Racing Club de Strasbourg

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Racing Club de Strasbourg
Calcio Football pictogram.svg
RC-Strasbourg.png
Racing
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Blu e Bianco2.png Blu e bianco
Simboli Cattedrale di Strasburgo, cicogna
Dati societari
Città Blason Strasbourg.svg Strasburgo
Paese Francia Francia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of France.svg FFF
Campionato Championnat de France amateur de football
Fondazione 1906
Presidente Marc Keller
Allenatore Francia François Keller
Stadio Stade de la Meinau
(29.000 posti)
Palmarès
Ligue1 trophy.svg UEFA - Intertoto.svg
Titoli di Francia 1
Trofei nazionali 3 Coppe di Francia
3 Coppe di Lega
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

Il Racing Club de Strasbourg, abbreviato RC Strasbourg, Racing Strasbourg o RCS e noto in italiano come Strasburgo o Racing Strasburgo, è una società calcistica francese con sede a Strasburgo.

Fondata nel 1906 con il nome di FußballClub Neudorf[1][2], ha inizialmente esordito nella terza divisione del campionato tedesco[3] per poi entrare, al termine della prima guerra mondiale, nel sistema calcistico francese (con una parentesi nel corso del secondo conflitto mondiale in cui fu di nuovo riammessa al sistema calcistico tedesco[4]). Ottenuto lo statuto di squadra professionale nel 1933[5], lo Strasburgo ha ottenuto nella sua storia risultati altalenanti (toccando il punto più alto nella stagione 1978-79 in cui conquistò il suo primo titolo nazionale) a causa di continui cambi in seno alla dirigenza della società. Attualmente milita nel Championnat National, la terza divisione del campionato francese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Racing Club de Strasbourg.
Una formazione dello Strasburgo finalista della Coppa di Francia 1936-1937

Il Racing Club de Strasbourg vide la luce nel 1906 per iniziativa di un gruppo di studenti del quartiere di Neudorf che fondarono una squadra chiamata Fußballclub Neudorf[1][2]. Dopo tre anni di difficoltà dovute a problemi economici ed organizzativi[1][6], la squadra fu iscritta nel 1909 alla Verband Süddeutscher Fußball-Vereine[3] iniziando la scalata verso la massima serie[2][3], interrompendola allo scoppio della prima guerra mondiale. Al termine del conflitto, con il passaggio dell'Alsazia al governo francese, la squadra assunse la denominazione attuale e si iscrisse ai campionati regionali alsaziani. Acquisito con qualche difficoltà[7] lo status di club professionistico nel 1933[5], lo Strasburgo divenne uno dei club di primo piano del campionato francese lottando nella sua stagione d'esordio in massima serie per la conquista del titolo[8][9] e arrivando in finale di Coppa di Francia nella stagione 1936-37[10]. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, con la riconquista dell'Alsazia da parte del Terzo Reich, lo Strasburgo fu nuovamente ammesso nel sistema calcistico tedesco disputando le competizioni locali[11][12] e cambiando il nome in Rasensportclub Straßburg.

Negli anni successivi alla chiusura del conflitto lo Strasburgo, reintegrato nel sistema calcistico francese, conobbe un periodo di risultati altalenanti, alternando ottime stagioni (nel 1946-47 andò vicino al double[13][14] e nella stagione 1950-51 vinse il suo primo titolo, la Coppa di Francia ai danni del Valenciennes[15]) ad altre meno convincenti (retrocesse al termine delle stagioni 1951-52, 1956-57 e 1959-60). Fu solo negli anni sessanta che, grazie ai finanziamenti da parte del comune[16], la squadra attraversò un periodo di crescita che le permise di ben figurare nelle competizioni europee[17] e nazionali[18]. A quel decennio risalirono infatti l'approdo ai quarti di finale in Coppa delle Fiere (raggiunti eliminando squadre più quotate come Milan e Barcellona[17]) e la seconda vittoria in Coppa di Francia nella stagione 1965-66, ottenuta ai danni del Nantes[18]. Un calo dei risultati negli anni successivi spinse, nel 1970, la dirigenza a incorporare nella società la sezione professionistica della squadra dei Pierrots Vauban[19]. I risultati furono tuttavia insoddisfacenti, tanto che dopo sei anni la società (che nel frattempo aveva cambiato il nome in Racing Pierrots Strasbourg Meinau[20]) fu scorporata e riacquisì il nome precedente[20].

Gilbert Gress, ex giocatore ed allenatore dello Strasburgo, tra le personalità più rappresentative della storia della squadra[21][22].

