Raimondo Montecuccoli (incrociatore)

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Raimondo Montecuccoli
Montecuccoli.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg · Naval Ensign of Italy.svg
Tipo  incrociatore leggero
Classe  Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli
Numero unità {{{numero_unità}}}
Costruttori  Ansaldo
Cantiere  Cantiere navale di Genova
Matricola  552
Ordine 
Impostazione 1 ottobre 1931
Varo  2 agosto 1934
Completamento 
Entrata in servizio  30 giugno 1935
Proprietario 
Radiazione  31 maggio 1964
Destino finale  Demolio nel 1972
Caratteristiche generali
Dislocamento  8.875 t (standard)
8.895 t (a pieno carico) t
Stazza lorda  t
Lunghezza  182,2 m
Larghezza  16,6 m
Altezza  10 (di puntale) m
Pescaggio  6 m
Profondità operativa  m
Ponte di volo 
Propulsione  6 caldaie, 2 turbine, 2 eliche
120.000 CV
Velocità  37 nodi (68,5 km/h)
Autonomia  4.122 mn a 18 nodi (7.634 km a 33 km/h)
1.300 t di nafta
Capacità di carico 
Numero di cabine  {{{numero_di_cabine}}}
Equipaggio  27 ufficiali
551 sottufficiali e comuni
Passeggeri 
Equipaggiamento
Sensori di bordo 
Sistemi difensivi 
Armamento  cannoni:
  • 8 pezzi da 152/53 mm OTO modello 1929 (4 installazioni binate)
  • 6 pezzi da 100/47 m OTO modello 1927 (3 installazioni binate)
  • 8 mitragliere da 37/54 mm (4 installazioni binate)
  • 12 mitragliere da 20/70 mm singole

siluri:

  • 4 tubi lanciasiluri da 533 mm in due complessi binati brandeggiabili
  • 86 mine tipo P.200
Corazzatura 
orizzontale: 30 mm
verticale: 60 mm
artiglierie: 70 mm
torrione: 100 mm
Mezzi aerei  3 aerei tipo IMAM Ro.43
catapulte brandeggiabili situate a centro nave
Note
Motto  Con risolutezza, con rapidità
Soprannome 

Il Raimondo Montecuccoli fu un incrociatore leggero della Regia Marina e poi della Marina Militare, appartenente alla classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli. Venne così battezzata in onore del condottiero del XVII secolo Raimondo Montecuccoli. Il motto della nave era Con risolutezza - Con Rapidità.[1]

Indice

[modifica] Costruzione

Impostato il 10 ottobre 1931 nei cantieri Ansaldo di Genova, varato il 2 agosto 1934, dopo avere effettuato le prove in mare nella primavera del 1935, venne consegnato alla Regia Marina il 30 giugno del 1935.[2]

[modifica] Apparato motore

L'apparato motore è costituito da due parti identiche, ciascuna formata da due generatori di vapore collegate ad un gruppo turbine, alloggiate in sei locali separati (due locali per le turbine, quattro per i generatori) posti uno dietro l'altro al centro della nave.

I generatori di vapore surriscaldato a 225°C, erano caldaie a tubi d'acqua del tipo Yarrow detto Marina Militare a cinque collettori in grado di produrre 90t/h di vapore.[2]

La camera di combustione di ciascun generatore era alimentata da 12 polverizzatori, a nafta riscaldata fino a 90-100°C.[2] I fumi dei due generatori poppieri venivano evacuati dal fumaiolo di poppa mentre quelli prodieri utilizzavano il fumaiolo di prora. I generatori di vapore erano alimentati con acqua distillata, preriscaldata a 100°C dai vapori di scarico delle turbine ausiliarie.

Il gruppo turbine era formato da una turbina ad alta pressione ed una turbina a bassa pressione, entrambe del tipo Belluzzo ad azione diretta invertibili per la marcia indietro, collegate da una scatola ingranaggi alla linea d'asse. Il gruppo prodiero azionava l'elica di dritta con rotazione destrorsa, mentre il gruppo poppiero azionava l'elica di sinistra, sinistrorsa. Al di sotto del gruppo turbine era installato il condensatore a bassa pressione, raffreddato con acqua di mare, in grado di far funzionare le turbine in circuito chiuso. Per compensare le perdite d’acqua distillata sono installati tre evaporatori capaci di produrre 154t di acqua distillata nelle 24 ore.[2]

[modifica] Attività

[modifica] Periodo pre-bellico

Allo scoppio della guerra civile spagnola partecipò a varie missioni a protezione del traffico marittimo.

