonne contro Tolosa e nel 1202 la lite si risolse a suo favore.
Insieme a questo conflitto Raimondo si trovò in lite anche con Bernardo IV, conte di Comminges, per il possesso del Cantone di Sainte-Croix-Volvestre ed anche tale controversia si risolse a favore di Raimondo nel 1209.

Protettore dei càtari[modifica | modifica wikitesto]

Così come altri importanti nobili della Linguadoca Raimondo, a causa del suo atteggiamento tenero nei confronti dei catari, fu sospettato di eresia. Benché egli stesso appartenesse ancora alla Chiesa cattolica, la moglie Filippa di Moncada e la sorella Esclarmonde erano due Perfette della fede càtara. Raimondo fu testimone della sorella nel corso della cerimonia di attribuzione alla medesima del consolamentum da parte del vescovo càtaro Guidalberto di Castres, avvenuta a Fanjeaux nel 1204. Nel 1206 inoltre ebbe luogo a Mirepoix, nelle terre di Foix, un concilio della nuova fede al quale parteciparono oltre 600 càtari. Un anno dopo ebbe luogo a Pamiers[1] l'ultima grande disputa fra i càtari (tra questi Esclarmonde de Foix e Benedetto di Termes) e la Chiesa cattolica (Diego di Osma, San Domenico) alla quale Raimondo fu presente. Successivamente la erezione della fortezza di Montségur, quale luogo di rifugio per i càtari nel territorio della contea di Foix da parte di Raymond de Péreille, acquistò un notevole significato.

La Crociata contro gli Albigesi[modifica | modifica wikitesto]

Così anche la contea di Foix divenne uno degli obiettivi della crociata indetta da Papa Innocenzo III contro gli albigesi, alla quale fin dall'inizio Raimondo Ruggero si rifiutò di partecipare, contrariamente a quanto fece il suo potente vicino Raimondo VII, conte di Tolosa, che si unì subito alla medesima. Dopo che i cavalieri crociati nel 1209, al comando di Simone di Montfort, ebbero conquistato Béziers e Carcassonne, la crociata raggiunse anche la contea di Foix. Vitale, priore dell'Abbazia di Sant'Antonino di Fredelas,[2] che era in conflitto con il conte Raimondo Ruggero, offrì al Montfort, fermo in Fanjeaux, la consegna di Pamiers. Sulla via di Pamiers Montfort prese prima Preixan e Saverdun, ove insediò Enguerrand de Boves come castellano, quindi, il 22 settembre 1209 cadde in mani crociate anche Mirepoix, che Montfort affidò al suo maresciallo Guy de Levis. Nell'anno successivo solo la piazzaforte di Roquefixade tenne testa con successo ai numerosi assedi crociati. Un tentativo di conciliazione fra il conte di Foix ed il Montfort da parte di Pietro II di Aragona fallì.

La battaglia di Montgey[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che i crociati nel 1210 avevano occupato Minerve e Termes, fu posta sotto assedio Lavaur. L'assedio si rivelò difficile, cosicché il Montfort fece arrivare rinforzi di crociati, prevalentemente cavalieri tedeschi. A queste truppe,[3] comandate da Nicholas de Bazoches, Raimondo Ruggero tese una trappola a presso Mongey, vicino a Lavaur. Egli nascose il suo esercito, costituito da molti contadini e pochi cavalieri, in un bosco ed attaccò i crociati di sorpresa. Questi furono completamente annientati ed ai pochi prigionieri il conte fece tagliare naso ed orecchie.

Il primo assedio di Tolosa[modifica | modifica wikitesto]

Pochi giorni dopo il conte di Tolosa lasciò il campo crociato e si volse contro di esso. In conseguenza di ciò nel giugno del 1211 Montfort diresse il suo esercito su Tolosa, mentre il conte di Tolosa si alleava in tutta fretta con Raimondo Ruggero di Foix e con il conte Bernardo IV di Comminges. Presso il ponte di Montaudran, che attraversa la Garonna 4 km a sud di Tolosa, la coalizione die conti si attestò contro il nemico. Dopo che nel conseguente scontro molti cavalieri da ambo le parti furono gettati nei flutti, i conti si ritirarono in Tolosa, cvhe Montfort pose subito sotto assedio. Poiché però non si riusciva a superare le difese della città, l'assedio dovette essere interrotto due settimane dopo.