Alla fine degli anni settanta risale il miglior periodo dello Strasburgo dal punto di vista dei risultati: guidati dall'ex giocatore Gilbert Gress, gli alsaziani, senza sconvolgere troppo la formazione[23] e grazie ad un gioco basato sul collettivo[24] centrarono il terzo posto da neopromossi, per poi migliorare il risultato nella stagione 1978-79, che vide lo Strasburgo ottenere il suo primo titolo di campione di Francia. Negli anni successivi a questo trofeo la squadra attraversò un periodo caratterizzato da dissidii al vertice[21][24][25] che aprirono un periodo di instabilità societaria[26] che si rifletté per circa un decennio sui risultati della squadra[25][27][27].

Il ritorno di Gress in panchina (1991) gettò le basi[28] per un periodo in cui la squadra, nonostante i continui cambi in seno alla dirigenza[28], acquisì una dimensione europea vincendo la prima edizione della Coppa Intertoto e partecipando in due occasioni alla Coppa UEFA (ottenendo il suo miglior risultato nella stagione 1997-98, in cui fu fermata dall'Inter agli ottavi di finale[19] dopo aver eliminato ai sedicesimi il Liverpool). La squadra ottenne prestazioni convincenti anche nelle competizioni nazionali segnalandosi come club di livello medio-alto in campionato[28][29][30] e vincendo nel 1997 la Coppa di Lega.

Negli anni 2000 l'instabilità societaria incominciò ad influire sui risultati della squadra che, pur continuando a vincere trofei (nella stagione 2000-01 vinse la Coppa di Francia[31] mentre nel 2005 la Coppa di Lega[19][32]), visse delle stagioni di saliscendi tra la prima e la seconda divisione[32][33] caratterizzate da numerosi cambi ai vertici della società[32][34][35][36]: a questo periodo risale inoltre la prima retrocessione della squadra in Championnat National, avvenuta al termine della stagione 2009-2010[37][38]. Al termine della Stagione del Championnat National 2010-2011,si classifica in 4 posizione,ma fallisce e riparte dalla serie appena inferiore il Championnat de France amateur girone C.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

La cronistoria è suddivisa secondo i periodi in cui la squadra fu iscritta alle competizioni calcistiche tedesche (dal 1909 al 1914 e dal 1940 al 1945) o francesi (nel periodo tra le due guerre e dal dopoguerra in poi).

Dal 1909 al 1914[modifica | modifica sorgente]

Stagione Campionato
1909-10 -
1910-11 2° nella Divisione C della SFV
1911-12 1° nella Divisione C della SFV
1912-13 -
1913-14 1° nella Divisione B della SFV

Dal 1919 al 1940[modifica | modifica sorgente]

[39][40]

Stagione Campionato Coppa di Francia Allenatore[41][42]
1919-20 5° nel campionato d'Alsazia n.p. -
1920-21 5° nel campionato d'Alsazia 1/32 finale -
1921-22 6° nel campionato d'Alsazia 1/16 finale -
1922-23 1° nel campionato d'Alsazia 1/16 finale -
1923-24 1° nel campionato d'Alsazia 1/16 finale -
1924-25 4° nel campionato d'Alsazia 1/16 finale -
1925-26 4° nel campionato d'Alsazia 1/8 finale -
1926-27 1° nel campionato d'Alsazia 1/32 finale -
1927-28 5° nel campionato d'Alsazia 2º turno -
1928-29 4° nel campionato d'Alsazia 1/32 finale Francia Oscar Bongard
1929-30 3° nel campionato d'Alsazia 1/32 finale Francia Oscar Bongard
1930-31 3° nel campionato d'Alsazia 1/8 finale Austria Adolf Riebe
1931-32 5° nel campionato d'Alsazia 1/32 finale Austria Adolf Riebe
1932-33 3° nel campionato d'Alsazia 1/8 finale Francia Louis Neureuther
1933-34 4ª in Division 2 1/16 finale Francia Robert Fischer
Austria Friedrich Kerr (01-01)
1934-35 2ª in Division 1 1/16 finale Austria Friedrich Kerr
1935-36 3ª in Division 1 1/16 finale Austria Josef Blum
1936-37 6ª in Division 1 Finalista Austria Josef Blum
1936-37 5ª in Division 1 1/16 finale Austria Josef Blum
1938-39 10ª in Division 1 5º turno Francia Charles Rumbold
1939-40 1° nel Campionato di Dordogna 1/8 finale Francia Charles Rumbold

Dal 1940 al 1945[modifica | modifica sorgente]

