Rafael Barradas

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Rafael Barradas

Rafael Barradas (Montevideo, 4 gennaio 1890Montevideo, 12 febbraio 1929) è stato un pittore uruguaiano. Artista di grande fantasia inventiva, raggiungendo il massimo dell'espressivitá quando, nel 1917, innestò il Vibracionismo in Spagna. Il suo vero nome era Rafael Justino Perez Gimenez. Pittore uruguaiano, nato a Montevideo il 4 gennaio 1890, figlio d'un matrimonio di spagnoli emigrati a fine dell'800 in Uruguay. Considerato autodidatta, anche se suo padre era pittore di mestiere, visto che morì quando il piccolo Rafael aveva 8 anni di età. Nonostante la sua breve vita (morì a 39 anni), ha compiuto atti che ne fanno rango tra i pittori della sua generazione, soprattutto in Spagna e Sud America dove ha rivoluzionato la pittura e ispirato tutte le tendenze artistiche del momento, come ad esempio la Generazione del ‘27.

1912[modifica | modifica wikitesto]

Fonda il settimanale 'El Monigote" insieme a Escuder, dove descrissero la vita artistica dell'epoca a Montevideo. Dipinge la sua prima grande opera "Los Emigrantes" [1]

1913[modifica | modifica wikitesto]

Venuto in Europa nel 1913 grazie al suo amico, il cantante Alfredo Medici, che ha condiviso la sua borsa di studio del governo uruguayano, per un' ulteriore formazione presso il Teatro alla Scala di Milano, ha conosciuto il Futurismo [2], poi a Parigi dove fu in grado di vedere le avanguardie in effervescenza nella capitale francese. Ha sviluppato una particolare espressione pittorica, composta d'un cromatismo molto espressivo definito come Vibracionismo [3]. A Barcellona, dove si è trasferito nel 1914, conosce i più importanti giovani poeti catalani come Joan Salvat-Papasseit Joan Salvat-Papasseit e Juan Gutierrez Gili.

1914[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di dicembre parte per Madrid a piedi, ma arriva soltanto a Saragozza, dove è stato preso da un malore e poi aiutato da una famiglia di contadini che lo ospita, conosce e sposa nel aprile 1915 Simona, figlia maggiore di questa famiglia, meglio conosciuta come Pilar, nome dato da lui stesso.

1915[modifica | modifica wikitesto]

Ha esposto per la prima volta le sue opere in due mostre nel Lawn Tennis Club. In seguito, anni dopo, nel 1923 sarebbe tornato in Aragón, precisamente a Luco de Jiloca e dipingerá la serie "Los Magnificos" [4] "I Magnifici" (personaggi del popolo rappresentati nei suoi compiti, colorati con un tono più appagato dove predominano gli ocra, marroni e i griggi)

1916[modifica | modifica wikitesto]

Torna a Barcellona con la moglie per incontrare la sua famiglia che gli raggiunse da Montevideo per stare insieme ed aiutere la giovane copia, così la sua famiglia da quel giorno fino alla sua fine sarà composta dalla madre, la sorella (Carmen Barradas, musicista) e loro due.

1917[modifica | modifica wikitesto]

A Barcellona incontrò e fece amicizia con il suo compatriota, il pittore Joaquín Torres-García ed insieme espongono alla galleria Dalmau nel mese di dicembre 1917. Torres-García dopo questo incontro raggiunse Barradas ed il suo vibrazionismo, (considerati entrambi gli esponenti più importanti di questo ismo) Torres-García nel'30, avrebbe sviluppato il suo Universalismo constructivo. In questi anni la pittura di Rafael Barradas era considerata troppo moderna per quei giorni, quindi disegnava per diverse riviste dell'epoca visto che La Vanguardia in Spagna sempre lo accolse volentieri, soprattutto in letteratura e poesia.

1919[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 Barradas e famiglia si trasferiscono a Madrid e si stabilì nei pressi della Stazioni di Atocha dove ha frequentato nei caffè, poeti scrittori ed artisti della capitale spagnola. Tra cui: Guillermo de Torre, Jorge Luis Borges, Norah Borges, l'attrice Margarita Xirgu [5], l'andaluso Federico Garcia Lorca, Salvador Dalì, Ramón Gómez de la Serna, Benjamin Jarnes, Manuel Abril, Perez de la Ossa, Luis Buñuel, José Frances, e costui lo presentò a Gregorio Martinez Sierra Gregorio Martínez Sierra.

Ritratto dell'attrice catalana Margarida Xirgu

1920[modifica | modifica wikitesto]

Súbito Rafael è stato ingaggiato da Martínez Sierra per disegnare i costumi e lo scenario del Teatro Eslava. Egli ha anche illustrato con i suoi disegni le opere della casa Editrice Estrella, dove ha partecipato nelle edizioni spagnole di "Lorenzaccio", Hard Times di Dickens nella versione spagnola, "Ella y el", "Tu eres la paz", "Gaudeamus", ecc. Poi collaborò con Ramón Gomez se la Serna nella Editrice Calpe. Ha collaborato con molte riviste d'arte di quei anni (Alfar, diretta dal poeta uruguaiano Julio J. Casal, Elices, Grecia, Reflector con Borges, "Ultra" con Norah Borges) e anche per le pubblicazioni per bambini di Saturnino Calleja. Rafael ispirò la pittura del giovane Salvador Dalì e dello scultore Alberto Sanchez, García Lorca, e altri contemporanei.