La battaglia di Castelnaudary[modifica | modifica wikitesto]

Dopo questo successo nella difesa, i conti passarono all'offensiva chiudendo Montfort in Castelnaudary. Montfort poté difendere bene la città, anche perché egli ottenne rinforzi da parte di Guy de Levis e Bourchard de Marly. Un ulteriore contingente di truppe vi fu condotto da Martin d'Algai. Raimondo Ruggero lasciò l'assedio con il suo esercito per attaccare il d'Algai presso Burg St. Martin, 5 km da Castelnaudary. Montfort fece uscire 40 cavalieri per sostenere il d'Algai che tuttavia, sorpreso dalle truppe di Raimondo Ruggero, si dette alla fuga. Ma invece di concentrare la battaglia sui cavalieri di Montfort, gli uomini di Raimondo Ruggero si misero a saccheggiare le salmerie che i crociati avevano lasciato indietro. Montfort, che poté assistere agli avvenimenti dalle mura di Castelnaudary, colse l'occasione e si diresse con 60 cavalieri sul campo di battaglia, lasciandone solo 5 a difesa della città. Qui nessuna delle due parti riuscì a strappare la vittoria e Montfort rientrò a Castelnaudary con i suoi cavalieri. Rivendicando a sé la vittoria, come anche fecero il conte di Foix, Montfort se ne andò con il suo esercito, lasciando nella città solo un piccolo presidio sufficiente alla sua difesa. Pochi giorni dopo i conti rinunciarono all'assedio.

I combattimenti a Foix[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1211 Montfort saccheggiò la città di Foix, ma la rocca resistette all'assedio. Dopo di che s'impossessò della rocca di Cher che consegnò a Guglielmo d'Aure. Un tentativo di Raimondo Ruggero, nello stesso anno, di rioccupare la città fallì dopo due settimane di assedio. Un anno dopo quest'ultimo respinse un attacco alla città di Foix e prese Saverdun, che però fu rioccupata poco dopo dal Montfort.

La battaglia di Muret[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1213 il re Pietro II fece l'ultimo tentativo diplomatico di mantenere la situazione patrimoniale dei principi occitani, con un concilio in Lavaur. Dopo che però Simone di Montfort si era rifiutato di garantire tale accordo, il re si dichiarò difensore di Tolosa e nell'estate del 1213 attraversò con un esercito i Pirenei. I conti occitani prestarono subito a lui giuramento di vassallaggio feudale ed aggiunsero le loro forze alle sue. Con il suo esercito di coalizione Pietro II marciò il 30 agosto sulla città di Muret, in mano alle forze crociate. La città apparteneva al conte di Comminges, che era nuovamente vassallo del re di Aragona, e fu presa dai crociati nell'ottobre del 1212. La città era difesa da 30 cavalieri, che si erano ritirati nella cittadella. La prima divisione degli occitani, sotto la guida di Raimondo Ruggero di Foix (400 cavalieri propri e 200 catalani) penetrò nella città dalla torre occidentale e pose l'assedio alla cittadella. I difensori potevano ancora inviare messaggi a Simone di Montfort, che stazionava in Fanjeaux e che si mise subito in marcia verso Muret con 900 cavalieri. L'11 settembre egli attraversò la Garonna e giunse a Muret entrandovi dalla porta orientale e diede battaglia ai cavalieri del conte di Foix. Ma subito i cavalieri crociati si ritirarono lasciando la città fra la sorpresa della coalizione nemica e facendo girare le sue truppe, si portò a sud della medesima, attraversò la Louge, un ramo laterale della Garonna, e vi distrusse un reparto della milizia tolosana cittadina. Quindi il giorno dopo Montfort diede battaglia all'esercito occitano, che ora aveva la Garonna alle spalle e quindi si trovava in situazione critica. Il re Pietro II di Aragona, che presumibilmente la notte prima aveva partecipato ad una festa nell'accampamento militare, decise con la sua irruenza di rinunciare al piano difensivo concordato con il conte di Tolosa e si spinse in avanti con i suoi cavalieri aragonesi. Montfort lanciò contro il re la sua prima linea che tagliò fuori il re dai suoi alleati e nella battaglia conseguente Pietro II fu ucciso Alain de Roucy. La morte del re provocò la sconfitta dei conti del Sud il cui esercito si sfasciò e si diede alla fuga.
per Roger de Foix questa sconfitta ebbe un effetto immediato poiché Montfort devastò subito, per la seconda volta, la città di Foix. Quindi il Montfort si violse nuovamente verso Tolosa che questa volta egli riuscì a conquistare.