Stagione Campionato Coppa di Germania Allenatore[42]
1940-41 Finalista della Gauliga Elsaß[11] n.p. Germania Karl Bostelaar
1941-42 2° in Gauliga Elsaß[43] 1/32 finale Germania Karl Bostelaar
1942-43 2° in Gauliga Elsaß[44] n.p. Germania Karl Bostelaar
1943-44 6° in Gauliga Elsaß[45] n.p. Germania Karl Bostelaar
1944-45 - n.p. Germania Karl Bostelaar

Dal 1945 a oggi[modifica | modifica sorgente]

[39]

Stagione Campionato Coppa di Francia Coppa di Lega Coppe europee Allenatore[41][42]
1945-46 12ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Émile Veinante
1946-47 3ª in Division 1 Finalista n/a n.p. Francia Émile Veinante
1947-48 6ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Danimarca Kaï Andrup
1948-49 17ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Francia Émile Veinante
1949-50 13ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Charles Nicolas
1950-51 9ª in Division 1 Vincitore n/a n.p. Francia Charles Nicolas
1951-52 18ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Francia Charles Nicolas
Francia Secundo Pascual (13-04)
1952-53 3ª in Division 2 1/32 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Josip Humpal
1953-54 6ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Josip Humpal
1954-55 4ª in Division 1 1/2 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Josip Humpal
1955-56 14ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Oscar Heisserer
1956-57 17ª in Division 1 1/4 finale n/a n.p. Francia Jean Avellaneda
1957-58 4ª in Division 2 1/4 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Ferdinand Faczinek
1958-59 11ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Josip Humpal
1959-60 19ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Josip Humpal
1960-61 19ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Cecoslovacchia Josip Humpal
1960-61 4ª in Division 2 1/8 finale n/a n.p. Francia Émile Veinante
1961-62 15ª in Division 1 1/32 finale n/a 1º turno Francia Émile Veinante
Francia Robert Jonquet (12-12)
1962-63 14ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Robert Jonquet
1963-64 9ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Francia Robert Jonquet
1964-65 5ª in Division 1 1/4 finale n/a Coppa delle Fiere: 1/4 finale Francia Paul Frantz
1965-66 8ª in Division 1 Vincitore n/a Coppa delle Fiere: 1/32 finale Francia Paul Frantz
1966-67 12ª in Division 1 1/8 finale n/a Coppa delle Coppe: 2º turno Francia Walter Presch
Francia René Hauss (16-04)
1967-68 16ª in Division 1 1/4 finale n/a n.p. Francia René Hauss
Francia Paul Frantz (01-03)
1968-69 13ª in Division 1 1/4 finale n/a n.p. Francia Paul Frantz
1969-70 5ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Paul Frantz
1970-71 18ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Paul Frantz
Francia Paco Mateo (11-10)
Ungheria Jenö Csaknady (21-02)
Francia Paul Frantz (28-04)
1971-72 1ª in Division 2 1/32 finale n/a n.p. Francia Casimir Novotarski
1972-73 16ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Francia Casimir Novotarski
1973-74 13ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Francia Casimir Novotarski
Francia Robert Domergue (17-11)
1974-75 10ª in Division 1 1/4 finale n/a n.p. Paesi Bassi Hendrikus Hollink
1975-76 19ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Paesi Bassi Hendrikus Hollink