Il Montecuccoli alla fonda a Venezia

Nel 1937 venne inviato in estremo oriente, a tutela degli interessi italiani nell'area, in occasione del conflitto sino-giapponese partendo da Napoli il 30 agosto e giungendo a Shangai il 15 settembre dopo aver toccato durante la navigazione Porto Said, Aden, Colombo e Singapore e visitando Sydney, dove giunse in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della fondazione dello stato del Nuovo Galles del Sud. Nell'occasione il Montecuccoli visitò oltre Sydney i principali porti australiani, quali Hobart, Adelaide, Brisbane e Melbourne. Rientrato a Shangai continuò ad operare in quelle acque in difesa degli interessi italiani, toccando anche numerosi porti giapponesi, rientrando in Italia nel 1939.

[modifica] Periodo bellico

Durante la seconda guerra mondiale incrociò la propria attività con quella del gemello Muzio Attendolo e degli incrociatori Duca d'Aosta prendendo parte alle battaglie di Punta Stilo del 9 luglio 1940. Insieme al Eugenio di Savoia e cinque cacciatorpediniere sparò contro postazioni greche alla isola di Corfù, il 18 dicembre 1940. Fece parte della scorta del convoglio M.42 che culminò nella prima battaglia della Sirte del 17 dicembre 1941. Prese parte alla battaglia di mezzo giugno (12 - 16 giugno 1942), dove riuscì a mettere fuori di combattimento al caccia HMS Bedouin, dopo affondato da un aerosilurante S.M.79, ed incendiare la grossa petroliera Kentucky, che si era stata fermata dopo essere colpita da aerei tedeschi. Due mesi dopo, fu partecipe della Battaglia di mezzo agosto svolta tra il 10 e il 15 agosto 1942.

[modifica] Il giorno di Santa Barbara

Mentre si trovava a Napoli il 4 dicembre 1942, giorno di Santa Barbara, vi fu un bombardamento da parte dei B-24 americani partiti dall'Egitto che arrivarono indisturbati sulla città in quanto scambiati per una formazione di Ju 52 tedeschi, sganciando le loro bombe da oltre 6 000 metri di altitudine, che colpirono il Montecuccoli, l' Eugenio di Savoia, che ebbe 17 morti e 46 feriti e danni alla parte posteriore dello scafo riparabili in 40 giorni ed il gemello Muzio Attendolo, che colpito al centro da una o due bombe venne danneggiato sotto la linea di galleggiamento inclinandosi poi semiaffondato. Per il Muzio Attendolo la stima delle operazioni di recupero e dei lavori di riparazione era da dieci mesi ad un anno, ma lo scafo venne recuperato e demolito al termine del conflitto.

Il Montecuccoli venne colpito da una bomba a centro nave proprio dentro un fumaiolo che venne disintegrato lasciando al suo posto un cratere, ma la protezione della corazzatura riuscì a salvare la nave che oltre ad avere avuto 44 morti e 36 feriti ed ebbe bisogno di ben sette mesi di lavori.

[modifica] Armistizio

Dall'inizio del conflitto all'armistizio, il Montecuccoli effettuò 32 missioni di guerra percorrendo 31.590 miglia.

All'armistizio dell'8 settembre la nave si trovava a La Spezia, da dove, insieme alle altre due unità che in quel momento costituivano la VII Divisione, l'Eugenio di Savoia e l'Attilio Regolo, alle corazzate Roma, Vittorio Veneto e Italia della IX Divisione, i cacciatorpediniere Mitragliere, Fuciliere, Carabiniere e Velite della XII Squadriglia, i cacciatorpediniere Legionario, Oriani, Artigliere e Grecale della XIV Squadriglia ed una Squadriglia di torpediniere formata da Pegaso, Orsa, Orione, Ardimentoso e Impetuoso, salpò per congiungersi con il gruppo navale proveniente da Genova, formato dalle unità della VIII Divisione, costituita da Garibaldi, Duca degli Abruzzi e Duca d'Aosta e dalla torpediniera Libra, per poi consegnarsi agli alleati a Malta assieme alle altre unità navali italiane provenienti da Taranto. Il gruppo, dopo essersi riunito con le unità provenienti da Genova, per ottenere una omogeneità nelle caratteristiche degli incrociatori, il Duca d’Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, sostituendo l’Attilio Regolo che entrò a far parte della VIII Divisione. Durante il traferimento, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell'Ammiraglio Bergamini, affondò tragicamente nel pomeriggio del 9 settembre al largo dell'Asinara centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della tedesca Luftwaffe.