Assoggettamento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che il conte di Tolosa era fuggito alla corte del cognato, il re d'Inghilterra Enrico II, Raimondo Ruggero, il conte di Comminges ed il visconte di Narbonne il 18 aprile 1214 fecero atto di sottomissione in Narbonne alla Chiesa cattolica. Il legato del papa, Pietro da Benevento, revocò al conte temporaneamente Foix, che assegnò al priore dell'Abbazia di San Tiberio, il quale a sua volta vi insello il nipote Berengario come castellano. Successivamente Raimondo Ruggero dovette giurare di non dare più sostegno né ai càtari né ai Faiditi.

Battaglia diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 1215 Raimondo Roggero accompagnò il conte di Tolosa a Roma, ove dall'11 novembre si riuniva il IV Concilio Lateranense. I due conti di fronte a Papa Innocenzo III intendevano diplomaticamente porre un freno alle pretese del Montfort sulla loro successione. Il papa si dimostrò disponibile alle richieste dei conti, ma la sua proposta di compromesso, che prevedeva la cessione dei territori del Trencavel al Montfort mentre i conti avrebbero mantenuto i loro possedimenti, fu respinta dai vescovi della Linguadoca. Invece tutti i possedimenti che erano destinati a Montfort furono dichiarati persi per il conte Raimondo VI di Tolosa, ed egli inoltre fu bandito dai territori della sua precedente signoria. Raimondo Ruggero cercò di difendere il casato di Tolosa sostenendo che non si poteva ignorare l'eredità spettante al giovane Raimondo VII che non era colpevole del comportamento del padre. Inoltre Raimondo VI si dichiarò disposto ad abdicare immediatamente a favore del figlio, ma anche questo compromesso fu respinto dal partito di Montfort. Il figlio del conte poteva solamente ricevere la marca di Provenza e l'Agenois, in quanto eredità della madre Giovanna d'Inghilterra (11651199). Raimondo Ruggero al contrario trovò ascolto allorché egli replicò alle accuse di eresia contro di lui dichiarando la sorella Esclarmonde unica responsabile della presenza dei càtari a Montségur.

