Radiotossicità

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Radiotossicità (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato dai reattori nucleari per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo.

La radiotossicità è un indice della capacità potenziale di un radioisotopo di produrre effetti dannosi nelle cellule viventi o nei diversi tessuti in seguito alla sua inalazione (in genere la situazione più pericolosa) o per ingestione. Esse assume valori diversi per i diversi nuclidi in funzione della tipologia (particelle alfa, beta, raggi gamma o neutroni) e dell’energia delle radiazioni emesse durante il decadimento radioattivo, del tempo di dimezzamento sia fisico che biologico del nuclide, della radiosensibilità dell’organo interessato all'esposizione (o, nel caso, dell'intero corpo).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La formula impiegata per calcolare il valore della radiotossicità R (espressa in sievert) è la seguente:

R = Fd A

dove Fd è il fattore di dose (in sievert/becquerel) e A l’attività del radionuclide (in becquerel).

L'International Commission on Radiation Protection (ICRP) ha pubblicato[1] i fattori di dose Fd per quasi tutti i radioisotopi dei nuclidi conosciuti. Questi diversi radioisotopi sono classificati in 4 categorie di radiotossicità: bassa, moderata, alta e molto alta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.icrp.org/prod_c.asp
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