Copertina di Barradas, Hélices, di Guillermo de Torre 1923

1925[modifica | modifica wikitesto]

Ha partecipato alla prima mostra di Artisti Iberici del 1925, e lo stesso anno la presentazione del libro "Un Teatro de Arte" [6] di Martinez Sierra a l'Esposizione Nazionale delle Arti Decorative a Parigi ha vinto il primo premio ed il Grand Prix per Rafael Barradas. Poi all'inizio del '26 va in Francia, a San Juan de Luz, dove passa un periodo in cui produce una serie di disegni e acquerelli ispirati nel porto e nei suoi personaggi.

1926[modifica | modifica wikitesto]

Si trasferì a L'Hospitalet de Llobregat, in Catalogna, dove ha sviluppato la serie dei "mistici", suggestivi dipinti di carattere religioso, poi la serie "Estampones Montevideanos" disegni ed dipinti all'acquerello ispirati nei ricordi della sua città natale con scene di porto e del quartiere Sur.

1927[modifica | modifica wikitesto]

Espone a Barcellona e collabora con diverse pubblicazioni, non soltanto come illustratore, anche scritte da lui. Ad esempio "Alegría" [7]

1928[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la sua salute fosse in netto calo il suo instancabile ottimismo ha incontrato nella sua casa tutti i più importanti artisti catalani in quello che fu chiamato il "Ateneíllo de L’Hospitalet" dove trascorsero personaggi delle lettere e delle art tra cui lo scultore Ángel Ferrant, lo scrittore Juan Gutiérrez Gili, Federico Garcia Lorca, Salvador Dalí, [8] , Filippo Marinetti, Garran, García Maroto, Luis Gongora, e tanti altri. Questi amici insieme a lui hanno organizzato la prima (ed unica) esposizione di disegni di Federico García Lorca nella Sala Dalmau a Barcellona. Nel novembre del 1928 ritornò in Uruguay, molto malato, e morì pochi mesi dopo, il 12 febbraio 1929, lasciando la maggior parte del suo lavoro nelle mani della sua famiglia, che l'ha esposto in modo permanente a casa loro. Non avendo figli con Pilar, le sue nipoti hanno ceduto tutta la sua opera al Ministero dei beni Culturali nell'anno 1969, per così creare un Museo Barradas. Oggi si possono apprezzare nel Museo Nazionale delle Belle Arti (Museo Nacional de Artes Visuales)[9] a Montevideo, dove è stata esposta nel 1972. [10] Rafael Barradas è considerato uno dei tre pittori più importante del suo paese e soprattutto è ammirato al giorno d'oggi da tutte le nuove generazioni di giovani artisti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Barradas" Exposición realizada en el Museo Nacional de Artes Visuales en 1972. Montevideo, 1972. 54 páginas. [11]
  • García Guatas, Manuel (2002). Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Zaragoza. ed. «BARRADAS: ARS LONGA VITA BREVIS» (pdf). Artigrama (17): p. 53. ISSN 0213-1498. [12]

↑ Rafael Barradas Biografia MNAV, Montevideo

  • García Maroto, Gabriel, "La nueva España 1930, resumen de la vida artística española desde el año 1927 hasta hoy", Madrid, Biblos, 1927
  • "Rafael Barradas", Julio J. Casal, Monografías de Arte, Editorial Losada, Buenos Aires, 1949
  • "HISTORIAL RAFAEL BARRADAS", Antonio de Ignacios, (1953) Montevideo, 300 páginas. [13]
  • Raquel Pereda, "BARRADAS", Montevideo 1989 (Galería Latina)
  • "Barradas", Exposición Antológica, Gobierno de Aragón - Comunidad de Madrid - Generalitat de Catalunya (1992) ISBN 84-7753-313-X
  • "La influencia española en las artes visuales del Uruguay", Miguel Carbajal - Jorge Moreno Tonelli, Comisión Nacional V Centenario del Descubrimiento de América, Montevideo, 1992
  • "A VANGUARDIA NO URUGUAI - TORRES GARCIA-BARRADAS" Doctor Julio María Sanguinetti: "Torres García e Barradas: a força das vanguardas". Ángel Kalenberg: "Releitura de Joaquín Torres García" y "Rafael Barradas. Brasil, 1996. 120 páginas. [14]
  • ALFAR, Revista de América-Galicia, N 27, marzo 1923, Director: Julio J. Casal (1923-1929) Spagna
  • "BARRADAS / TORRES - GARCÍA" - Museo Nacional de Artes Visuales. Montevideo, 1995. 120 páginas. [15]
  • Joaquim Torres-Garcia i Rafael Barradas, Un diáleg escrit. Pilar García-Sedas, Barcelona (1994) ISBN 84-7826-531-7
  • "Las Vanguardias artísticas en España 1909-1936", Jaime Brihuega, Ediciones Istmo, Madrid (1981)
  • "Las Artes Plásticas del Uruguay : desde la época indígena al momento contemporáneo" / José Pedro Argul. Montevideo; Barreiro y Ramos, 1966. [16]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria del Rosario Sicardi Lainez, nipote ed unica discendente dell'artista, Uruguay.
  • Manuel García Guatas, Saragozza, professore allÚniversitá di Saragozza, Spagna.
  • Miguel Angel Battegazzore, pittore, scrittore, Montevideo. [17]
  • Juan Manuel Bonet, poeta, scrittore, Direttore del Museo Reina Sofia (2000 - 2004), Madrid. Juan Manuel Bonet
  • Raul Zaffaroni, Montevideo, pittore, ricercatore, Montevideo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]