La riconquista[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1216 il conte Raimondo VI e suo figlio, ignorando il verdetto conciliare, sbarcarono fra l'esultanza popolare, sulle coste della Provenza. Mentre Raimondo VI si spostava verso sud, il giovane Raimondo VI poneva l'assedio alla cittadella di Beaucaire, che segnò l'inizio delle battaglie di riconquista contro i crociati. Raimondo Ruggero di Foix nel frattempo riuscì diplomaticamente il 14 settembre a Saint-Jean-de-Verges ad impegnare Simone di Montfort, con l'intermediazione del papa, concludendo un armistizio con capi crociati. Egli conseguì un ulteriore successo quando il papa Onorio III, il 27 novembre del medesimo anno diede disposizione all'abate dell'Abbazia di San Tiberio di riconsegnare la rocca di Foix al suo legittimo proprietario. Questo indusse il Montfort a rompere l'armistizio, con il pretesto che Raimondo Ruggero aveva fatto altrettanto prima di lui. Il Montfort pose l'assedio il 6 febbraio 1217 alla rocca di Montgrenier, che era difesa dal figlio di Raimondo Ruggero, Ruggero Bernardo. Dopo sei settimane di assedio ed il rigetto di una esortazione del papa, Montfort portò a termine il medesimo ma dovette lasciar andare i difensori. L'assedio di Montgrenier tuttavia aveva impegnato abbastanza il Montfort da dar tempo al conte di Tolosa di condurre dall'Aragona, attraverso i Pirenei, un esercito grazie al quale egli il 13 settembre poté rioccupare la sua città capitale senza combattere. Raimondo Ruggero sostenne la imminente difesa della città contro i crociati. Il 25 giugno 1218 Simone di Montfort, nel tentativo di portare in salvo il fratello Guy, rimasto ferito durante un attacco alla città, fu colpito a morte dal proietto di una catapulta. Il figlio primogenito del Montfort, Amaury, subentrò nel comando dei crociati ma si rivelò inadatto a ricoprire quella posizione. Nell<a primavera del 1219, mentre Amaury, insieme al principe francese Luigi, stava assediando la città di Marmande (già dal dicembre 1218), Raimondo Ruggero, insieme al conte di Tolosa, quello di Comminges ed un contingente di Faiditi, distrusse nei pressi di Baziège un grosso esercito crociato, che da Carcasonne doveva raggiungere Amaury. Dopo di ché Raimondo Ruggero combatté i crociati in Lauragais e nel 1220, con Raimondo VII di Tolosa, conquistò Castelnaudary, il cui difensore Guy de Montfort, figlio di Simone, perse la vita in combattimento. Raimondo Ruggero organizzò subito la difesa della città che Amaury de Montfort voleva rioccupare, riuscendo a farne uscire di nascosto il vescovo càtaro Guidalberto di Castres che si ritirò in Montségur. Amaury fu costretto, nel marzo 1221, a interrompere l'assedio e ritornare a Carcassonne, dopo che Ruggero Bernardo di Foix aveva occupato le città di Limoux, di Pieusse ed altri importanti centri difensivi nel carcassonnese, mentre nel contempo il figlio illegittimo di Raimondo Ruggero, Lupo, portava sotto il suo controllo la regione intorno a Razès.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 1223 Raimondo Ruggero occupò Mirepoix, una delle città più importanti della sua contea, che così fu liberata dai crociati. Pochi giorni dopo però il conte morì a causa di un'ulcera; un anno prima era già morto il suo da lungo tempo compagno di battaglie, conte Raimondo VI di Tolosa. La crociata contro i Càtari, iniziata nel 1209, avrebbe dovuto sopravvivere ai conti non più di un anno. Nel 1224 Carcassonne fu occupata dal giovane Raimondo II di Trencavel, figlio della prima eminente vittima di questa crociata. Amaury de Montfort rinunciò subito dopo alla battaglia e tornò in patria. Il conte Raimondo Ruggero di Foix fu conosciuto per le sue virtù e fedeltà cavalleresche. Come per l'amore della cultura di corte e per le belle donne. Egli fu considerato un protettore dei trovatori ed era egli stesso autore di alcune poesie.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Raimondo Ruggero di Foix sposò Filippa di Moncada, proveniente da un'influente famiglia càtara. Da questo matrimonio nacquero:

  • Ruggero Bernardo II (circa 1195 – 1241), successore del padre come conte di Foix, sposato con Ermessenda di Castelbon
  • Cecilia (†?), andata sposa il 6 maggio 1224 al conte Bernardo V di Comminges

Inoltre si conoscono di lui due figli illegittimi:

  • Lupo di Foix[4] († 1259 od oltre), signore di Saverdun, co-signore di Mirepoix e siniscalco reale di Carcassonne, capostipite del casato Foix-Rabat.
  • Esclarmonde (†?), una Perfetta càtara. Ella andò sposa nel 1236 a Bernard d'Alion, anch'egli càtaro, che nel 1258 in Perpignan fu posto al rogo

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Conte di Foix Successore Blason ville fr Foix (Ariège).svg
Ruggero Bernardo I 11881223 Ruggero Bernardo II

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Detta anche Frédélas, dal principe ostrogoto Federico, figlio del re Teodorico I
  2. ^ L'Abbazia è dedicata a sant'Antonino, uno dei figli del principe goto Federico, che si convertì dall'arianesimo al cattolicesimo e patì il martirio nella città di suo padre verso il 506
  3. ^ Secondo Guglielmo di Tutela 5.000 cavalieri, mentre Aubry de Trois Fontaines parla di 1.500
  4. ^ Come madre di Lupo fu spesso riconosciuta la semileggendaria nobile Etiennette de Pennautier, che si trova citata nella letteratura poetica medievale come Loba de Pennautier

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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