Francia Paul Frantz (29-01)
1976-77 1ª in Division 2 1/8 finale n/a n.p. Austria Heinz Schilcher
Francia Elek Schwartz (07-11)
1977-78 3ª in Division 1 1/16 finale n/a n.p. Francia Gilbert Gress
1978-79 1ª in Division 1 1/2 finale n/a Coppa UEFA: 1/8 finale Francia Gilbert Gress
1979-80 5ª in Division 1 1/8 finale n/a Coppa dei Campioni: 1/4 finale Francia Gilbert Gress
1980-81 7ª in Division 1 1/2 finale n/a n.p. Francia Gilbert Gress
Francia Raymond Hild (24-09)
1981-82 7ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Francia Raymond Hild
Francia Roger Lemerre (22-11)
1982-83 15ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Francia Roger Lemerre
1983-84 8ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Germania Jürgen Sundermann
1984-85 16ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Germania Jürgen Sundermann
Francia Jean-Noël Huck (06-03)
1985-86 19ª in Division 1 1/8 finale n/a n.p. Francia Jean-Noël Huck
Francia Francis Piasecki (18-12)
1986-87 9ª in Division 2 1/4 finale n/a n.p. Francia Francis Piasecki
Francia Robert Herbin (13-09)
1987-88 1ª in Division 2 1/4 finale n/a n.p. Polonia Henryk Kasperczak
1988-89 18ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Polonia Henryk Kasperczak
Francia Jean-Pierre Dogliani (01-10)
Francia Gérard Banide (17-10)
1989-90 2ª in Division 2
(perde la promozione ai playoff)
1/16 finale n/a n.p. Francia Gérard Banide
Francia Albert Gemmrich (30-08)
Francia Léonard Specht (01-09)
1990-91 2ª in Division 2
(perde la promozione ai playoff)
1/32 finale n/a n.p. Francia Léonard Specht
1991-92 2ª in Division 2
(promosso dopo spareggi)
1/32 finale n/a n.p. Francia Gilbert Gress
1992-93 8ª in Division 1 1/32 finale n/a n.p. Francia Gilbert Gress
1993-94 13ª in Division 1 1/32 finale 1/2 finale n.p. Francia Gilbert Gress
1994-95 10ª in Division 1 Finalista 1/16 finale n.p. Svizzera Daniel Jeandupeux
Francia Jacky Duguépéroux (27-03)
1995-96 9ª in Division 1 1/4 finale 1/16 finale Coppa Intertoto: Vincitore
Coppa UEFA: 1/16 finale
Francia Jacky Duguépéroux
1996-97 9ª in Division 1 1/8 finale Vincitore n.p. Francia Jacky Duguépéroux
1997-98 13ª in Division 1 1/32 finale 1/16 finale Coppa UEFA: 1/8 finale Francia Jacky Duguépéroux
Francia René Girard (23-01)
1998-99 12ª in Division 1 1/16 finale 1/16 finale n.p. Francia Pierre Mankowski
1999-00 9ª in Division 1 1/4 finale 1/4 finale n.p. Francia Pierre Mankowski
Francia Claude Le Roy (27-11)
2000-01 18ª in Division 1 Vincitore
(Supercoppa: finale)
1/16 finale n.p. Francia Claude Le Roy
Francia Yvon Pouliquen (26-11)
2001-02 2 in Division 2 1/4 finale 1/4 finale Coppa UEFA: 1º turno Rep. Ceca Ivan Hašek
2002-03 13° in Ligue 1 1/32 finale 1/16 finale n.p. Rep. Ceca Ivan Hašek
2003-04 13° in Ligue 1 1/32 finale 1/16 finale n.p. Francia Antoine Kombouaré
2004-05 11° in Ligue 1 1/32 finale Vincitore n.p. Francia Antoine Kombouaré
Francia Jacky Duguépéroux (04-10)
2005-06 19° in Ligue 1 1/16 finale 1/16 finale Coppa UEFA: 1/8 finale Francia Jacky Duguépéroux
2006-07 3° in Ligue 2 1/16 finale 1/16 finale n.p. Francia Jean-Pierre Papin
2007-08 19° in Ligue 1 1/16 finale 1/16 finale n.p. Francia Jean-Marc Furlan
2008-09 4° in Ligue 2 8º turno 2º turno n.p. Francia Jean-Marc Furlan
2009-10 18° in Ligue 2 1/32 finale 1º turno n.p. Francia Gilbert Gress
Francia Pascal Janin (12-08)