Durante la cobelligeranza ed al termine del conflitto, partecipò a numerose missioni di trasporto veloce e di rimpatrio di prigionieri.

[modifica] Nave scuola

Il Montecuccoli fu uno dei quattro incrociatori lasciati alla Marina italiana in seguito al Trattato di Pace insieme al Luigi Cadorna al Duca degli Abruzzi e al Garibaldi, tutte unità queste della classe Condottieri come il Montecuccoli.

Il Montecuccoli nel dopoguerra impiegato come nave scuola per l'Accademia Navale

Entrato a far parte della Marina Militare Italiana il Montecuccoli riprese l'attività di squadra a partire dal 1947 fino al 1949 quando venne destinato a svolgere il compito di nave scuola per gli allievi dell'Accademia Navale di Livorno, effettuando sin dall'estate del 1949 le campagne di istruzione estiva, sia nel Mediterraneo che oltre, toccando nel 1951 Santa Cruz de Tenerife e nel 1952 Londra.

Successivamente venne sottoposto alla Spezia a grandi lavori di trasformazione e riammodernamento che, dal giugno 1954, lo resero più idoneo al compito di nave-scuola e con l'ingresso dell'Italia nella NATO venne contraddistinto dalla matricola 552.

Le modifiche portarono all'eliminazione di due generatori di vapore, della torretta n°2 e relativo deposito munizioni, del complesso 100/47 centrale e delle 8 mitragliatrici da 20/70. Vennero installati i radar di scoperta di superficie, di scoperta aerea, di tiro e una nuova centrale di tiro. I serbatoi di nafta furono aumentati di 300m3 con il conseguente aumento di 615 miglia di autonomia.

Alternando l'attività di squadra alle campagne di istruzione, raggiunse porti come Copenaghen nel 1955, Montreal, Boston e Filadelfia nel 1958, Helsinki nel 1961. Tra le campagne di istruzione, la circumnavigazione del mondo, effettuata dall'1 settembre 1956 all'1 marzo 1957 che, inizialmente non prevista, fu resa necessaria nel ritorno dall'Australia, dove aveva svolto un ruolo di rappresentanza in concomitanza alle olimpiadi di Melbourne, a causa della crisi del Canale di Suez.

Il Montecuccoli, al comando dell'allora capitano di vascello Gino Birindelli, in quella circostanza toccò 34 porti di quattro continenti, percorrendo complessivamente 33.170 miglia.

Dopo aver compiuto la circumnavigazione del continente africano nel 1963, nel 1964 venne messo in disarmo, ammainando per l'ultima volta la bandiera, a Taranto la sera del 31 maggio 1964. Rimorchiato alla Spezia, nel 1972 venne demolito.

Nel suo compito di nave scuola venne sostituito a partire dal 1965 dal San Giorgio.

Una curiosità: Sul Montecuccoli è stato imbarcato Pasquale Africano[3] il personaggio televisivo che dal 1985 al 2004 impersonava la guardia giurata nella trasmissione Forum, scomparso il 30 agosto 2008, che era un Segnalatore del corso 62.[4]

Attualmente alcuni reperti del Montecuccoli sono all'ingresso della città di Perugia. Si tratta di un cannone binato da 152mm, dell'albero di plancia e delle ancore. Ai piedi dell'albero maestro una targa ricorda le 156 missioni, le 3678 ore di moto effettuate e le oltre 77800 miglia percorse "Con risolutezza, con rapidità".

particolare del cannone da 152mm
Il cannone da 152mm conservato all'ingresso della città di Perugia


[modifica] Note

  1. ^ I motti delle navi italiane , Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962 . pp.62
  2. ^ a b c d Monografia ridotta nave R.Montecuccoli per aspiranti e allivi dello Stato Maggiore, Livorno, Poligrafico dell' Accademia Navale, 1959 .
  3. ^ Fotografie di marinai. URL consultato il 2-9-2008.
  4. ^ Fotografie di marinai. URL consultato il 2-9-2008.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni


Incrociatori leggeri classe Condottieri tipo Raimondo Montecuccoli Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Raimondo Montecuccoli | Muzio Attendolo
Regia Marina
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