Divisa, colori e simbolo[modifica | modifica sorgente]

Divisa e colori[modifica | modifica sorgente]

I colori sociali dello Strasburgo sono il blu e il bianco. Questi colori vengono normalmente utilizzati sulla maglia della squadra anche se, dalla seconda metà degli anni ottanta[46] fino ai primi anni 2000[47], è stato utilizzato il celeste come colore dominante delle divise.

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1936
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1979
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
1987
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
1997
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2001
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2005

Sponsorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1965, anno in cui fu autorizzata la stampa degli sponsor tecnici sulle maglie calcistiche[48], lo Strasburgo ha messo sotto contratto quattro fornitori tecnici. Il primo, utilizzato dal 1970 fino al 1972[49] e nella stagione 1975-76[50] è stato Le Coq Sportif, in seguito, a partire dal 1972[49], è stato sottoscritto un contratto con l'Adidas che è durato fino al 2000[47]. Il decennio successivo al 2000 vide l'alternarsi dell'Asics[47], dell'Adidas[47][51] e della Hummel[47] (attuale fornitore tecnico[51]) nel ruolo di fornitori tecnici.

Per quanto riguarda gli sponsor ufficiali, il primo (l'acqua minerale Vittel[48]) è stato introdotto nel 1968. Nella stagione 1970-71 sulle maglie compariva lo sponsor NAIRN[49], in seguito, a partire dal 1973[49] fino al 1981[25], la squadra sponsorizzò la banca cooperativa Crédit Mutuel, il cui logo fu riportato con le denominazioni Crédit Mutuel, Caisses Mutuelles o CMDP[25][49]. Negli anni ottanta le divise dello Strasburgo pubblicizzavano la compagnia assicurativa Samda[25], l'industria elettronica Hitachi[25] e infine la catena di ipermercati Mammouth[46]. Nel decennio successivo si avvicendarono diversi sponsor sulla maglia, tra cui i principali furono il marchio di fotocopiatrici Mita[28] e la Würth[28], mentre lo sponsor attuale è la società energetica Électricité de Strasbourg (abbreviato es[51]), che nel 2006 ha sostituito il precedente sponsor, Steelcase[51].

Simbolo[modifica | modifica sorgente]

[52]

Il logo della società (in uso dal 2006) è costituito da un cerchio di colore celeste attraversato da una striscia rossa (la stessa adottata sulla bandiera comunale[53]) e sormontato da una cicogna stilizzata (rappresentante l'Alsazia) accompagnato da un cerchio contenente una scritta in blu RCS (abbreviazione del nome della società) accompagnata da una cattedrale stilizzata dello stesso colore. All'interno del logo vi sono inoltre le scritte di colore bianco Racing Club de Strasbourg - Football.

Il primo simbolo adottato dalla società è stato introdotto negli anni venti ed era costituito da un ovale con le lettere RCS al di sopra delle quali era posizionato un rombo tagliato in due da una striscia rossa. Dal 1945 fu invece utilizzato un logo a losanga di colore blu accompagnato dalla scritta RCS, mentre nel 1950 fu introdotto uno scudo bianco tagliato in due dalla striscia rossa e sormontato da due cicogne bianche contornate di blu. Nel 1960 il simbolo divenne un trapezio blu tagliato dalla linea obliqua di colore bianco e con un cerchio nero nella metà inferiore (recante la scritta RCS) sormontato da una cattedrale stilizzata bianca (simbolizzante la cattedrale cittadina[54]). Questo logo subì una modifica nel 1971 in occasione dell'assorbimento della squadra dei Pierrots Vauban quando la cattedrale divenne di colore nero e la metà inferiore del simbolo di colore giallo con l'iscrizione RPSM (Racing Pierrots Strasbourg-Meinau).

Con la dismissione del vecchio nome fu adottato un logo più simile a quello attualmente in uso, che rimase corrente fino al 1997 con un'interruzione tra il 1985 e il 1988 in cui furono adottati due nuovi simboli che avevano come immagine dominante uno scudo a strisce accompagnato da due leoni oppure dalle dodici stelle della bandiera europea. Dal 1997 al 2006 fu invece utilizzato un logo di forma circolare con una mezza stella di colore blu scuro che, nelle intenzioni della dirigenza, doveva rappresentare la cicogna e la cattedrale.

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio della Meinau.
Veduta del campo dello Stadio della Meinau.

Lo Strasburgo gioca le partite interne nello Stadio della Meinau, costruito a partire dal 1921[9] sul giardino Hammerlé, già terreno di gioco della squadra a partire dal 1914[55]. In precedenza la squadra disputava le partite casalinghe nel campo del poligono di Neudorf[2] mentre le prime partite ufficiali della squadra sono state disputate in campi esterni.

Nel 2008[56], in previsione di una candidatura della Francia come Paese ospitante i Campionati Europei del 2016, è stato presentato il progetto di un nuovo impianto chiamato Eurostadium[56] che avrebbe dovuto ospitare anche le partite interne dello Strasburgo. Il progetto dello stadio, finanziato da fondi privati[57], fu però abortito nel luglio 2009 a causa di problemi economici che dirottarono i fondi su una ristrutturazione dello Stadio della Meinau[58].

Rosa 2012-2013[modifica | modifica sorgente]

Aggiornata al 10 agosto 2012

N. Ruolo Giocatore
1 Francia P Ziman Duki
2 Francia D Billy Modeste
4 Francia D Nicolas Gross
5 Colombia D Francisco Donzelot
4 Serbia D Milovan Sikimić
7 Francia C Benjamin Genghini
9 Francia A Julien Perrin
10 Francia C Adel Benchenane
11 Guinea A Saidou Sow
12 Francia C Alexandre Gisselbrecht
13 Francia D Ludovic Golliard
14 Francia A Gauthier Pinaud
N. Ruolo Giocatore
15 Italia A Fabio Mezzogori
16 Francia P Vauvenargues Kéhi
23 Mali D Abdoulaye Coulibaly
24 Francia C Thomas Martin
25 Francia A David Ledy
26 Francia C Steven Keller
28 Francia C Joris Ursch
32 Inghilterra A Tipo DiCatene
33 Francia C Anthony Sichi
36 Francia P Jérémy Bahloul
84 Italia C Francesco Maria Rinaldi
96 Italia A Alberto Napolitano

Rose anni precedenti[modifica | modifica sorgente]

1978-79, 1979-80

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del R.C. Strasbourg.

Giocatori convocati in nazionale[modifica | modifica sorgente]

Ventuno giocatori sono stati convocati durante il loro periodo di militanza nello Strasburgo[59]. Il primo calciatore dello Strasburgo ad aver ottenuto una convocazione in nazionale è stato l'attaccante Fritz Keller, che esordì tra i bleus nel 1934[60]. Il giocatore della squadra che ha totalizzato più presenze in nazionale è stato il centrocampista Oscar Heisserer, che totalizzò 18 presenze, di cui sette indossando la fascia di capitano[61]. Seguono Dominique Dropsy (17 presenze[62]) e Léonard Specht (16 presenze[63]), entrambi convocati tra il 1978 e il 1982.

Sono cinque i giocatori ad aver totalizzato almeno una presenza nella fase finale di una competizione internazionale: assieme a Keller e Heisserer (convocati rispettivamente per i Mondiali del 1934 e del 1938), vi sono anche Raymond Kaelbel[64], facente parte della spedizione classificatasi al terzo posto ai Mondiali del 1958 e già convocato nel 1954, Gérard Hausser[65] (inserito nella rosa dei convocati ai Mondiali del 1966) e Dominique Dropsy[62], convocato come terzo portiere ai Mondiali del 1978. Al 1996 risalgono le ultime convocazioni in Nazionale di giocatori militanti nello Strasburgo: gli ultimi due giocatori ad aver disputato una gara con bleus sono stati Mark Keller[66] e Frank Lebœuf[67].

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del R.C. Strasbourg e Racing Club de Strasbourg#Cronistoria.
Pascal Janin, allenatore della squadra a partire dal 2009, in panchina con Gilbert Gress.

L'instabilità dirigenziale che caratterizza la storia dello Strasburgo si riflette anche sul numero di allenatori che si sono avvicendati sulla panchina della squadra, in totale 51 dal 1928 fino al 2009[68]. L'apice dell'instabilità in seno alla panchina è stato toccato negli anni ottanta, in cui fu assunto un totale di tredici allenatori differenti[68]. A causa di ciò lo Strasburgo viene spesso paragonato all'Olympique Marsiglia[69][70], club la cui storia è caratterizzata da continui cambi in seno alla panchina. Alcuni di questi cambi sono avvenuti in occasione delle retrocessioni della squadra in seconda categoria: l'unico caso in cui non è accaduto ciò è stato nel 2008, quando Jean-Marc Furlan è stato confermato alla guida dello Strasburgo nonostante la retrocessione[68].

L'allenatore più titolato della squadra è Jacky Duguépéroux (una Coppa Intertoto e due Coppe di Lega), mentre il tecnico più rappresentativo della storia dello Strasburgo è Gilbert Gress[21][22] (eletto nel 1999 allenatore alsaziano del secolo[22]), che detiene alcuni record di longevità (ha guidato lo Strasburgo per tre anni tra il 1977 e il 1980, e ha totalizzato in tutto sei stagioni non consecutive di panchina)[22] oltre ad aver guidato la squadra al suo primo titolo nazionale.

Nel corso della sua storia lo Strasburgo ha avuto alla guida diciotto allenatori stranieri, in particolare durante gli anni trenta, in cui si avvicendarono tre tecnici di nazionalità austriaca[68]. Tra i tecnici che hanno guidato la squadra figura inoltre Roger Lemerre, unico allenatore sedutosi sulla panchina dello Strasburgo ad aver ottenuto l'incarico di commissario tecnico della nazionale francese.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Trofei nazionali[modifica | modifica sorgente]

1978-79
1976-77, 1987-88
1950-51, 1965-66, 2000-01
1963-1964, 1996-97, 2004-05

Trofei internazionali[modifica | modifica sorgente]

1995

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Secondo posto: 1934-35
Secondo posto: 1971-72, 2001-02
Secondo posto: 1936-37, 1946-47, 1994-95

Record[modifica | modifica sorgente]

Squadra[modifica | modifica sorgente]

Individuali[modifica | modifica sorgente]

Dominique Dropsy, al secondo posto nella classifica delle presenze dei giocatori dello Strasburgo.

Presenze[78]

Reti[79]

Tifosi[modifica | modifica sorgente]

Coreografia dei tifosi dello Strasburgo durante la finale di Coppa di Lega del 2005

Esistono sette[80] gruppi di tifoseria organizzata dello Strasburgo, creati nell'arco di quarant'anni[81][82]. Il più antico, fondato nel 1953 dall'attore Germain Muller[81][83], ha assunto negli anni ottanta la denominazione attuale (Club Central des Supporters[83]) e nel 2008 contava 800 partecipanti divenendo quindi il gruppo di tifosi dello Strasburgo più numeroso[84]. Dietro al Club Central des Supporters vi sono invece gli Ultra Boys 90[85], gruppo nato da un'ala della fazione estremista dei Meinau Boys[86]. Quest'ultimo gruppo, di idee politiche di estrema destra, si sono trovati spesso al centro di episodi di razzismo[87] e violenza nei confronti della polizia[88] risoltisi con severi provvedimenti giudiziari nei confronti dei colpevoli[89]. Ancor più estremista è invece il gruppo degli Elsass Korps, sciolto nel giugno del 2005[90]: anche in questo caso i membri, il cui comportamento richiamava quello degli hooligans (facevano ricorso a cori da stadio razzisti intonati nei confronti dei giocatori di colore[91]), sono stati oggetto di severe misure di legge anche a distanza di anni dallo scioglimento del gruppo[92].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La vicinanza dell'Alsazia alla Germania ha permesso alla tifoseria dello Strasburgo di intraprendere gemellaggi con i tifosi di alcune squadre tedesche, in particolar modo con quelli del Karlsruhe[95] (in particolare tra il gruppo Ultra Boys 90 e i Phönix Sons[93][94]), con i quali è stato fondato un sodalizio chiamato Blue Pirates[93]. Sussistono inoltre gemellaggi con gli Härlekins dell'Hertha Berlino[94][95] e i Rangers del Pisa[95].

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

Mappa dei club rivali dello Strasburgo.

I tifosi dello Strasburgo nutrono sentimenti di ostilità nei confronti di squadre geograficamente vicine come il Nancy[86] e il Metz[86], situate nella vicina Lorena. Più accesa è la rivalità con il Metz, i cui incontri sono talvolta caratterizzati da episodi di violenza da parte delle frange più estremiste delle tifoserie[96]. La rivalità con il Colmar risale alla fine degli anni quaranta quando le due squadre si incontrarono in Ligue 1 e terminò con la retrocessione d'ufficio del Colmar causa fallimento[93]. In passato i tifosi dello Strasburgo hanno inoltre manifestato ostilità nei confronti del Mulhouse[5][93], del Sochaux, nonché di alcuni club minori della regione negli anni successivi alla fondazione[97].

Note[modifica | modifica sorgente]

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  3. ^ a b c Storia dell'Offenburger Fußballverein
  4. ^ Pierre-Marie Descamps, Gérard Ejnès, Jacques Hennaux Coupe de France: La folle épopée, L'Équipe, 2007 (ISBN 2-915535-62-0)
  5. ^ a b c d e Gilles Gauthey, Le football professionnel français, Gilles Gauthey, Paris, 1961, pagg. 235-244
  6. ^ A.A.V.V.., 100 ans de football en Alsace (tome 2), Strasbourg, LAFA, 2002, pag. 89 (ISBN 2-911219-13-9)
  7. ^ Alfred Wahl, Les archives du football, Paris, Gallimard, 1989, p. 256, (ISBN 2-07-071603-1)
  8. ^ Cronologia della classifica della stagione 1934-1935 della Division 1, dal sito ufficiale della Ligue 1
  9. ^ a b Gauthey, pag. 235
  10. ^ Referto ufficiale della finale di Coppa di Francia 1936-1937
  11. ^ a b Gauliga Elsaß 1940-41
  12. ^ Coppa di Germania 1941-1942 su RSSSF
  13. ^ Referto ufficiale della finale di Coppa di Francia 1946-1947
  14. ^ Cronologia della classifica della stagione 1946-1947 della Division 1, dal sito ufficiale della Ligue 1
  15. ^ Referto ufficiale della finale di Coppa di Francia 1950-1951
  16. ^ Gauthey, pag. 242
  17. ^ a b Coppa delle Fiere 1964-65 dall'archivio RSSSF
  18. ^ a b Cronologia della classifica della stagione 1964-1965 della Division 1, dal sito ufficiale della Ligue 1
  19. ^ a b c Storia dello Strasburgo, dal sito ufficiale
  20. ^ a b Cronologia delle denominazioni della squadra, dal sito rsssf.com
  21. ^ a b c Perrine Bonnet, Gilbert Gress, toujours indomptable, CUEJ 2006, pagg. 10-11
  22. ^ a b c d Biografia di Gilbert Gress su racingstub.com
  23. ^ stagione 1976-77, stagione 1977-78 e stagione 1978-79 su racingstub.com
  24. ^ a b Divorce à l'Alsacienne, articolo pubblicato su France Foot, riportato dal sito racingstub.com
  25. ^ a b c d e f Les années 80 : une décennie pleine de difficultés su racingstub.com
  26. ^ Daniel Hechter su racingstub.com
  27. ^ a b Scheda dello Strasburgo, dal sito pari-et-gagne.com
  28. ^ a b c d e De 1990 à 1997 : le Racing a retrouvé un certain rang su racingstub.com
  29. ^ Classifica finale della stagione 1994-95 della Division 1
  30. ^ Classifica finale della stagione 1996-97 della Division 1
  31. ^ Referto della finale di Coppa di Francia 2000-2001, dal sito ufficiale della federazione calcistica francese
  32. ^ a b c De 2003 à 2006 : l'espoir encore déçu su racingstub.com
  33. ^ De 1997 à 2003 : les années Proisy su racingstub.com
  34. ^ Ginestet démissionne, Léonard Specht nouveau président, su Alsace News, riportato su dorffer-patrick.over-blog.fr
  35. ^ Ligue 2 : Ginestet reprend les commandes à Strasbourg, Le Monde, 24 agosto 2009
  36. ^ Stéphane Godin, Le Racing file à l’anglaise, L'Alsace, 5 dicembre 2009. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  37. ^ Strasbourg plonge dans le coma su L'Équipe
  38. ^ Le RC Strasbourg chute en National su Libération
  39. ^ a b Cronistoria dello Strasburgo su racingstub.com
  40. ^ Campionati d'Alsazia, dall'archivio RSSSF
  41. ^ a b Eventuali date tra parentesi indicano il giorno in cui avviene l'avvicendamento dell'allenatore
  42. ^ a b c Cronologia degli allenatori dello Strasburgo, dal sito rsssf.com
  43. ^ Gauliga Elsaß 1941-42
  44. ^ Gauliga Elsaß 1942-43
  45. ^ Gauliga Elsaß 1943-44
  46. ^ a b Cronologia delle maglie dello Strasburgo dal 1985 al 1990, su racingstub.com
  47. ^ a b c d e Cronologia delle maglie dello Strasburgo dal 2000 al 2005, su racingstub.com
  48. ^ a b Cronologia delle maglie dello Strasburgo dal 1965 al 1970, su racingstub.com
  49. ^ a b c d e Cronologia delle maglie dello Strasburgo dal 1970 al 1975, su racingstub.com
  50. ^ Cronologia delle maglie dello Strasburgo dal 1975 al 1980, su racingstub.com
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  58. ^ Samy Sadkaoui, Ce sera sans Eurostadium, Le Figaro, 3 luglio 2009
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  60. ^ Fritz Keller su fff.fr
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  69. ^ Guy Thomann, RC Strasbourg, une société anonyme de footballeurs, L'Humanité, 8 ottobre 1997
  70. ^ Sylvie Marchal, Foot - Avec Gress, la sauce ne prend pas, France Soir, 11 agosto 2009
  71. ^ Classement Mondial perpétuel des Clubs su IFFHS.de
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  73. ^ Les deux visages du sorcier blanc, L'Équipe Magazine, n. 1276, 9 dicembre 2006, pag. 106
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  97. ^ De 1906 à 1933 : la construction du club su racingstub.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Alfred Wahl, Les archives du football, Parigi, Gallimard, 1989, ISBN 2-07-071603-1.
  • A.A.V.V., L'épopée de la coupe, La Nuée bleue, 1995, ISBN 2-7165-0367-2.
  • Pierre-Marie Descamps, Gérard Ejnès, Jacques Hennaux Coupe de France: La folle épopée, L'Équipe, 2007. ISBN 2-915535-62-0
  • Gilles Gauthey, Le football professionnel français, Parigi, Gilles Gauthey, 1961, ISBN 2-7165-0367-2.
  • A.A.V.V., Il était une fois le Racing, toute l'histoire du club omnisport strasbourgeois, Ronald Hirlé, Berger-Levrault, 1991.
  • Dirk Bitzer, Bernd Wilting, Stürmen für Deutschland: Die Geschichte des deutschen Fußballs von 1933 bis 1954, Campus Verlag GmbH, 2003. ISBN 978-3-593-37191-7

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